{"id":46624,"date":"2021-06-01T11:54:21","date_gmt":"2021-06-01T10:54:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46624"},"modified":"2021-06-01T11:57:21","modified_gmt":"2021-06-01T10:57:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-qualcosa-in-piu-di-granit-baqai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46624","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Qualcosa in pi\u00f9&#8221; di Granit Baqaj"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c\u00c8 un lavoro come qualsiasi altro\u201d diceva ogni sera, mentre si preparava ad uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera Ivan era passata a prenderla prima. Diceva che avrebbe lavorato in un altro posto, una zona residenziale vicino al centro. Ne fu contenta perch\u00e9 significava che sarebbe stata pagata di pi\u00f9, e sicuramente avrebbe patito meno il freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una trentina di minuti arrivarono in un quartiere elegante. Ivan accost\u00f2 e disse&nbsp; \u201cSignor Destefani, in quel palazzo la\u201d indicandole un condominio signorile che si trovava tra due ristoranti. Poi girandosi verso di lei, le aveva detto:\u201dsei Karin, stasera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scendeva dalla macchina quasi subito si era accorta di come i palazzi erano puliti in quel posto. L\u2019aria che lei respirava sembrava diversa da quella che le riempiva i polmoni negli alloggi dove stava. Aveva qualcosa di pi\u00f9 leggero e pi\u00f9 costante, come l\u2019odore che hanno le cose nuove.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver raggiunto la porta del condominio, premette il campanello, e nel farlo le unghie nuove color porpora sfregarono sul metallo producendo un rumore freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cs-si?\u201d aveva chiesto una voce esitante<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao tesoro, sono Karin\u201d le aveva detto lei avvicinandosi al citofono come fosse un viso umano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh-oh, p-piano terra\u201d aveva trasmesso l\u2019interfono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La porta scatt\u00f2 e lei entrando pens\u00f2 che faceva proprio fatica ad immaginarselo. Arriv\u00f2 alla porta e dall\u2019interno sent\u00ec dei rumori meccanici. Si agit\u00f2 per un secondo e la paura la fece indietreggiare di un passo. La porta si apr\u00ec lentamente. Inizialmente non vide nessuno, poi vide un\u2019ombra bassa. Una volta che la porta fu aperta interamente, cap\u00ec che niente di quello che aveva vissuto l\u2019aveva preparata alla persona che si trov\u00f2 davanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma lo ha sempre detto, si lo ha detto a me, diceva che siamo tutti un po&#8217; diversi. Anche quando le chiedevo perch\u00e9 gli altri bimbi potevano giocare al parco e io no. Era perch\u00e9 ero diverso, come gli altri,\u2026o forse\u2026 un po\u2019 di pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, non \u00e8 stato semplice crescere un figlio come me. Mamma \u00e8 stata forte, molto forte, lo so.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo ancora di quella volta che mi ha raccontato di come sono nato. Avr\u00f2 avuto 13 anni, ed ero tornato da scuola in lacrime perch\u00e9 ero inciampato nelle scale ed ero caduto davanti a tutti. Agli sguardi imbarazzati ero abituato, ma le parole imbrattate di gentilezza non provocavano la met\u00e0 del dolore che riuscivano a farmi quelle risate. Ogni sogghigno che sentivo mi tagliava e mi privava di qualcosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre si era avvicinata col cuore sospeso e mi aveva abbracciato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9? Perch\u00e9 sono cos\u00ec?\u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Nel buio della stanza aveva pianto anche lei. Mi aveva detto che non era mai stata colpa nostra. Era l\u00ec che mi aveva raccontato del giorno in cui ero nato. Singhiozzava mentre parlava, e le sue mani avevano rimosso, pi\u00f9 volte, le gocce che le cadevano dallo sguardo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai Luca \u201c la prima volta che ti vidi eri ancora ricoperto da uno strato lucido, come a non volerti dimenticare di quegli ultimi mesi\u2026\u201d Disse, appagata dalla calma che le procurava quel ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026ed eri la cosa pi\u00f9 bella che avessi mai visto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fu una pausa in cui sorrise.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec ma perch\u00e9 sono cos\u00ec mamma?\u201d ricordo d\u2019aver chiesto, interrompendo quel suo rievocare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo sguardo si era ingrigito subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cil medico..\u201d sospir\u00f2 \u201c..penso che abbia commesso un errore. Diceva-diceva che c\u2019erano state delle complicazioni e che aveva\u2026 fatto una manovra diversa dal solito per farti nascere&#8230; Mi-mi aveva assicurato che non ci sarebbero state conseguenze\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Invece le conseguenze c\u2019erano state. Erano passati pochi mesi dalla nascita quando mamma e pap\u00e0 si accorsero che la realt\u00e0 aveva mancato l\u2019appuntamneto con le aspettative. Non rispondevo agli sguardi subito, mangiavo poco e non riuscivo a stringere nulla con le mie mani.&nbsp; Ma la cosa peggiore fu che avevo una piccolissima sensibilit\u00e0 alle gambe. La chiamavano tetraparesi, io sapevo solo che facevo tanta fatica a camminare.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ero l\u00ec, ma in me qualcosa non era mai nato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse il pi\u00f9 grande aiuto lo trovai quando incontrai Alessia. Lei era una volontaria che lavorava nel centro studio che frequentavo dopo scuola. Aveva gli occhioni verdi e guardava il mondo al di sopra di un sorriso che non sapeva smettere di esserci. \u00c8 stato grazie alle passeggiate che facevamo tra i boschi del Conero che mi ha aiutato ad affrontare grandi difficolt\u00e0. Insieme abbiamo riso, urlato, abbiamo pianto insieme. Lei mi accoglie, sa leggermi negli occhi senza nemmeno che io abbia bisogno di parlare, mi sa aspettare ed \u00e8 la ragazza pi\u00f9 dolce con cui abbia condiviso la mia vita. Ogni tanto litighiamo anche, mi manda a quel paese, ma io l\u2019adoro per questo perch\u00e9 vuol dire che tiene a me, che non mi tratta come fossi di cristallo, ma come fossi una persona\u2026vera. Come tutti gli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ad essere molto dolce, Alessia, \u00e8 anche molto bella. Ho avuto il piacere di ammirare il suo corpo una volta, non so nemmeno io cos\u2019abbia, ma per me \u00e8 il massimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sognato, pi\u00f9 volte, mio malgrado, di essere al posto di suo marito. Di condividere con lei la bellezza di una vita insieme. L\u2019ho desiderata anche fisicamente, di poter sentire il suo calore sulla mia pelle, il suo profumo, la sua morbidezza. Il suo amore. Ma so che questo non accadr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 anche per questo se ho cercato altrove il bisogno di contatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la vidi era bellissima. Era ferma sulla soglia di casa, mi fissava da sotto una giacca che le copriva met\u00e0 corpo. Se in quel momento era scandalizzata non lo fece vedere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi presentai \u201cP-piacere Luca\u201d le dissi con un leggero sorriso<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuonasera caro, io mi chiamo Karin\u201d. Disse con una voce molto sensuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tolse la giacca e vidi che sotto indossava una gonna corta in pelle nera e sopra un cardigan di lana pettinata rosso bordeaux che le rimarcava le curvature del seno. A quella visione, sent\u00ec un calore crescermi sotto il viso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPossiamo andare in-in salotto se vuoi\u201d dissi mentre con la mano le indicai la direzione. \u201cVuoi qualcosa da bere?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Accett\u00f2 e le versai un bicchiere di Verdicchio Riserva, che avevo gi\u00e0 preparato per l\u2019evenienza. Con un po\u2019 di difficolt\u00e0, tirai su la manica della camicia bianca che portavo e brindammo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 la prima volta con uno.. come me?\u201d chiesi dopo il primo sorso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUno come te?\u201d disse sorridendomi, come ad aver accettato immediatamente quella condizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bevvi un altro sorso di vino e nel deglutire sent\u00ec un\u2019emozione di piacere diffondersi sotto il volto. Mi resi conto che ai suoi occhi ero un qualsiasi individuo. Gi\u00e0, potevo essere chiunque, ma per lei ero una persona. E quel pensiero mi fece star bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiese di usare il bagno e la vidi attraversare la sala prima di scomparire in un altro locale.&nbsp;&nbsp; Guardai il bicchiere di vino, che aveva appoggiato sul tavolino, e notai l\u2019impronta rosea che le sue labbra avevano lasciato sul bordo del calice. Immaginai che fossero le labbra di Alessia ad aver firmato il suo passaggio. A quel pensiero sorrisi timidamente. Lei non era qui. C\u2019ero solo io, con il mio bisogno di sentire qualcosa che non avevo mai avuto, e che ne sentivo tremendamente l\u2019assenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al suo ritorno si avvicin\u00f2 a me. Il mio cuore diffondeva battiti che non riuscivo a seguire. Continu\u00f2 ad avvicinarsi fino ad avere il suo volto davanti al mio e mi diede un bacio. Il primo bacio della mia vita. Mi resi conto che avevo tenuto gli occhi aperti, come a vedere se quello che stavo vedendo coincidesse con quello che sentivo. Lei si accorse e sorrise.&nbsp; Aveva le labbra sottili e calde. Il contatto di quelle nostre parti fu qualcosa di cos\u00ec intimo che mi colse quasi alla sprovvista.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPosso sedermi?\u201d disse lei con una voce carica di erotismo. Una voce con cui nessuna donna si era mai rivolta a me.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette sopra le mie gambe e mi baci\u00f2 ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non so per quanto tempo continuammo, so solo che imparai a lasciarmi andare a quella sensazione. Chiusi gli occhi. I movimenti erano diventati pi\u00f9 fluidi e sembrava quasi ballassimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi che andiamo in camera?\u201d mi chiese mentre con la mano accarezz\u00f2 il mio volto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Accettai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci indirizzammo verso la stanza da letto. Ero un po&#8217; goffo nei miei passi ma notai che volse lo sguardo nella mia direzione una sola volta. Mi fece quasi piacere che non si offr\u00ec di aiutarmi a camminare. Era una donna molto intelligente, aveva sicuramente sentito che un qualsiasi suo intento di soccorso mi avrebbe messo ulteriormente a disagio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato a letto mi sdraiai sulla schiena e lei si mise sopra di me. Inizi\u00f2 a sbottonarmi la camicia. Fu quando mi accorsi che le tremavano un po\u2019 le mani che decisi di prenderle le dita e baciarle. Conosco bene quello che accade alle mani, perch\u00e9 io le ho sempre usate, nonostante la difficolt\u00e0, apprendendo a sentirle, forse, pi\u00f9 di tanti altri. Ho capito che hanno un cervello loro, e le emozioni spesso ci si possono intrappolare dentro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte facemmo l\u2019amore. La sua incertezza in alcuni momenti mi fece sentire che per entrambi era, in qualche modo, una prima volta. Fu bellissimo anche per questo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fu un momento molto intenso anche dopo, quando eravamo sdraiati, uno da parte all\u2019altro. Condividere il respiro con lei e guardarci senza parlare, dopo l\u2019intensit\u00e0 di quell\u2019atto cos\u00ec intimo, fu forse la parte che pi\u00f9 mi riemp\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si rivest\u00ec e ci salutammo con un bacio. Le diedi i soldi per quello che mi aveva regalato e l\u2019accompagnai alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arriv\u00f2 a casa si cambi\u00f2 i vestiti e mentre svuotava la borsa trov\u00f2 una lettera. L\u2019apr\u00ec spiegandone le pieghe che aveva preso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cKarin, dolce creatura, mi sono permesso di comprare un po\u2019 della tua vita oggi. Per portare, forse, con un po\u2019 di egoismo, qualche momento di piacere nella mia. Ti chiedo scusa per questo. So di aver commesso un errore..<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io non ti conosco, non so nulla di te. L\u2019unica cosa che mi auguro, e che lo spero con tutto il mio cuore, \u00e8 che tu sia felice.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Credo che sia io che te siamo accomunati dalle difficolt\u00e0 che questa vita ci ha riservato. Facciamo entrambi del nostro meglio per poterle affrontare e superare. Per farlo io cerco di aggrapparmi ad essa e trovare le forze per combattere, anche grazie alle persone che mi sono vicine, che mi aiutano, e oggi quella persona sei stata tu.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non so che effetto possa avere questa lettera su di te, forse ti sembrer\u00e0 ridicola, forse ti far\u00e0 sorridere. Io spero nella seconda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti saluto dolce Karin.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Grazie per avermi mostrato quest\u2019emozione. Grazie per avermi liberato.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sorrise. Nel lavoro che faceva si era arricchita di tanti nominativi diversi. Era stata una donnaccia, una sgualdrina, una poveraccia o una puttana\u2026qualche volta era pure stata l\u2019amore di qualcuno. Ma non si era mai permessa di mostrarsi emozionata. Mentre ripiegava la lettera sent\u00ec che una lacrima le aveva attraversato il viso. Era la prima volta, da tanto tempo, che qualcosa le era passato attraverso la dura corazza che si era costruita per proteggersi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra un lavoro come qualsiasi altro\u201d diceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se, oggi, era stato qualcosa di pi\u00f9.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46624\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46624\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c\u00c8 un lavoro come qualsiasi altro\u201d diceva ogni sera, mentre si preparava ad uscire. 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