{"id":46098,"date":"2021-05-28T18:33:25","date_gmt":"2021-05-28T17:33:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46098"},"modified":"2021-05-28T18:33:27","modified_gmt":"2021-05-28T17:33:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-quelli-come-noi-di-alessia-donin-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=46098","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Quelli come noi&#8221; di Alessia Donin (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>Bussano forte alla porta di casa. Tre colpetti sul muro del ripostiglio. Il segnale stabilito. Sono arrivati. Cercano noi. Raccogliamo svelti le coperte stese a terra e apriamo la botola dietro la pila di cassette di legno. Abbiamo provato a nasconderci un sacco di volte. Finch\u00e9 Pietro non ha detto che eravamo abbastanza veloci e che andava bene cos\u00ec. Mia sorella Sara scende per prima col suo fagotto. La seguo velocemente sulla scaletta di ferro, sprofondando nel buio senza fare rumore. Tiro la corda. La botola si richiude alle mie spalle. Il coperchio \u00e8 rivestito di legno, che combacia alla perfezione con le assi del pavimento. Una volta chiuso diventa invisibile. \u00c8 stato Pietro a fare il lavoro. \u00c8 un bravissimo falegname. Ha anche messo del sughero all\u2019interno, perch\u00e9 non rimbombasse il vuoto quando i piedi ci camminano sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e Sara ci rannicchiamo sul fondo di terra battuta. Ci stringiamo, avvolgendoci nelle coperte per tenerci al caldo. Restiamo immobili. Al buio. In silenzio. Smettiamo quasi di respirare. Non \u00e8 pi\u00f9 uno scherzo, adesso, come quando usavamo questo buco per giocare a nascondino con Marco e Sofia, i figli di Pietro. Se ci scoprono, ci porteranno via. Forse moriremo. E uccideranno anche la famiglia che ci aiuta. Chi d\u00e0 rifugio a quelli come noi viene punito. Eppure loro non hanno avuto ripensamenti nemmeno per un momento. Quando i soldati hanno preso mamma e pap\u00e0, Pietro ci ha chiusi subito nel suo ripostiglio. Ha detto che ci avrebbe tenuti nascosti &nbsp;qui, e di non avere paura perch\u00e9 ci avrebbe pensato lui a proteggerci. Le giornate sono lunghe qua dentro. Il tempo passa lentissimo. Per fortuna abbiamo qualche libro da leggere. Le storie ci tengono compagnia: le leggiamo e rileggiamo, oppure le inventiamo noi, immaginando di essere gli eroi che un giorno sconfiggeranno veramente il nemico cattivo. Quando fa buio, per\u00f2, dobbiamo smettere. Pietro ha chiuso con un\u2019asse di legno l\u2019unica finestrella del ripostiglio, ma gli spiragli di luce si vedrebbero comunque, da fuori. E se qualcuno entrasse all\u2019improvviso, si accorgerebbe subito che una candela \u00e8 stata appena spenta.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta di casa si apre. Una voce maschile urla qualcosa. In tedesco. Io non lo capisco. So soltanto che non devono trovarci. Rumori di passi. Le suole delle scarpe battono forte sul pavimento. Mobili spostati, trascinati. Oggetti che rotolano, che si rompono sulle assi di legno. Si aggiungono altre voci. Tre, forse quattro. Gridano parole dure. Colpi forti, sedie rovesciate. Pietro parla, ma i rumori non cessano.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno iniziato ad arrestarli, quelli come noi. I soldati vengono, li prendono e li portano via. Come hanno fatto con i nostri genitori. Non hanno preso me e mia sorella perch\u00e9 eravamo qui a giocare con Marco e Sofia. Nessuno sa davvero dove li portino. Chi dice in qualche posto a lavorare per loro. Perch\u00e9 quelli come noi sono diversi. Ma diversi in che senso? Pietro e la sua famiglia non sono come noi, ma sono sempre stati nostri amici. E quando io e Sara siamo rimasti soli, ci hanno accolti come se fosse la cosa pi\u00f9 normale del mondo. A loro non importa se siamo diversi. Ci hanno perfino regalato dei giochi che possiamo usare nel ripostiglio quando cala il buio. Mia sorella ha una bambolina di stoffa fatta a mano da Maria, la moglie di Pietro. Sara parlotta al buio per ore, svestendola e rivestendola senza vedere niente e inventando storie in cui lei \u00e8 la madre che arriva sempre a salvarla dal pericolo. Io, invece, ho uno yo-yo di legno dipinto di rosso. Non mi serve la luce per farlo andare su e gi\u00f9 contando i lanci. Sono diventato velocissimo, ormai. Il mio record \u00e8 di quaranta rimbalzi senza mai fermarmi. Ma riuscir\u00f2 sicuramente a migliorarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei passi si avvicinano al ripostiglio. Qualcuno apre la porta. Cammina di qua e di l\u00e0, sbattendo forte i piedi. Non si accorge della botola, per\u00f2. Inizia a rovesciare cassette e vasetti di conserve dagli scaffali. Maria pianger\u00e0 per questo. Passa tanto tempo a preparare conserve. Qui il cibo non manca mai. Anche se poco, c\u2019\u00e8 sempre da mangiare anche per noi. Poi qualcosa si rompe all\u2019improvviso proprio sopra la nostra testa. Sara si spaventa. Le sfugge uno strillo. Le tappo subito la bocca. Forte. I passi si fermano di colpo. L\u2019avr\u00e0 sentita? Forse no. I rumori della roba che cadeva avranno coperto la sua voce. Non deve trovarci. Non deve trovarci. I passi riprendono lenti, si avvicinano alla botola. Sono sopra di noi. Non deve scoprirci. Non deve scoprirci. Due mani armeggiano piano intorno al coperchio. Smettono. Ricominciano. Ma non riusciranno ad aprirlo. Non possono. Pietro \u00e8 stato bravissimo a nasconderlo. E invece, dopo altri rumori, la botola si solleva lentamente. Un leggero cigolio rivela il nostro nascondiglio. Una testa si affaccia sull\u2019apertura. Un uomo dal cappello verde ci fissa con occhi severi. Punta una torcia per vedere meglio. Io e Sara ci abbracciamo stretti, voltando le teste per ripararci dalla luce accecante. La torcia si spegne. Ora il soldato scender\u00e0 a prenderci. Non ho il coraggio di guardarlo di nuovo. Restiamo l\u00ec, immobili, con gli occhi chiusi. Dopo un tempo che sembra lunghissimo, l\u2019uomo parla. Sussurra piano qualcosa. Non capiamo. Allora mi giro. Il soldato ci fissa serio per qualche secondo. Poi, incredibilmente, sorride. Sorride e si alza in piedi. Inizia a rovistare in tasca. Prende qualcosa. Ci sparer\u00e0, di sicuro. Invece l\u2019uomo lancia nella botola quello che ha tirato fuori di tasca. Un pacchetto sottile cade vicino ai miei piedi. Il soldato sussurra la stessa parola di prima. Sorride ancora e si abbassa, richiudendo piano il coperchio. I suoi passi si allontanano.<\/p>\n\n\n\n<p>I rumori in casa si sono fermati. La voce che urlava all\u2019inizio sta dicendo qualcosa. Non grida pi\u00f9 cos\u00ec forte, adesso. Pietro risponde. Poi i piedi vanno verso l\u2019uscita. I passi si fanno sempre pi\u00f9 lontani, finch\u00e9 non li sentiamo pi\u00f9. La porta si richiude sbattendo. Lascio mia sorella e mi avvicino al pacchetto che ci ha lanciato l\u2019uomo. Lo prendo e lo osservo da vicino, al buio: una barretta di cioccolato. Per quelli come noi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_46098\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"46098\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bussano forte alla porta di casa. 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