{"id":46439,"date":"2021-05-31T17:21:51","date_gmt":"2021-05-31T16:21:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46439"},"modified":"2021-05-31T17:21:53","modified_gmt":"2021-05-31T16:21:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-viaggiare-di-francesco-sindaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46439","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Viaggiare&#8221; di Francesco Sindaco"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando avevo undici anni mi sono ammalata. Tanto che stavo per andare aldil\u00e0, all\u2019altro mondo insomma. Tanto che pap\u00e0 mi ha messa su un aereo e mi ha portata in un ospedale lontano, a nord, dove c\u2019era una cura sperimentale che forse mi poteva salvare. Non avevamo soldi e mamma non \u00e8 potuta venire. Non ricordo molto della malattia, ma quel viaggio s\u00ec che lo ricordo. Il mio sogno era sempre stato viaggiare. Non camminavo pi\u00f9, ma per la prima volta ho volato. Ricordo il sole che strisciava sul materasso di nubi, prima che le attraversassimo per atterrare, e poi ricordo l\u2019acqua grigia del mare, e le strisce bianche delle onde sotto di me. Una costa scura e gelata fu la prima terra straniera che ho visto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambulanza ci aspettava gi\u00f9 dall\u2019aereo, e mentre mi portavano fuori io mi sentivo molto Emma Watson e facevo ok vittoria e pollice-su a tutti i passeggeri. Attraversavamo campagne coperte di neve, tutte uguali, Pap\u00e0 mi teneva la mano e guardava fuori. All\u2019ospedale avevo una stanza tutta per me, con le pareti arancione e una finestra che dava su un giardino. Un dottore aveva baffi rossi a manubrio all\u2019ingi\u00f9 che sembrava un tricheco, ma era gentile. Io volevo caramelle al miele e biscotti di pan di zenzero, cose svedesi, ma non mangiavo pi\u00f9 con la bocca. C\u2019era per\u00f2 un\u2019infermiera che era bionda e bella come Miley Cyrus, e quando la guardavo mi sentivo leggera e bella anch\u2019io. Mi hanno attaccato fili dappertutto, e pap\u00e0 stava sempre seduto vicino a me. Parlava tanto in inglese con i dottori e ogni tanto si voltava e mi sorrideva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi hanno detto che tutto andr\u00e0 bene\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOK\u00bb facevo io. Non riuscivo a dire di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi daranno una medicina che fa dormire un botto, quindi preparati\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOK\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi ha stretto la mano e mi ha accarezzato e guardato con degli occhi che ricordo benissimo, erano giganti, come se un fuoco nero lo stesse bruciando dentro. Ho capito che aveva davvero paura che morissi, allora ho tirato fuori la lingua per dirgli col cavolo. Glielo avevo promesso che sarei guarita, e non doveva aver paura. E infatti ce l\u2019ho fatta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abPrima si andr\u00e0 lenti, poi sar\u00e0 come, diciamo, prendere velocit\u00e0 in una discesa\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCosa vuol dire?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSceglieremo la fase REM adatta, diciamo, la renderemo stabile, infine cominceremo ad accelerarla\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abQuanti giorni, dottore? Intendo, ogni giorno?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCominceremo con trecento quattrocento, poi dipende dal decorso della malattia\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSe le cose andassero male, qual \u00e8 il massimo?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIn una situazione senza ritorno diciamo, in cui non proteggiamo pi\u00f9 i neuroni ma li facciamo correre, si pu\u00f2 arrivare a milleottocento, forse duemila\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDuemila giorni in un giorno? Sei anni in un giorno dottore?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abUn passo per volta, vedr\u00e0 che tutto andr\u00e0 bene\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCosa vuol dire bene, dottore? Che vuol dire?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho dormito per giorni e settimane mi ha detto pap\u00e0, e anche che mi hanno dato una sostanza nuova, la prima al mondo. E alla fine mi sono svegliata e gi\u00e0 mi sentivo diversa. Il sole era caldo ed ero piena di energia e di felicit\u00e0. Fuori dai finestroni gli alberi erano pieni di uccelli. Mamma era l\u00ec, alla fine era riuscita a venire e non voleva crederci che ero guarita, l\u2019ho abbracciata e le ho detto ve l\u2019ho promesso, ed ecco qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Esci da una malattia cos\u00ec e il grande mondo minaccioso diventa un parco giochi per bambini. Ho messo cose stupide in uno zainetto, dato un bacio a mamma e pap\u00e0, gli ho detto potete tornare a casa al sud, e per favore rimettetevi insieme, io invece parto per farmi un viaggio a vedere tutto quanto. Pap\u00e0 ha strabuzzato gli occhi ma io l\u2019ho guardato come Angelina Jolie e schioccato le dita, nessuno mi toccher\u00e0. E poi vi scrivo, ciao. Fuori ho preso un autobus e poi un altro e un altro ancora. Alla fine mi sono trovata in mezzo alla grande pianura coperta dalla foresta e dai mille laghi. Mi ricordo, pioveva forte e un fumo di nebbia saliva da tutto quel verde. Eravamo sotto la pensilina per non bagnarci, io parlavo lenta e chiara e tutti capivano. Erano gi\u00e0 un po&#8217; asiatici, cos\u00ec ho spiegato al conducente del bus che avrei raggiunto il mare della Cina, aldil\u00e0 della pianura gigante, e poi lo avrei attraversato. Lui dice che gli piaceva l\u2019idea, e che avrebbe fatto un pezzo con me. Si chiamava Rufus, che non \u00e8 un nome asiatico, ma cos\u00ec \u00e8. Cos\u00ec \u00e8 cominciato il mio viaggio nelle terre vuote e sconfinate, sul grosso autobus azzurro che avevamo chiamato ApeRegina perch\u00e9 l\u2019avevamo dipinto a strisce gialle, e pian piano si era riempito di persone di tutto il mondo. Tutti con storie delle loro terre e canzoni per la sera. Io indicavo la direzione, a est dicevo, al mare Pacifico. Quello \u00e8 stato l\u2019inizio della mia vita da vagabonda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abMa come fate a essere sicuri che stia bene?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abMr.Appiani, il cervello produce sostanze diverse con diverse emozioni. Noi le misuriamo di continuo\u00bb indic\u00f2 uno dei monitor \u00abSappiamo con precisione se il sogno sia diciamo felice, eccitante o noioso. E cos\u00ec per le emozioni negative, ansia, paura, rabbia, e possiamo intervenire\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCio\u00e8 vuol dire che\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abVuol dire che se il sogno devia verso l\u2019incubo, noi bilanciamo le sostanze che abbassano i sentimenti negativi, rimettiamo il sogno diciamo, sui giusti binari. Ma poi sua figlia dovr\u00e0 metterci del suo\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abE come pu\u00f2 farlo, mentre dorme?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abLa sua indole, il carattere. I test indicano che potrebbe farcela\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abAltrimenti?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSe i valori non rientrano dovremo rallentare il sogno, e se non rientrano ancora beh\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abBeh?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abAllora dovremo svegliarla. Diciamo. Ma faremo di tutto perch\u00e9 non accada\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho avuto una vita lunga e bella. Come dire di no? Quando mi fermavo mi assaliva la nebbia cattiva, la testa si svuotava e il mondo attorno cominciava a cadere in pezzi, le persone a cancellarsi la faccia. Ma io ripartivo, lasciavo gli amici, lasciavo gli amanti e il sangue ricominciava a correre. Sono fatta cos\u00ec. Devo viaggiare per vivere. Ma \u00e8 sempre stato il mio sogno, quindi che fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>E prova a vedere il mondo come l\u2019ho visto io, non c\u2019\u00e8 fine alla meraviglia. Ho visto l\u2019aurora boreale seduta al fuoco con i Sami, e arrampicata in cima al vulcano Mauna Loa ho visto atolli azzurri nel mare scuro tutto intorno a me fino all\u2019orizzonte. Ho cavalcato la balena elefante lanciandole manciate di gamberetti, sono scivolata a cento all\u2019ora nelle grotte di ghiaccio dell\u2019Himalaya fra cascate di pipistrelli bianchi. Ho volato su un aquilone in uno stormo di fenicotteri sopra il lago Vittoria, tutto viola per il tramonto. Mi sono persa per anni nelle steppe dell\u2019Asia, lungo fiumi africani, nelle foreste canadesi, fra persone strane e colorate come uccelli rari, senza mai avere un briciolo di paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Mandavo foto a pap\u00e0, e lui mi mandava faccine. Non si \u00e8 rimesso con mamma, il mondo va cos\u00ec. Tutti viaggiamo sulla nostra strada.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSig.Appiani, lei \u00e9 cosciente dell\u2019enorme gravit\u00e0 dei reati a suo carico?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abMi rendo conto\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abRapimento di minore, omicidio volontario, e non si appella a nessuna circostanza attenuante\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abNon ho molto da dire\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abNon ha rimorso di aver sottratto a sua figlia gli ultimi momenti con la madre?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDentro di s\u00e9 Arianna ha vissuto con noi, \u00e8 stata felice, almeno \u00e8 quello che credo\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 continua a richiedere un colloquio con la sua ex moglie? Non si rende conto delle implicazioni?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abNon mi importa, lei deve sapere una cosa che \u00e8 successa, \u00e8 importante\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come finisco questo racconto? Settimane fa ho fatto un sogno, cos\u00ec reale che anche oggi a pensarci ho la pelle d\u2019oca. Ho aperto gli occhi e rieccomi in quella stanza di ospedale. Ero ancora ragazzina, con tutti quei fili attaccati alle braccia e le mani cos\u00ec pallide e magre -mamma mia!- che sembravo una morta, una piccola morta. Un ronzio da un macchinario, la luce bassa, le tende alla finestra tirate e davanti a me solo ombre. Poi ho girato un po&#8217; la testa, e c\u2019era l\u00ec pap\u00e0 accanto a me. Era ancora giovane, con la barba tutta nera e gli occhi e la bocca spalancati, come se vedesse un fantasma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPapi\u00bb gli ho detto, con la mia vocetta da ragazzina \u00abPapi, che c\u2019\u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abArianna, piccola\u00bb mi ha solo detto, poi ha chinato la testa si \u00e8 coperto gli occhi, come per nascondersi, o per non vedermi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPapi, siamo in Svezia?\u00bb sussurravo, la voce era un filo \u00abSono ancora malata?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo cara, cio\u00e8 s\u00ec, ma stai guarendo\u00bb anche la sua voce faticava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStrano essere tornata qui\u00bb provavo a girare la testa, ma pesava una tonnellata \u00abOra sto bene Papi. L\u2019ho fatto davvero il giro del mondo lo sai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDavvero? Brava la mia bimba\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le spalle gli sobbalzavano, come se tremasse. Io ero sospesa, sapevo che era un sogno ma un po&#8217; sembrava realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVi ho scritto tutto, a te e mamma\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sentito un fruscio a destra. Con l\u2019angolo degli occhi ho visto un signore in piedi con la stessa faccia terrorizzata di pap\u00e0. Ha preso una specie di telecomando, e ha parlato in inglese. Pap\u00e0 si \u00e8 alzato agitando le mani, gridando. Io non capivo niente, ma poi la testa mi si \u00e8 fatta pesante, gli occhi si sono chiusi e mi sono risvegliata.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio la mia tenda mi \u00e8 sembrata cos\u00ec strana che ci ho messo un po&#8217; a capire dove fossi, poi il vento ha fatto vibrare il telo sopra la mia testa, il sole si \u00e8 infilato tra le fessure, e ho riconosciuto i miei tappeti, i cuscini e il vaso dell\u2019acqua appeso al bastone di volta che dondolava alla brezza. Ho alzato la stoffa pesante e sono sgusciata fuori nel gelo del mattino del Sahara. L\u2019aria era limpida e tagliava come vetro. Tutt\u2019intorno a me la carovana degli amici Tuareg ancora nel silenzio. Mentre respiravo a fondo ho scoperto di stare piangendo, scema che sono. \u00c8 che rivedere pap\u00e0 ancora vivo mi ha fatto tanta impressione. Ho capito che quella notte in ospedale \u00e8 stato il momento in cui ho cominciato davvero a guarire, e per questo la mia memoria me lo ha ridonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui mi sono fermata. Sono vecchia, e la nebbia cattiva non mi attacca pi\u00f9, non in un posto vuoto come il deserto e con persone senza faccia come i Tuareg. Qui non c\u2019\u00e8 nulla da cancellare, e posso sentire il vento e ricordare. Presto rivedr\u00f2 mamma e pap\u00e0, e potr\u00f2 raccontare il mio viaggio. Lui me lo ha sempre detto, i sogni possono davvero diventare realt\u00e0, basta volerlo davvero e non disperarsi mai.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46439\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46439\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando avevo undici anni mi sono ammalata. 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