{"id":46419,"date":"2021-05-31T16:32:05","date_gmt":"2021-05-31T15:32:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46419"},"modified":"2021-05-31T16:32:06","modified_gmt":"2021-05-31T15:32:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-autobus-di-laura-capella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46419","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Autobus&#8221; di Laura Capella"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Sono alla fermata. Ho freddo. Il mio autobus \u00e8 in ritardo. Spazientita passeggio nervosamente. Ad un tratto, per\u00f2, dalle nuvole si fa strada un raggio di sole e una dolce brezza mi accarezza il viso. La prospettiva cambia, il mio umore ne beneficia. Il pensiero comincia a vagare e si impiglia in un ricordo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sono sempre stata per indole una esploratrice, anzi un esploratore, dato che uno dei ricordi pi\u00f9 vivi che ho della mia infanzia \u00e8 che avrei voluto essere un maschio, per non perdere tempo di gioco per correre in casa a fare pip\u00ec, mentre avrei voluto farla in piedi, come i miei amici, maschi per lo pi\u00f9. Ci ho anche provato, confesso, con risultati direi pi\u00f9 che deludenti. In accordo con questa fantasia, ho sempre pensato che volevo esplorare, farne proprio un mestiere, anche, volevo fare l\u2019archeologo e, pi\u00f9 tardi, lo scienziato esploratore, alla Darwin. Mi sono letta \u201cCivilt\u00e0 sepolte\u201d mentre frequentavo ancora le elementari, mi cibavo di storie avventurose e romanzesche, tra le molteplici mie letture, sin dai miei primi passi come scolara. <\/p>\n\n\n\n<p>La mia fantasia era fervida, i sogni ad occhi aperti si moltiplicavano accanto a quelli notturni pi\u00f9 canonici. La passione per l\u2019avventura e l\u2019esplorazione, nata forse dalla lettura, aumentava giorno dopo giorno, ma soffrivo, nella vita reale, perch\u00e9 frenata dalla presenza di un nonno un po\u2019 pachidermico, a mio giudizio, e inoltre troppo incline alle chiacchiere col vicinato. Era sempre lui che mi accompagnava, dovunque, a scuola, ai giardini, in passeggiata. E mi frenava, col suo passo di pensionato. Senza fretta. Ero in sua compagnia quando, stufa di aspettarlo, per la prima volta, a sei anni scappai dalla sua custodia e me ne tornai a casa da sola, attraversando ignara una strada piuttosto trafficata, per quanto possa esserlo una strada di paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Passano un paio d\u2019anni e siamo in una analoga situazione. Il nonno mi accompagnava e mi riprendeva ancora da scuola. Sfuggii ancora una volta alla sua vista, correndo, perch\u00e9 il suo passo lento mi avrebbe procurato un ritardo a scuola. Ma il motivo, credo, non era solo quello. Sono convinta ci fosse un primo anelito alla libert\u00e0, un afflato di ribellione: avevo allora otto anni e i dieci minuti di percorso a piedi dei quali, in questo modo, mi conquistai il privilegio di percorrere da sola, erano per me 10 minuti di libert\u00e0 incondizionata, di fantasticherie incontrollate, di mondi sconosciuti da esplorare e da fare miei e solo miei. Di contro, lo stesso percorso sulla via del ritorno, era invece lo spazio dell\u2019amicizia, che condividevo con alcuni compagni di scuola: Lucia, Carlo ed Andrea che diventarono subito per me inseparabili: uno di loro divent\u00f2 persino il mio piccolo grande amore delle elementari!<\/p>\n\n\n\n<p>Come avrei potuto fare tutte queste esperienze con un nonno al seguito?<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo era mio in quel tragitto, le mie due anime, quella curiosa e indipendente all\u2019andata, quella sociale, ironica e perfino romantica al ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incanto fin\u00ec, tuttavia, interrotto bruscamente dall\u2019ennesimo trasloco di famiglia, sul finire della quinta elementare. Un brutto giorno di maggio, dalla citt\u00e0 cosi viva e rumorosa, piena di sorprese e di amici, che avevo iniziato a frequentare da sola, fui catapultata in campagna, sola e senza alcun contatto col mondo, col mondo civile, almeno, quello che avevo appena iniziato ad assaggiare e che gradivo molto. Ero disperata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il babbo mi portava a scuola in macchina, una magra consolazione per una presenza peraltro abbastanza assente, poi mi riprendeva all\u2019uscita. Tutto questo dur\u00f2 per circa un mese, fino alla fine della scuola, esame compreso. Niente pi\u00f9 passeggiate da sola o con gli amici. E poi, i pomeriggi interminabili a casa con la mamma, arrabbiata forse quanto me, ed i fratellini piccoli ed insopportabili: una vera prigione, un abisso di solitudine. Odiavo la campagna quanto la amava mio padre. Mia madre la tollerava appena e forse anche per questo era sempre di cattivo umore, o almeno a me cos\u00ec sembrava.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziai ben presto le esplorazioni dei dintorni, ma non mi davano le stesse soddisfazioni della citt\u00e0: campi e prati, un boschetto trasandato, case di ricchi chiuse e senza bambini in vista, strade vuote a parte la statale troppo pericolosa. Ero sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu solo dopo l\u2019estate che uno spiraglio mi si pales\u00f2. La scuola media a cui ero stata iscritta era ad un paio di km di distanza da casa, troppi per coprirli a piedi con una cartella pesante, su una strada trafficata e pericolosa come la Bolognese, senza marciapiede. Fui quindi iniziata all\u2019uso dell\u2019autobus. Una facilitazione per mia madre, sempre affaccendata con i figli piccoli, che non avrebbe dovuto accompagnarmi in macchina. Ma soprattutto, per me, fu il miraggio di una libert\u00e0 ritrovata, la possibilit\u00e0 di mettere ancora alla prova il mio spirito avventuroso e libero. L\u2019autobus come un treno, una metafora per la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano solo tre fermate, ma dai finestrini potevo vedere colline, valli, immaginare fiumi, orizzonti, mondi \u2026 E poi, chiss\u00e0, un domani avrei potuto finalmente raggiungere di nuovo la citt\u00e0, la mia amata citt\u00e0, con le sue piazze, i giardini pullulanti di bambini, ragazzi, amicizie da poter ritrovare, da poter fare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46419\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46419\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono alla fermata. 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