{"id":46227,"date":"2021-05-29T19:19:24","date_gmt":"2021-05-29T18:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46227"},"modified":"2021-05-29T19:19:26","modified_gmt":"2021-05-29T18:19:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-binario-morto-di-elisa-bevilacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46227","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Binario morto&#8221; di Elisa Bevilacqua"},"content":{"rendered":"\n<p>I due viaggi in treno erano i momenti migliori della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pi\u00f9 belle pagine di racconti erano state scritte usando frammenti di realt\u00e0: il dettaglio di un passeggero che diventava tratto saliente di un personaggio; una frase sussurrata al telefono che conteneva elementi di poesia da utilizzare in un dialogo; una postura che si trasformava nel tic di un comprimario.<\/p>\n\n\n\n<p>Com\u2019era bello osservare le persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sarebbe potuto dire che Elena lavorasse soltanto per il viaggio che la conduceva all\u2019ufficio. La paga faceva schifo, e l\u2019ambiente pure: niente avrebbe potuto giustificare quella dedizione se non i quarantadue minuti spensierati di osservazioni. Per due, andata e ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra nota positiva del suo impiego era la flessibilit\u00e0 di orario: le permetteva di prendere treni diversi per tipo e momento della giornata, moltiplicando le possibilit\u00e0 di incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi si dedicava con rigore scientifico, fin dal momento della scelta del posto. Evitava i passeggeri che aveva gi\u00e0 inquadrato in precedenza, anche per la paura \u2013 sempre appoggiata alla sua spalla \u2013 che prima o poi qualcuno la fermasse e le chiedesse conto del perch\u00e9 diamine l\u2019avesse inserito in un racconto diventato cos\u00ec popolare. Con un difetto imbarazzante, poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminava quindi tra le carrozze fino a individuare qualche nuovo personaggio da esplorare. Era una sorta di ricerca antropologica. Qual era il tipo di persona che utilizzava il treno? Trasversale. Si era messa davanti a ragazzini appena usciti da scuola, di fianco a giovani innamorate, in piedi accanto a mamme esauste con piccoli delinquenti al seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Notava subito le persone spaesate, che prendevano il treno di rado e temevano di \u201csaltare\u201d la stazione di arrivo. I pendolari, invece, rassegnati ai ritardi e alle scomodit\u00e0. Chi si stava recando a un appuntamento importante e chi invece malediceva il solito tragitto, la solita giornata. Di ognuno annotava mentalmente qualche particolare. Il tono di voce, una parola speciale, una frase incongruente, un cappello bizzarro, un neo insolente.<\/p>\n\n\n\n<p>Materiale umano a bizzeffe. Per immaginare centinaia di storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Fingeva di scrivere messaggini sul cellulare, invece lo riempiva di note. Arrivata a casa, costruiva nero su bianco vite immaginarie. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quei racconti avevano successo, sul suo blog. Migliaia di visualizzazioni. Per cui doveva spesso mixare caratteristiche di pi\u00f9 persone reali a costruirne una finta, o cambiare con tocco leggero ci\u00f2 che aveva sentito, intuito, odorato, visto. Un vistoso cappotto arancione portato con eleganza da una giovane manager con i tacchi alti diventava ad esempio il cappotto arancione sformato di una mendicante alcolizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indumento era lo stesso, la storia era diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andatura particolare, un poco zoppicante, di quell\u2019uomo che per tutto il resto pareva un modello, diventava la prova di recitazione di un aspirante attore deluso dalla vita e appena lasciato dalla fidanzata. E cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua testa un turbinio di emozioni e la fatica di mille vite vissute affollavano un universo di cui era l\u2019unica dominatrice, permettendosi di stroncare amicizie, far nascere amori e rompere patti di sangue tra generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena parlava il meno possibile, per non interrompere la magia dell\u2019osservazione. Si percepiva come un entomologo alle prese con nuove specie di farfalle in una foresta pluviale in cui si \u00e8 appena riusciti a penetrare dopo secoli di isolamento.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte qualcuno le rivolgeva la parola, come quel grazioso ragazzo, in un pomeriggio di novembre. Un tentativo di abbordaggio, per\u00f2 tramite libro, il che aveva un tocco di romanticismo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sto leggendo le poesie di Szymborska, la conosci? \u2013 le chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena alz\u00f2 gli occhi dal cellulare. Lo aveva osservato, lui e il suo volumetto dalla copertina gialla. Gli occhi guizzavano, vivaci, e il viso assumeva diverse espressioni a seconda dei versi della poetessa polacca che gli capitavano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Le ho lette tempo fa. Mi aveva colpito un verso: \u201cIeri mi sono comportata male nel mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh s\u00ec \u2013 and\u00f2 indietro di qualche pagina \u2013 Si intitola \u201cDisattenzione\u201d. Anche a me \u00e8 piaciuta molto. C\u2019\u00e8 di che riflettere. Magari ti avevo gi\u00e0 vista e non ho cercato di conoscerti. Sarebbe imperdonabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena rise di gusto. Ecco un buon personaggio per un racconto. Biondo cenere naturale, riccioli sfuggenti, eleganza un po\u2019 demod\u00e8. Tra i venticinque e i trenta, come lei, nessuno zaino, o borsello, o busta. Al posto del telefonino, in mano un libro di poesie. Fantastic\u00f2: studente squattrinato del DAMS. Comparsa in un film ambientato negli anni Novanta. Aspirante regista di film minimalisti, magari di origini francesi cos\u00ec parte avvantaggiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riscosse quando ud\u00ec di nuovo la sua voce. Calda, gentile.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Scusa, non ho sentito. Lo sferragliare del treno &#8211; a volte mi lascio trasportare &#8211; mi culla.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ho chiesto se sei di queste parti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec e no.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta lo lasci\u00f2 disorientato. La prese per un rifiuto e si rituff\u00f2 nella lettura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScema, sei proprio scema. Cosa significa s\u00ec e no. Ma presentati, scema. Crea l\u2019occasione per rivederlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E invece stette zitta e si rimise a prendere appunti.<em> Il cappotto verde bottiglia come quello dei Presidenti della Repubblica (mi sembra loden, controllare). Ha una fidanzata? Nessun segno. Leggere poesie lo qualifica come gay? Nessuna evidenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo alz\u00f2 gli occhi e le sorrise. <em>Bei denti, il canino sinistro molto appuntito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non si era abbattuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Alcune descrizioni di questa poetessa mi fanno venire in mente quella tizia che scrive le storie delle persone sui treni. L\u2019hai mai letta?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, non so di cosa parli.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u00c8 un blog interessante. Costruisce storie inventate osservando le persone. Un po\u2019 come la Szymborska.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon devi farti beccare. Sii impassibile. Hai successo, ma nessuno deve sapere chi sei. Per\u00f2, quant\u2019\u00e8 carino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo cercher\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Fredda, distaccata. Il ragazzo lo prese come un secondo rifiuto. Guard\u00f2 fuori, disse che era arrivato alla sua stazione. Si alz\u00f2, le disse semplicemente \u201cArrivederci\u201d e si avvi\u00f2 verso la porta d\u2019uscita, e lei pens\u00f2 che dopo averci scritto un bel pezzetto lo avrebbe dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece continuava a pensarci: come avrebbe dosato le informazioni per instillargli il dubbio di averla conosciuta? Il biondo cenere per\u00f2 doveva diventare almeno rosso mattone, e gli avrebbe donato pure delle lentiggini.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riscosse, non era tipa da innamorarsi, lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio era all\u2019incirca a met\u00e0. A quel punto, di solito, molte persone erano gi\u00e0 scese. A volte doveva cambiare vagone per trovare qualcuno di nuovo. Stavolta era stata pi\u00f9 fortunata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel piovoso marted\u00ec fu attirata da un uomo che non aveva notato prima. Alto, dinoccolato, con un naso prominente. Tutto in lui era nervoso, le mani si torturavano a vicenda le pellicine intorno alle unghie, i piedi battevano ritmicamente sul pavimento del vagone, lo sguardo era fisso fuori, anche se era diventato buio. Elena lo osservava di riflesso sul vetro, dandogli le spalle, pensando di passare inosservata. Prese qualche appunto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Operaio forestale? (le mani sono grandi, sembrano forti). Sta tornando dal lavoro, ed \u00e8 triste per aver abbattuto un grande albero<\/em>. \u201cMa no, che sciocchezza, gli operai forestali abbattono alberi, \u00e8 il loro lavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vediamo se indovino.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena trasal\u00ec, l\u2019aveva colta di sorpresa. Non si era accorta di aver chiuso gli occhi, persa nel suo mondo fantastico, e se l\u2019era ritrovato di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Scusi?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pensi di essere tanto furba? Che non abbia visto come mi stavi guardando?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ero persa nei miei pensieri, mi scusi se le ho dato l\u2019impressione di guardarla. Ero presa dallo sferragliare del treno, mi culla. Ho chiuso gli occhi\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tu sei quella del blog. \u201cOggi in treno con\u201d. Che titolo di merda.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Credo abbia sbagliato persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena realizz\u00f2 che nel vagone, oltre a loro, c\u2019era soltanto un ragazzino con le cuffie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ora ti dico chi sei. Sei una che ha messo in piedi un sacco di storie che credi divertenti basate sulle persone che incontri in treno. Di cui pensi di sapere tutto. E invece non sai niente. Ora faccio io lo stesso giochino con te. I tuoi guanti rossi mi ricordano tanto quelli di una mia zia: quando mor\u00ec ci lasci\u00f2 una fortuna e scoprimmo che era stata una prostituta. Cos\u00ec potrei scrivere in un mio blog immaginario che tu sei la prostituta dai guanti rossi e vedere se ti piace.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCalma, stai calma. Nessuno sa chi sei\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi creda, si sbaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzino con le cuffie si alz\u00f2 e si diresse verso l\u2019uscita. Dalle sue orecchie filtrava musica elettronica, <em>tump tump<\/em>. Lasci\u00f2 dietro di s\u00e9 una scia di profumo dozzinale, versato a ettolitri. Forse aveva un appuntamento galante, in quel paesino dimenticato da Dio in cui il treno stava per fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il tuo tic \u00e8 osservare le persone e prendere nota sul cellulare. Ora, in un mio blog immaginario, io potrei fantasticare sul fatto di aver visto sul treno una sedicente scrittrice a cui piace pensare di essere invisibile mentre raccoglie frammenti di storie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E quindi?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Quindi tu non esisti, ti ho creato io, per il mio blog \u201cOggi in treno con\u201d. Buon viaggio, tesoro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46227\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46227\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I due viaggi in treno erano i momenti migliori della giornata. 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