{"id":46295,"date":"2021-05-31T10:24:11","date_gmt":"2021-05-31T09:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46295"},"modified":"2021-05-31T10:24:12","modified_gmt":"2021-05-31T09:24:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-mi-innamoravo-di-tutto-di-roberta-milazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46295","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Mi innamoravo di tutto&#8221; di Roberta Milazzo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel silenzio della piazza vuota in quel tardo pomeriggio d\u2019estate, il miagolio aveva risuonato ovattato, quasi come un pianto distante. Un venticello leggero smuoveva la tenda bianca e rinfrescava l\u2019aria<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cHai sentito mamma? Quel gatto fuori miagola proprio come Buio\u201d. Ancora storditi dal caldo della giornata, ci avevamo messo un po\u2019 a renderci conto che a richiamare la nostra attenzione era stato proprio lui, cascato gi\u00f9 dal balcone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStupido gatto\u201d dico ad alta voce mentre gli corro incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon riuscirai mai ad acchiappare una colomba, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 veloce di te!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Vedo sui gradini della chiesa una bambina, il gatto scappa verso di lei prima che riesca ad afferrarlo, le sale sulle gambe nude e grassocce; la graffia ma lei non sembra accorgersi della piccola ferita sulla pelle, lo accarezza. Il vento fa rotolare la sua palla arancione, non ci sono altri bambini insieme a lei. Sento un odore familiare, terra asciutta e frutta matura. Chiudo gli occhi per trattenerlo. Quando li riapro sono nel cortile della casa popolare in cui vivevo da piccola, sento le cosce bruciarmi, gli scalini su cui sto seduta scottano ancora anche se adesso sono all\u2019ombra, accanto a me il pallone batte sul muro, un pam pam sempre pi\u00f9 incalzante, lei non distoglie lo sguardo: so cosa sta facendo, deve cercare di non farlo cadere anche se rimbalza sempre pi\u00f9 veloce. Nel silenzio di agosto quel rumore mi esplode in petto, il cuore batte veloce nello sforzo di star dietro alla palla, finch\u00e9 la voce del vicino al piano di sopra grida \u201cChiff\u00e0 u taghhiamu stu palluni?\u201d e allora salto in aria e il muro segna il punto vincente. La bambina sono io e sto aspettando il nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardo e so che qualcosa a cui non sa dare ancora un nome la opprime gi\u00e0, \u00e8 la sua natura malinconica, ma adesso la scambia per noia. Viene a sedersi accanto a me, insieme guardiamo verso la strada perch\u00e9 quando il muso della Renault 5 del nonno girer\u00e0 l\u2019angolo quel peso un po\u2019 pi\u00f9 su della pancia si sgonfier\u00e0 all\u2019improvviso e lei potr\u00e0 corrergli incontro leggera. Riconosco il rumore del motore, lei si alza in piedi, ci raggiunge lo strombazzare allegro del clacson e quel suo fischio unico: un trillo giocoso e prolungato con cui ci avvisa che \u00e8 tornato. Lei lo raggiunge e finisce stretta nel suo abbraccio che odora di terra. Le mette in testa la sua coppola, le d\u00e0 una nespola e poi si incamminano verso casa, lui con il canestro carico di frutta in una mano e la sua piccola e sudata per l\u2019emozione nell\u2019altra. Dobbiamo aspettare ancora un po\u2019. Prima va a farsi il bagno. Ogni giorno di ritorno si lava e veste come fosse festa. I capelli pettinati all\u2019indietro e lucidi di brillantina, i baffetti spuntati, gli occhi verdi come l\u2019acqua di mare arrossati dalla fatica, la canottiera bianca a costine che s\u2019intravede sotto la camicia a maniche corte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cQuando torna giochiamo insieme.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra accorgersi di me per la prima volta \u201cMio nonno mi fa divertire un sacco, sa delle cose speciali, gli altri bambini non le capiscono perch\u00e9 i loro nonni non sono come il mio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cChe fortunata che sei!\u201d Mi guarda orgogliosa \u201cPerch\u00e9 non mi racconti un po\u2019?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cParla in inglese\u201d dice mettendo una mano al lato della bocca per non farsi vedere e sussurrando piano annuisce soddisfatta<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNessuno a casa parla inglese, solo lui! Perch\u00e9 ha fatto il soldato a Mogadiscio che \u00e8 in Africa! Nella scatola dei biscotti dove la nonna tiene le foto ci sono quelle con l\u2019elmetto e con i pantaloni strani, gonfi al ginocchio!\u201d&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti sento ritornare prima ancora di vederti, nel vento che odora del gelsomino accanto a cui ami stare seduto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeduina, chi ffai?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Mi vedo piccola, scrollare le spalle fingendo una calma apparente tradita dal sorriso che non riesco a contenere. Siamo solo io e lui. Mia sorella ama passare il pomeriggio a guardare la televisione, i miei cugini sono in viaggio. Sento sempre di occupare il posto sbagliato nell\u2019ordine di arrivo dei nipoti. Ognuno di loro trova sempre il modo di rubarmi le sue attenzioni ma non quel pomeriggio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVeni cca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiene il pugno stretto. Durante l\u2019inverno di solito quel pugno si apre svelando la sorpresa di una barretta, ma fa troppo caldo per mangiare il cioccolato. Altre volte, invece, di nascosto dalla nonna mi regala 1000 lire. Adesso per\u00f2 la mano mostra una manciata di sale, lucido e un po\u2019 raggrumato dall\u2019umidit\u00e0 del sudore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra tu sai che fai? Ce ne metti un poco nella coda a una colomba e vedi che quella si ferma di botto. E tu la puoi prendere!\u201d Ha lo sguardo serio e il tono di chi ti sta confidando un segreto. Non so se credergli, acchiappare una colomba con un pugnetto di sale!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove lo hai imparato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhhhh\u201d risponde, accompagnando quell\u2019unica vocale con un gesto della mano a disegnare nell\u2019aria cerchi sempre pi\u00f9 ampi che in quel momento avvolgono me e lui negli stessi venti africani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa devo fare?\u201d chiedo sottovoce, come un soldato che attende istruzioni dal suo comandante per una missione importante. Solleva il dito sopra il mio naso e poi d\u00e0 l\u2019ordine<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cTi avvicini ma piano. Senza farti sentire e appena sei vicino ci metti il sale sulla coda e l\u2019acchiappi!\u201d Ritrovo in me bambina la fiducia totale, la capacit\u00e0 di credere nello straordinario, vedo le lunghe codine svolazzare mentre inizio a rincorrere colombe, muovendomi ora piano piano ora rapida sul largo spiazzo di cemento, senza mai riuscire ad avvicinarmi abbastanza alla loro coda per liberare anche solo un granello del sale che tengo stretto nella mano. Accaldata, con le guance arrossate, ogni tanto guardo il nonno,<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPi\u00f9 piano\u201d mi dice allora, lo sguardo divertito, mi osserva attento che non cada. Mai mi sfiora il pensiero che mi stia prendendo in giro, che sia un gioco inventato. Ci avrei giocato molte altre volte dopo quella e solo da ragazzina, quando ormai non c\u2019era pi\u00f9, mi sarei rassegnata all\u2019idea che era impossibile fermare una colomba. Quel giorno le vedo accelerare il passo quando sentono la mia presenza dietro di loro e poi spiccare un volo quando, abbastanza vicina, allungo il braccio in un goffo passo di danza che si conclude con un salto nell\u2019estremo tentativo di raggiungerle, mentre tutto quello che resta intorno \u00e8 qualche piuma svolazzante e la risata del nonno che risuona nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardiamo il tramonto colorare di rosso acceso il cielo, nella strada silenziosa si sente solo il rumore di qualche macchina e l\u2019abbaiare lontano di un cane. Nella sera che arriva si sprigiona il profumo acidulo e fresco dei limoni. Stanca della rincorsa alla colomba la bambina riposa seduta in braccio al nonno. Tiene la testa appoggiata al suo petto che fa su e gi\u00f9 al ritmo lento del respiro, gli passa la mano sul braccio liscio e quando sposta la mezza manica della camicia intravede la pelle bianca, l\u00e0 dove il sole non l\u2019ha scurita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi parli un po\u2019 in inglese?\u201d chiede<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUan step, savutu n\u2019pizzu a peri in cutt\u201d mi sento dire ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non gli chiedevo mai cosa significasse, scoppiavo sempre in una risata prima ancora di riuscirci, divertita dalla rapidit\u00e0 con cui diceva quella frase sgangherata e dall\u2019intonazione della voce. Sento nell\u2019aria gli ultimi echi di quella risata, diciamo insieme<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cAncora\u201d e lui<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUan step manci tacchi i umma?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>One step era il solo inglese che mio nonno avesse imparato in Somalia; forse una frase da soldati \u201cAl passo!\u201d, memoria dell\u2019unico viaggio fatto fuori dalla Sicilia e che la sua fantasia aveva trasformato in una lingua dal significato improbabile persino in dialetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi della bambina incrociano i miei<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cNon \u00e8 vero che il gatto non la pu\u00f2 acchiappare la colomba! Ma ci deve mettere il sale nella coda! Non ti dimenticare di dirglielo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo dimentico di sicuro\u201d e allora mi fa un gesto con la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi succedeva mai niente di speciale da bambina, tranne mio nonno che sembrava far succedere le magie. Mi innamoravo sempre di lui.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46295\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46295\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel silenzio della piazza vuota in quel tardo pomeriggio d\u2019estate, il miagolio aveva risuonato ovattato, quasi come un pianto distante. 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