{"id":46589,"date":"2021-06-01T12:33:19","date_gmt":"2021-06-01T11:33:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46589"},"modified":"2021-06-16T16:11:15","modified_gmt":"2021-06-16T15:11:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-haida-di-cristina-gatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Haida&#8221; di Cristina Gatti"},"content":{"rendered":"\n<p>Haida era sconvolta. Che cosa era successo, qualcuno l&#8217;aveva forse bastonata? Si sentiva cos\u00ec. Si sentiva come se le fosse crollato un muro addosso. Forse si trattava del suo muro?<\/p>\n\n\n\n<p>Con la fantasia aveva creato un imponente palazzo dalle pareti nere e lucide, il simbolo del successo, il suo totem. Ora quelle mura non c&#8217;erano pi\u00f9. Cercava negli anfratti pi\u00f9 reconditi della sua mente, chiudendo gli occhi. Ma non c\u2019era che il vuoto. La sua sicurezza era crollata insieme alle fantasie di potenza. Improvvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le era sempre piaciuto immaginare i vetri a specchio delle finestre che riflettevano i raggi del sole pomeridiano ai piani alti del suo palazzo, modernissimo e sofisticato, una meravigliosa creazione, frutto della sua volont\u00e0. Ci aveva messo una vita a pensarlo quel palazzo. Aveva scelto con cura ogni particolare. Era la dimora di una donna di successo, che mostrava nella finezza dei materiali scelti, la sua forza e il suo valore al mondo. Ma esisteva soltanto nella sua mente. Per il momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Haida aveva deciso che avrebbe realizzato quel sogno, ne portava l&#8217;immagine negli occhi dal momento che &nbsp;aveva scelto di essere diversa da sua madre. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sono un medico, sono una donna, ma costringer\u00f2 tutto il mondo a dimenticarlo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un medico bravissimo Haida, dinamica, energica, preparata, puntigliosa, testarda, competente. Una forza della natura. Non c&#8217;era niente che potesse fermarla e gli ostacoli che incontrava, soprattutto da parte dei colleghi maschi, la stimolavano ancora di pi\u00f9 a emergere e realizzarsi. Quel palazzo la teneva in piedi. La rendeva orgogliosa di s\u00e9 stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rendeva orgoglioso di lei anche quel brav&#8217;uomo di suo padre, Omar. Un algerino, imprenditore, commerciante di stoffe, un uomo considerato benestante e per questo tollerato dalle frange pi\u00f9 integraliste islamiche per le sue, diciamo cos\u00ec, aperture al mondo occidentale. Era quindi un illuminato, per quanto potesse esserlo un uomo algerino. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Front de Lib\u00e8ration Nationale<\/em> , che propugnava la restaurazione dello stato algerino all&#8217;interno dei principi dell&#8217;Islam e il Governo algerino dell&#8217;allora colonia francese sotto il presidente De Gaulle non sospettavano che oltre ad essere un uomo strano era anche un rivoluzionario. Omar era impegnato con il <em>MNA (Mouvement National Alg\u00e9rien)<\/em>, di ispirazione socialista, per l&#8217;indipendenza del paese. E per questo rischiava la vita ogni giorno. E con lui sua moglie Al\u00ecce e la sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sposato Al\u00ecce due anni prima, una graziosa, minuta e devota fanciulla francese, conosciuta durante i suoi viaggi di lavoro in Provenza. Gli era subito piaciuta: aveva occhi neri e vellutati che lo facevano sentire a casa. Quegli occhi gli erano familiari, ma non aveva mai pensato che forse lo sguardo di sua moglie ricordava quello delle donne arabe. Eppure ne aveva incontrati molti di quei volti, donne che aveva conquistato e qualche volta amato. Donne che sarebbero rimaste sue per sempre, tutte quante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il padre di Haida aveva una fervida immaginazione, proprio come lei. Lui per\u00f2 aveva costruito un harem femminile anzich\u00e9 un palazzo. Anche lui possedeva un tesoro immaginario che teneva soltanto per s\u00e9: era un uomo che piaceva molto e credeva di poter avere qualsiasi donna lui avesse desiderato. C&#8217;era tutta la femminilit\u00e0 del mondo in quel suo harem, volti dorati, morbide ciocche di capelli, pelli vellutate, occhi dei colori pi\u00f9 vari,&nbsp; profumi inebrianti e &nbsp;i fruscii leggeri degli abiti femminili. Era il suo rifugio di pace pensare a quanto sa essere accogliente una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando vide Al\u00ecce seduta dietro la scrivania di quell\u2019ufficio impolverato, le sue labbra si inumidirono e sent\u00ec in bocca il gusto del pasticcino alla crema che aveva appena consumato al bar di sotto. Era graziosa, dolce, decisamente bella. Aveva movenze delicate. Era una donna francese e le francesi sono famose per la loro grazia, ma qualcosa in lei gli ricordava anche la devozione e la sottomissione tipica delle sue compatriote. Questo miscuglio era affascinante e lo eccitava molto. Dopo meno di un anno fu sua moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Haida era tutta un&#8217;altra cosa, lei da sua madre non aveva ereditato niente. Sentiva un fastidio insopportabile al solo pensiero dell&#8217;amore stucchevole e affettato che sua madre aveva riservato al marito per tutta la vita. Era piccola, ma ricordava bene come fosse civettuola e ammiccante con suo padre, mentre a lei riservava le attenzioni che si danno agli obblighi pi\u00f9 ingrati. Il suo sguardo perdeva luce non appena si posava su di lei. Ma bastava il solo suono della voce di Omar che rientrava a casa per vederla saltellare rianimata e cinguettante.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non era cos\u00ec. &nbsp;Lei era solida, era intelligente. Aveva avuto successo senza nessun bisogno dell&#8217;aiuto e della protezione di un uomo. Lei sarebbe presto riuscita a edificare quello splendido palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mai allora si sentiva cos\u00ec a pezzi? Il suo palazzo era crollato. Non abbattuto dalle bombe dei suoi amici kamikaze, n\u00e9 dai missili lanciati durante le guerriglie nelle quali si era trovata troppo spesso a partecipare. Ma da una fragile donnetta dagli occhi grandi e umidi alla quale aveva salvato il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non lo capisce questa qui, che sto facendo soltanto il mio lavoro? Perch\u00e9 continua a guardarmi cos\u00ec?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Fathma era una giovane ossuta donna algerina che si era ferita durante un&#8217;azione volta a fermare l&#8217;emigrazione dal paese. Un manipolo di uomini armati le aveva sparato mentre stava scappando dalla povert\u00e0 e dalla violenza riservata alle donne che avevano avuto figli fuori dal matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fathma era stata violentata, ma la volevano vittima due volte. L&#8217;avevano lasciata in pace fino a che non avesse partorito. Poi tre uomini si erano presentati alla sua porta per strapparle il bambino nato pochi giorni prima. E lei era scappata.<\/p>\n\n\n\n<p>Braccata da una parte dai suoi inseguitori, correva verso il confine incontro a guardie armate e senza scrupoli. Tra due fuochi, si trascinava sgusciando tra la vegetazione col bimbo in braccio quando dall&#8217;alto la mano gentile di un angelo si mosse a&nbsp; compassione e la fece inciampare. La caduta le evit\u00f2 il proiettile rivolto a lei, fin\u00ec dentro una buca, forse una trappola per animali, con la caviglia dolorante.&nbsp; Ma il bimbo non piangeva pi\u00f9. E un rivolo di sangue apparve da dietro il piccolo orecchio sinistro. Si accasci\u00f2 con la testa sul corpicino immobile e desider\u00f2 la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>La preghiera di Fathma non fu ascoltata. Era ancora viva quando qualche ora pi\u00f9 tardi la ritrovarono i volontari di una organizzazione di assistenza sanitaria ai profughi che operava nei pressi. E era vivo anche il suo bambino. Furono trasportati all&#8217;ospedale da campo, dove molti profughi come lei erano stati raccolti e curati.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima immagine che vide fu il volto di Haida: \u00abTuo figlio sta bene ora\u00bb. Fathma rinacque alla vita in quel preciso momento. Quella donna era una madre, la madre di tutte le madri.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Haida le depose accanto il piccolo addormentato con la testolina fasciata, le parve di averlo partorito di nuovo. E di averlo partorito insieme a quella donna, a quella madre. Ora le madri erano due. Il suo piccolo poteva riposare tranquillo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie signora, grazie\u00bb.&nbsp; Le usc\u00ec soltanto un filo di voce, ma l&#8217;emozione che provava invece esplose fuori dal suo petto e riemp\u00ec tutta la tenda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra devo andare\u00bb. No, Fathma non voleva, non poteva permettere che lei si allontanasse. \u00abCome? dove vai? le madri stanno con i loro figli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono altri feriti, devo..devo&#8230;. \u00bb, balbett\u00f2 Haida. Si sent\u00ec travolgere da quella parola: madre. Madre lei? Lei che aveva abbandonato suo figlio dieci anni prima nelle mani di suo marito Luc. Lei che, quando glielo misero in braccio, non aveva sentito altro che un impedimento alla sua carriera. Un fastidio nemmeno troppo pesante, soltanto un paio di chili, nato prematuro. Troppa fretta di toglierselo da dentro. Lo scaric\u00f2 addosso a Luc. &#8220;Prenditelo tu, ora! E&#8217; una tua decisione&#8221;. Dopo tutto l&#8217;aveva costretta a portare avanti quella gravidanza. Fosse dipeso soltanto da lei, quel fagotto non sarebbe cresciuto pi\u00f9 di un seme di grano. Luc lo aveva voluto? Che se lo prendesse allora e lo portasse via da lei. Credeva forse che avrebbe cambiato idea? Nemmeno per sogno. C&#8217;era un contratto favoloso che l&#8217;aspettava a Princeton e aveva rimandato di ben quattro mesi l&#8217;inizio della sua vera vita. Finalmente aveva capito che cosa voleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era mai stata tenera con suo marito, un medico anche lui, conosciuto ai tempi dell&#8217;universit\u00e0 a Parigi. Si sposarono pi\u00f9 per volont\u00e0 di lui che per passione, e poi gli affitti erano costosi. Le voleva bene Luc, e anche lei in fondo. E poi la aiutava sempre. Ricordava tutte le volte che Luc era andato a prenderla all&#8217;uscita dalle lezioni serali. Anche sotto la pioggia lui era l\u00e0. Un piccolo familiare ombrello a scacchi bianchi e grigi. Era piacevole sentirsi cos\u00ec coperta dalle attenzioni di quell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>No, ora quella donnetta ignorante e disperata non aveva potuto distruggere tutta la sua sicurezza. Eppure si sentiva vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cumulo di polvere e mattoni nascondeva il suo malessere. Il suo sogno era crollato e tutti gli sforzi per aggrapparsi a esso erano vani. In una manciata di istanti era cambiata, qualcosa si era rotto per sempre. Un dolore profondo, nascosto a malapena, le toglieva tutte le forze. Le gambe deboli, tachicardia, tra gli angoli della bocca e il naso sentiva perline di sudore formarsi e bagnarle le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon posso rimanere, c&#8217;\u00e8 un rene da operare di l\u00e0\u00bb, &nbsp;se ne and\u00f2 facendosi forza. Ma la sua forza non c\u2019era pi\u00f9, come tutto il resto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Haida era sconvolta. 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