{"id":46286,"date":"2021-05-30T17:51:22","date_gmt":"2021-05-30T16:51:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46286"},"modified":"2021-05-30T17:51:25","modified_gmt":"2021-05-30T16:51:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-da-non-aprire-di-giuseppe-rudisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46286","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Da non aprire&#8221; di Giuseppe Rudisi"},"content":{"rendered":"\n<p>Non avrei mai immaginato di provare tanta delusione e tanto rancore verso mia madre; solo da pochi giorni ho scoperto ci\u00f2 che mi \u00e8 stato nascosto fin dalla nascita e che era meglio rimanesse segreto. Emma era mia mamma. D\u2019ora in avanti, riferendomi a lei, non pronuncer\u00f2 mai pi\u00f9 quelle parole sacre: \u201cmamma\u201d o \u201cmadre\u201d&#8230; user\u00f2 solo il suo nome. Si \u00e8 spenta tre mesi fa, dopo una lunga malattia che ho seguito giorno per giorno accompagnandola dai medici, assistendola nei ricoveri e, soprattutto, ascoltando tutte le sue lamentele e i suoi pianti. Non era facile starle vicino, soprattutto quando non si rassegnava al fatto che quella malattia avesse colpito lei invece che altre persone: si riferiva esplicitamente ad alcune amiche, a qualche parente, a mio padre e perfino ad Adele, una vicina di casa che abita al primo piano del nostro palazzo\u2026 ora ne conosco la ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Emma \u00e8 mancata, nonostante io abbia superato i 40 anni, mi sono sentita sola e sperduta. Lei viveva con mio padre nello stesso condominio dove abito per conto mio al quinto piano. Anche lui da pochi anni si rifugiava saltuariamente in un piccolo appartamento di fronte al mio dove aveva trasferito le cose a cui teneva: la collezione di francobolli, i modellini navali e i libri di storia. Giustificava quell\u2019allontanamento sempre pi\u00f9 prolungato per la necessit\u00e0 di stare sveglio fino a tardi e alzarsi quando voleva in modo da non disturbarla. Non avevo mai supposto che, dietro quel discreto isolamento, potessero celarsi segreti inconfessabili.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa di quel che ho appena scoperto non posso pi\u00f9 amarla come ho sempre fatto. Voglio rimuovere ogni istante e ogni ricordo vissuto con lei; il dolore che mi ha cagionato nel farmi scoprire cose che la riguardavano e che, inevitabilmente, impattano su di me \u00e8 enorme. Non le bastava aver condizionato molte scelte importanti della mia vita? Mi riferisco soprattutto a quelle sentimentali. Se non sono ancora riuscita a crearmi una famiglia \u00e8 certamente dipeso dal pressing che esercitava su di me quando mi innamoravo di qualche ragazzo. Trovava sempre un motivo valido per convincermi a mollarlo: non era quello giusto perch\u00e9 fisicamente poco attraente o di modeste origini oppure con un\u2019incerta prospettiva professionale. Avrei potuto agire di testa mia, ma lei ha sempre esercitato su di me un forte dominio psicologico e, alla fine, mi costringeva a darle retta. Solo nella scelta della facolt\u00e0 universitaria decisi da sola; voleva che insegnassi, lo riteneva il lavoro ideale per una donna: avere pi\u00f9 tempo a disposizione per la famiglia, soprattutto d\u2019estate, era per lei un dogma. Con il sostegno di mio padre, forse nell\u2019unico caso in cui si era messo di traverso tra me e lei, mi iscrissi a Biologia e ora dirigo un laboratorio di analisi cliniche, lei non ha mai apprezzato questo mio successo professionale che mi tiene troppo impegnata e lontana dai suoi clich\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta che ha sconvolto la mia vita l\u2019ho fatta pochi giorni fa. Mi mancava solo un dettaglio per la chiusura delle pratiche successorie. Dovevo recarmi in banca per svuotare la sua cassetta di sicurezza dove sapevo era custodito un vero tesoro. Da sempre lei andava e veniva dalla filiale per ritirare o riconsegnare i gioielli che amava sfoggiare a feste ed eventi mondani a cui partecipava assiduamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la delega di mio padre sono stata ricevuta dal direttore: mi ha accompagnato in un locale blindato dove, in una parete c\u2019erano centinaia di cassette di sicurezza numerate. Mi indic\u00f2 quella che avrei dovuto aprire; avendo chiuso il conto dovevo portare via il contenuto. Rimasi sola, dopo aver aperto lo sportello estrassi una scatola metallica, al suo interno i numerosi gioielli erano contenuti in sacchetti di velluto di vari colori annodati con dei lacci. Aprii a caso quelli pi\u00f9 voluminosi; ne riconobbi alcuni; altri mi sembr\u00f2 di non averli mai visti e ne fui sorpresa anche perch\u00e9, da quella prima ricognizione, apparivano molto pi\u00f9 preziosi di quelli che era solita indossare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollevando un sacchetto che doveva contenere una collana piuttosto voluminosa mi accorsi che nel fondo della scatola erano conservate delle buste. In una c\u2019erano dei dollari statunitensi, in quella successiva trovai un mazzo di foto tenute insieme da un cordoncino dorato. Mi soffermai sulla prima immagine: era lei sdraiata di schiena su un letto, il viso sorridente era rivolto verso l\u2019obiettivo, le spalle e buona parte del seno erano scoperte, si intuiva che anche il resto non visibile del suo corpo fosse nudo. Guardai con pi\u00f9 attenzione quella foto: rifletteva la bellezza e la carica di sensualit\u00e0 che stava concedendo a chi la fotografava. Nell\u2019immagine era pi\u00f9 giovane rispetto all\u2019et\u00e0 che io ho ora. Dovetti ammettere ancora una volta che era molto pi\u00f9 bella di me. Lei di questo ne era consapevole e mai perdeva l\u2019occasione di farmelo notare, soprattutto negli ultimi anni quando vedeva svanire la sua avvenenza e accentuava una subdola competitivit\u00e0 nei miei confronti che mi faceva sentire insicura e inadeguata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mazzo di foto era nelle mie mani: ero tentata di slacciare il cordino e guardarle, la mia educazione mi induceva a non farlo. Avrei dovuto riporle nella busta, richiuderla e eventualmente consegnarla a mio padre che, in quel momento, presumevo fosse il fotografo. Non era corretto violare l\u2019intimit\u00e0 di una donna che non c\u2019era pi\u00f9. Con il senno del poi la mia esitazione poteva essere letta come una sorta di timore che quelle foto potessero modificare l\u2019immagine e il ricordo che serbavo di lei e che non volevo alterare. Ero comunque sorpresa che lei posasse seminuda in una stanza che non riconoscevo: sembrava un albergo. Mi aveva colpito in particolare l\u2019espressione compiaciuta e complice del suo viso: sembrava precedere o seguire un momento di intimit\u00e0 amorosa con chi la stava ritraendo. Il ricordo che serbavo di lei era quello di una donna severa e poco propensa all\u2019affettivit\u00e0 soprattutto verso mio padre: lo trattava come un ospite con il quale tenere le distanze nonostante lui la mantenesse non facendole mancare nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisi di riporre il mazzo di foto nella busta quando un mio goffo movimento me le fece scivolare di mano. Caddero urtando lo spigolo del tavolo sparpagliandosi sul pavimento. Dopo aver soffocato un grido di disappunto, presa dal terrore che ricomparisse il direttore, iniziai a raccoglierle e, a quel punto, non potei non guardare le altre foto di lei. Una di esse era caduta pi\u00f9 lontana dalle altre, era capovolta; quando la raccolsi e la voltai vidi Emma ritratta insieme a un uomo. Anche se era una foto vecchia di almeno trent\u2019anni lo riconobbi: era il signor Giorgio, il vicino del primo piano, il marito di Adele.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in quel momento si affacci\u00f2 il direttore. Disse che un altro cliente aspettava il suo turno per entrare nel caveau. Risposi che avevo ancora bisogno di qualche minuto. Ero sconvolta. Mai e poi mai avrei immaginato che lei avesse una tresca con quell\u2019uomo che conoscevamo benissimo: eravamo le famiglie che da pi\u00f9 anni vivevano nel condominio e, particolare non trascurabile, lui ha un figlio di qualche anno pi\u00f9 grande di me, avevamo giocato tantissime volte insieme agli altri bambini nel cortile condominiale. Quando avevo 14 anni mi faceva il filo ma non lo avevo mai considerato, non mi piaceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevo pi\u00f9 fingere che la cosa non mi riguardasse. Riposi alla rinfusa il contenuto della cassetta nel mio zaino ma, dal fondo della scatola, apparvero anche delle lettere tenute insieme da un cordoncino dorato il cui nodo sembrava inestricabile. Faticai ad infilarle in quel bagaglio ormai stracolmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscii dalla filiale e m\u2019incamminai verso casa. Sulle spalle sentivo il peso dei gioielli che tintinnavano ad ogni mio movimento e dei segreti inconfessabili con cui si erano mescolati. Riflettevo su cosa potessero svelare quelle lettere; era davvero il caso che le leggessi? Davanti ad un cassonetto di rifiuti fui tentata di liberarmene. Non lo feci. Il mio pensiero si concentr\u00f2 su mio padre. Possibile che non sapesse nulla? E se s\u00ec, come aveva sopportato un torto simile? E se lo avesse fatto solo per me, per evitarmi l\u2019inevitabile dolore della separazione dei miei genitori? Ripensai a quanto lui le era stato vicino quando si era ammalata. Aveva anche pianto quando lei era morta. L\u2019aveva perdonata o era ignaro di tutto? Cominciavo a vedere in una nuova luce molte vicende e dettagli della nostra storia familiare. Ricordavo che Emma escludeva sistematicamente mio padre dalle sue relazioni sociali: andava al cinema e a teatro con le amiche e spesso si assentava per andare alle terme o a qualche mostra nelle citt\u00e0 d\u2019arte. Riteneva mio padre un uomo semplice e modesto con un lavoro che non le consentiva di fare la vita che lei desiderava e che riteneva di meritare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo che le lettere e le fotografie nel mio zaino scottavano. Decisi di leggerle perch\u00e9 mi avrebbero rivelato quanto il rapporto con lei avesse influito su quello che ero diventata. Dopo, forse, nulla sarebbe stato uguale a prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduta sul divano iniziai a studiare le foto. Quelle scattate in interni la ritraevano in pose languide: la raffinata biancheria intima che indossava lasciava solo intuire quello che del suo corpo non si doveva vedere. Le altre, prese in esterni, la ritraevano insieme a Giorgio: erano teneramente abbracciati e sullo sfondo si vedevano paesaggi marini e scorci di diverse citt\u00e0 d\u2019arte tra le quali riconobbi in particolare Siena e Firenze. Nell\u2019osservare i loro visi distesi e felici non riuscivo a credere che mentre scattavano quelle foto io, mio padre, Adele e suo figlio eravamo inconsapevoli di quell\u2019adulterio portato avanti nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si erano permessi di vivere quella storia? Perch\u00e9 lei appariva cos\u00ec diversa da come era normalmente con noi: cos\u00ec distesa, cos\u00ec felice? In quel palazzo ci si incontrava tutti i giorni, e continuiamo a farlo anche adesso. Pi\u00f9 volte ho visto mio padre prendere il caff\u00e8 nel bar sotto casa con Giorgio e ricordo molto bene quando \u00e8 venuto con la moglie a porgerci le condoglianze. Lui mi ha abbracciata mentre mi farfugliava all\u2019orecchio quanto Emma fosse una gran signora e ancora una bella donna. Il fatto di aver sottolineato in quel momento la sua bellezza mi aveva intenerito: avevo pensato quanto quella sua consapevolezza le avesse reso meno amaro il suo cammino verso la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ho letto tutto di un fiato anche le lettere e appena terminate sono esplosa: \u201cPerch\u00e9 Emma non le hai distrutte? Perch\u00e9 hai fatto in modo che le trovassi? Mi ripetevi spesso che, dopo la tua morte, i tuoi gioielli sarebbero stati miei, dovevo solo ritirarli dal caveau della banca dove erano custoditi per farne quel che volevo anche se sapevi che io non amo sfoggiare cose preziose. Perch\u00e9 insieme a collane, anelli e braccialetti mi hai fatto trovare anche quelle foto e quelle missive? Non le potevi buttare via senza farmi conoscere la verit\u00e0? Perch\u00e9 non hai avuto il coraggio di dirmi in faccia quello che ho appreso leggendole? Troppo comodo farmelo sapere ora che sei al riparo della tomba dove giaci!\u201d Dissi tutto questo a voce alta, come se lei fosse l\u00ec, davanti a me, e potesse rispondermi. Ero veramente sconvolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle lettere e biglietti che si scambiavano i due amanti \u00e8 emersa questa semplice, angosciosa, incredibile verit\u00e0: Giorgio \u00e8 il mio padre naturale. Ho letto parola per parola tutto quello che si sono scritti quando avevo circa dieci anni. Emma gli rinfacciava di non aver avuto il coraggio, quando era incinta di me, di lasciare la moglie, mentre lei si dichiarava pronta a tutto pur di vivere con lui. Il suo amante le rispondeva che non aveva potuto, Adele non meritava quel trattamento, e da sola, con un bimbo piccolo, come avrebbe fatto ad andare avanti? In fondo loro due potevano continuare a vedersi di nascosto vivendo rispettabilmente le loro vite di facciata. Pensai: \u201cEcco le solite scuse che accampano gli uomini sposati quando l\u2019amante gli pone l\u2019aut aut: o me o tua moglie!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ne so qualcosa: \u201cAnche io ho avuto una storia del genere e anche il mio amante, messo alle strette, ha scelto la moglie.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque ho scoperto che l\u2019uomo che mi aveva insegnato a camminare, ad andare in bicicletta, a nuotare e tanto altro non \u00e8 il mio vero padre. Ma non solo questo: ho anche saputo di essere stata l\u2019elemento di pressione perch\u00e9 il signor Giorgio si sentisse in obbligo di lasciare Adele per andare a vivere con Emma. Chiss\u00e0 che lei non l\u2019abbia fatto apposta a rimanere incinta per inchiodarlo alle sue responsabilit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Decisi di uscire sentendo sulle spalle il peso di quelle verit\u00e0. Fuori dal portone alzai lo sguardo e vidi sul terrazzino proprio il signor Giorgio: stava fumando. Mi sembr\u00f2 un po\u2019 invecchiato rispetto all\u2019ultima volta che lo avevo incontrato per le scale. I nostri sguardi s\u2019incrociarono. Mi sorrise, lo guardai fisso negli occhi non riuscendo a nascondere dai miei occhi un lampo di sfida, lui si volt\u00f2 dall\u2019altra parte gettando la cicca nel praticello sottostante e rientr\u00f2 nell\u2019appartamento. Quel gesto tipico dei fumatori che generalmente disapprovo mi fece venire un\u2019idea: raccolsi il mozzicone ancora fumante, mi recai nel laboratorio dove lavoravo, incaricai un collega di fare un test per poi confrontarlo con il mio DNA. C\u2019\u00e8 voluto qualche giorno, ma i risultati oggi confermano quanto \u00e8 emerso dalle lettere: sono sua figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Che devo fare? Parlarne con mio padre? Affrontare il Signor Giorgio e farlo vergognare di avermi visto crescere, giocare con l\u2019altro suo figlio, ovvero il mio ignaro fratellastro, e non aver mai avuto il coraggio di dichiarare al mondo che sono sua figlia? Dire tutto a sua moglie? E se lei lo sapesse gi\u00e0? No, non \u00e8 possibile. Quando la incontro lei \u00e8 sempre gentile con me. Se ne fosse consapevole mi odierebbe: sono il frutto dell\u2019amore di suo marito per un\u2019altra donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho riflettuto tutta una notte e ho deciso. Nel mio laboratorio abbiamo un distruggi documenti elettronico. Ci sto inserendo una ad una le foto: diventano striscioline di carta colorata non pi\u00f9 componibili. Ora \u00e8 il momento delle lettere. Le fauci meccaniche ne fanno scempio con quel rumore sinistro. Sono diventate un mucchio di carta anonima che va a mischiarsi alla banale corrispondenza d\u2019ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora so quello che non mi sarei mai neanche lontanamente immaginata. Ma ho anche capito che non me ne importa. Il mio vero padre \u00e8 l\u2019uomo che mi ha riconosciuta dandomi il suo cognome e che \u00e8 stato sempre al mio fianco fin dalla nascita. Io gli voglio bene e non voglio modificare il rapporto che ho con lui\u2026 anzi, ora che siamo rimasti soli, pu\u00f2 solo diventare pi\u00f9 stretto. Se conosce la verit\u00e0, sar\u00e0 una sua scelta dirmi qualcosa, io non gli chieder\u00f2 mai nulla. Al signor Giorgio invece parler\u00f2! Certo che lo far\u00f2. Gli dir\u00f2 che so la verit\u00e0 di loro due e gli sbatter\u00f2 in faccia i risultati delle analisi. Perch\u00e9 non dovrei? Gli far\u00f2 anche credere che dir\u00f2 tutto a sua moglie, anche se so benissimo che non ne sar\u00f2 mai capace. Se lo meriterebbe!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un donna appena rimasta orfana di madre scopre indicibili segreti che la riguardano<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_46286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21820,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[580,581,173,148],"class_list":["post-46286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021","tag-genitori","tag-rivelazione","tag-segreto","tag-vita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21820"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46286"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46316,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286\/revisions\/46316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}