{"id":45987,"date":"2021-05-28T17:20:49","date_gmt":"2021-05-28T16:20:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45987"},"modified":"2021-05-28T17:20:50","modified_gmt":"2021-05-28T16:20:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-gli-invincibili-di-simone-farello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45987","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Gli invincibili&#8221; di Simone Farello"},"content":{"rendered":"\n<p>Oscar e Bruno, eroi del Beach Volley, non hanno mai accettato di essere ripresi e tutte le loro sfide hanno come unici testimoni gli avversari. Il fatto che questi abbiano sempre ammesso di aver perso, forse, li rende attendibili. Esistono solo perch\u00e9 sono raccontati dall\u2019onore degli sconfitti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ora sono alle Olimpiadi ed io ho la fortuna di assistere a questa partita storica a fianco di Joao de Souza, il loro allenatore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon sapevo quasi niente di loro. Li avevo visti giocare, sulla spiaggia, e battere i loro avversari uno dietro l\u2019altro: ai miei occhi erano due talenti, con molti limiti su cui avevano bisogno di lavorare. Era tutto quello che mi bastava sapere per chiedergli di lavorare con me\u201d. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quella di Oscar e Bruno sembra la solita storia che amiamo ascoltare: due ragazzi che iniziano dalla strada. Solo che la strada \u00e8 una striscia di sabbia a Copacabana sognata da molti turisti e dagli appassionati di beach volley.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di oggi, la leggenda narrava che i due ragazzi avessero giocato centinaia di partite senza perderne nemmeno una, meritandosi il soprannome di <em>Invenc\u00ecvel<\/em>. Eppure erano del tutto sconosciuti al circuito del World Tour e non avevano mai disputato una competizione ufficiale, nemmeno a livello locale. Molti pensavano che fossero pura invenzione, una leggenda metropolitana, un miraggio. Ma ora sono in finale alla Olimpiadi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAll\u2019inizio credevo fossero sordomuti, e che proprio per questo che il circuito non ne volesse sapere, di loro: non potevano giocare con i normodotati. Poi ho capito che il problema era un altro. Sarebbero stati un prodotto favoloso da comprare, ma Oscar e Bruno non erano in vendita, e lo dissero chiaro e tondo, perch\u00e9 avevano buone orecchie e buona lingua. Il fatto \u00e8 che non erano abituati a guardare avanti, ma indietro. Perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u00ec, alle loro spalle, che alla fine dovevano tornare\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Prima del match sono riuscito a parlare con Robert Commodor che, insieme al suo partner Richard Swift, ha attraversato pi\u00f9 volte l\u2019Oceano Pacifico per sfidare Oscar e Bruno:<em> \u201cLa prima volta che li ho incontrati, ho pensato che fossero degli sbruffoni. Facevano battute liftate inverosimili, muri dove rimanevano agganciati al cielo, Pipe che non si vedono nemmeno nella pallavolo indoor.&nbsp; Eppure non urlavano, non si abbracciavano, niente. Sembrava una cosa contro di te, per dimostrarti che non ci potevi fare niente se non appartenevi al loro pianeta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma in Oscar e Bruno non c\u2019\u00e8 niente di sovrannaturale ed il loro enigma non riguarda un qualche patto con il diavolo. Solo il male. Oscar \u00e8 stato per dieci anni vittime di abusi nella sua famiglia; Bruno ha passato tre anni in un carcere minorile dove ha subito quello che si subisce in posti come quello.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHanno scelto la pallavolo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico sport di squadra dove non puoi picchiare l\u2019avversario o esserne picchiato. Il volley indoor si gioca in troppi ed \u00e8 impossibile evitare di essere abbracciati dai compagni, quindi il Beach \u00e8 stata una scelta di sopravvivenza. E un antidoto contro la solitudine\u201d. <\/em>Oltre a De Souza, uno dei pochi a sapere la verit\u00e0 era proprio Commodor.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuando ci spiegarono, sono rimasto colpito, ovviamente. Commosso. Ma non ho perso la voglia di batterli\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se lo sono meritati, Robert Commodor e Jeffrey Swift da Aukland, di essere loro a sfidare gli eterni rivali nella finale olimpica. Sono gli unici ad aver provato cos\u00ec tante volte a batterli, andando in Brasile 11 volte e giocando 26 incontri, tutti persi.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 il ventisettesimo, ed il primo con un pubblico: Oscar e Bruno, Brasile, da una parte della rete, Commodor e Swift, Nuova Zelanda, dall\u2019altra. Due coppie che si sfidano nell\u2019ennesima rivincita. Chi non ha mai perso. Chi non ha mai vinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nello sport la parola <em>mai <\/em>\u00e8 sempre provvisoria: c\u2019\u00e8 solo chi non ha ancora perso e chi non ha ancora vinto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oscar e Bruno dopo un punto esultano solo guardandosi, con un linguaggio che solo loro possono capire. Interpretano il Beach come una capoeira. A volte sembra che non tocchino nemmeno il pallone. E quando conosci la loro storia sai che il segreto \u00e8 proprio quello: il modo in cui toccano senza toccare. Un segreto che, come tutti i segreti, \u00e8 un velo.<\/p>\n\n\n\n<p>Commodor e Swift, quando segnano si danno il cinque, si incitano a gran voce. Sanno di essere come Ettore di fronte ad Achille. Il mortale contro l\u2019immortale. Ma ogni immortale ha un punto debole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo set \u00e8 un lungo testa a testa, poi, due muri consecutivi di Swift scavano un piccolo solco che diventa incolmabile, sino al 21 a 18 conclusivo. Con grande sorpresa, gli australi sono in vantaggio. &nbsp;Non c\u2019erano mai riusciti prima.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto il pubblico, inizialmente schierato a favore dei brasiliani, si divide equanime tra coloro che parteggiano per gli outsider e quelli che sperano di assistere al primo ritiro da imbattuta di una coppia in tutta la storia del Beach Volley.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la magia \u00e8 quando i tifosi smettono di trepidare per gli uni o per gli altri ma, semplicemente, per la bellezza pura del gioco. Per la sua incertezza. Non per Troia o gli Achei, ma per l\u2019Iliade.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo set Oscar e Bruno reagiscono immediatamente portandosi sul 3 a 1. Un vantaggio che resiste sino al 21 a 19, con nessun errore nella fase di cambio palla: un equilibrio mai visto, una danza che rasenta la perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 questa la perfezione, nello sport: l\u2019attesa, infinita, della fine.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il tie \u2013 break inizia con una fuga degli <em>Invenc\u00ecvel, <\/em>che si portano sul 6 a 2. Ma proprio quando tutti pensano ad un epilogo largamente annunciato Commodor e Swift costringono gli avversari a cedere cinque punti di fila. Oscar e Bruno reagiscono a questo affronto con la stessa compattezza e la stessa imperturbabile sintonia che riservano alle loro sequenze positive, riportandosi in vantaggio 8 a 7.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo momento la partita si trasforma in una trama esistenziale, in una sfida all\u2019unica certezza concessa agli uomini: la mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel punto di vantaggio, insufficiente a decretare un vincitore, resta invariato sino al 15 a 14 prima, sino al 21 a 20 poi, sino al 35 a 34 ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la partita pi\u00f9 lunga di tutti i tempi. Non accenna a finire, nemmeno quando si devono accendere i riflettori sul campo; nemmeno dopo le pause concesse dall\u2019arbitro per evitare che i giocatori stramazzino al suolo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul 45 a 44 anche il pubblico \u00e8 esausto per la tensione nervosa, ma nessuno si muove, ed ogni punto \u00e8 un boato collettivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul 51 a 50 Commodor segna un ace. Parit\u00e0. Forse tutto dovrebbe finire cos\u00ec. Ma il Beach Volley ammette l\u2019infinito, non il pareggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Commodor forza la battuta, Oscar riceve, Bruno alza e Oscar schiaccia verso l\u2019incrocio delle linee di fondo. Un granello di sabbia, solo uno, oltre quel confine. 52 a 51 per i neozelandesi, di nuovo in vantaggio, ad un punto dalla vittoria e dalla prima sconfitta degli <em>Invenc\u00ecvel<\/em>. Sul servizio successivo Bruno riceve un po\u2019 troppo corto, costringendo Oscar ad arretrare per palleggiare mentre Swift prende il tempo del muro.<\/p>\n\n\n\n<p>53 a 51, Nuova Zelanda campione olimpico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanta gioia ci pu\u00f2 essere in un semplice attimo? Non possiamo saperlo. L\u2019unico specchio che pu\u00f2 rifletterlo \u00e8 la tristezza che c\u2019\u00e8 dalla parte opposta della rete, dove il pallone \u00e8 per terra, ben dentro le linee e l\u00ec rimarr\u00e0.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Commodor e Swift alzano le mani al cielo, si rotolano nella sabbia, corrono tutto intorno al campo, tentando di prolungare quell\u2019attimo, sapendo che non durer\u00e0 mai abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ricordano che devono andare a salutare l\u2019arbitro e gli avversari. Danno la mano al primo e si preparano all\u2019inchino con cui si erano sempre congedati da Oscar e Bruno, che non potevano essere toccati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma mentre stanno per farlo, inchinarsi finalmente da vincitori, i due brasiliani porgono le mani e non solo vogliono stringere le loro, ma dopo la stretta si avvicinano e li abbracciano, tenendoli stretti, tenendosi stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>I vincitori sono felici.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli <em>Invenc\u00ecvel<\/em> sono liberi.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45987\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45987\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oscar e Bruno, eroi del Beach Volley, non hanno mai accettato di essere ripresi e tutte le loro sfide hanno come unici testimoni gli avversari. 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