{"id":46195,"date":"2021-05-30T17:03:14","date_gmt":"2021-05-30T16:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46195"},"modified":"2021-05-30T17:03:15","modified_gmt":"2021-05-30T16:03:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-qui-la-luce-e-perfetta-di-sofia-ricci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46195","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Qui la luce \u00e8 perfetta&#8221; di Sofia Ricci"},"content":{"rendered":"\n<p>Il trench stretto in vita, un paio di stivaletti col tacco, i capelli raccolti in un ordinato chignon. La figura che osservo riflessa sulle porte in acciaio dell\u2019ascensore sono io che aspetto. La scomodit\u00e0 \u00e8 il prezzo che pago per spostarmi inosservata in un mondo che non \u00e8 il mio. Li guardo muoversi intorno a me, in un educato via vai di cravatte ben annodate, cagnolini con i collari luccicanti e riviste di finanza piegate sotto il braccio. Sfoggiano sorrisi perfetti, si scambiano effusivi convenevoli e ti guardano dall\u2019alto in basso quando non ti conoscono, ben attenti a non lasciarsi sfuggire un dettaglio stonato o la piega di un vestito.<br>Il pretenzioso campanellino che annuncia l\u2019apertura delle porte mi distoglie dal pensiero dei miei piedi doloranti. L\u2019ascensore fa il suo arrivo trionfale, mostrandosi in tutta la sua opulenza. Pareti in legno scuro, due eleganti corrimano laterali e uno specchio inserito in una pomposa cornice. Persino il pannello dei pulsanti \u00e8 circondato da una specie di ghirigoro dorato. Uno stucchevole odore di lavanda tenta invano di mascherare la pesantezza dell\u2019aria, annidata l\u00ec dentro da troppo tempo. Secondo Fred, \u00e8 un ascensore degno del condominio che serve, dove tutto \u00e8 ben curato. <em>Ti piacer\u00e0 vivere qui<\/em>, dice.<br>Quando le porte stanno per toccarsi, una valigetta ci si infila in mezzo costringendole a tornare indietro. Un uomo entra a passi decisi, obbligandomi a retrocedere. Sta parlando al cellulare e non mi degna neanche di uno sguardo, ma si piazza accanto alla pulsantiera e seleziona il piano con noncuranza. Non si pu\u00f2 dire che stia davvero parlando. Si limita ad assentire o a negare. <em>S\u00ec, no, ci penso io, d\u2019accordo<\/em>. L\u2019ascesa comincia con un lieve strattone e io sento una gocciolina di sudore formarsi all\u2019altezza della nuca e scivolare gi\u00f9 lungo la schiena. Le applique sono ancora illuminate da lampadine alogene e il risultato \u00e8 che l\u2019ascensore sembra essere salito su direttamente dall\u2019inferno. Mi sfilo il foulard e comincio ad agitarlo per sventolarmi. L\u2019uomo sembra finalmente accorgersi della mia presenza. Si volta e getta uno sguardo accigliato al mio vano tentativo di trovare un po\u2019 di refrigerio. Non dice una parola, ma continua a fissare severo il foulard che svolazza avanti e indietro. Come una scolaretta appena rimproverata, abbasso lo sguardo e metto in tasca l\u2019oggetto di tanta maleducazione. Penso a Fred che mi aspetta in quella stanza dalle ampie finestre che diventer\u00e0 il mio studio. <em>Qui la luce \u00e8 perfetta, non come quel buco solitario che hai preso in affitto<\/em>, dice.<br>Arrivati al terzo piano, l\u2019ascensore si ferma con un lieve contraccolpo. Le porte si aprono e io mi riempio i polmoni di aria pulita. Una donna con un bambino entrano senza fare caso a noi. Il piccolo ha il viso rosso per il caldo e i capricci. Un miscuglio di lacrime, muco e saliva si spande minaccioso sulle sue guance fino a toccargli gli angoli della bocca. Mi sposto per fargli spazio, spinta da un moto di repulsione pi\u00f9 che da un atto di cortesia. Lui alza lo sguardo verso di me e si asciuga il viso passando il palmo della mano su quel fluido viscido e incolore. Lo stesso strattone di prima annuncia la ripartenza. Il bambino perde l\u2019equilibrio e per non cadere si aggrappa al mio trench. Provo a sottrarmi alla sua presa, ma urto il corrimano. La donna osserva la scena con aria mortificata. <em>Lo scusi<\/em>, dice. Rimango in silenzio. Mi sfilo il trench e lo piego al contrario, cercando di non soffermarmi sulla macchia che quel piccolo moccoloso ci ha stampato sopra. Fred adora i bambini, ne vorrebbe almeno due. <em>Non preoccuparti, l\u2019istinto materno verr\u00e0 col tempo<\/em>, dice.<br>Al quinto piano il bambino e la donna scendono e vengono rimpiazzati da una giovane tutta in tiro che sembra appena uscita da un set fotografico. Ha il viso grazioso e ben truccato, circondato da una vaporosa chioma bionda dai riflessi ramati. L\u2019uomo col cellulare interrompe senza troppi convenevoli la chiamata e la saluta con un abbraccio piuttosto caloroso. Lei esordisce dicendo che ha una fretta del diavolo perch\u00e9 \u00e8 in ritardo da qualche parte. L\u2019uomo non ci pensa due volte e, mentre le porte si richiudono, schiaccia il pulsante del piano terra. <em>Non preoccuparti, non ho fretta<\/em>, dice. Lei mi guarda imbarazzata, poi si volta nuovamente verso l\u2019uomo che la fissa con sguardo languido. Vorrei dirgliene quattro a quel presuntuoso, ma dalla mia bocca non esce neanche una parola. Penso a Fred che saluta compiaciuto i suoi vicini. <em>Dovresti essere pi\u00f9 espansiva, quando vivrai qui scoprirai che fantastiche persone sono<\/em>, dice.<br>Appena le porte si aprono al piano terra mi faccio spazio tra i due ed esco a passi decisi dall\u2019ascensore. Sento la ragazza frignare per lo spintone. Me ne frego, far\u00f2 le scale fino al settimo piano. Una voce familiare mi chiama dall\u2019altro lato dell\u2019androne. \u00c8 la madre di Fred e ha in mano i campioni di tessuto per le tende del mio studio. <em>In quella stanza ci starebbe meglio la cameretta di un bambino, non so che aspettate a farmi diventare nonna<\/em>, dice. Le sue labbra, perfettamente delineate da un velo di rossetto, si piegano nel solito sorrisino di disapprovazione. Il suo sguardo inquisitorio mi riporta verso l\u2019ascensore. Sento le pareti stringersi intorno a me e l\u2019aria diventare di nuovo irrespirabile. Mi divincolo, sfuggo alla morsa di tanta boria e corro via senza dire una parola. Ho il cuore in gola e tremo per l\u2019agitazione, ma le mie mani spingono decise il pesante portone d\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori l\u2019aria \u00e8 fresca e ha cominciato a piovere. Le persone hanno le scarpe schizzate di fango. Alcune si affrettano alla ricerca di un riparo di fortuna, altre si stringono sotto gli ombrelli piegati dal vento. Un uomo mi rivolge qualche frettolosa parola di scuse per avermi urtato nella sua corsa verso l\u2019autobus. Un\u2019anziana signora mi fa cenno di ripararmi sotto il suo enorme ombrello insieme a lei. Ricambio la loro cortesia con un sorriso, abbandono il trench su una panchina e mi allontano, concedendo alla pioggia di bagnarmi i capelli.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46195\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46195\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trench stretto in vita, un paio di stivaletti col tacco, i capelli raccolti in un ordinato chignon. 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