{"id":46345,"date":"2021-05-31T12:35:01","date_gmt":"2021-05-31T11:35:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46345"},"modified":"2021-05-31T12:35:02","modified_gmt":"2021-05-31T11:35:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-telline-di-diletta-cirilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46345","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Telline&#8221; di Diletta Cirilli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n\n\n\n<p>Era d\u2019estate ed ero ancora felice, nonostante mia zia si impegnasse gi\u00e0 parecchio nel piantare in me il germe della <em>germofobia<\/em> e di una serie di altre turbe.<br>Io e mia cugina aspettavamo il mare, e prima di raggiungerlo, quel mare profumato di tamerici, alghe, petrolio e pizza bianca con la mortadella, dovevamo farci un\u2019ora di strada con due mamme sorelle il cui sangue conteneva la stessa follia di amare l\u2019orribile afa che sprigiona una macchina tenuta in faccia al sole ad agosto per ore. Perci\u00f2 finestrini chiusi perch\u00e9 \u00abche bel calduccio\u00bb.<br>Due soste lungo il percorso: in edicola per la settimana enigmistica, all\u2019alimentari per farci farcire il panino. Se la vita fosse un viaggio verso il mare con queste due sole soste essenziali, io sarei ancora felice.<br>Mi incantavo a guardare il cambio, le chiacchiere di mamma e zia sottoforma di gesti e le nostre cosce, sedute dietro, che si appiccicavano l\u2019una con l\u2019altra.<br>Il parcheggio, le ciabatte che attraversano l\u2019asfalto, le troppe borse, un coccodrillo a dimensioni reali in spalla che non valeva mai lo sforzo di averlo gonfiato e finalmente eccolo: il mare che <em>oggi <\/em>\u00e8 una tavola, come praticamente sempre. Allora io e mia cugina ci lanciavamo nella Grande Corsa tra le dune verso l\u2019acqua, entusiaste e libere, senza un cazzo di pensiero fino a quando mia zia \u00ab<em>Attente<\/em> alle siringhe che vi prendete l\u2019accaivvuuuuuuuu\u00bb, capito come. Ricordo che erano i tempi dei primi computer, pomeriggi interi con <em>Prato Fiorito<\/em>, un giochetto matematico dove andavo fondamentalmente a culo. Quello con le bombe e lo smile che si infilava gli occhiali da sole se riuscivi ad evitarle, per intenderci. Ecco cos\u2019\u00e8 diventata per me la spiaggia, un <em>campo minato<\/em> di virulenti aghi nascosti e da allora non ho pi\u00f9 smesso di vederla cos\u00ec.<br>Ad ogni modo.<br>La giornata al mare era speciale. Riduceva la realt\u00e0 a due sole dimensioni, tre sfumature di colore e un orizzonte. I bisogni diventavano lineari, le soddisfazioni semplici, la fine delle cose naturale: uscivi dall\u2019acqua quando le dita erano raggrinzite, smettevi di mangiare quando arrivavano le vespe, un nuovo bagno scadute le due ore dal rischio congestione. Non so dire se fossi pi\u00f9 contenta di vedere me e mia cugina divertirci o mia madre e mia zia vederci divertire, ci tenevo che lo sapessero perch\u00e9 mi facevano tenerezza. Certo c\u2019era anche una costante apprensione, mia zia non riusciva a non coniugare tutto il verbo <em>annegare<\/em>, ad esempio, ma non riusciva nemmeno a rovinare l\u2019atmosfera.<br>Andare via dal mare all\u2019imbrunire e tornare ognuno a casa propria, per un semplice processo metaforico capite bene che equivaleva a morire. I nostri padri ci avrebbero raggiunto nel pomeriggio e io e mia cugina sapevamo che, se avessimo pescato tante telline, quella giornata speciale non sarebbe finita, non prima di una bella mangiata tutti insieme. Era questa la loro promessa e col senno di poi scommetto che lo dicevano perch\u00e9 scommettevano che non ci riuscissimo. Dall\u2019altra parte per\u00f2 trovavano due disperate procrastinatrici, innamorate dei loro pap\u00e0, mosse dalla pura angoscia di morire, esaltate all\u2019idea primitiva di approvvigionarsi il cibo e consapevoli che, se avessero <em>davvero<\/em> riempito un secchiello di telline, avrebbero ottenuto una cena tutti insieme condita dal mantenimento di una promessa, altro che telline.<br>E cos\u00ec la sera, che minacciava luci d\u2019appartamento, aria condizionata e depressione infantile, si sarebbe illuminata di chiacchiere tra adulti e tintinnio di piatti sulla tavola apparecchiata fuori in terrazza, avrebbe odorato di soffritto e zampironi e noi avremmo provato grandissima soddisfazione credendo in una fierezza genitoriale per quella missione compiuta.<br>La pesca delle telline avviene cos\u00ec: in ginocchio, nell\u2019acqua bassa (o alla renella), ravanando la sabbia con le mani. \u00c8 un po\u2019 inquietante senza l\u2019apposito retino, infilare le mani nel fondo intendo, senza sapere cosa ne possa venir fuori. Potevi beccare una cosa che ti pungeva, come un pezzetto di conchiglia rotta o una tracina e no, NO, non \u00e8 una siringa (sapevo che non potevano essercene l\u00ec, ma il pensiero ci andava lo stesso, porcaputtanadiunazia). \u00c8 anche deludente. La maggior parte delle volte non ne cavavi nulla, smuovevi solo altra sabbia che si dissolveva come fumo marroncino tra le dita e questa, che a pensarci \u00e8 una metafora molto potente, rappresentava pura frustrazione, specie se si erano fatte ormai le sette e vedevi a riva i tuoi genitori sgrullare gli asciugamani e ricomporre le borse, che poi era la peggiore minaccia che potessero farti. Ma quando scavando, i tuoi polpastrelli cominciavano a capire, per averne dopo un istante la certezza, che stavano scovando il guscio liscio, duro, geometrico ed eccitante di una tellina, be\u2019 quella era una cazzo di ecstasy. E crea dipendenza. Annulla ogni senso del fallimento o intento rinunciatario, praticamente ti dopa. E inizia una ricerca smaniosa perch\u00e9 una tellina tira l\u2019altra. Altra perversione, quando ne accumulavi parecchie, era quella di andarle a smucinare nel secchiello. Tipo quando fai roteare le biglie nel sacchetto, perch\u00e9 uno lo fa?<br>Se mia zia gridava che saremmo morte assiderate se non annegate, mia madre ripiegava la sedia pieghevole e mio padre aspettava impaziente, mio zio lo trovavi fino all\u2019ultimo minuto in acqua, inginocchiato accanto a noi. Un cucciolo di uomo, riccio e africano. Lui, al contrario di sua moglie, piantava in me i germi buoni, quelli che fioriscono nella coscienza e ti rendono un essere umano gentile.<br>Mi ha insegnato questo: quando l\u2019onda arriva a riva, ritirandosi, forma sul bagnasciuga lucido diverse bollicine che scoppiettano qua e l\u00e0 in pochi istanti prima che la sabbia torni perfettamente liscia e compatta. Osservando bene, quelle bollicine sono in realt\u00e0 dei granchietti che veloci scavano e si infilano sotto la sabbia. Basta infilare la mano dove vedi una bollicina per pescare un granchietto.<br>Associo mio zio al mare al tramonto. \u00c8 anche l\u2019ultima immagine <em>vivida<\/em> che conservo di lui: la sua faccia accesa d\u2019arancione, sporco di sabbia come solo i padri che giocano davvero coi figli e soddisfatto per aver costruito, impastando granelli, un\u2019automobile, decapottabile, con tanto di sedili per farci entrare me e mia cugina. \u00abDovremmo farlo di nuovo\u00bb, ci dicemmo io e lui in quell\u2019occasione. Un mese dopo lo rividi, esposto nella bara al cimitero, con un cerotto in piena faccia al posto del tramonto. Davvero un peccato.<br>Mia cugina la sogno ancora, non le parlo pi\u00f9 e non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro da aggiungere a riguardo, ma proprio per come sono andate le cose con <em>lui<\/em>, con lei\u2026Proprio per come tutto \u00e8 andato a <em>finire<\/em>, a ripensarci adesso, credo facessimo benissimo, ogni benedetta volta, a cercare quelle stramaledette telline.<br><br><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46345\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46345\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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