{"id":46271,"date":"2021-05-30T17:44:08","date_gmt":"2021-05-30T16:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46271"},"modified":"2021-05-30T17:44:10","modified_gmt":"2021-05-30T16:44:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-qui-con-due-sconosciuti-di-francesco-audino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46271","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Qui con due sconosciuti&#8221; di Francesco Audino"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sola, al buio. Silente ma attenta. Sento la chiave girare nella toppa. La porta si apre, uno spiraglio di luce, per un attimo, mi acceca. Sento l\u2019aria fresca insinuarsi dall\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono qui da settimane. Perch\u00e9? Me lo chiedo anch\u2019io. Mi hanno portata qui loro due, un uomo e una donna che conducono una vita normalissima. Eccetto che per me, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non posso uscire, neanche quando vanno a lavoro o a cena fuori. Me ne sto in casa loro, dove posso mangiare e bere quanto voglio. Non mi fanno mancare il cibo, anche se non mi \u00e8 permesso pranzare o cenare alla loro tavola. Forse non vogliono che ascolti di cosa parlano \u2013 forse non devo saperlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli rivolgo la parola fanno finta di niente. Non intendo che mi ignorano, anzi, ma si comportano come se io fossi sempre stata qui, come se non mi avessero sottratto a mia madre e ai miei fratelli pi\u00f9 grandi. All\u2019inizio ero spaventata, ma poi ho avuto il tempo di pensare, e ho elaborato un piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Possono tenere le porte chiuse. Possono ignorare le mie suppliche, e le finestre sono decisamente troppo alte per tentare la follia di saltare gi\u00f9. Ma c\u2019\u00e8 un momento, circa una volta alla settimana, in cui la porta resta aperta pi\u00f9 del necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quando la donna va a fare la spesa, e dopo aver aperto con la chiave posa la prima busta dentro e si piega a prendere l\u2019altra. Solitamente l\u2019uomo \u00e8 al lavoro, il che gioca a mio vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo solo aspettare quell\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, ci\u00f2 che mi confonde di pi\u00f9 \u00e8 il loro comportamento, il non capire cosa vogliano fare con me. Mi tengono d\u2019occhio, mi sfamano e cercano persino di conoscermi; ma cosa vogliono?<\/p>\n\n\n\n<p>La donna sembra mettercela tutta. A volte si siede sul divano accanto a me. Restiamo vicine senza dirci nulla, a guardare la TV o a riposare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno sto male. Viene a stendersi affianco a me e mi mette una coperta. Ci addormentiamo cos\u00ec. Quando mi sveglio e la trovo ancora l\u00ec, addormentata con un mezzo sorriso, comincio a credere che forse sotto non ci sia niente; che cercare un senso a questa cosa sia tempo sprecato, e che dovrei semplicemente godermi la vita che mi \u00e8 toccata.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, giorno dopo giorno, mi lascio un po\u2019 andare. Sono pi\u00f9 tranquilla. Ma il frigo diventa vuoto, il tubetto del dentifricio sempre pi\u00f9 arrotolato su se stesso, il rotolo di carta da cucina ridotto all\u2019osso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il momento.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave, la luce, l\u2019aria dall\u2019esterno. La prima busta appoggiata dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Scatto come se avessi fatto le prove per settimane. E in parte, quando i due non c\u2019erano, l\u2019ho fatto. Mentre esco sbatto contro lo stipite; mi faccio male ma non mi fermo, non posso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sento la donna che mette gi\u00f9 la busta, poi la sua mano mi afferra tra le costole e frena la corsa. Per un attimo mi manca il fiato. Mi piego in avanti, come se sporgermi un po\u2019 di pi\u00f9 potesse garantirmi il diritto di andarmene dove voglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Provo persino a gridare, ma \u00e8 tutto troppo rapido, e sono troppo esile per ribellarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fallito. Sono ancora qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Piangere non serve a niente, lo so gi\u00e0, ma questo non mi impedisce di farlo. Per un po\u2019 me ne sto buona e zitta, faccio solo quel che mi dicono loro. Quando tornano con la spesa sono pi\u00f9 attenti di prima; forse mi sono giocata la migliore possibilit\u00e0 che avevo, ma non ci voglio pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco ancora una volta di adattarmi e fare finta di niente. Poi per\u00f2 devo mangiare da sola, o accade che l\u2019uomo, quando siamo soli io e lui, mi chiuda in bagno se mi spingo troppo in l\u00e0 con le domande, o anche solo se \u00e8 di cattivo umore e decide che i suoi problemi esistono per colpa mia.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte penso di dirlo a sua moglie, ma non ne ho il coraggio. E perch\u00e9, poi? Lei \u00e8 dalla sua parte, me lo dimostra ogni volta che rientra a casa e gli d\u00e0 un bacio, o le volte che fanno sesso prima di andare a dormire. Se lo fanno in salotto mi capita anche di guardarli \u2013 se ne sono accorti, ma non gliene importa niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver respirato a pieni polmoni l\u2019aria di fuori, la prospettiva di rimanere qui e rassegnarmi a questa vita brucia ancora di pi\u00f9. E mi vergogno di fronte a loro, ora che sanno come li ho studiati solo per cercare di sfuggirgli. Nonostante quello che fanno per tenermi qui in salute. Nonostante le volte che la donna mi \u00e8 stata vicina quando stavo male.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo ricomincia a scorrere, accelera, i giorni sempre uguali. La mattina il sole mi sveglia, e ogni tanto ancora mi capita di non riconoscere immediatamente dove sono, di immaginare l\u2019odore di mia madre, quella vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati mesi, e mi accorgo che sta accadendo qualcos\u2019altro: la donna sta pi\u00f9 spesso a casa. Sembra anche pi\u00f9 affettuosa con me, e il marito se ne prende cura quasi fosse ammalata. Noto che le si sta ingrossando la pancia e capisco: aspetta un bambino. Cos\u00ec in questo periodo, costretta a passarci le ore insieme, mi ritrovo a fantasticare su lui e lei. Mi viene in mente che anche loro, che ora vivono insieme e stanno per mettere al mondo un figlio, sono stati separati dai propri genitori; che forse quella separazione \u00e8 qualcosa di essenziale per vivere una vita propria, diversa, unica.<\/p>\n\n\n\n<p>Io la mia non l\u2019ho scelta, ma loro? Non posso saperlo. N\u00e9 posso sapere dove la vita porter\u00e0 quel bambino che la donna tiene in grembo mentre dorme vicino a me, sul divano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una femmina. Quando la portano a casa sento che qualcosa mi si scioglie dentro. Forse \u00e8 perch\u00e9 ormai sono qui da tempo, ma mi sento parte della famiglia. E lui e lei fanno di tutto per farmi sentire cos\u00ec. In momenti come questo mi chiedo come possa aver pensato che volessero farmi del male. \u00c8 evidente: mi sono sbagliata. Anche questa bambina appena nata mi vuole bene. Come potrebbero i suoi genitori farmi del male adesso?<\/p>\n\n\n\n<p>Imparo a vivere anche con lei. La vedo crescere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno per\u00f2 comincia a tossire, diventa pallida. C\u2019\u00e8 qualcosa che non va, lo sento anche da come parlano i genitori. In questo momento si dimenticano di me, ma non li biasimo; anche io mi avvicino quanto basta per dimostrare la mia preoccupazione, ma me ne sto zitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le misurano la febbre, poi la portano dal dottore. \u00c8 una forte polmonite, o qualcosa del genere; la devono portare all\u2019ospedale. Io attendo qui, preoccupata.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sola, al buio. In apprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Li sento; eccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave gira nella toppa, la porta si apre. La luce, l\u2019aria fresca.<\/p>\n\n\n\n<p>Riportano dentro la bambina. Vengono dentro entrambi, sorridenti. Va tutto bene, forse ci vorr\u00e0 dell\u2019antibiotico, forse dovr\u00e0 stare un po\u2019 in casa al caldo, ma non c\u2019\u00e8 pericolo; anzi, lo vedo anch\u2019io che sta gi\u00e0 meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>E la porta \u00e8 rimasta aperta. L\u2019aria entra e mi sfiora.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicino. Sarebbe cos\u00ec facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure esito un momento. Le loro voci mi trattengono, mi fanno girare. Incontro gli occhi grandi della bambina, che guardano proprio me. Allora l\u2019uomo e la donna si accorgono che la porta \u00e8 rimasta aperta, e con calma si avvicinano e me la chiudono davanti agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Va bene, mi dico. Per questa volta avete vinto voi. Diciamo che \u00e8 una tregua, ma prima o poi uscir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Per adesso torno dalla bambina e mi faccio accarezzare. Mi rotolo anche un po\u2019 accanto a lei, facendoli mettere tutti a ridere. La bambina, che ancora non sa parlare, mi interpella con dei versi. Io le rispondo, ma ormai ho capito che loro capiscono solo \u201cmiao\u201d. Anche a questo mi sono rassegnata. Che posso farci?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46271\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46271\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il momento. 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