{"id":46573,"date":"2021-06-01T12:14:54","date_gmt":"2021-06-01T11:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46573"},"modified":"2021-06-01T12:14:55","modified_gmt":"2021-06-01T11:14:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-una-giornata-no-di-paolo-di-fino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46573","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Una giornata no&#8221; di Paolo Di Fino"},"content":{"rendered":"\n<p>Mirko non si sveglia. O meglio, \u00e8 sveglio, ma non intende alzarsi. Per nulla al mondo. E non \u00e8 come le altre volte. Certo che gli \u00e8 gi\u00e0 successo di volersene restare a poltrire sotto le coperte. Soprattutto dopo qualche sbronza colossale. Per\u00f2, stavolta \u00e8 diverso. Non \u00e8 ubriaco. Affatto. Oggi non ha proprio forza, n\u00e9 voglia, di affrontare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella penombra del suo monolocale, Mirko tira su con il naso. Come una larva, si avvolge nel bozzolo che \u00e8 il suo soffice piumone di <em>Batman<\/em>. Sfrega la guancia sul cuscino, la federa \u00e8 ancora umida. <em>Cazzo quanto ho pianto<\/em>, si rimprovera, e, mentre sbuffa, spinge via il cuscino. Da uno spiraglio tra le pieghe del piumone, spia la luce che filtra dalle persiane. \u00c8 del tipo pi\u00f9 luminoso. L\u2019alba. A quest\u2019ora i raggi del sole sono bassi, entrano diretti nella stanza. Con un braccio scosta il mucchio di coperta che ha sulla testa. In cambio dell\u2019aria calda e soffocante che ha sotto al piumone, gli arriva forte addosso l\u2019aria viziata del monolocale. Con uno sforzo e un mezzo lamento, si tira su, e poggia la schiena alla testiera consunta del letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo sguardo, Mirko segue i raggi pi\u00f9 delineati, attraversano tutta la stanza, e colpiscono in pieno il poster del suo film preferito: <em>Un giorno di ordinaria follia<\/em>. Lui adora quella storia. Un insolito e spettacolare <em>Michael Douglas<\/em> che, dopo l\u2019ennesimo rospo ingoiato, alla fine sbrocca con il mondo intero, decide di dire basta e di prendersi la sua meritata rivincita. Pi\u00f9 o meno. <em>Dovrei farlo pure io<\/em>, si dice Mirko accendendosi l\u2019ultima <em>Camel <\/em>del pacchetto, <em>soprattutto dopo \u2019sta nottataccia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ieri notte. La vicenda di ieri notte \u00e8 stata solo l\u2019ultima di una sfilza di drammi collezionati nel tempo. Mirko Benzi non \u00e8 il ragazzo della porta accanto, ma quello con una vita di sfighe pi\u00f9 o meno grandi. A cinque anni, sua madre non voleva pi\u00f9 n\u00e9 lui, n\u00e9 suo padre. Cos\u00ec ha deciso di andarsene dal quartiere assieme all\u2019amichetto di turno. Le conseguenze? Un inevitabile e brusco cambio di quartiere, amici, e lavoro del padre per evitare le chiacchiere. Mirko che, a sei anni, si ritrova tutto il giorno a scuola dalle suore, perch\u00e9 il padre deve lavorare il doppio. Per svariati motivi, poi, passa l\u2019intera adolescenza a cambiare scuole e amici. E, crescendo, fa lo stesso con i lavori e le ragazze. Fino a Laura, la sua ragazza storica. Otto anni a credere che finalmente la sfiga l\u2019ha lasciato in pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a un paio di settimane fa, quando la iella ha deciso di ripresentarsi con gli interessi. Prima suo padre che, manco da un mese in pensione, muore d\u2019infarto. Poi il principale del negozio che lo chiama per dirgli che, con questa cazzo di crisi, deve licenziare una decina di loro. E neanche il tempo di dirsi che almeno gli resta Laura, che lei la notte scorsa lo lascia. Be\u2019, in realt\u00e0 non l\u2019ha lasciato. Mirko l\u2019ha solo trovata a letto con il suo migliore amico, mentre lui era a farsi il culo consegnando pizze. Un bel quadretto, no? Perci\u00f2 non ha fretta d\u2019affrontare un altro giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo avergli bruciato per bene in gola, Mirko butta fuori il fumo dalla bocca. Fa s\u00ec che si mischi ai raggi sopra la sua testa. Nel palato arido gli resta un retrogusto amaro. Spegne la cicca nel posacenere sul comodino. E resta l\u00ec a pensare. Una volta sognava di svegliarsi all\u2019alba, di dare una svolta a questa cazzo di routine. Adesso, se non fosse che abita in un seminterrato, vorrebbe soltanto fare un volo dalla finestra pi\u00f9 alta del palazzo. Anzi palazzina. Quattro piani. Che, con la sfiga che ha, il rischio certo sarebbe di non riuscire manco ad ammazzarsi, ma di restare un vegetale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Eppure<\/em>, ragiona fra s\u00e9 mentre caccia fuori i piedi dal letto e li poggia a terra, <em>ci sono stati pure bei momenti.<\/em> Perso nei suoi pensieri, se ne frega del pavimento che pare una lastra di ghiaccio.<em> Che favola il vecchio quartiere. Insieme, con pap\u00e0, eravamo tosti. Poi dalle suore mi volevano tutti bene, gli altri ragazzini mi adoravano. E anche per quelli del liceo ero uno giusto, uno da copiare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con un mezzo dondolio Mirko si alza. Subito adocchia il suo fisico tisico nello specchio che ha di fronte. \u00abE allora che cazzo mi \u00e8 successo?\u00bb si chiede. Poi si gratta il cespuglio nero, incolto, che ha in testa. Con un gesto automatico, s\u2019infila una delle maglie stropicciate che formano una montagnola sulla sedia accanto allo specchio. Il verde brillante della maglia gli fa sgranare gli occhi appiccicaticci. \u00c8 quella di <em>Hulk,<\/em> la sua preferita. Almeno per le cazzate un briciolo di fortuna gli \u00e8 rimasta.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduto al tavolino, con il thermos di caff\u00e8 del giorno prima e le rimanenze della pizzeria dove lavora, Mirko improvvisa una sorta di colazione. Nel frattempo, la testa ancora gli frulla. <em>Ero uno tosto. Magari dovrei fare come Douglas. <\/em>Il caff\u00e8 \u00e8 pi\u00f9 amaro della sigaretta, a stento gli scende in gola. <em>Sei anni, che et\u00e0! E che spettacolo il vecchio quartiere. Era bello pure dalle suore. <\/em>Addenta un trancio di margherita, la mozzarella raggrinzita pare plastica. <em>Per\u00f2, da quanto sognavo di svegliarmi all\u2019alba e avere un giorno tutto per me. <\/em>Nonostante la qualit\u00e0, una specie di fame chimica gli fa divorare senza accorgersene l\u2019equivalente di due pizze. <em>Che figata il liceo, le ragazze, gli amici. Quanto vorrei rivivere tutto, tornare indietro nel tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abO almeno rivedere tutto\u00bb bofonchia, ancora preso a masticare un pezzo di crosta bruciacchiata. Di colpo scatta dalla sedia, come scosso da una scarica d\u2019adrenalina. Si ritrova con i piedi ben piantati a terra, il braccio steso, e la mano con il thermos verso il cielo. Una delle mille pose che ha visto spesso nei suoi fumetti. Certo non in boxer e maglietta, e mai fatta da uno di due metri che pesa una sessantina di chili. Si riguarda nello specchio, sa che \u00e8 il massimo del ridicolo. Tuttavia, nei suoi occhi scorge qualcosa: l\u2019energia giusta, quella positivit\u00e0 che gli ha permesso di reagire sempre. Sa che sar\u00e0 cos\u00ec pure stavolta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEccola la svolta!\u00bb grida, e lascia il thermos sul tavolino, in mezzo a tutto il caos che vegeta l\u00ec da giorni. Ingoia l\u2019ultimo boccone. \u00abDaje Mirko, che si riparte!\u00bb Di corsa raccoglie da terra i jeans strappati che indossa sempre. Saltellando come un pugile suonato, infila una gamba dopo l\u2019altra. \u00abE visto che mi hanno mollato tutti, si riparte da zero!\u00bb Poi, sempre come un tarantolato, indossa al volo le sue <em>Nike <\/em>multicolore senza lacci. Si ammira un\u2019ultima volta nello specchio, e si dice che non \u00e8 mai stato cos\u00ec tosto. \u00abNon vedo l\u2019ora di farmi un giro nel quartiere. E dalle suore. Chiss\u00e0 chi \u00e8 ancora viva? E poi al liceo, magari becco pure qualcuno di quelli che abitavano l\u00e0 dietro!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Fatti a due a due i gradini che danno direttamente sul parcheggio, Mirko, euforico, sale sulla sua <em>Smart<\/em> nuova di zecca. L\u2019ultima botta di fortuna prima del cataclisma. L\u2019ultimo regalo del padre, presa con la liquidazione per festeggiare assieme la pensione. Dentro profuma ancora di concessionaria. E lui deve ancora abituarsi al cambio automatico. Parte sgommando. <em>Forse non \u00e8 male che sia finita con Laura<\/em>, tenta di convincersi, <em>chiss\u00e0 quante ne rimorchio con questa!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Due ore di traffico sul<em> Raccordo Anulare<\/em>, e Mirko arriva nel vecchio quartiere. Non vuole usare il navigatore, vuole riconoscerli da solo i posti della sua infanzia. <em>Che ricordi!<\/em> Eppure, procedendo a passo d\u2019uomo, si volta a destra a sinistra, e riflette che lo ricordava diverso, pi\u00f9 bello. Scrolla la testa. Oggi non vuole farsi condizionare dalle negativit\u00e0. <em>Oggi devo essere super positivo. \u00c8 il giorno della svolta<\/em>, si ripete.<\/p>\n\n\n\n<p>Gira a destra, e di colpo ha un flash. Riconosce il viale alberato, i tre palazzoni. Anche se ricordava dei colori sgargianti. Adesso sono grigi, e sembrano cadere a pezzi. Come le persone che ci abitano. Passa di fianco al parco giochi dove i suoi lo portavano. Ci stavano le ore, lo scivolo color puffo, l\u2019altalena su cui il padre lo spingeva per toccare il cielo. Se lo ricordava enorme. Invece \u00e8 minuscolo. E ora, di quei giochi, restano solo i pali arrugginiti. Servono a quelli che, lui intuisce subito, sono due spacciatori per poggiare la schiena. Mirko distoglie lo sguardo e prosegue oltre, fino al palazzo in fondo alla strada chiusa, dov\u2019era casa sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggia l\u2019auto proprio di fronte al cortiletto che d\u00e0 sul vecchio portone di vetro e ferro. Da piccolo gli sembrava pesasse una tonnellata. Scende, e, ignorando gli sguardi curiosi di chi incrocia, va verso la portineria. Di sicuro Alda, la vecchia portinaia sar\u00e0 morta, per\u00f2 lui spera che Giovanna, la figlia, ne abbia preso il posto. <em>Cos\u00ec diceva sempre da bambina<\/em>. Invece no. La fatiscente guardiola \u00e8 tutta arrugginita, pare abbandonata da secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, Mirko non si scoraggia. Controlla i nomi sui citofoni, ma nessuno gli stuzzica la memoria. Poi, pure se sa che \u00e8 una pazzia, decide di salire lo stesso. Il portone sta messo peggio della portineria, e quando lo spinge scopre che non pesa una tonnellata. Invasato entra. Si ripete che vuole solo rivedere casa sua, ricordarsi di quando erano una famiglia felice. In pochi secondi sale le due rampe di scale. <em>O la va, o la spacca! E alle brutte ho sempre le suore e il liceo da vedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Senza riprendere fiato o pensare a cosa dir\u00e0 ai nuovi proprietari per entrare, suona il campanello. Passa un intero minuto in cui Mirko respira con le mani sui fianchi, prima che qualcuno apra la porta. L\u2019accenno di sorriso sulle sue labbra si spegne appena la porta si spalanca. Davanti gli si piazza una trans, di chiare origini brasiliane, con indosso solo una vestaglia di raso. \u00c8 alta quanto Mirko, per\u00f2 ha il triplo dei muscoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCiao bellezza, ora sono occupata. Ma se ripassi pi\u00f9 tardi sono tutta tua\u00bb gli fa con una voce da baritono. Mirko non sa che rispondere. Accenna un \u00abNo, grazie, ho sbagliato piano.\u00bb Mentre ridiscende le scale sconsolato, nemmeno sente l\u2019altra che gli grida: \u00abPeccato, amore. Se ci ripensi sono qua.\u00bb A Mirko tornano in mente tante cose che aveva dimenticato. Suo padre che borbottava che il quartiere stava cambiando, peggiorando, che dovevano sbrigarsi ad andarsene. Le maledizioni a sua madre che li aveva mollati in quel tugurio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Va bene Mirke\u2019, non \u00e8 successo nulla, non cambia un cazzo, <\/em>pensa mentre riapre il portone. <em>Ci sono sempre le suore, il liceo. Io so\u2019 tosto. E questo dev\u2019essere il giorno della svolta!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non fa in tempo a pensarlo, che Mirko comprende che non sar\u00e0 cos\u00ec. Di colpo si ricorda una frase storica del padre: \u00abQuando diluvia, bello di pap\u00e0, fatte i cazzi tua e resta nascosto. Una giornata no, \u00e8 no. Punto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvevi ragione pa\u2019\u00bb annuisce Mirko. Intanto sente l\u2019eco delle risate che arrivano dal parco alla sua destra, e fissa lo spazio vuoto davanti a s\u00e9, l\u00ec dove fino a cinque minuti prima c\u2019era la sua <em>Smart<\/em> nuova di zecca.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46573\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46573\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mirko non si sveglia. O meglio, \u00e8 sveglio, ma non intende alzarsi. Per nulla al mondo. E non \u00e8 come le altre volte. Certo che gli \u00e8 gi\u00e0 successo di volersene restare a poltrire sotto le coperte. Soprattutto dopo qualche sbronza colossale. Per\u00f2, stavolta \u00e8 diverso. Non \u00e8 ubriaco. Affatto. Oggi non ha proprio forza, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_46573\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46573\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21852,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-46573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46573"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21852"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46573"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46631,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46573\/revisions\/46631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}