{"id":46536,"date":"2021-06-01T10:54:33","date_gmt":"2021-06-01T09:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46536"},"modified":"2021-06-01T10:54:34","modified_gmt":"2021-06-01T09:54:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-la-casa-nuova-di-laura-capella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46536","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;La casa nuova&#8221; di Laura Capella"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi ero installata da poco nella mia nuova casa, ed ero ancora sommersa dagli scatoloni del trasloco. Avevo scavato al loro interno per cercare di avere subito a portata di mano le cose essenziali, ma non avevo molta voglia di fare ordine: ordine per cosa? Tanto ero l\u2019unico abitante di quella casa e non attendevo certo degli ospiti, non nell\u2019immediato futuro, comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero pi\u00f9 curiosa di scoprire qualcosa sui precedenti proprietari. Avevo comprato la mia abitazione all\u2019asta ed era parzialmente ammobiliata: vecchi mobili di legno molto scuro, alcuni dei quali in noce, ma le cui venature si perdevano sotto un rivestimento misto di gommalacca e cera d\u2019api, si annidavano in angoli poco luminosi delle camere. Erano un po\u2019 lugubri ma con quel fascino dell\u2019antico, seppur non di grande valore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ce ne sarebbe voluto di tempo per sistemare quell\u2019accozzaglia di cose. Non ero sicura se sbarazzarmene subito o tentare di recuperarli per il mio uso. Di sicuro meritavano una ispezione al loro interno: chiss\u00e0, forse avrebbero potuto celare dei tesori nascosti. Mi avvicinai ad un vecchio <em>trumeau<\/em> situato in un angolo poco illuminato del salotto. Di solito questo tipo di mobile contiene qualche cassetto nascosto. L\u2019assenza di una chiave che aprisse lo sportello centrale mi dissuase per\u00f2 da quella ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>In camera da letto avevo notato la presenza di un bell\u2019armadio a due grandi ante. A differenza dei precedenti, questo era verniciato di smalto bianco, alla maniera contadina: era semplice, ma aveva una sua eleganza solida.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni immediatamente successivi al mio trasferimento non ci avevo fatto caso, perch\u00e9 ero estremamente stanca, ma la sua immagine aveva lavorato nel mio subconscio e ora mi era all\u2019improvviso montata una curiosit\u00e0 irrefrenabile di aprirlo, per vedere cosa contenesse. Essendo situato in un angolo piuttosto buio della camera, dovetti armarmi di una torcia elettrica per capirci qualcosa in quel guazzabuglio di abiti, ciarpame ed oggetti potenzialmente interessanti, senza dover tirare fuori tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto un drappo di lucido raso color cioccolato, vidi sbucare l\u2019angolo di una borsa di cuoio scurito dall\u2019uso e dal tempo. Azzardai e, incuriosita, la trassi fuori dalla penombra, per osservarla alla luce del sole, che penetrava limpido ma freddo dalla grande finestra. Non era una borsa femminile da passeggio come avevo sperato. Adoro le borse vintage.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo invece scovato una vecchia borsa da medico, anzi una borsa da \u201cdottore\u201d. La mia fantasia si scaten\u00f2 subito, non vi erano al suo interno indizi sul suo possessore originale. Era vuota. Da quel poco che avevo saputo dei precedenti proprietari della casa, non poteva essere loro, non erano medici. Si trattava di commercianti, prima molto benestanti, poi sempre <s>di<\/s> meno, finch\u00e9, per colpa certamente anche della pandemia, avevano dovuto chiudere le loro attivit\u00e0. Quando pensavo a questo mi sentivo quasi in colpa dell\u2019essere venuta in possesso di un appartamento che qualcun altro aveva dovuto vendere per un dissesto finanziario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, ritornando alla borsa, emanava un fascino di altri tempi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019immagine di un calesse tirato da una cavallina scattante, con un giovane medico di campagna, lanciata al trotto per correre in aiuto ad una partoriente o soccorrere un contadino infortunato nei campi, mi balen\u00f2 davanti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il cuoio, lucido ancora della vecchia ingrassatura, nonch\u00e9 per il contatto continuato con le mani del medico, apri e chiudi decine di volte al giorno, mandava bagliori ramati sotto gli ultimi raggi del sole.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il bambino vagiva nella mia testa, tra le mani del medico, il suo primo parto, una grande emozione, quasi fosse figlio suo. Lo consegn\u00f2, tremando lievemente, nelle braccia fiorenti della contadina, che accolse amorevolmente il suo primogenito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il sole stava tramontando, ma non me ne ero accorta, assorbita com\u2019ero nelle mie fantasticherie. La borsa, tuttavia, emanava ancora un pallido luccichio, era come se sprigionasse calore, quasi lo avesse assorbito in tanti anni al servizio degli altri. La toccai di nuovo, era morbida al tatto, liscia per la consunzione, ma ancora robusta. Avrebbe potuto lavorare ancora per anni, certi oggetti non si consumano veramente mai. Aveva qualche scucitura negli angoli, minima, non c\u2019era da temere che potessero perdersi i ferri del mestiere, anzi, questo aggiungeva altro fascino al suo aspetto austero. Nessuna concessione alla futilit\u00e0 da parte di qualcuno che mette la sua vita al servizio di persone malate. Non si cambia per un capriccio di moda, n\u00e9 si alterna tutti i giorni per il suo colore, una borsa da dottore. L\u2019unica cosa che vale \u00e8 la sua funzionalit\u00e0 e quella, dopo tanti anni, ancora si era mantenuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Posai la borsa in un angolo e mi dedicai alle altre cose riposte dentro l\u2019armadio. Erano in massima parte oggetti senza valore e di scarso interesse, da qualunque punto di vista li si volesse guardare: oggetti di uso comune per la pulizia della stanza, panni da spolvero, spazzole e spazzolini che suggerivano un interesse quasi maniacale, per l\u2019ordine e la pulizia. Completavano l\u2019insieme spray disinfettanti, flaconi di detergenti e cere per la mobilia. Tutto ci\u00f2 faceva pensare ad una persona anziana, che passasse la maggior parte del suo tempo in casa, senza molti interessi o svaghi personali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro questo apparato, per\u00f2, trovai dei libri, delle agende consunte, dei vecchi quaderni di scuola. Mi attardai un po\u2019, spinta da una certa curiosit\u00e0, nella lettura delle note, scritte in una calligrafia minuta e regolare, riportate sulle agende, quasi tutte degli anni tra i \u201960 e i \u201870. Niente di rilievo vi era riportato, ed io persi subito l\u2019interesse in quella lettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero alla ricerca, era chiaro, di qualche indizio che potesse far luce sulla vita e sulle attivit\u00e0 di chi mi aveva preceduto nell\u2019abitare quella casa. Passai ai quaderni, che erano molto ordinati, e scritti in bella calligrafia: sicuramente un orgoglio per chi li aveva posseduti. Anno 1937-38, citava il frontespizio del primo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa nell\u2019inclinazione delle lettere, soprattutto di quelle che si sviluppavano in verticale, in particolare le <em>l<\/em> e le <em>t<\/em>, ricordava la forma del vergato sulle agende, anche se quest\u2019ultimo era di una mano pi\u00f9 matura. Entrambe le calligrafie sembravano femminili, forse la stessa persona, probabilmente la proprietaria della casa. Per il resto, gli esercizi elementari erano ripetitivi e, anche in questo caso, dopo poco, richiusi i quaderni con una punta di delusione. Avevo sperato in qualche descrizione, uno stralcio di vita familiare, ma non avevo trovato niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, quando stavo per richiudere l\u2019armadio, mi cadde l\u2019occhio su qualcosa che sporgeva da uno dei libri, vecchi e ingialliti dal tempo, impilati in bell\u2019ordine accanto ai quaderni. Era una vecchia foto in seppia, sul retro recava una data, il 3 luglio 1935, e una dedica: \u201cAlla mia dolcissima Ida nel giorno del suo quarto compleanno. Con infinito amore, il babbo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La foto inquadrava una bambina di pochi anni, con una enorme bambola in braccio, il viso raggiante di felicit\u00e0. Accanto a lei un giovane uomo, sulla trentina, la sua mano sinistra era posata sulla spalla della bimba, il volto stanco ma sereno. Il suo braccio destro era rilasciato lungo il fianco, la mano stringeva una borsa da dottore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio sguardo cerc\u00f2 subito la borsa che avevo posato in un angolo da qualche parte, ma non ricordavo bene dove. La vidi immediatamente. Era come se mi chiamasse. Ancora un bagliore, un riflesso pi\u00f9 intenso di come mi sarei aspettata in quella luce ormai stanca, al calare della sera.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giovane medico, felice della sua giornata di lavoro ed anche del modesto compenso che quella famiglia aveva potuto permettersi, era corso in paese, all\u2019emporio, ed aveva comprato la pi\u00f9 bella bambola che avessero in vendita, per sua figlia, che proprio quel giorno compiva gli anni.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46536\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46536\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi ero installata da poco nella mia nuova casa, ed ero ancora sommersa dagli scatoloni del trasloco. 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