{"id":46250,"date":"2021-05-30T17:13:31","date_gmt":"2021-05-30T16:13:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46250"},"modified":"2021-05-30T17:13:33","modified_gmt":"2021-05-30T16:13:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-dentro-di-te-di-alessandro-bottone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46250","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Dentro di te&#8221; di Alessandro Bottone"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abE cos\u2019\u00e8 \u2018sta roba?\u00bb gli faccio appena entro in macchina. \u00ab\u00c8 una mappa, non vedi?\u00bb risponde lui senza nemmeno voltarsi. Deve sentire i miei occhi stanchi che gli si incollano addosso, perch\u00e9 poi mi guarda e aggiunge: \u00abMi serve per un viaggio, un viaggio importante\u00bb. I suoi entusiasmi da ragazzino e le sue trovate sterili mi indispongono; gli chiedo di getto di accompagnarmi in facolt\u00e0, fingo di seguire le lezioni, di preparare un altro esame. Ci siamo trovati da cos\u00ec poco tempo, noi due. Ma che ne potevo sapere io, dopo i luminosi giorni dell\u2019estate, su quella panchina del parco a raccontarci la nostra vita e i nostri progetti, dopo le prime passeggiate al mare, dopo le uscite di sera sotto il cielo stellato che sembrava benedirci, che ne potevo sapere che dopo aver ripreso a studiare e dato un esame all\u2019universit\u00e0 uscendo come miracolata dalle sabbie mobili che mi avevano bloccato per un anno intero, che cazzo ne potevo sapere io che ci sarei ricaduta in queste sabbie mobili, come tutti gli autunni, da qualche anno in qua, da troppi anni in qua. E adesso osservo impotente come ogni cosa viene trascinata verso il fondo, con quel tremendo non-rumore che inghiotte tutto. Lui mi guarda per un attimo, accusa il colpo, poi mette in moto e guida in silenzio fino all\u2019universit\u00e0. Gliel\u2019ho detto tanto volte che se fa cos\u00ec io lo perdo ancora di pi\u00f9, mi rendo conto che vorrei scuoterlo, per scuotere me stessa, e invece lo abbatto, e il mio disincanto feroce trova una preda ma nessuna soddisfazione. Scendo dall\u2019auto masticando a malapena un ciao. Mi butto in qualche aula, lascio che il tempo mi passi addosso, sono brava in questo, esco spesso a fumare e prendo molti caff\u00e8. \u00c8 la dieta nei miei periodi bui: caff\u00e8 e sigarette, e sigarette e ancora caff\u00e8 macchiati con gocce di En, e poi improvvise botte di fame che mi mandano in giro per casa a spazzolare tutti i dolci che trovo al limite \u2013 e spesso oltre \u2013 di ogni sopportazione gastrica e mentale, con gli acidi dello stomaco che sublimandosi si impastano con il fumo delle sigarette fino ad annebbiarmi tutta. \u00c8 in questa nebbia che riesco a non-guardare e a non-vivere, mentre attimo dopo attimo si allontana come un miraggio l\u2019ultima estate. Del resto non ero io in quei giorni, dico a me stessa, e la meraviglia che ho provato \u00e8 solo un gioco della mente, ingannevole e fuggitiva; non ero io, non potevo esserlo, a sedere su quella panchina, io passavo solo di l\u00e0 e avr\u00f2 visto quel tipo e con la cazzo di mente labile che mi ritrovo avr\u00f2 immaginato di parlargli e di conoscerlo e di baciarlo. Ma non sarei mai uscita dalla mia nebbia, mi ripeto.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso sera esco dalla facolt\u00e0 e mi avvio a casa a piedi. Lui non si fa trovare, meglio cos\u00ec che vederlo con le orecchie basse. Mi scopro, per\u00f2, a desiderare di vederlo sorridere, con la sua voglia di vita, senza crucci e pensieri. Il giro largo \u2013 che faccio per arrivare a casa pi\u00f9 tardi possibile e andare a dormire senza dare nessuna spiegazione ai miei \u2013 d\u2019un tratto mi sembra troppo per le forze che ho, cos\u00ec penso di tagliare per il centro storico, affollato e intasato dal traffico. Passo di fianco al nostro bar: quando ci schiodavamo dalla panchina venivamo qui fuori. Mi torna ancora in mente l\u2019estate, di soppiatto, e mi deprime; vorrei solo addormentarmi in un letto dove non ci siano quei giorni e nessun passato, nessuna paura di non farcela. Mentre proseguo a testa bassa, straniera e isolata nella citt\u00e0 dove sono nata, realizzo che questo vicolo che ho preso non l\u2019ho mai percorso. Mi sembra cos\u00ec strano, per\u00f2, conosco alla perfezione la mia citt\u00e0, soprattutto la zona vecchia che ho mappato fin da piccola in lungo e in largo. Vado avanti, comunque. Rimugino su di me, su come vivo, senza spina dorsale, senza carattere. Se almeno questa palude, questa disperazione, mi facesse piangere. Da quanto tempo cammino?, mi chiedo di colpo. Potrebbe essere passata solo mezz\u2019ora, o anche mezza giornata, le strade si stanno svuotando e io ho continuato ad avanzare da incosciente per questi vicoli lucidi, con la loro pavimentazione antica di basalto, sconnessa e diseguale, e i portoni di legno anneriti, e le abitazioni disabitate. A un certo punto il vicolo fa una curva verso destra, ma senza pensare, come d\u2019istinto, entro a sinistra in una viuzza che, come indica il cartello all\u2019ingresso, \u00e8 una strada chiusa. In pochi metri mi ritrovo dentro un budello, tutto di pietra, che sembra chiudersi su di me togliendomi l\u2019aria. Resisto, e la strada, al termine, ha uno slargo, spegnendosi di fronte a un ennesimo portone. Mi avvicino alla porticina e resto un minuto ferma: il silenzio \u00e8 assoluto. Poi spingo, e quella si apre cigolando. Vado, come in un sogno, febbrile e inquieta. All\u2019interno c\u2019\u00e8 uno spazio vasto e la poca luce che riverbera svela il cortile con le sue pietre di basalto messe perfettamente a piombo, e ciuffi d\u2019erba che spuntano qui e l\u00e0 per l\u2019incuria. A sinistra, a pochi metri dall\u2019ingresso, vedo una scalinata di marmo: salgo. Arrivata al primo piano scorgo una porta socchiusa che lascia filtrare un filo di luce. Si apre senza alcun rumore. Resto sulla soglia e trattengo il respiro, come prima di fare un tuffo dall\u2019alto di una roccia, sul mare; poi mi ritrovo dentro e guardo. Seduto a un tavolo c\u2019\u00e8 lui, l\u2019amore della mia estate, che alza la testa e mi guarda. \u00abMi sono persa\u00bb gli dico a bassa voce deglutendo. \u00abDove siamo qui?\u00bb gli faccio ancora. Lui sorride, si alza e viene verso di me. Ci abbracciamo. Si stacca, mi guarda, e i suoi occhi sembrano accarezzarmi. Poi mi prende per una mano e mi porta al tavolo, occupato per intero dalla cartina che aveva in macchina stamattina. Mi sento confusa, e non ho pi\u00f9 paure. Lui resta guardarmi e poi mi dice: \u00abSiamo dentro di te. Adesso s\u00ec che ti posso aiutare\u00bb.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46250\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46250\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abE cos\u2019\u00e8 \u2018sta roba?\u00bb gli faccio appena entro in macchina. \u00ab\u00c8 una mappa, non vedi?\u00bb risponde lui senza nemmeno voltarsi. 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