{"id":46493,"date":"2021-05-31T22:39:01","date_gmt":"2021-05-31T21:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46493"},"modified":"2021-05-31T22:39:03","modified_gmt":"2021-05-31T21:39:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-come-le-bolle-di-sapone-di-isabella-delle-monache","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46493","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Come le bolle di sapone&#8221; di Isabella Delle Monache"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>Sar\u00e0 di domenica. Una mattina d\u2019aprile luminosa di un futuro sbiadito. Ismaele e Sara porteranno le fedi. Saranno gi\u00e0 nati entrambi. Sar\u00e0 pi\u00f9 bello cos\u00ec.\nSar\u00e0 nella chiesetta di Camaldoli, quella che piace tanto anche a te, piccola e accogliente come i luoghi che nessuno sa. Sar\u00f2 vestita di bianco sporco come la nonna al suo matrimonio del \u201963. Sar\u00f2 bellissima, perch\u00e9 tu mi vedrai cos\u00ec. Sar\u00e0 come lo avevo immaginato da bambina, con le azalee lill\u00e0 e la torta arcobaleno. Ci saranno tutti, ci sarai anche tu.\nSarai tornato solo per il matrimonio, la mamma non te l\u2019avrebbe perdonato se non l\u2019avessi fatto. Sarai tornato consumato dalla tua Africa proprio come eri la prima volta che sei arrivato qui, svuotato del superfluo, incapace di scegliere un giocattolo di cui non avevi bisogno. Eri rimasto un\u2019ora di fronte allo scaffale delle macchinine mentre io avevo riempito il carrello di bambole. Poi avevi scelto solo le bolle di sapone, perch\u00e9 quelle svaniscono e non resta niente, come delle persone. Per giorni avevi continuato a soffiare nel cerchietto magico, come lo chiamavo io. Mi sfidavi a creare la bolla pi\u00f9 grande del mondo. Eppure anche la pi\u00f9 bella e la pi\u00f9 rotonda si schiantava troppo presto. E allora il tuo sguardo si rabbuiava un poco in un\u2019ombra di quella tua malinconia che non ho capito mai, che forse se ne \u00e8 andata solo ora che te ne sei andato anche tu. Soffiavi e soffiavi ancora, lo facevi per interi pomeriggi quando tornavamo da scuola e di studiare quella lingua che non era la tua non volevi proprio saperne. In fondo le parole tra noi non sono servite mai, non si poteva dare un nome a quell\u2019intesa sconosciuta che pretendeva di esser chiamata fratellanza. \nPoi finalmente un giorno scrivesti un tema sul mare, dicevi che il mare \u00e8 la casa dei pesci, una casa grande senza confini, e che avresti voluto essere un pesce per nuotare dove volevi tu. La mamma si commosse, legge quel tema ancora oggi quando la tua assenza pesa un po\u2019 di pi\u00f9, poi lo ripone con cura nel primo cassetto del suo comodino, insieme alle lettere che continui a scriverle ogni mese. All\u2019inizio ero gelosa, perch\u00e9 non le scrivevi a me. Poi mi sono detta che anche se l\u2019avessi fatto, non avrei saputo cosa risponderti. Vorrei solo chiederti cosa mangi al mattino e se sei felice, ma non lo faccio perch\u00e9 temo che diresti di s\u00ec. \nSarai seduto sulla prima panca, ma non alzerai mai lo sguardo verso la croce. Non hai bisogno di Dio, tu. Me lo avevi detto una sera in cui mi rannicchiavo sotto le coperte per la paura del temporale. Fissavi spavaldo i fulmini dal balcone, poi contavi fino a tre e aspettavi il tuono. Tanto la natura \u00e8 pi\u00f9 forte, mi avevi detto che in Kenya questo si sa. Ti avevo chiesto come fosse, questo paese che portavi nel tuo DNA cos\u00ec diverso dal mio. Ci avevi pensato a lungo, poi avevi solo detto che in Kenya si vedeva sempre l\u2019orizzonte, che non esistevano ostacoli tra il tuo sguardo e quella linea piatta di pace. Alla fine ti eri deciso a infilarti sotto le coperte e solo allora avevo potuto prendere sonno, confortata dall\u2019idea di saperti l\u00ec a schermirti dai tuoni come facevo io. Invece eri pi\u00f9 forte tu, forte di quella forza che viene a chi ha vissuto per sopravvivere, a chi anche solo per un momento non ha avuto niente da perdere. Mi sono sempre chiesta come sei sopravvissuto alla fame, ma non l\u2019ho mai chiesto a te. Mi sono risposta che forse \u00e8 pi\u00f9 facile rinunciare all\u2019amore se si \u00e8 gi\u00e0 rinunciato a tutto. \nSei tornato in Kenya perch\u00e9 la fame non deve patirla pi\u00f9 nessuno, avevi risposto alla mamma che fingeva di non capire. All\u2019inizio mi dicevo che avevamo sacrificato la nostra intesa per una buona causa. Due cuori feriti sono meno importanti di tante pance vuote. Sarebbe stato ingiustamente duro ammettere che quell\u2019intesa non avrebbe potuto evolversi, n\u00e9 regredire, intrappolata nelle briglie di una fratellanza ineludibile. Eri quel fratello imposto che solo fratello non \u00e8 stato mai, perch\u00e9 profumavi di esotico, dei segreti di una terra lontana dove tutto \u00e8 pi\u00f9 vero e pi\u00f9 puro, mobile come il tuo sguardo liquido, grande come le tue mani sporche che rivedo ogni volta che chiudo gli occhi.\nSarai l\u2019unico senza cravatta, ma il pi\u00f9 bello dentro la chiesa semibuia che nasconder\u00e0 un po\u2019 le nostre paure. Sentir\u00f2 il tuo sguardo fisso sulla mia nuca scoperta dai capelli intrecciati e immaginer\u00f2 il soffio del tuo fiato solleticare le mie scapole, prima fresco e poi sempre pi\u00f9 tiepido, in un sibilo che vorr\u00f2 rendere eterno. La prima volta che l\u2019avevi fatto eravamo al mare, condividevamo un asciugamano troppo piccolo per i nostri corpi sempre pi\u00f9 grandi. Mi addormentai cullata dal tuo fiato che mi solleticava la schiena tentando di liberarla dai granelli di sabbia appiccicosi. Avevo la brezza marina e avevo il respiro dell\u2019Africa, avevo tutto. Mi svegliai con la tua guancia appoggiata al mio petto. Ero sudata, ti guardai a lungo. Il sole sbatteva sulla tua pelle scurissima e tornava indietro ancora pi\u00f9 luminoso.  Mi avevi detto che avrei dovuto svegliarti al tramonto, se ti fossi addormentato. Non lo feci. Restai a guardare te invece del sole che andava a sciogliersi nel mare. Allungai il collo come meglio potevo, poggiai le mie labbra alle tue, delicatamente. Ti sfiorai per ritrarle subito. Sembrava non ti fossi accorto di nulla. Provai di nuovo, appoggiandole davvero, e ti baciai. Apristi gli occhi di colpo, sorridesti, e mi baciasti. Mi baciasti mentre il sole spariva all\u2019orizzonte. Mentre salivamo sul motorino sentivo quella strana euforia di quando ci si sente al sicuro con ci\u00f2 che si prova perch\u00e9 si sa di essere gi\u00e0 in due. Mi sbagliavo, per te non era cambiato nulla. Mi strinsi forte al tuo petto mentre percorrevamo la litoranea quasi deserta. Poi riconobbi gli occhi di mio fratello quando mi spogliai davanti a te in camera la sera. Alla casa al mare condividevamo lo stesso letto matrimoniale, quella notte ti girasti dall\u2019altra parte e prendesti sonno ancora prima del solito. Non era cambiato nulla. Ero tua sorella, una sorella alla quale si pu\u00f2 dare un bacio mentre si diventa grandi insieme. \nNon mi farai da testimone, non te lo chieder\u00f2. La mamma insister\u00e0. \u00c8 il tuo unico fratello, dir\u00e0. Non \u00e8 mio fratello, risponder\u00f2. La ferir\u00f2, non capir\u00e0. Capirai tu, tu che te ne sei andato di soppiatto quella sera piena di neve, prima che sbocciassero tutti i fiori della nostra primavera. La valigia l\u2019avevi pronta da un po\u2019, forse ho avvicinato di nuovo le mie labbra alle tue per poterti lasciare finalmente andare. Non avevo considerato che da allora avrei continuato a fare l\u2019amore con il tuo ricordo. Non sapr\u00f2 mai se \u00e8 stata la gratitudine o l\u2019ingratitudine a spingerti via. Troppo grato alla mamma per poter amare sua figlia, in fondo ingrato per essere scappato da chi ti aveva dato tutto. Solo ora so che di quel tutto non avevi poi cos\u00ec bisogno tu.\nNon ti commuoverai mentre la mamma si asciugher\u00e0 una lacrima guardando me, guardando te. Per qualche istante penser\u00f2 di non essere al mio posto. Lo guarder\u00f2, mi guarder\u00e0. Sorrider\u00f2 e mi volter\u00f2, incrociando i tuoi occhi pieni di fiera rassegnazione, che non lasceranno scampo a dubbi ingrati. Il tuo sorriso scoprir\u00e0 i tuoi denti bianchi e la tua fragilit\u00e0, ti torturer\u00f2 ancora per poco prima di tornare a guardarlo ubbidiente. Ho sempre avuto bisogno della tua approvazione da quando ci sei stato. Sapevo di ballare bene perch\u00e9 c\u2019eri tu ad applaudirmi in prima fila e vedevo la mia eleganza riflessa nel tuo sorriso. Mi sentivo bella guardandomi nei tuoi occhi sempre cos\u00ec pieni di stupore per quella nuova realt\u00e0 che tu imparavi a conoscere attraverso i miei. Mi sentivo importante, ti mostravo il mio mondo senza rendermi conto che eri tu a insegnarmi come andasse affrontato. Mi sentivo pienamente in vita solo quando ero con te.\nTi batter\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 forte il cuore quando star\u00f2 per dire s\u00ec alla vita che hai scelto per me. Non ti sentirai in colpa, perch\u00e9 anche la tua era stata scelta da chi ti aveva portato lontano, ma tanto tu il tuo paese non l\u2019avresti tradito mai. Sono sempre stata gelosa di quella donna dal nome Africa che ti richiamava sempre pi\u00f9 forte a s\u00e9. Non venni con voi quell\u2019estate in Kenya perch\u00e9 avrebbe fatto troppo male accompagnarti tra l\u2019odore della tua terra e sentire che era tanto pi\u00f9 forte del mio. Pap\u00e0 era l\u2019unico ad averlo compreso e per questo fu tanto clemente con me in quegli anni di ribellione. La mamma invece era sempre inevitabilmente dalla tua parte. Credo ce l\u2019abbia ancora un po\u2019 con me per quel viaggio mancato, per averle rovinato l\u2019idillio della famiglia perfetta che perseguiva come il pi\u00f9 bello dei suoi sogni di bambina. Ci ama esattamente nello stesso modo, ma quello senza difetti sei tu. Forse ora pu\u00f2 finalmente darti una colpa, quella di averla lasciata a trascorrere la sua vecchiaia tra un uomo poco attento e una figlia inconcludente che non vede l\u2019ora di maritare. \nPoi mi abbraccerai quando ti verr\u00f2 incontro lasciandomi l\u2019altare alle spalle, ancora aggrappata al suo braccio solido. \u201cSarai felice\u201d mi sussurrerai solleticandomi il collo con il tuo fiato caldo. Non sapr\u00f2 cosa dire, mi scender\u00e0 una lacrima che bagner\u00e0 anche il tuo volto. Ti stringer\u00f2, affondando le narici nel tuo collo lungo, e la tua pelle nera profumer\u00e0 di tutte le cose che non sono state, che hanno aleggiato un poco sopra le nostre teste e poi sono svanite in un soffio, come le bolle di sapone.\n<\/code><\/pre>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46493\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46493\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_46493\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46493\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21845,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-46493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46493"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21845"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46493"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46575,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46493\/revisions\/46575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}