{"id":46365,"date":"2021-05-31T15:47:46","date_gmt":"2021-05-31T14:47:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46365"},"modified":"2021-05-31T15:47:48","modified_gmt":"2021-05-31T14:47:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-le-vecchie-scale-di-michele-capitani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46365","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Le vecchie scale&#8221; di Michele Capitani"},"content":{"rendered":"\n<p>&nbsp; Michele Lorenzini \u00e8 in attesa: domani verranno, per farlo firmare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Suo figlio gliel\u2019ha detto: non c\u2019\u00e8 modo di pagare una badante per aiutarlo (oppure non ne vale la pena, Michele non ha capito molto bene) n\u00e9 ha modo di farsi trasferire in citt\u00e0 per stargli pi\u00f9 vicino, perci\u00f2 si \u00e8 accordato per una struttura che lo accoglier\u00e0 volentieri: \u00e8 stato rassicurato, si tratta di un grande appartamento dove vivono gi\u00e0 degli anziani, insomma una casa vera, non un ospizio. Del resto, i volontari dell\u2019associazione che se ne occupa sono passati pi\u00f9 volte a trovare Michele, a conoscerlo, e convincerlo; gli sono sembrati persone carine.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Perch\u00e9 avrebbe dovuto dire di no? E dire di no a suo figlio?<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ma quando domani verranno a farlo firmare, per portarlo via, non firmer\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ha deciso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Per qualche giorno ci aveva pensato, ma pensarci non \u00e8 servito a nulla, perch\u00e9 \u00e8 di notte, una notte all\u2019improvviso, che ha capito quello che voleva fare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ha deciso che rester\u00e0 a vivere in quella casetta, con la cucina cadente e una caldaia pi\u00f9 vecchia di lui, quella casetta con un tappeto liso e gli infissi cigolanti, e scaffali con libri che non dicono pi\u00f9 nulla a nessuno. Una casa abbastanza intristita, come lui, Michele, quell\u2019ottantenne che si sente ormai muto e superfluo come quei libri dimenticati lass\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Suo figlio non capir\u00e0, forse si arrabbier\u00e0, per\u00f2 a suo padre ormai non importa; ha capito anche questo: che non gli importa niente. Ma soprattutto ha deciso che continuer\u00e0 a vivere da solo nonostante, da quando \u00e8 restato vedovo, cio\u00e8 da quindici anni, ogni notte se lo chieda: se mi sento male, chi se ne accorge? Chi mi soccorre? E puntuale, ogni sera, si risponde che \u00e8 normale desiderare di andarsene nel sonno, ma subito dopo sopraggiunge il ricordo della sua Marina, che pregava per il contrario, per andarsene sapendolo, e potersi cos\u00ec congedare dai proprio cari; fu una preghiera che le venne esaudita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; E anche Michele a quel punto non sa pi\u00f9 cosa pensare; pensa solo che, del resto, anche se fosse di giorno che si sentir\u00e0 male, chi ci sarebbe ad accorgersene? Dunque ogni sera \u00e8 cos\u00ec che si addormenta, con poche goccine nel bicchiere, e questi pochi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>*****<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Abita in una palazzinetta di tre soli appartamenti: al rialzato sta un\u2019altra vecchia, ottantenne anch\u2019essa; al primo piano lui, il signor Michele, e al secondo una coppia (lei \u00e8 figlia della signora da basso) con due gemelli di tre anni. La vecchia la incrocia di rado, quando la vede sistemare il pianerottolo o appoggiare fuori l\u2019immondizia, mentre la madre coi bimbi pi\u00f9 spesso, pur se non hanno mai parlato per pi\u00f9 di cinque minuti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Anzi, ora che ci pensa, altrove non li ha mai incontrati, a passeggio, o ai giardinetti, o in giro per la citt\u00e0. Raramente si sono ricongiunti gi\u00f9 al portone, rincasando, lui venendo da un capo della viuzza e loro dall\u2019altra, con la madre sempre trafelata, con giacchettini e cento cose appese al passeggino o a lei stessa, e sempre con quel suo sguardo come a scusarsi per l\u2019incomodo del loro ruzzare o della loro angelica impertinenza. Non si sono mai incontrati per via, o al mercato o a casa di qualcuno, ma anche lei magari penser\u00e0 lo stesso di lui, che incontra solo l\u00ec, quasi sempre per le scale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; La donna sa che lui sente i due bimbi, perch\u00e9 la porta di casa di Michele \u00e8 l\u2019unica ancora in legno, un legno sottile dipinto all\u2019antica; ecco perch\u00e9 spesso gli chiede un poco di sopportazione, senza che lui si sia mai lagnato di niente, e anzi a Michele dispiace che lei creda che gli diano fastidio, perch\u00e9 si diverte davvero ad avere quei monelletti fra i piedi, quando scende le scale, anche senza pi\u00f9 la sua Marina che gli dia il braccio, e anche se a ogni gradino rischia di rovinare gi\u00f9. Peccato solo che per le scale scenda oramai, gradualmente, sempre pi\u00f9 a fatica, dunque sempre pi\u00f9 di rado, mentre i due demonietti ci salgono e scendono.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Dei due gemellini, Laura \u00e8 molto timida, mentre Alessio \u00e8 estroverso, e ogni volta che vede Michele ha da mostrargli qualcosa: \u00abIo ho la macchinina!\u00bb, o sorridendo luminosamente sventola le stelle filanti che impugna e ha trascinate chiss\u00e0 da dove, una cometa allegra e sbrindellata, oppure comunica trionfante, col ditino nel naso: \u00abHo trovato una caccola!\u00bb. Alessietto parla a Michele ma sempre a volume alto, \u00e8 un po\u2019 come volesse farsi sentire da altri cinquanta cond\u00f2mini inesistenti, in quella minipalazzina, che si incontrino al portone, o in mezzo da Michele, o dabbasso dalla nonna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Lauretta invece non parla mai, e quando il vecchio Michele e Alessio scambiano i loro buffi minidialoghi, lei resta sempre arretrata dietro al fratellino, o saldamente afferrata alla balaustra, ma sempre sorridente fissando quel vecchio che a quanto pare deve sembrarle simpatico. In verit\u00e0, in qualche occasione Michele la sente, la voce della femminuccia: quando lui si congeda dopo essersi incrociati, per uscire dal portone o viceversa per rientrare in casa, lei o il fratellino, quasi a turno, gli domandano: \u00abDove vai?\u00bb, al che a Michele, e a chiunque sia l\u00ec presente, viene immancabilmente da ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Come viene da ridere quando lei esclama, vedendolo affacciarsi sul pianerottolo: \u00abMa \u00e8 Michele!\u00bb, e altre volte, quando il vecchio rincasa, la sente che lo dice quando si \u00e8 gi\u00e0 chiuso la porta alle spalle:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, quello era Michele!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Lui scherza coi genitori:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta bimba mi fa venire le crisi di identit\u00e0, ogni volta si sorprende che io sia io!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Tutti sorridono, ma pochi passi fuori dal portone Michele pensa che Lauretta forse si meraviglia non che quel vecchio sia lui, ma che quel vecchio ancora ci sia\u2026 Be\u2019, avrebbe ragione lei, forse ha intu\u00ecto che in realt\u00e0 non \u00e8 detto che lui si manifesti, ogni qualche giorno, sul pianerottolo, e non perch\u00e9 \u00e8 vecchio ma perch\u00e9 ormai sa bene di avere un punto del suo corpo che ceder\u00e0 da un attimo all\u2019altro, e sar\u00e0 inutile ogni soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; A lui viene da pensare che semplicemente un punto del suo corpo \u00e8 pi\u00f9 stanco di tutto il resto, dunque tra un minuto o sei mesi si fermer\u00e0; e non si dica che non ha avvertito, perch\u00e9 gi\u00e0 l\u2019anno scorso quella venuzza aveva ceduto, ecco perch\u00e9 suo figlio ora \u00e8 sempre preoccupato. A Michele piace pensare che anche i suoi&nbsp; singoli organi cercano di essere rispettosi ed educati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Altre volte, quando non vuole pensarci, considera che la piccola Laura resta sorpresa perch\u00e9 quel nome deve risultarle un poco misterioso, di un anziano solitario che vive proprio in mezzo alle case della famiglia, palesandosi solo ogni tanto, e pi\u00f9 sentito che visto: lui s\u2019immagina la mamma o la nonna che dicono \u00abNon urlate ch\u00e9 disturbiamo Michele\u00bb, o \u00abSe incontrate il signor Michele salutate sempre, mi raccomando\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Una volta, quasi all\u2019ora di cena, li ha sentiti che entravano nell\u2019androne, riponevano le due nuove biciclettine, e chiedevano:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, possiamo far sentire il campanello a Michele?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSshh! Certo, ma non adesso che \u00e8 tardi. Domani, va bene?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; I giorni appresso li avrebbe poi sentiti da s\u00e9, quei trilli, allegre note che ascendevano per le scale, l\u2019unico suono al mondo che gli veniva pi\u00f9 gradito rispetto alle voci dei due miniciclisti.<\/p>\n\n\n\n<p>*****<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ecco perch\u00e9 un certo giorno Michele comprende che preferisce restare a vivere ancora l\u00ec, per quel che gliene resta: perch\u00e9 un pomeriggio rientrando nel portone trova Laura e Alessio seduti l\u00ec sul primo gradino; lui sorride, chiede loro permesso e li scavalca come pu\u00f2, e incamminandosi su per la rampa sente lei che gli chiede, come molte altre volte: \u00abDove vai?\u00bb, ma quella volta, invece che un moto di divertimento sente un piccolo struggimento, una difficolt\u00e0 a rispondere; cosicch\u00e9 le dice, senza voltarsi: \u00abVado a casa mia!\u00bb, ma dentro di s\u00e9 ancora sente risuonare l\u2019interrogativo: \u00abGi\u00e0, dov\u2019\u00e8 che vado?&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; E quella stessa sera, molto tardi, a letto, sente che gli arrivano dei rumori da sopra, che come in un\u2019illuminazione, nello scuro di quella notte, gli fanno capire che per\u00f2 non ne ha pi\u00f9 fastidio. Perch\u00e9 lui aveva sempre mal tollerato i rumori dagli altri appartamenti, la musica poi neanche a parlarne. Strano dunque, che allo stesso tempo non gli dessero fastidio le due vocine su per le scale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; E invece stavolta anche quello gli appare gradito: un rumore di qualcosa che scorre, come delle ruote sul pavimento, magari uno dei due bimbi si \u00e8 alzato all\u2019insaputa dei genitori e si \u00e8 messo a fare un gioco? O pu\u00f2 darsi che abbiano uno sgabello con rotelle e loro lo spingono.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Michele non sa, sa solo che non era mai successo che un rumore a quell\u2019ora non lo irritasse, lui che sempre fatica a pigliar sonno. Eppure stavolta si scopre a indovinare cosa potrebbe essere, e che gioco vanno facendo i due monelli, quasi come se giocasse anche lui, a indovinare fra s\u00e9 e s\u00e9, nel buio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; E capisce di essere stato esaudito, forse la sua Marina da lass\u00f9 gli ha illuminato quella notte, apparentemente eguale a tutte le altre notti da quindici anni in qua. Lo ha illuminato in tempo, preservandolo dalla nostalgia che avrebbe certamente provato nell\u2019altra casa, nostalgia della macchinina che ruzzola per le scale, del sorriso scrutatore di Lauretta, e dello sguardo aggrottato di Alessio quando \u00e8 tutto preso a scalare le scale con mani e piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ha deciso, Michele: morir\u00e0 l\u00ec, forse da solo, ma udendo il trillo delle biciclettine nell\u2019androne.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 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