{"id":46523,"date":"2021-06-01T11:00:52","date_gmt":"2021-06-01T10:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46523"},"modified":"2021-06-01T11:00:54","modified_gmt":"2021-06-01T10:00:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-bambino-mancante-di-antonella-racanelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46523","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il bambino mancante&#8221; di Antonella Racanelli"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un video che gira da ore, su tutte le testate giornalistiche online. Hai una certa et\u00e0, ma hai ceduto, anche tu, alla praticit\u00e0 di leggere il giornale sul cellulare, specialmente se la mattinata a lavoro \u00e8 cos\u00ec fiacca. La sala parto \u00e8 praticamente vuota, c\u2019\u00e8 solo una paziente, primigravida, partorir\u00e0, nella migliore delle ipotesi, nel prossimo turno, non \u00e8 affar tuo. E visto che manca un\u2019ora all\u2019arrivo del collega per il cambio, hai il tempo di leggere nella tua stanza e guardare questo video shock, di cui tutti parlano, perfino le ostetriche, che, per una volta, non si lamentano del lavoro, di figli e mariti.<br>Digiti video Open Arms naufragio novembre Mar Mediterraneo. E\u2019 breve, pensi, tanto rumore per soli 30 secondi di video, seguiti da un lungo articolo relativo al naufragio in cui hanno perso la vita sei migranti, tra cui un bambino di 6 mesi. Di nuovo, pensi. Era un po\u2019 che non se ne parlava. Il piccolo si chiamava Joseph e veniva dalla Guinea. L&#8217;organizzazione ha anche postato sul suo profilo Twitter il video della mamma, riportando testuali parole: \u201cAbbiamo deciso di rendere pubblico quello che accade in quel tratto di mare, perch\u00e9 i nostri occhi non siano i soli a vedere e perch\u00e9 si ponga fine a tutto questo, subito\u201d.<br>Fai partire il video, compaiono pochi caratteri bianchi su sfondo nero, che spiegano come le immagini possano urtare la sensibilit\u00e0, ma pensi che tu fai il ginecologo da 30 anni e non c\u2019\u00e8 nulla ormai, che possa pi\u00f9 urtare la tua sensibilit\u00e0.<br>Primi cinque secondi, il mare \u00e8 nero e la corrente sembra forte, ti spaventa il solo pensiero di stare tu su quel gommone e subito compare una ragazza, giovanissima, che si agita forsennata, urlando che ha perso il bambino. Che strazio, dici, questa donna ha salvato il figlio dalla povert\u00e0, dal deserto e dalla Libia, ma il mare l\u2019ha fregata. Il mare \u00e8 traditore, diceva sempre tuo padre. La ragazza grida, senza sosta: al ventesimo secondo guarda la telecamera e trova la forza di continuare a urlare che ha perso il bambino, malgrado le onde la sbattano da una parte all\u2019altra. Ti sta venendo il mal di mare. Ora la vedi un po\u2019 meglio, anche se la videocamera \u00e8 bagnata e sporca di salsedine, lei ha una bocca grande e si vedono i denti, eburnei. Indossa un vestitino rosa\u2026questa \u00e8 salita sul gommone con un vestitino\u2026Ti penti immediatamente del pensiero che hai fatto, \u00e8 una ragazza cos\u00ec giovane, ha il diritto di indossare un bel vestito colorato. Sospiri.<br>Pure quella paziente, l\u2019anno scorso, era arrivata in sala parto con un vestito simile, coloratissimo. Una bella signora, alta e magra, originaria di qualche paese del corno d\u2019Africa. Era giunta in ospedale senza lamentarsi, aspettava il quarto figlio e per esperienza, dal terzo figlio in poi, il parto \u00e8 una passeggiata. Per lei e pure per te. Le donne africane poi, hanno una concezione diversa del dolore, non vogliono neanche la peridurale. Glielo spiega sempre l\u2019anestesista che non si paga, che \u00e8 meglio per lei e per il bambino, ma niente, non se la fanno fare. La signora, si chiamava Theresa, aveva con s\u00e9 solo un sacchetto di tessuto, come quelli che si usano per fare la spesa, con lo stretto necessario per il bambino in arrivo. Parlava benissimo l\u2019italiano, era pulita, ordinata, educata. Era arrivata in silenzio, ma anche lei, come tutte le altre pazienti, ti aveva fatto venire l\u2019ulcera.<br>La ragazza del video ha dei capelli bizzarri, quei cosi, arrotolati, come si chiamano, i drealocks, per\u00f2 sono corti e dritti, vanno verso l\u2019alto. Ti tocchi la testa, non c\u2019hai pi\u00f9 un capello tu. Te li hanno fatti cadere uno per uno, tutte le donne che hai fatto partorire.<br>Theresa aveva i capelli cortissimi e i denti, anche i suoi, erano di un bianco infantile.<br>La ragazza urla disperata, ma non \u00e8 disperazione, \u00e8 un urlo disumano, viene dal profondo del mare scuro e agitato, che ti fa raggelare solo a guardarlo.<br>Pure Theresa ti aveva fatto raggelare, perch\u00e9 ad un certo punto non si trovava pi\u00f9. L\u2019ostetrica era venuta a cercarti e con qualche giro di parole, per non farti salire troppo la pressione, ti aveva detto che la paziente era sparita, era irraggiungibile al telefono e anche il marito era irrintracciabile. Non avevi capito all\u2019inizio: dove se ne pu\u00f2 andare una signora che sta in travaglio? Guardavi basito l\u2019ostetrica, che era diventata paonazza e aveva gi\u00e0 iniziato a comporre il numero delle forze dell\u2019ordine. Era tutta colpa tua, non avresti dovuto cambiare il turno, lo insegnano il primo giorno di specializzazione che il cambio turno porta sfiga e disgrazie e questa signora ti avrebbe fatto passare i guai, a qualche anno dalla pensione. Perch\u00e9 una paziente in osservazione clinica, non si pu\u00f2 allontanare senza un permesso, senza un foglio di dimissione volontaria o senza che il medico legale, abbia scritto nero su bianco, che lo pu\u00f2 fare. Avevi trascorso met\u00e0 turno a pensare a tutte le sciagure che potevano capitare, se Theresa non fosse stata riportata in tempo in ospedale. Gi\u00e0 lo leggevi il tuo nome, sui giornali online del mattino seguente.<br>La ragazza si sporge dal gommone, da una parte e poi dall\u2019altra, pensi che a breve ricadr\u00e0 in mare, ti chiedi se ha un compagno, un marito, qualcuno che la consoler\u00e0 per la perdita del figlio.<br>Il marito di Theresa, inaspettatamente, quando ogni speranza sembrava persa, aveva risposto al telefono, ore dopo la prima chiamata, dicendo che lei era a casa e che stava bene. Era andata a casa a piedi? Ma questa era una pazza incosciente? Avevi mandato un\u2019ambulanza a prenderla e l\u2019avevi aspettata sulla porta del reparto di ostetricia, con le parole che si agitavano in bocca. Theresa si era avvicinata in silenzio, lentamente, cos\u00ec come era arrivata, ma si vedeva che era stanca. Le avevi chiesto perch\u00e9 si fosse allontanata e lei aveva risposto con una semplicit\u00e0 e naturalezza disarmanti, che il travaglio non era cos\u00ec doloroso e aveva pensato di tornare a casa, che non era troppo lontana, per controllare gli altri bambini, aveva preparato il pranzo e giocato un po\u2019 insieme a loro. Ma si sentiva bene, non c\u2019era motivo di preoccuparsi. Avevi guardato l\u2019ostetrica, il cui viso era tornato di un colore normale, la quale, a sua volta, aveva guardato Theresa e chiesto se ci fosse qualcuno che potesse occuparsi dei bambini, perch\u00e9 lei doveva rimanere in ospedale per almeno due giorni. Theresa aveva sorriso, con quei bellissimi denti eburnei e sussurrato \u201cSono piccoli\u201d.<br>Ti eri sentito ignobile. L\u2019avevi giudicata, nelle ore di assenza, perch\u00e9 pur non essendo pi\u00f9 giovanissima era incinta per la quarta volta, perch\u00e9 si era dileguata senza avvisare nessuno e ti aveva messo in un pasticcio, perch\u00e9 tu volevi vivere tranquillo e non ne volevi sapere dei pasticci degli altri. Comunque l\u2019importante era che fossero tornati vivi, sia lei che il bambino e non valeva la pena rimproverarla. Doveva riposare, bisognava raccogliere le forze.<br>Al venticinquesimo secondo del video, ti stai sentendo leggermente meglio, forse inizi ad abituarti amaramente allo strazio e alle urla della ragazza, quando tutto d\u2019un tratto compare sullo schermo un bambino e non capisci da dove sia uscito. Metti pausa, torni indietro di qualche istante. Fai ripartire il video ed \u00e8 allora che lo senti, il gemito, quel gemito che fanno i bambini quando stanno male e poi lo rivedi, tirato su come un tonno, da un uomo vestito tutto di nero: potr\u00e0 avere cinque anni, moscio, non si muove, ma \u00e8 vivo perch\u00e8 vomita una roba bianca, una due tre quattro volte. Che schifo. Ma quanta acqua ha, nello stomaco? Lui per\u00f2 non \u00e8 il figlio della ragazza che continua ad andare da una parte all\u2019altra del gommone, cercando di trovare il suo, di bambino. E intanto urla. Fine del video.<br>Lo rimetti dall\u2019inizio, l\u2019hai guardato, adesso lo vuoi vedere bene, da vicino, anche se \u00e8 un pugno nello stomaco. La seconda, la terza, la quarta volta. E\u2019 terribile, ma ha un potere magnetico. Il terrore, ha un\u2019attrazione malvagia. Non riesci a smettere. E ogni volta ti accorgi di un dettaglio nuovo. Dolore al dolore. La madre che urla \u201cI lose my baby, where is my baby.\u201d E\u2019 curioso, pensi, non dice ho perso, dice perdo, io perdo il mio bambino, dov\u2019\u00e8 il mio bambino, io perdo il mio bambino, forse non si rende conto che il bambino non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, che \u00e8 da qualche parte sul fondo del mare.<br>Anche Theresa, che aveva partorito qualche ora dopo essere tornata in ospedale, aveva chiesto dove fosse il bambino, quando un secondo dopo averlo sentito piangere, lo cercava con lo sguardo oltre la pancia ancora gonfia e l\u2019impedimento delle gambe. Ti eri trattenuto oltre il tuo turno, con la sorpresa del collega e delle ostetriche, ma volevi solo sincerarti che andasse tutto bene. E poi, avevi pensato che dopo tutto quello scompiglio, ti spettava la consolazione della nascita del bambino, un\u2019immagine serena da portare a casa.<br>Ed eccola li, l\u2019altera signora africana, appena partorito il quarto figlio.<br>La sala parto \u00e8 cos\u00ec. C\u2019\u00e8 sempre un gran casino, ma, preceduta da un attimo di silenzio assoluto, tutto ad un tratto arriva la vita e le cose iniziano a cambiare. L\u2019emozione che si prova \u00e8 una provocazione dirompente e quando la metti al centro, tutto trova il suo senso.<br>Continui a guardare il bambino, quello che sta nell\u2019angolo del gommone, quello moscio, vorresti salirci tu, in barba al mal di mare e alla paura che l\u2019acqua scura ti fa e scuoterlo, urlargli che deve reagire, vomitare l\u2019acqua nera, sputare tutto quel veleno umano che lo ha fatto finire nel mare. Ma che vai pensando, vecchio e sovrappeso, non sei mica un sentimentale, questi non sono discorsi adatti a te.<br>Eppure quel bambino, nell\u2019angolo, nella sua immobilit\u00e0 ti fa stare male. Talmente male che lo continui a fissare. Eppure tu figli non ne hai. Che ne puoi capire. E pure l\u2019altro, Joseph, il bambino che non c\u2019\u00e8, che viene solo nominato, che sta da qualche parte nel mare, pure lui ti fa stare male. Eppure tu i figli non li hai mai voluti. Ti senti il collo dello stomaco pi\u00f9 stretto del solito, come quando la sera, mangi la pizza coi peperoni, che non riesci mai a digerire, perch\u00e9 hai il reflusso e pure questo \u00e8 colpa delle pazienti e delle agitazioni che ti fanno prendere.<br>E pure il figlio di Theresa, ti aveva fatto venire un groppo in gola, prima di nascere, per il terrore che ci fosse qualche complicazione e un attimo dopo essere nato, con quel pianto disperato dei bambini al primo respiro, che \u00e8 il suono pi\u00f9 bello del mondo, anche se lo senti tutti i giorni da trent\u2019anni e con la pelle sporca e chiara, perch\u00e9 i bambini quando nascono, veramente sono tutti uguali.<br>Era un groppo in gola strano, misto alla vergogna: l\u2019avevi un po\u2019 odiata Theresa quella mattina, perch\u00e9 aveva minato alla tranquilla ordinariet\u00e0 della tua vita. E l\u2019avevi odiata, perch\u00e9 la paura che avevi sentito per lei, era pi\u00f9 forte di quella che avevi provato per te stesso. E Theresa, per quanto fiera e forte, ti aveva fatto tenerezza, soprattutto a immaginarla a casa, con le garze e i punti freschi, ad allattare e ad accudire i suoi quattro bambini.<br>Ti eri sentito piccolo, naif e parecchio borghese.<br>La guardavi stringere il suo bambino, come guardi la ragazza con le braccia vuote.<br>Guardavi il figlio di Theresa, cos\u00ec bello e sereno, con gli occhi socchiusi, cos\u00ec come guardi gli occhi sgranati del bambino nell\u2019angolo del gommone e immagini gli occhi, ormai chiusi, del figlio della ragazza che urla e non puoi fare a meno di chiederti chi protegger\u00e0 te, dalla bellezza, dal dolore e dall\u2019assurda assenza, di tutti questi sguardi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46523\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46523\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un video che gira da ore, su tutte le testate giornalistiche online. 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