{"id":46492,"date":"2021-05-31T22:59:35","date_gmt":"2021-05-31T21:59:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46492"},"modified":"2021-05-31T22:59:37","modified_gmt":"2021-05-31T21:59:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-lettere-damore-di-roberta-delia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46492","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Lettere d\u2019amore&#8221; di Roberta D&#8217;Elia"},"content":{"rendered":"\n<p>Denise aveva il sole nelle pieghe.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto le sue ciglia non c&#8217;erano mai nuvole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Portava scarpe solidali, vestiti a fiori, una coda di cavallo e pi\u00f9 anni di quanti gliene avresti mai dati guardandola.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un marito, due bellissimi bambini e una strada larga e pulita, che la portava al lavoro tutte le mattine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad essere pi\u00f9 precisi, la strada l&#8217;avrebbe portata al lavoro di mattina quella settimana, ma molto spesso capitava di pomeriggio, oppure&nbsp;i sabati e le domeniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Denise faceva i turni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era cassiera al supermercato, da due anni ormai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I turni erano certo pesanti. Molte volte le pesava star lontano dalla famiglia nei fine settimana, quando c&#8217;erano i compiti da finire, pranzi e cene da preparare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lei non si lamentava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sempre fatto quel che pi\u00f9 desiderava, e quando non poteva dire di aver veramente \u201cscelto\u201d la vita, tutte quelle volte che aveva detto \u201cs\u00ec\u201d o \u201cno\u201d senza quasi accorgersi, aveva sempre avuto l&#8217;impressione che la corrente l&#8217;avesse portata dove ogni essere umano vorrebbe stare: in un luogo caldo, sicuro, senza scosse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva la maturit\u00e0 classica, presa a dispetto del consiglio dei genitori, i quali avrebbero preferito per lei un percorso pi\u00f9 &#8220;concreto&#8221;, pi\u00f9 simile al loro, e un diploma di archivista, preso anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, la bibliotecaria l&#8217;aveva fatta per qualche tempo, per un istituto privato che, a causa della crisi, anni addietro, aveva chiuso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non disperava, anzi, stava studiando per un paio di concorsi pubblici che richiedevano questa specializzazione, e, con un po&#8217; di fortuna, avrebbe finalmente avuto un posto sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora che i bambini erano pi\u00f9 grandi poteva, con calma, durante le poche serate libere, dedicarsi allo studio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche il lavoro in cassa, in fondo, non le dispiaceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ripiego, vero, ma le permetteva di osservare le persone, e di avere tanto tempo per pensare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di Denise era divisa in percentuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni mattina faceva il conto della percentuale di felicit\u00e0 che possedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, oltre a un&#8217;immaginazione vivace, una buona cultura, un bell&#8217;aspetto, ed una famiglia&nbsp;amorevole, Denise aveva un sogno nel cassetto, ed il suo lavoro di cassiera al supermercato le&nbsp;permetteva&nbsp;di coltivarlo, grazie al silenzio interiore, grazie al fatto che non ci doveva mettere troppo la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, lei aveva avuto una vita un po\u2019 diversa dalle amiche che l&#8217;universit\u00e0 l&#8217;avevano terminata, che non avevano dovuto cambiare i loro programmi per far nascere un bambino.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Loro,&nbsp;le altre, ora erano professioniste,&nbsp;insegnanti, copywriter.<\/p>\n\n\n\n<p>Una,&nbsp;addirittura, aveva&nbsp;anche fondato un\u2019agenzia sua, e nel tempo libero girava il mondo con persone che conosceva appena, e chiamava tutti amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Con queste sue compagne di vecchia data, Denise era sempre rimasta in contatto:&nbsp;avevano&nbsp;coltivato la&nbsp;passione per i libri e la scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sentivano pi\u00f9 o meno regolarmente, a seconda degli impegni dell&#8217;una o dell&#8217;altra,&nbsp;avevano fatto anche qualche corso, insieme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;avevano invitata&nbsp;spesso fuori per dei fine settimana,&nbsp;ma lei non era mai andata e&nbsp;dopo un po&#8217;, avevano semplicemente smesso di contarla.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh&nbsp;gi\u00e0, i bambini\u201d, dicevano, come se lei fosse la persona destinata a rimanere sempre un passo indietro, perch\u00e9 aveva degli obblighi,&nbsp;dei figli, una famiglia&nbsp;che&nbsp;loro, libere, non avevano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nel suo conto delle percentuali,&nbsp;Denise non le invidiava:&nbsp;era sempre al di sopra del&nbsp;sessanta per cento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che importava se lei aveva le unghie meno rosse delle sue amiche, i capelli meno pettinati, non andava ad inaugurazioni e aperitivi?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei,&nbsp;la sera, poteva tornare a casa contando di ricevere il bacio che le altre dovevano andarsi a cercare,&nbsp;leggere favole ai suoi figli e metterli a letto in un abbraccio, preparare i biscotti con le noci, ed essere presa in giro se venivano troppo grandi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono troppo grandi, perch\u00e9 ci metti troppo amore\u201d, suo marito le diceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, anche se ogni tanto, quando le incontrava, si sentiva&nbsp;a disagio per quello sguardo che le sussurrava un \u201cpoverina\u201d,&nbsp;che loro, neanche accorgendosene, lasciavano sottintendere, lei, alle sue amiche, voleva molto bene.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era grazie a loro, ai loro complimenti&nbsp;per la sua&nbsp;capacit\u00e0 di scrittura,&nbsp;ed anche in una certa qual misura ai loro contatti, che da qualche tempo in qua aveva ha avuto il coraggio di creare un suo profilo online. Una sua s\u00e9&nbsp;fittizia, ma anche in fondo forse pi\u00f9 vera, dal quale offriva a conoscenti,&nbsp;non&nbsp;conoscenti,&nbsp;ed&nbsp;amici degli amici, un servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva lettere d&#8217;amore conto terzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scriveva per&nbsp;chi non aveva tempo, non aveva emozione,&nbsp;aveva qualcosa da commemorare, o qualcosa da farsi perdonare.&nbsp;E le scriveva anche un po\u2019 per s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Suo marito, cui, negli anni, non aveva fatto mancare, e non le aveva fatto mancare, belle parole d\u2019amore, all&#8217;inizio l&#8217;aveva presa un po&#8217; in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, come sempre, era diventato nel tempo il suo pi\u00f9 accanito sostenitore, nonch\u00e9 un ottimo correttore, una guida all&#8217;interno di quel labirinto che per lei rappresentava ogni tanto&nbsp;l&#8217;animo&nbsp;maschile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le aveva anche consigliato, per renderlo pi\u00f9 sicuro e professionale, un valido metodo per poter essere retribuita per queste sue \u201cprestazioni\u201d&nbsp;senza che questo potesse ingenerare malintesi&nbsp;o situazioni spiacevoli, che sul web, si sa, non si sa mai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era metodica in questa sua passione:&nbsp;si faceva addirittura compilare un questionario che aveva messo a punto per lo scopo, con informazioni generali dell\u2019una e dell\u2019altra persona interessata, ed i dettagli della storia d\u2019amore, ancor prima di passare ad indagare allo scopo vero e proprio&nbsp;della lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>Del&nbsp;resto,&nbsp;il successo della&nbsp;stessa&nbsp;dipendeva proprio da quello: la quantit\u00e0 di emozione, pi\u00f9 che la correttezza dell\u2019informazione. Doveva arrivare diritta al cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le piaceva stare in quel mondo di storie:&nbsp;tanti amori, tante difficolt\u00e0 tante delusioni&nbsp;e speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Storie normali, eppure tutte un po\u2019 speciali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Storie come la sua, ed alle volte no, pi\u00f9&nbsp;appassionate o dolorose.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in tutto questo conteggio lei non faceva mai&nbsp;raffronti: da tempo aveva capito che nella variet\u00e0 delle cose risiedeva la bellezza&nbsp;della sua, personale, quotidianit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta le era capitato che, per un destino particolare, si appassionasse in modo diverso ad una lettera piuttosto che a un&#8217;altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le era successo anche poche settimane prima,&nbsp;a causa di&nbsp;una circostanza&nbsp;speciale: si era accorta&nbsp;di essere stata ingaggiata&nbsp;per&nbsp;scrivere una lettera&nbsp;d&#8217;anniversario di matrimonio per un uomo che lei in realt\u00e0 conosceva di persona.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>O no,&nbsp;non che si conoscessero approfonditamente, giusto un&nbsp;buongiorno e&nbsp;un buonasera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abitava nel palazzo accanto il supermercato, lo vedeva uscire quando aveva il turno del mattino e stava l\u00ec in piedi con le colleghe al freddo a prendere il caff\u00e8, durante la pausa che veniva loro concessa dopo aver sistemato gli scaffali, e prima di iniziare il turno in cassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui usciva in giacca, cravatta, valigetta&nbsp;e spesso i bambini, che portava a scuola un duecento metri pi\u00f9 gi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certe volte, facendo il turno della sera, gli aveva passato&nbsp;la poca spesa per la cena sul lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un buongiorno o un buonasera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era conoscente di una sua amica e l&#8217;aveva sempre incuriosita, perch\u00e9 al supermercato faceva sempre un&nbsp;po\u2019 pi\u00f9 rumore degli altri, agitava l&#8217;aria intorno a s\u00e9, come se fosse pi\u00f9 realizzato e sicuro di qualsiasi altro essere umano tra gli scaffali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si era fatta l&#8217;idea che lavorasse per una banca o in assicurazione.&nbsp;Era un classico&nbsp;tipo \u201curbano\u201d,&nbsp;che trasudava un piccolo successo, la sensazione di essere arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>La moglie si vedeva poco nelle foto,&nbsp;una&nbsp;bionda, almeno, fino agli ultimi scatti non recenti, che, non sapeva perch\u00e9,&nbsp;si era immaginata lavorasse \u2026. poco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La incuriosiva particolarmente quest&#8217;uomo perch\u00e9 si divertiva ad immaginare quali piccole miserie e tic potessero nascondersi sotto&nbsp;un\u2019apparenza&nbsp;cos\u00ec perfetta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il suo compito poche settimane addietro era stato semplicemente commemorare con un&nbsp;po&#8217;&nbsp;di calore (che, evidentemente lui, da bravo professionista, faticava a trovare)&nbsp;un quindicesimo anniversario.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutto quello che si era trovata ad impastare era poco pi\u00f9 del ricordo dell&#8217;estate al mare in cui lui aveva assediato e conquistato la sua bionda,&nbsp;poco pi\u00f9 che adolescente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la ricerca sui social non aveva dato grandi risultati, cosa che l\u2019aveva lasciata un po\u2019 delusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era una cosa che a Denise capitasse cos\u00ec spesso nella sua ricerca di materiale per compilare le lettere, strano a dirsi, non le piaceva ficcanasare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei prediligeva sognare, regalare emozioni nuove con cui poter dipingere delle storie forse un po\u2019 vecchie, dare una nuova sfumatura al suo parzialmente immaginario mittente, uno sguardo diverso, una coperta in cui il destinatario potesse scaldarsi ancora un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cui&nbsp;aveva lasciato perdere la strana curiosit\u00e0 che le era sorta&nbsp;e&nbsp;si era dedicata al suo compito, con la solita solerzia romantica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva anche ricevuto un messaggio&nbsp;di ringraziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto era andato alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gioved\u00ec di esattamente ventitr\u00e9 giorni dopo accadde qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il responsabile del suo negozio la chiam\u00f2 dicendole che, a causa di una serie di malattie comunicate con breve preavviso, si sarebbe dovuta recare il giorno seguente a fare il primo turno del mattino presso un supermercato diverso, pi\u00f9 in centro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si era alzata quindi molto&nbsp;prima ed era andata in bicicletta, nonostante il freddo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto il&nbsp;freddo, infatti, quel mattino la infastidiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua postazione era la cassa pi\u00f9 vicina all&#8217;uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il trapuntino blu sulle spalle, sentiva freddo, oltre che l&#8217;odore di polvere di quel maledetto giacchetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano le nove meno venti, l&#8217;orario in cui gli impiegati vengono a fare la piccola spesa di gastronomia per i loro pranzi in ufficio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto lo vide.<\/p>\n\n\n\n<p>Era ben vestito, come al solito, ed emanava anche fin troppo profumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo cestino conteneva: affettati, focaccine, due prodotti di gastronomia, una piccola bottiglia di vino, dolcetti, oltre che calici lunghi di plastica e forchette di pari materiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Denise pens\u00f2 che dovesse lavorare l\u00ec vicino, del resto era una zona uffici.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece anche un sorriso tra s\u00e9 e s\u00e9, incuriosita dall&#8217;abbondanza e dagli articoli che questo uomo si era riservato per il pranzo. Chiss\u00e0 se la sicurezza di s\u00e9 lo dispensava dal rischio di ingrassare.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava&nbsp;giusto passando gli articoli sul lettore con un mezzo sorriso, pensando che quella bella cravatta meritasse almeno un buon ristorante, o che fosse cos\u00ec buffo che quell\u2019uomo che le aveva raccontato cos\u00ec tanto di s\u00e9 non conoscesse nemmeno il suo viso, quando sent\u00ec una voce femminile alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo preso anche queste\u201d,&nbsp;la voce disse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQueste\u201d&nbsp;erano un pacchetto di patatine e una piccola bottiglia di spumante.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei era una donna magra, curata, con un vestito attillato sul petto e una gonna vaporosa.&nbsp;Tacchi alti, ma non cos\u00ec alti da non poter camminare con grazia, trucco leggero, una voce calma ma un po\u2019 squillante, come il sorriso che aveva sul volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva anche le guance leggermente imporporate di \u2026&nbsp;aspettativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si gir\u00f2 verso di lei : \u201chai fatto molto bene\u201d, disse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E le cinse,&nbsp;con un gesto che Denise&nbsp;trov\u00f2 un&nbsp;po&#8217;&nbsp;maldestro,&nbsp;la vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non alz\u00f2 pi\u00f9 lo sguardo, il freddo e i loro, mutui, inebrianti profumi l&#8217;avevano un po&#8217; stordita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella bella donna&nbsp;gioiosa&nbsp;non era sicuramente bionda, ma tanto valeva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Denise aveva notato una cosa: le loro fedi erano diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Una nuvola era passata, ora si sentiva una complice.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46492\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46492\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Denise aveva il sole nelle pieghe. 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