{"id":45993,"date":"2021-05-28T17:40:13","date_gmt":"2021-05-28T16:40:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45993"},"modified":"2021-05-28T17:40:14","modified_gmt":"2021-05-28T16:40:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-male-di-vivere-di-donatella-rosselli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45993","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il male di vivere&#8221; di Donatella Rosselli"},"content":{"rendered":"\n<p>Jessica ha quindici anni, quasi sedici e frequenta la seconda superiore. E\u2019 minuta, i capelli mesciati biondo cenere, gli occhi di un bel verde acqua. Fino all\u2019anno scorso ha portato l\u2019apparecchio ai denti, quello fisso, che la faceva sembrare ancor pi\u00f9 bambina ogni volta che sorrideva. E sorride molto, specialmente quando \u00e8 in imbarazzo o non trova la risposta alla domanda che le rivolgi. Viene da un piccolo paese, novecento anime appena, dove si conoscono tutti. Una ragazzina come tante, con una vita apparentemente normale, fatta di sogni, di amici, di\u00a0 foto su Instagram, di corriere strapiene prese la mattina alle sette per andare a scuola, con gli occhi ancora incollati di sonno e le cuffiette con la musica a palla. Apparentemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Jessica inizia a fare diverse assenze. Strano, \u00e8 sempre stata una ragazza puntuale e diligente. Fa sempre i compiti, raramente rischia un impreparato a un\u2019interrogazione. E poi ha una grande passione, la cucina, ha un\u2019ottima abilit\u00e0 manuale. Da grande vorrebbe diventare uno chef, aprire un ristorante tutto suo, me lo ha anche scritto in un tema. Chiedo alle compagne il perch\u00e9 di quelle assenze ripetute. \u201cSta male. Sviene\u201d mi rispondono lapidarie. Vengo a sapere che \u00e8 stata ricoverata per accertamenti. Mi auguro che non sia niente di grave, ma i giorni passano.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina si ripresenta a scuola. E\u2019 pallida, si \u00e8 anche depilata le sopracciglia e sembra ancora pi\u00f9 emaciata, il viso affilato che spunta da sotto i capelli oramai di un colore indefinito. La accompagna la madre. Ma \u00e8 lei che parla. Un filo di voce ferma.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cProfessoressa, devo essere ricoverata un\u2019altra volta. Non posso venire a scuola in questo periodo. Mi boccerete?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa no, pensa a stare bene\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDicono che sono anoressica, perch\u00e9 appena mangio vomito tutto. Devo andare dallo psichiatra\u201d. La madre, una donna dall\u2019aspetto modesto, col viso allungato come quello della figlia, annuisce e non parla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ti preoccupare per la scuola&nbsp; Jessica. Vorr\u00e0 dire che poi recupererai. Pensa a te, alla tua salute, vedrai che starai meglio\u201d, cerco di rassicurarla&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, grazie professore\u2019 \u201d, e sfodera uno dei suoi timidi sorrisi. Se ne vanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passate due settimane. Un marted\u00ec vado in classe, a quarta ora, dopo la ricreazione. Jessica \u00e8 l\u00e0, tra le sue compagne, fila di banchi sotto alle finestre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno, bentornata Jessica. Come stai?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBene!\u201d. Sorriso. Mi chiede di recuperare un compito in classe. Le porgo il foglietto con le tracce dei temi. Si avvia al suo posto. Piega il foglio protocollo nel senso della lunghezza e ci scrive nome, classe e data. Cinque minuti dopo la vedo sbiancare. \u201cProfessore\u2019, Jessica non sta bene!\u201d. Ha bisogno di aria. Valentina, la compagna di banco,&nbsp; la sorregge mentre lei si volta verso la finestra. Non c\u2019\u00e8 tempo. Prendo una sedia e gliela allungo sotto. Si accascia e perde i sensi. Federico, Alberto e Armando mi aiutano a stenderla a&nbsp; terra. Le solleviamo le gambe. Ha gli occhi chiusi, una specie di tremito la percorre tutta. \u201cE\u2019 gi\u00e0 successo pure stamattina professore\u2019 &#8211; mi dicono &#8211; all\u2019ora di inglese\u201d. Le spruzzano dell\u2019acqua sul viso. A fatica Jessica si riprende. Non possiamo spostarla dall\u2019aula, non ce la fa ad alzarsi. Mando qualcuno a chiamare aiuto. La bidella telefona al 118. I portantini entrano in classe, la caricano su una barella e la accompagnano in ambulanza al Pronto Soccorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorni dopo domando alle amiche notizie di Jessica. \u201cE\u2019 in ospedale, a Roma. L\u2019hanno mandata l\u00e0 perch\u00e9 qui non ci capiscono niente\u201d mi riferisce Valentina, che oltre ad esserne compagna di banco \u00e8 anche l\u2019amica del cuore di Jessica.&nbsp; Pochi giorni dopo vengo a sapere dai ragazzi che Jessica \u00e8 ricoverata al Regina Elena. L\u2019ospedale oncologico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa una ciste, o forse peggio, non so, \u00e8 in testa\u2026deve essere operata\u2026\u201d Valentina piange&nbsp; silenziosamente per tutta la mattinata, accucciata al banco che divideva con l\u2019amica e che ora occupa da sola. Anche gli altri sono sconvolti. Jessica sta male, ma non capiamo che cosa le stia realmente accadendo. La privacy, la maledetta privacy ci impedisce di chiedere, di sapere, di andare oltre, di comprendere le condizioni reali di quella ragazza fragile e gentile. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessore\u2019 , Jessica non deve pi\u00f9 essere operata! Sta meglio!\u201d Ascolto incredula e&nbsp; sollevata Valentina e Manuela che mi aggiornano sulle condizioni della compagna. Siamo vicini alle vacanze di Pasqua e lei le trascorrer\u00e0 in ospedale. Forse \u00e8 in terapia con qualche farmaco\u2026o forse \u00e8 inoperabile, ma questo dubbio me lo tengo per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente Jessica torna a scuola. E\u2019 un po\u2019 provata, il viso diafano, il sorriso sempre pi\u00f9 timido. Ma sviene. Tutti i giorni. Una, due, tre, a volte quattro volte in un\u2019ora. \u201cDev\u2019essere epilessia, dopo si irrigidisce, le gambe sembrano due ciocchi\u2026\u201d chiosa una collega che assiste ad una delle crisi. Sar\u00e0 il cervello, quella ciste, o peggio\u2026 &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Col suo ritorno, che abbiamo tanto desiderato, cominciano per\u00f2 i guai anche per noi. E se perdendo i sensi dovesse battere la testa? Se la crisi si protrae e non si riprende? Per tutelare lei ma anche noi siamo obbligati a chiamare&nbsp; ogni volta il 118. Ma Jessica no, non vuole. E\u2019 la dottoressa, dice, la psicologa che l\u2019ha in cura, ad insistere perch\u00e9 frequenti la scuola il pi\u00f9 regolarmente possibile.&nbsp; Perch\u00e9 faccia una vita normale, come tutte le altre ragazze. Ci prega di non chiamare il 118, lei in ospedale non ci vuole andare pi\u00f9, c\u2019\u00e8 stata gi\u00e0 tante volte. Tanto non le fanno niente, la visitano e poi la rimandano a casa cos\u00ec come ci \u00e8 arrivata. La sua famiglia sa benissimo delle sue crisi, lei non vuole che stiano in ansia per lei\u2026 Gi\u00e0, la sua famiglia\u2026 Ripenso alla madre di Jessica, cos\u00ec silenziosa e assorta, mentre la figlia quel giorno parlava al posto suo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando avverte che la crisi si sta avvicinando, Jessica vuole accanto a s\u00e9 i suoi compagni. Le prime volte si vergognava. Adesso li cerca. In particolare Damiano, un ragazzetto con gli occhiali, magrolino e sveglio. Un giocherellone che per\u00f2 sa anche essere molto serio. Lui ha imparato a sorreggerla, a distenderla sul tappetino che ci siamo procurati in palestra, a risvegliarla spruzzandole in viso l\u2019acqua di una bottiglietta. A rassicurarla quando si \u201csveglia\u201d. A starle accanto mentre cerca di riprendere le forze e la sicurezza per riprendere a vivere. Gi\u00e0, perch\u00e9 Jessica \u00e8 come se smettesse di vivere, per un interminabile attimo\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A nome di tutti i colleghi del consiglio di classe, decido di chiedere un colloquio con la psicologa che segue la ragazza. Dobbiamo sapere come comportarci. Abbiamo bisogno anche noi di essere rassicurati sulle sue reali condizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cJessica sta benissimo, \u00e8 sana come un pesce\u201d esordisce. Trasecolo. E la ciste? E i guai al cervello? \u201cNiente di tutto questo. E\u2019 sana, si \u00e8 trattato di una diagnosi frettolosa&#8230; Guardi che conosco bene la situazione, sono in contatto con la neurologa che segue la ragazza a Roma. Potete stare tranquilli\u201d. Sollievo. Ma allora le crisi?&nbsp; Questi svenimenti continui, questa vita che non \u00e8 vita\u2026?<\/p>\n\n\n\n<p>Scopro che nella testa di Jessica c\u2019\u00e8 effettivamente una ciste. Un grumo infido composto da tante cose. Da un padre alcolizzato che non lavora e che chiede continuamente soldi alla moglie. Dalla separazione drammatica tra i suoi genitori. Da una madre insicura e incapace di gestire la situazione, che \u00e8 costretta a lavorare di notte e&nbsp; a dormire di giorno, e che la ricatta con le sue ansie e con i problemi che le riversa addosso senza tregua. Dal desiderio di una ragazza di sedici anni di fare una vita normale, vedere i suoi amici, uscire con il suo ragazzo, andare a scuola senza l\u2019incubo della sua quotidianit\u00e0 angosciosa. Soprattutto avere una famiglia normale, che la ascolti, che le dia sostegno nella sua vita di adolescente semplice e riservata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cJessica ci sta semplicemente chiedendo aiuto \u2013 spiega la dottoressa \u2013 e noi dobbiamo sostenerla. Se pensate di non essere in grado di fronteggiare le sue richieste, chiamate pure il 118. Ma per imparare a dominarsi e a vincere le crisi, lei deve venire a scuola\u201d. E Jessica a scuola vuole venirci, sul serio. Anche se sua madre glielo vorrebbe impedire, perch\u00e9 poi si preoccupa, sta in ansia: \u201cVuoi farmi stare male? Vuoi che stia tutto il giorno preoccupata per te?\u201d. Un ricatto affettivo a cui la figlia non vuole sottostare. Deve dimostrare a se stessa di farcela. Nonostante le crisi, vuole recuperare tutte le materie. Si fa interrogare. Fa i compiti in classe che non ha potuto svolgere mentre era ricoverata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un luned\u00ec mattina di maggio \u00e8 successo di nuovo. Prime due ore di italiano, leggiamo una poesia di Montale, ultimo autore del programma di quest\u2019anno. La ragazza comincia a sbiancare, chiede di andare in bagno. \u201cCe la fai?\u201d le chiedo, cercando di non mostrarmi troppo invadente. \u201cCerto!\u201d risponde, ma non mi convince. Chiedo a Marika di seguirla. Dopo due minuti la bidella mi viene a chiamare. Trovo Jessica accovacciata a terra in una rientranza della parete. Le manca l\u2019aria. \u201cDamiano, chiami Damiano!\u201d. Damiano arriva, anche se \u00e8 il bagno delle ragazze, ma per fortuna a quell\u2019ora \u00e8 deserto. \u201cVoglio rientrare in classe\u201d. Damiano ed io la sorreggiamo per i pochi passi che ci separano dall\u2019aula. La facciamo sedere. Mi confida che a colazione non ha mangiato niente e che ha ripreso a vomitare dopo ogni pasto. Man mano sente che le mancano le forze. Sviene. Damiano ed io la adagiamo sul tappetino che Marika ha preparato. Gli altri fanno spazio. Pochi, interminabili secondi e si riprende. \u201cRimani sdraiata, finch\u00e9 non ti senti sicura\u201d. Ormai sappiamo come gestire le sue crisi. Lei pu\u00f2 sentirsi male e non c\u2019\u00e8 niente di cui vergognarsi. E\u2019 tra amici, tra persone che le vogliono bene. Questo lei lo sa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessore\u2019 , dai, riprendiamo la lezione. Tanto ormai\u2026\u201d. Damiano e Marika sono accanto a Jessica, le parlano con calma, la rassicurano. Va bene, riprendiamo. Chiedo a Sara di&nbsp; leggere. Montale. <em>\u201cMeriggiare pallido e assorto \/ presso un rovente muro d\u2019orto\u2026\u201d<\/em>&nbsp; \u201cJessica\u2026, Jessica\u2026\u201d \u00e8 Damiano. Jessica ha un\u2019altra crisi. Non importa. Continuiamo. So di rischiare, rischiare molto: mi sto assumendo tutte le responsabilit\u00e0 di quel che pu\u00f2 accadere. E se peggiora? E se non si riprende? E se\u2026 Non importa. E\u2019 lei che me lo ha chiesto: la normalit\u00e0, un\u2019assurda normalit\u00e0\u2026 <em>\u201cascoltare tra i pruni e gli sterpi \/ schiocchi di merli, frusci di serpi\u201d<\/em>\u2026 Si \u00e8 ripresa, fortunatamente \u00e8 durato pochissimo\u2026 <em>\u201cE andando nel sole che abbaglia \/ sentire con triste meraviglia \/ com\u2019\u00e8 tutta la vita e il suo travaglio \/ in questo seguitare una muraglia \/ che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia\u2026\u201d<\/em> Dovrei spiegare ai miei alunni il significato di quello che abbiamo appena letto, il male di vivere\u2026 il correlativo oggettivo\u2026 gli oggetti-emblema che il poeta ci pone davanti agli occhi per esprimere il disagio dell\u2019esistenza\u2026 i pruni, gli sterpi, i calvi picchi inondati dal frinire monotono delle cicale, la luce che abbaglia\u2026 la costa ligure, \u201ccos\u00ec scabra ed essenziale\u201d, come recitano tutti i testi di critica montaliana. Ma mi rendo conto che sarebbero parole inutili. Perch\u00e9 in questo momento loro, il male di vivere, ce l\u2019hanno davanti. E\u2019 Jessica il loro vero, reale correlativo oggettivo\u2026 &nbsp; Intanto lei si \u00e8 seduta sul tappetino, la testa vuota, il viso pallido. Vuole mangiare, le hanno comprato un kinder Delice e Marika le ha preso due bustine di zucchero. Trangugia tutto con avidit\u00e0, affamata. Aspetta ancora qualche minuto, poi si fa aiutare a rialzarsi e si siede di nuovo al suo posto. La vita, nonostante tutto, pu\u00f2 continuare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45993\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45993\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jessica ha quindici anni, quasi sedici e frequenta la seconda superiore. 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