{"id":45961,"date":"2021-05-27T18:13:16","date_gmt":"2021-05-27T17:13:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45961"},"modified":"2021-05-27T18:13:18","modified_gmt":"2021-05-27T17:13:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-mostrati-homo-di-simonpietro-spina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45961","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Mostrati, Homo!&#8221; di Simonpietro Spina"},"content":{"rendered":"\n<p>Portava il capo sempre rivolto verso il basso e se ne andava in giro trascinandosi dietro un\u2019aria eternamente sconsolata. Siro aveva, incrostati su ogni lembo di carne, uno ad uno tutti i suoi sessantaquattro anni, uno per ogni quadrato di scacchi. E sempre lui, Siro, aveva, celato negli occhi, un segreto d\u2019infinito. Mai nessuno che lo incalzasse per dirgli un che, n\u00e9 di bene n\u00e9 di male, n\u00e9 di cortese n\u00e9 di villano, e lui mai che si fermasse ad attaccar discorso e domandare, se non lo stretto e sempre a testa bassa. Alcuni pi\u00f9 affabili o audaci vi avevano tentato, s\u2019erano inoltrati in quelle profondit\u00e0, ma ne erano emersi con un\u2019espressione assente e inebetita, immobili come statue di sale o piuttosto pietrificati come chi s\u2019\u00e8 specchiato negli occhi di Medusa. Questi se ne andavano da quel giorno con un\u2019aria vuota, irriconoscibilmente trasformati. Da allora, nessuno pi\u00f9 s\u2019era azzardato a rivolgergli un saluto, al punto che in certe botteghe gli venne negato di entrare e, in quelle che ancora gli davano accoglienza, tutti gli si tenevano a distanza e mai lo si guardava direttamente. Uomini e donne, al suo passaggio, si voltavano dalla parte opposta e, minuscoli, si nascondevano dietro a scudi di mano, mentre alcuni, pi\u00f9 prudenti, si davano a fuggire o cambiavano strada. I bambini, dietro materne e paterne raccomandazioni, guardavano altrove e perfino i cani piegavano indietro o sparivano in vicoli riparati. A quel tempo, mi rifiutavo di dar credito alle molte storie che circolavano, le credevo niente pi\u00f9 che sciocche superstizioni. Certo era che nessuno, me compreso, avrebbe potuto negare come fosse strano che tanta gente, dopo aver appena incrociato il suo sguardo, avesse mutato per sempre espressione. Avevano tutti perso la loro sostanza interna, come frutti di sola scorza, svuotati della propria polpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, mi convinsi che avrei dovuto sfidarlo e cos\u00ec feci. Nessuno in citt\u00e0 osava mai incrociare il suo sguardo, n\u00e9 lui mai si offriva agli sguardi altrui. Avrei dovuto, allora, farmi sfrontato e cafone: sollevargli, con tocco lieve e due dita appena, il mento in su e affrontarlo, gli occhi miei tuffati nei suoi; cos\u00ec avrei visto finalmente quali cose segrete decantavano da sempre in quel pozzo d\u2019anima solitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mattino, poich\u00e9 per compiersi certi destini non hanno di meglio che il mattino, lo vidi uscire, oscuro e ricurvo, dalla bottega di un calzolaio. Infilzai allora le suole con forza ad ogni passo, come a caricarmi interamente di un fare deciso, e nel mentre dirigevo verso di lui. Procedeva lento, cautamente impegnato ad evitare collisioni, perch\u00e9 il capo guardava solo in terra e gli occhi, pi\u00f9 in alto di un certo limite, non potevano sapere quel che vi fosse lungo il percorso. Andavo infilzando i piedi come rompighiaccio nel terreno, quand\u2019ecco che lo ebbi a tiro di sguardo. Lo intercettai in quella sua traiettoria cieca e mi piantai, ritto e massiccio, innanzi a lui. Tesi dunque il braccio in&nbsp; avanti: non pens\u00f2 neanche ad ostacolarmi. Raccolsi sulla punta di due dita l\u2019intero suo volto: da sotto il mento, lo avevo tutto sui polpastrelli appaiati di indice e medio. Comandai, infine, a quella barra meccanica che era il mio braccio di levarsi; con voce ferma, recitai queste esatte parole: \u00abMostrati, <em>Homo<\/em>!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Fu tale e penetrante la forza di quel gesto e di quel verbo, che lui stesso m\u2019agevol\u00f2; in breve, fui perduto. Ahi, cosa vidi! In uno sguardo di poco, durato meno di un\u2019occhiata fuggente, quasi neanche un istante, tale che potesse concludersi e dirsi finito, vidi il Tutto che \u00e8 mai esistito: vi vidi tutte le storie del mondo. Preso da una stretta di mano maestosa, che interamente mi cinse in una morsa poderosa, sentii svuotarmi le viscere e le membra, risucchiato in un plasma evanescente: entro quelle sfere infinite, fatte solo sclere candide, nessun\u2019iride, nessuna pupilla. Fin\u00ec, in breve, che ogni parte cosciente di me fu dentro di lui, incanalata attraverso il suo sguardo, ed io mi persi in un oceano di anime fluttuanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio nome mortale \u00e8 Siro e ho dentro di me tutte le storie di chi m\u2019ha mai guardato, di donne e di uomini, di umani, di gatti e di cani, della pi\u00f9 microscopica creatura e d\u2019ogni altra presenza mai incrociata. Vivono, dentro di me, tutte le loro coscienze ed \u00e8 un tale tormento, per un uomo soltanto, averne di anime cos\u00ec innumerevoli dentro di s\u00e9, che da anni ormai mi volgo al suolo e fuggo ogni sguardo. Questa, infine, questa che avete letto, \u00e8 la storia, narrata da lei stessa, dell\u2019ultima coscienza che ho rimosso dalle sue umane spoglie e che si esprime su carta per mio mezzo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45961\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45961\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Portava il capo sempre rivolto verso il basso e se ne andava in giro trascinandosi dietro un\u2019aria eternamente sconsolata. 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