{"id":47199,"date":"2021-10-18T19:14:38","date_gmt":"2021-10-18T18:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47199"},"modified":"2021-10-18T19:14:39","modified_gmt":"2021-10-18T18:14:39","slug":"premio-racconti-per-corti-2022-quando-una-storia-e-solo-una-storia-di-nicola-buoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=47199","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2022 &#8220;Quando una storia \u00e8 solo una storia&#8221; di Nicola Buoso"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella che leggerete \u00e8 una storia senza \u201ceffetti speciali\u201d, senza altro significato se non quello di \u201cvolere raccontare\u201d, scritta per la realizzazione di un film com\u2019era una volta, tanti anni fa: un film muto e in bianco e nero, senza voci, suoni e rumori.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la sorte vorr\u00e0 che questa storia diventi un film, muto e in bianco e nero, eccovi un consiglio per la sua visione, leggete le didascalie con attenzione ma anche velocemente per non perdere cos\u00ec il filo della trama, e nel silenzio di una recitazione in cui gli attori \u201cparlano\u201d solo con i gesti e l\u2019espressivit\u00e0 dei loro volti, vedrete un film che racconta una storia come quando questa era solo una storia, come lo era agli albori, e cos\u00ec capirete perch\u00e9 il tempo \u00e8 solo una convenzione, e che da allora ad oggi, anche se tutto in apparenza \u00e8 cambiato, nelle sue radici, per\u00f2, nulla \u00e8 mutato.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora, non mi resta che una cosa da scrivere: &lt;&lt;Benvenuti al cinema!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>In una citt\u00e0, in un pomeriggio, ai giardini, in un qualsiasi anno dal 1900 al 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>I protagonisti della storia sono: Alice una donna sui trent\u2019anni, molto bella, Ettore un uomo sui quarant\u2019anni dall\u2019aspetto assai giovanile, Mildred una donna anch\u2019essa sui quarant\u2019anni dall\u2019aspetto serioso, Ettore e Mildred da anni sono legati sentimentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra una scena e l\u2019altra saranno inseriti dei cartelli con le didascalie, l\u2019accompagnamento musicale \u00e8 facoltativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Su una panchina, ai giardini, c\u2019\u00e8 un mazzo di rose, per essere precisi, una dozzina.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice sta passeggiando, come fa di solito, quasi tutti i giorni, le piace farlo, e mentre cammina, passa davanti a quella panchina e non pu\u00f2 fare a meno di notare le rose, che sono i suoi fiori preferiti, ed \u00e8 per questo che si ferma e le guarda, sul suo viso \u00e8 evidente un\u2019espressione di grande curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;\u2026 e queste, cosa ci fanno qui, sembrano abbandonate, ma no, forse solo dimenticate&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice si guarda attorno cercando qualcuno che si possa pensare sia il proprietario di quei fiori, ma in quel momento, nei paraggi, oltre a lei non c\u2019\u00e8 nessuno, e allora si siede sulla panchina, prende fra le sue mani il mazzo, lo guarda, conta quante sono le rose, poi le annusa, \u00e8 estasiata dal profumo che emanano e che le fa ricordare dei momenti felici di una sua storia amorosa, ormai finita, ma \u00e8 solo un attimo di nostalgia quello che la coglie, subito rinchiuso in un fugace sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Sono proprio quelle che piacciono a me, quante ne ho ricevute \u2026 bei tempi \u2026 passati \u2026 le ripongo dov\u2019erano, qualcuno, ne sono certa, verr\u00e0 a riprenderle&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice si alza in piedi e continua la sua passeggiata ma non pu\u00f2 fare a meno, un paio di volte, di voltarsi per vedere se qualcuno si avvicina alla panchina.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: Venti minuti dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice, tornando, passa di nuovo davanti alla panchina, il mazzo di rose \u00e8 ancora l\u00ec, lei le nota, sospira ammirata, il suo desiderio \u00e8 che siano sue, si guarda attorno, ma non vede nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt; Sono cos\u00ec belle, fortunata la donna che le ricever\u00e0!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice continua a guardare le rose, sta pensando che cosa fare e decide.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;\u2026 ma nessuna le ricever\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 un po\u2019 di tempo che sono l\u00ec, ora sono sicura, sono state abbandonate qui di proposito, non ci pu\u00f2 essere altra spiegazione, un mazzo cos\u00ec non si dimentica, e allora lo prendo io!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec Alice con le rose si allontana lentamente da l\u00ec, lei infatti \u00e8 un po\u2019 stanca.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: Pochi minuti dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>In prossimit\u00e0 della panchina arrivano Ettore e Mildred, stanno litigando, il loro comportamento non lascia possibilit\u00e0 a una diversa interpretazione, gesticolano, parlano a alta voce, lei ogni tanto urla anche, si fermano davanti a quella panchina e l\u00ec, lui sembra calmarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Mildred ti prego, facciamo pace, sono pi\u00f9 di venti minuti che tento di convincerti che non mi sono dimenticato del nostro anniversario, e dov\u2019eravamo, al bar, si ricorderanno a lungo di noi e della nostra scenata&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Mildred lo guarda e poi, indispettita, gli d\u00e0 le spalle, dritta in piedi con le braccia incrociate e lo sguardo imbronciato, lui allora le picchietta con dolcezza su una spalla e le parla.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Guarda cosa ti ho comprato, sulla panchina c\u2019\u00e8 un mazzo di rose, quelle tue preferite, le avevo lasciate qui per te, doveva essere una sorpresa!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei per qualche secondo sembra pensare se voltarsi oppure no, vuole apparire indecisa, poi si gira e guarda dove gli ha detto Ettore ma non vede i fiori, lui, che a sua volta se n\u2019\u00e8 accorto, meravigliato, non si capacita di questa situazione, chiedendosi dove sono, cercandole per terra, di fianco e sotto la panchina, senza trovarle, Mildred, furiosa, riprende a gesticolare e urlare contro Ettore.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Lo sapevo, ti sei dimenticato, proprio come l\u2019anno scorso, e ammettilo Ettore che hai un\u2019altra&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ettore la guarda sbalordito e allarga le braccia come a volerle dire che non sa darsi una spiegazione a quello che \u00e8 successo, e poi le parla.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Mildred devi credermi, non capisco dove siano le rose, erano qui, io ti amo e non ci sono altre donne nella mia vita&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento ritorna Alice, si ferma davanti a loro due e offre il mazzo a Mildred.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Ho sentito le urla, non ero molto distante da qui e vi ho visti, mi dispiace, le rose le ho prese io, lui non c\u2019entra, eccole, sono sue&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Mildred fissa Alice con astio e le fa capire chiaramente a gesti che non vuole le rose, e allora Alice le appoggia sulla panchina, e poi Mildred si rivolge arrabbiata a Ettore.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Ne ero sicura, avevi proprio un\u2019altra, fra di noi \u00e8 finita, non farti pi\u00f9 vedere!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Mildred se ne va camminando con passo svelto e visibilmente seccata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ettore guarda sconsolato Mildred allontanarsi, poi si siede sulla panchina vicino al mazzo di rose.<\/p>\n\n\n\n<p>Alice a sua volta, si sente in colpa per quello che \u00e8 successo e si siede vicino a Ettore per consolarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Non se la prenda, vedr\u00e0, magari la signora ci ripensa e tutto si sistemer\u00e0&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ettore la guarda, \u00e8 pensoso, non ha pi\u00f9 l\u2019intenzione di tornare con Mildred, e Alice \u00e8 molto bella, l\u2019espressione che si dipinge sul suo volto \u00e8 quella di chi ha trovato la soluzione ai suoi problemi, per questo prende il mazzo di rose e lo porge ad Alice.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Le prenda, la prego, sono sue, le accetti signorina, questo mi consoler\u00e0 \u2026 ma \u2026 non so nemmeno il suo nome!&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 imbarazzata ma non le rifiuta, era da molto tempo che non ne riceveva.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Grazie, mai nessuno prima mi aveva regalato delle rose belle come queste, mi chiamo Alice&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si volta in modo che Alice non veda il suo viso, e fa un\u2019espressione sorniona, soddisfatto, come quella di un gatto che si \u00e8 appena mangiato il topo.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: &lt;&lt;Queste sono solo le prime, vedrai Alice, ogni anno, in questo giorno, per festeggiare il nostro anniversario, te ne regaler\u00f2 delle altre, e ogni volta saranno pi\u00f9 belle di quelle dell\u2019anno prima&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, pensosa, prima guarda lui, e dopo le rose, poi si alza in piedi, e lui fa altrettanto, e sorridenti se ne vanno insieme, a braccetto.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: E vissero per sempre \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: Forse sar\u00e0 meglio aspettare il prossimo anno, per l\u2019anniversario.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: Beh, nel frattempo: \u201cThe End\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>CARTELLO: Quando una storia era solo una storia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_47199\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"47199\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 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