{"id":46437,"date":"2021-05-31T17:18:23","date_gmt":"2021-05-31T16:18:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46437"},"modified":"2021-05-31T17:18:24","modified_gmt":"2021-05-31T16:18:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-lupi-di-francesco-sindaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46437","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Lupi&#8221; di Francesco Sindaco"},"content":{"rendered":"\n<p>Mani deformate, solcate e nodose prendono una foto, offerta da mani bianche, lunghe e lisce. Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019hai ammazzata?\u00bb ancora silenzio, poi l\u2019Uomo annuisce, senza espressione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei stato in galera?\u00bb ancora s\u00ec con la testa. Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Olmo si alza dal tavolo spostando indietro la sedia. Controlla il fuoco, poi gira la minestra nella pentola.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Uomo si versa altro vino nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno in cui Olmo incontr\u00f2 l\u2019Uomo, il sole si affaticava nella foschia serale, riusciva solo a lanciare ombre lunghe nel bosco di castagni e sulla terra ricoperta di foglie. L\u2019Uomo era caduto a terra a fianco del sentiero scosceso, si scorgeva a malapena tra i rovi, vestito com\u2019era di grigio e ruggine. Era prostrato, con la testa appoggiata al muschio, e da lontano sembrava immobile, ma la schiena sussultava piano. All\u2019estremo opposto Olmo lo stava a guardare, in piedi fra due tronchi spezzati, appoggiato ad un bastone. L\u2019unico suono era il fruscio del torrente pi\u00f9 in basso, e un latrato lontano di cani. Olmo lo aiut\u00f2 a rialzarsi, vide il viso disfatto di lacrime, non disse nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>A novembre la brina dell\u2019alba non scompare durante il giorno, e scintilla bordando le foglie nelle brevi ore chiare, per poi ghiacciare ancora. L\u2019Uomo passa ore intere a fissare una ragnatela brinata, ogni cristallo tramutarsi in goccia, e tornare cristallo. Gli occhi anch\u2019essi vuoti come cristalli. Lui mangia pochi morsi di pane, beve molto vino, si spacca di lavoro dietro la cascina di Olmo. Ha gi\u00e0 riempito di ciocchi la legnaia che baster\u00e0 per tutto l\u2019inverno. Ha ripulito il fienile dallo sterco e dal fango rappreso. Olmo lo osserva lavorare con la fronte aggrottata, un paio di volte ha dovuto tirarlo su da terra stremato. \u00abSembra che hai il diavolo a pungerti il culo\u00bb gli dice. L\u2019Uomo non risponde mai. Olmo lo scruta gli gira intorno \u00abNon mi piace che mi porti il diavolo in casa\u00bb aggiunge. Ma dopo altro silenzio stringe le spalle e torna dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Uomo spesso non dorme. Si agita, urla poi si alza e vaga nella stanza del camino al buio. Olmo sente le assi scricchiolare e si rigira nel letto. Dopo qualche giorno si \u00e8 abituato e non ci bada pi\u00f9. Quando poi si alza, prima dell\u2019alba, spesso lo trova inginocchiato per terra, davanti ad un muro. Cos\u00ec, senza un crocifisso o una madonna, inginocchiato l\u00ec che guarda le pietre. Bevono un caff\u00e8 e l\u2019Uomo riprende colore, sorride anche talvolta, finch\u00e8 il suo diavolo non comincia a pungerlo nuovamente, gli occhi gli si svuotano ed esce sbrigativo a spezzarsi la schiena in qualche modo. Olmo guarda la fotografia sul tavolo, che nessuno ha spostato. La donna abbraccia l\u2019Uomo ma guarda dritta al fotografo, sorridendo con aria di sfida. Sembra esile ma anche forte e selvatica. E trionfante. E\u2019 lei che conta, \u00e8 lei il centro. Lui \u00e8 solo un\u2019ombra a lato. Intorno a loro un piccolo giardino con un colonnato, sar\u00e0 una chiesa? Di certo gi\u00f9 in pianura, nelle citt\u00e0 degli uomini. Olmo aggrotta le ciglia, scuote lentamente la testa. Poi ripone la foto sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio \u00e8 breve, i due uomini si inerpicano tra muretti a secco fino al recinto elettrificato, lo seguono controllandolo per quasi un chilometro, poi superano il costone roccioso che chiude il declivio fino al castagneto. Appena scavalcato il versante di roccia sentono un lamento straziato provenire dal fondo del bosco, verso la cascina. E\u2019 un gemito prolungato che arriva ad ondate e a tratti sembra umano, di un bambino, poi si straccia in armoniche bestiali, ottuse, e si smorza in un\u2019agonia balbettante. Poi silenzio per qualche secondo, infine ricomincia il bambino torturato.<\/p>\n\n\n\n<p>Olmo bestemmia tra i denti scattando a correre, scivolando sul declivio di foglie, scavalcando rami, massi e tronchi caduti e stringendo il fucile davanti a s\u00e9 come uno scudo.<\/p>\n\n\n\n<p>Entra nel recinto poi nel fienile, che ha la rete di fil di ferro stortata in basso. Bestemmia ancora, molto pi\u00f9 forte, finch\u00e8 non la vede. Una pecora trascinata chiss\u00e0 come fuori dal suo recinto interno, con le zampe posteriori sbranate, ridotte a poltiglia sanguinolenta. A tratti alza il muso, e lancia il suo lamento senza speranza. Olmo bestemmia ancora, cos\u00ec forte da echeggiare nel fienile, e ancora e ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volta verso l\u2019angolo buio puntando il fucile \u00abTi ammazzo! Vieni fuori demonio TI AMMAZZO!!!\u00bb urla e si avvicina a piccoli passi. L\u2019Uomo guarda fisso dal recinto senza entrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente una sagoma nerastra scatta fuori dall\u2019ombra e si lancia verso la rete a velocit\u00e0 infernale, ringhiando sorda, con le zampe che quasi non toccano il terreno. Olmo spara e sobbalza all\u2019indietro, inciampa e quasi cade tra gli attrezzi, mentre il lupo si incastra nel varco della rete scuotendosi istericamente e spingendo fino a sgusciare fuori. L\u2019Uomo si appiattisce sul recinto, mentre il lupo gli passa accanto in un lampo, sempre ringhiando, e scompare tra i rovi.<\/p>\n\n\n\n<p>Olmo si raddrizza con un lamento sordo, poi con passi strascicati si avvicina alla pecora, che ormai geme solo flebilmente, rovesciata su un fianco, provando ancora a respirare a scatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Olmo stringe gli occhi, trattiene il fiato e le spara alla testa. L\u2019Uomo \u00e8 entrato nel fienile. Le orme del lupo sul terriccio intersecano tracce di sangue. Olmo piange in silenzio, rattrappito nel suo giaccone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il retro della cascina si affaccia sulle colline, verso ovest. Olmo ha lastricato un piccolo spiazzo con pietre lisce e ci ha messo una panca per prendere il fresco di sera, in estate. Ora \u00e8 autunno inoltrato, ma i due uomini siedono comunque l\u00e0 fuori quando non piove, infagottati di sciarpe e maglioni. La bruma serale cancella il fondovalle, sale lentamente in volute e isola oasi scure di pini e castagni. I profili delle colline sfumano in colori sempre pi\u00f9 tenui con la distanza, e c\u2019\u00e8 un istante preciso in cui tutto \u00e8 gi\u00e0 spento e immobile, ma ancora perfettamente visibile fino all\u2019infinito, \u00e8 quello il confine, da l\u00ec ogni secondo in pi\u00f9 che passa il mondo reale perde pezzi che sprofondano nell\u2019astratto. E ci\u00f2 che era solido e oggettivo diventa il palcoscenico della mente di ognuno, che lo riempie di maschere mostri ricordi .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Uomo cerca quell\u2019istante ogni giorno \u00abE\u2019 un luogo benedetto\u00bb dice sottovoce. Olmo sbuffa, guardandosi il fiato ghiacciato \u00ab\u00c8 l\u2019Inferno\u00bb. L\u2019Uomo \u00e8 sorpreso, lo guarda di sottecchi \u00abMolti sceglierebbero di mollare tutto per vivere qui\u00bb. Olmo si accende una sigaretta, fa un tiro, espira \u00abIo non ho scelto nulla\u00bb schiarisce la voce \u00abMio padre mi ha cinghiato finch\u00e8 non ho smesso di pensare\u00bb nel silenzio echeggia il latrato di un cane \u00abLe bestie sono pi\u00f9 uomini di me\u00bb. L\u2019Uomo annuisce lento. Si alza, batte le mani per scaldarsi \u00abPer me \u00e8 uguale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni l\u2019Uomo si fa sempre pi\u00f9 torvo e silenzioso. Ora non dorme affatto, cammina intorno al tavolo per l\u2019intera notte. Poi crolla esausto per terra prima dell\u2019alba. Mangia sempre meno, beve sempre di pi\u00f9. Ha smesso di lavorare, di giorno vaga nel bosco. Olmo lo trova oltre il recinto elettrificato, che scruta tra le foglie. L\u2019Uomo lo nota, ma prosegue nel suo cammino, lento e curvo seguendo tracce invisibili. Poi una sera non torna alla cascina. Olmo scruta fuori dalle finestre, oltre il recinto nel buio del bosco e aldil\u00e0 del costone, nel profondo della montagna. Esce nel gelo notturno, rabbrividendo al vento. Alza gli occhi, nuvole nere striano una luna quasi piena, che appare a sprazzi. L\u2019Uomo non ha luce con s\u00e9, n\u00e9 sciarpa n\u00e9 berretto. Olmo si avvicina alla stalla, controlla che la spranga di legno sia salda e la rete intatta, poi si richiude in casa. Ma non si mette a letto, resta in piedi camminando intorno al tavolo, aggiunge ciocchi di legno nel camino. Scruta nel buio di tanto in tanto, invano. Ad un tratto sente un uggiol\u00eco un lamento portato nella distanza, che cresce e cambia in ululato, smozzicato, ritmato poi rincarato da altri ululati in timbri e direzioni diverse. Olmo bestemmia, batte i piedi per terra \u00abStronzo!!! Figlio di una zoccola!!!\u00bb apre l\u2019armadio afferra il fucile e in pochi istanti \u00e8 fuori sotto la luna che corre verso il buio.<\/p>\n\n\n\n<p>I castagni stormiscono come gabbiani, sbatacchiati in ogni direzione. Il bosco si dirada e lascia spazio a sassi e terra e rovi intrecciati. L\u2019Uomo si china ansimante e si abbandona sul muschio. La luna \u00e8 coperta ma la sua presenza incombe sulla radura. Una prima ombra nera si stacca dal buio alle spalle dell\u2019Uomo. Poi un\u2019altra, con un sordo ringhiare. Una terza risale dal dirupo, e il profilo di schiena irsuta e orecchie appuntite appare per un istante nella luce grigia. Un\u2019ultima ombra si materializza di fronte all\u2019Uomo come per magia, non appena una folata violenta nei cieli scopre la luna bianca. Uggiola fissando l\u2019Uomo negli occhi, poi alza il muso e lancia un ululato stridente, subito echeggiato da altri, in ogni direzione. L\u2019Uomo ha gli occhi brillanti, febbricitanti, drogati, sorride. Prende un profondo respiro, poi si sdraia sulla terra e spalanca le braccia a croce, fissando la luna sopra di s\u00e9. I lupi si avvicinano, gli sono ad un passo, ringhiano roteando il muso, fissando l\u2019umano inerme con occhi inumani. Ne arrivano altri, l\u2019Uomo sente un oceano di lupi attorno a s\u00e9, rilassa il corpo muscolo dopo muscolo, in attesa piena di gratitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi nulla accade. I lupi gli girano intorno, annusandolo e latrando ma non lo toccano. E\u2019 una danza arcaica che nessuno pu\u00f2 vedere, mentre la sua pace diventa inquietudine e impazienza. Che succede ora? Rialza il capo e la schiena. I lupi si sono fermati e lo fissano da ogni lato, gli occhi rossi imperscrutabili nella luce innaturale della luna. Non ringhiano pi\u00f9, sono ad un palmo da lui agitando la testa e scrutandolo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019istante uno sparo frantuma l\u2019incanto, e un grido umano ricopre la luna di nuvole nere \u00abBastardi! Diavoli! Maledetti!\u00bb i lupi scompaiono tutti e Olmo piomba nella radura, per poi arrestarsi di colpo. L\u2019unico rumore resta il vento. L\u2019Uomo lo guarda come senza vederlo, poi si prende la testa fra le mani, \u00e8 preso da un brivido violento, si rannicchia poi si accascia di lato e scoppia in singhiozzi incessanti che non riesce a contenere, contorto a terra come un angelo dimenticato da Dio. Olmo si siede accanto a lui, appoggia il fucile al suolo. Il bosco non parla pi\u00f9, adesso tace anche il vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora scende la prima neve. Olmo incastra la spranga alla porta con il calcio del fucile, poi chiude il lucchetto a multipla mandata. L\u2019Uomo \u00e8 gi\u00e0 sul sentiero, che fuma guardando verso valle. Le poche bestie rimaste, due sacche pesanti a tracolla per ciascuno. I due uomini si incamminano sul sentiero, che affonda tra gli alberi verso il villaggio a fondo valle, e poi pi\u00f9 in l\u00e0 verso la pianura e le citt\u00e0 degli uomini.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46437\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46437\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mani deformate, solcate e nodose prendono una foto, offerta da mani bianche, lunghe e lisce. 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