{"id":46322,"date":"2021-05-31T10:59:45","date_gmt":"2021-05-31T09:59:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46322"},"modified":"2021-05-31T10:59:47","modified_gmt":"2021-05-31T09:59:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-puntini-di-sospensione-di-alice-cupini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46322","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Puntini di sospensione&#8221; di Alice Cupini"},"content":{"rendered":"\n<p>Chiuse la vestaglia a fiori gialli sul petto e sul collo, per proteggersi dall&#8217;aria fresca che entrava dalla finestra del bagno, in corrente lineare con la porta della camera da letto matrimoniale e, a sua volta, con la portafinestra che dava sul cortile interno del palazzo. Pass\u00f2 tra il lavandino e la vasca e si affacci\u00f2 dal quarto piano, socchiudendo lentamente la persiana verde scrostato e guardando gi\u00f9.&nbsp;<br>Tre strade nere asfalto, perfettamente allineate, tagliavano la geometria dei palazzi come le righe di un quaderno. Sulla riga pi\u00f9 vicina tre tavolini tondi, del bar sotto casa, neri acciaio. Puntini di sospensione di una frase non finita, o iniziata a met\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca fece pochi passi sul marciapiede e si sedette all&#8217;ultimo tavolinetto, il solito. Si tolse gli occhiali da sole e li pul\u00ec accuratamente, prima di metterli nella custodia; poi alz\u00f2 un dito, cenno affusolato di un quotidiano ordine noto a tutti i camerieri di quel bar: caff\u00e8 ristretto e cornetto vegano. Non gli piaceva il suo corpo e se ne prendeva cura senza affetto.<br>Vide Pietro sbucare dall&#8217;angolo della strada, fargli un gesto e avvicinarsi con passo svelto.<br>\u201cLontano!\u201d gli disse sedendosi di fronte a lui, usava il suo cognome per salutarlo, da circa un ventennio.<br>\u201cSempre!\u201d gli rispondeva Luca, da circa un ventennio.<br>\u201cCiao amico mio, hai gi\u00e0 ordinato?\u201d<br>\u201cS\u00ec, scusa pensavo di doverti aspettare di pi\u00f9.\u201d<br>\u201cMalfidato, che hai preso?\u201d<br>\u201cIl solito: caff\u00e8 e cornetto.\u201d<br>\u201cTu hai un solito in ogni posto in cui vai, molesti tutti i bar della zona?\u201d<br>\u201cNo, solo quelli che capiscono i cenni al volo. A quel punto li scelgo per la vita.\u201d<br>\u201cTi viene bene.\u201d<br>\u201cCosa?\u201d<br>\u201cScegliere per la vita. Scusi, scusi per me un t\u00e8 verde e un occhio di bue.\u201d<br>\u201cIl solito.\u201d<br>\u201cPer te che lo sai.\u201d<br>\u201cLo so, s\u00ec.\u201d<br>\u201cCome va il naso?\u201d<br>\u201cStorto.\u201d<br>\u201cS\u00ec, intendevo dopo l&#8217;incontro di sabato, quello c&#8217;\u00e8 andato duro, sembrava vi separassero solo i guantoni dal prendervi a cazzotti sul serio. Che cavolo t&#8217;era preso?\u201d<br>\u201cA proposito grazie di avermi tirato su, dopo.\u201d<br>\u201cSto qui per questo. Comunque non puoi fare cos\u00ec, cerca di capire chi hai davanti prima di sfidarlo, santo cielo.\u201d<br>Luca schiocc\u00f2 la lingua, gli capitava quando un discorso non lo convinceva.<br>\u201cNo?\u201d gli chiese Pietro, riconoscendo il suono della disapprovazione.<br>\u201cDevo dirti una cosa.\u201d<br>Arrivarono il caff\u00e8, il t\u00e8, l&#8217;occhio di bue e il cornetto. Il cameriere li appoggi\u00f2 lentamente sul tavolo, senza sbagliare le destinazioni, ma anzi scegliendole con la cura di chi ama il proprio lavoro. Luca lo invidi\u00f2, tra gli universi paralleli delle scelte che non aveva fatto fino a quel giorno doveva essercene almeno uno in cui sapeva chi voleva essere nella vita. Ce n&#8217;era? Almeno uno in cui i pezzi si incastravano perch\u00e9 davvero giusti e non perch\u00e9 forzatamente spinti gli uni contro gli altri?<br>\u201cDimmi.\u201d gli disse Pietro dopo qualche minuto, senza essersi lasciato distrarre da nient&#8217;altro, nel frattempo.&nbsp;<br>\u201cAnna \u00e8 incinta.\u201d<br>Pietro spost\u00f2 lo sguardo da Luca al panorama dietro di lui, pochi centimetri pi\u00f9 a lato, necessari per sfuggire al contatto. Si fiss\u00f2 sul semaforo, rosso imperterrito, in attesa silenziosa.&nbsp;<br>Luca abbass\u00f2 gli occhi sul tavolino, stacc\u00f2 un pezzo di cornetto e lo sbriciol\u00f2 piano piano, dentro al piattino macchiato dal caff\u00e8.&nbsp;<br>Gli occhi dei due si incrociarono di nuovo, quando il semaforo divent\u00f2 verde, con l\u2019imbarazzo di chi dovrebbe partire ma non riesce ad ingranare la prima. Arrossendo e desiderando di alzarsi e andar via, entrambi, in direzioni diverse, o nella stessa, ma una volta per tutte.&nbsp;<br>\u201cForse prendo un caff\u00e8 anch\u2019io\u201d disse Pietro, facendo un cenno rapido al cameriere, che lo ignor\u00f2, superandolo e servendo il tavolo accanto. Sorrisero entrambi, per sbaglio, sentendosi nuovamente vicini per un istante.<br>\u201cQuesto non lo finisci?\u201d gli chiese Luca, indicando il t\u00e8.<br>\u201cHo sbagliato scelta, quando l\u2019ho ordinato\u201d<br>\u201cTu non sbagli mai, che ti \u00e8 successo?\u201d&nbsp;<br>\u201cPer sbagliare ci vuole coraggio, o no? Non si diceva cos\u00ec? Forse no.\u201d<br>Deglutirono, uno abbandonando la schiena sulla sedia e guardando in su, l\u2019altro appoggiando la testa sul palmo della mano e guardando in gi\u00f9. Pensarono alle cose perse. Alle domeniche da adulti ai mercatini dell&#8217;usato, alle corse da adolescenti sulla pista di atletica. Alle volte che si erano tirati su da terra a vicenda, dopo un pugno, o prima di un salto. A tutti i problemi risolti con poche parole. A tutte le cose non dette e non fatte, le scelte non prese, il coraggio inghiottito.<br>\u201cComunque sono felice per voi, davvero\u201d disse Pietro, immergendo la faccia nel t\u00e8 che non gli andava.<br>\u201cGrazie.\u201d rispose Luca.<br>\u201cI tuoi saranno contenti.\u201d<br>\u201cNon gliel&#8217;abbiamo ancora detto, ma sicuramente lo saranno.\u201d&nbsp;<br>\u201cE Anna come sta? Sta bene?\u201d, poi si gir\u00f2 e alz\u00f2 la mano: \u201cCameriere un caff\u00e8!\u201d<br>\u201cQualche nausea, ma per ora bene.\u201d<br>\u201cStalle vicino.\u201d<br>\u201cPer forza.\u201d<br>Luca avrebbe dovuto schioccare la lingua di continuo, ma non poteva. Avrebbe voluto prendere a pugni qualcosa, ma non poteva.<br>\u201cMi dispiace, Pietro\u201d gli usc\u00ec cos\u00ec, istintivo come uno starnuto.<br>Si fissarono a lungo, mentre le mani di Pietro giocherellavano nervosamente con quello che trovavano e le dita affusolate di Luca si intrecciavano sudate sotto al tavolo. Si girarono entrambi al rumore insopportabile di una motocicletta, di quelle che scoppiano e rombano tra i palazzi e danno fastidio a tutti.<br>\u201cSi corre troppo. Come fanno le persone a beccarsi al momento giusto?\u201d chiese Luca.<br>\u201cSi aspettano\u201d soffi\u00f2 Pietro.<br>Il cameriere port\u00f2 il caff\u00e8 fumante e lo lasci\u00f2 al centro del tavolo, punto a caso per incrociarsi a met\u00e0. \u201cGrazie\u201d dissero entrambi distrattamente. Luca protese la mano per spingere la tazzina, Pietro per tirarla a s\u00e9. Le dita si sfiorarono attraversando il tavolo, in modo impercettibile ai pi\u00f9.<br>\u201cSarai un pap\u00e0 straordinario e quando lo prenderai in braccio per la prima volta saprai di essere nel posto giusto.\u201d<br>\u201cO nell&#8217;universo sbagliato.\u201d<br>\u201cNon \u00e8 sbagliato, \u00e8 una cosa bella. Sarai felice, no? Lo sarete e andr\u00e0 tutto bene.\u201d<br>\u201cAndr\u00e0 tutto bene\u201d ripet\u00e8 Luca, a memoria.<br>\u201cOra vado, \u00e8 meglio.\u201d Pietro lasci\u00f2 i soldi sul tavolino e si alz\u00f2, sembr\u00f2 impiegarci un&#8217;ora, o almeno cos\u00ec parve a Luca, che rimase in silenzio.<br>\u201cLontano\u2026\u201d<br>\u201cSempre&#8230;\u201d<br>E si allontan\u00f2, stavolta velocemente, in fuga.<br>Luca lo segu\u00ec con lo sguardo, poi apr\u00ec la fodera degli occhiali, prese la pezzetta e li pul\u00ec con cura, soprattutto nella cavit\u00e0 tra la lente e la montatura. Ci soffi\u00f2 sopra e strofin\u00f2 ancora pi\u00f9 forte. Poi li indoss\u00f2 e alz\u00f2 lo sguardo verso il suo appartamento al quarto piano. Riconobbe il verde scrostato delle sue persiane, immagin\u00f2 la penombra delle stanze e Anna camminare in corridoio, in vestaglia.&nbsp; In quel momento vide la persiana del bagno chiudersi, era stata aperta per tutto il tempo, o forse no. Non ci aveva fatto caso. Sper\u00f2 che l\u2019avesse semplicemente spinta il vento, che si infilava dritto tra il bagno e la camera matrimoniale, e torn\u00f2 a casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46322\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46322\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiuse la vestaglia a fiori gialli sul petto e sul collo, per proteggersi dall&#8217;aria fresca che entrava dalla finestra del bagno, in corrente lineare con la porta della camera da letto matrimoniale e, a sua volta, con la portafinestra che dava sul cortile interno del palazzo. 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