{"id":45862,"date":"2021-05-24T18:33:27","date_gmt":"2021-05-24T17:33:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45862"},"modified":"2021-05-24T18:33:28","modified_gmt":"2021-05-24T17:33:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-fuggire-dal-monte-athos-di-roberto-mosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45862","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Fuggire dal Monte Athos&#8221; di Roberto Mosi"},"content":{"rendered":"\n<p>Il viaggio al Monte Athos gli apparve subito il modo giusto per superare il distacco da Diana, che era partita, d\u2019improvviso, per Lisbona. Prepar\u00f2 i bagagli e, in una mattina uggiosa di pioggia, prese l\u2019aereo per Atene. All\u2019ufficio di Kiri\u00e8s, al momento dell\u2019ingresso nella repubblica monastica, c\u2019era davanti ad Omero, nella fila per ottenere il visto, un prete di Firenze. L\u2019aveva incontrato sul battello che ogni mattina lascia Ouranopolis, il piccolo porto greco sulla penisola Calcidica, per portare i passeggeri al minuscolo porto di Dafne, da dove un vecchio autobus raggiunge la capitale, Kiri\u00e8s.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte il prete disse a Omero: \u201cMi meraviglio che ti fermi solo per tre giorni, \u00e8 un\u2019occasione persa. Io ci star\u00f2 quindici giorni, visiter\u00f2 i venti monasteri, sar\u00e0 facile per me.\u201d Sembrava che tutti i monaci del Monte lo stessero aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando fu davanti all\u2019impiegato, Omero assistette per\u00f2 a un duro scontro fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa. Il prete disse in un inglese improbabile, che voleva un visto per quindici giorni. L\u2019impiegato ribatt\u00e9 tre, battendo forte con il timbro sul <em>Diamonitirion<\/em>, il passaporto per l\u2019ingresso nella repubblica dei monaci. Fu un urlare intercalato dal rimbombo del timbro:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuindici giorni\u201d, \u201cTre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDieci\u201d, \u201cTre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCinque\u201d, \u201cTre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTre\u201d, \u201cTre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete prese con rabbia il <em>Diamonitirion <\/em>e si allontan\u00f2 in silenzio. A Omero furono accordati i tre giorni richiesti.&nbsp; La prima meta fu il Monastero di Vatopedi all\u2019estremit\u00e0 nord orientale della penisola, fondato nel lontano 972, nel luogo dove il figlio dell\u2019imperatore Teodosio, Arcadio, fu ritrovato salvo sulla spiaggia dopo che era stato strappato dalle onde del mare in tempesta, durante la navigazione fra Roma e Costantinopoli.<\/p>\n\n\n\n<p>La marcia fu di quattro ore sul sentiero che si snodava nella parte interna della penisola, con rare tracce di viandanti, sprofondato nella macchia piena di profumi. In cima alla prima collina gli venne fatto, come d\u2019abitudine, di voltarsi per guardare la fila dei compagni dietro di lui ma questa volta era veramente solo, con i suoi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Apparve d\u2019improvviso il complesso monastico di Vatopedi, adagiato al centro di un\u2019ampia insenatura del mare. Rimase fermo al margine della radura, a bocca aperta, a guardare le alte, robuste mura disposte a triangolo, sommerse in alto da terrazze, loggiati, balconi. Super\u00f2 il portone di bronzo ed entr\u00f2 nell\u2019ampio cortile delimitato all\u2019intorno dagli edifici dipinti di rosso con al centro la chiesa a croce greca e la cupola sostenuta da quattro colonne di porfido.<\/p>\n\n\n\n<p>Era per Omero l\u2019incontro con un mondo straordinario, dai tratti raffinati e preziosi e, allo stesso tempo, con i segni di un\u2019inarrestabile decadenza: le finestre delle infinite celle erano come occhi neri, sgomenti, abitate una volta da centinaia di monaci, ridotti oggi solo ad una decina di confratelli. Quegli occhi lo seguivano nei suoi passi in punta di piedi, nel silenzio del cortile. Si ferm\u00f2 alla portineria, dovette aspettare e dopo un bel po\u2019 apparve il <em>port\u00e0ris<\/em>, il monaco addetto ad accogliere gli ospiti, dai modi sbrigativi, che registr\u00f2 il suo nome dal <em>Diamonitirion<\/em> e lo accompagn\u00f2 ad una cella nella foresteria, dove c\u2019era lo spazio per un rustico letto, una sedia e un tavolino; i bagni erano in comune.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Visit\u00f2 in piena libert\u00e0 il convento e poi scese il sentiero verso il piccolo porto dove due monaci scaricavano da una barca fascine di legna e le accatastavano vicino alla scogliera. Superata la tentazione di fare un bagno in quelle acque trasparenti, sal\u00ec, pi\u00f9 tardi, alla chiesa dove era iniziata la funzione religiosa. Fu invitato a cenni, con modi bruschi, a non muoversi per la chiesa, a stare in disparte. Si ferm\u00f2 vicino ad una delle pareti, affrescata nel Trecento da maestri macedoni e dal suo punto d\u2019osservazione entr\u00f2, con emozione, nel mondo della liturgia ortodossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella chiesa non c\u2019\u00e8 l\u2019elettricit\u00e0: miriadi di piccoli ceri, fissi o nelle mani dei monaci, il cui accendersi e spegnersi fa parte del rito. Dalla cupola centrale pende, tenuto da lunghe catene, un lampadario immenso a forma di corona, di circonferenza pari alla cupola stessa. La corona \u00e8 di rame, di bronzo, d\u2019ottone, scintillanti, alterna ceri e icone e scende in basso fino ad altezza d\u2019uomo, sfiora l\u2019iconostasi, splendente d\u2019ori e di pietre preziose, che delimita il sancta sanctorum. Altri fastosi lampadari dorati scendono dalle volte dei transetti.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce dava forma a quella sorprendente scenografia ma era il canto che animava la scena: canto a pi\u00f9 voci, senza strumenti, che fluiva ininterrotto, ora robusto ora sussurrato come marea che cresce e si ritrae. I cori guida in questa liturgia sono due: un gruppo di monaci raccolto attorno al leggio di uno dei due transetti, con il maestro cantore che intona la strofa e il coro che ne coglie il motivo e lo fa fiorire in melodie e in accordi. Quando il maestro cantore si sposta dal primo al secondo coro, traversa la navata a passi veloci, il mantello si gonfia come a formare due ali e sembra volare, come le note.<\/p>\n\n\n\n<p>La suggestione che prov\u00f2 Omero non fu minore quando visit\u00f2 la vicina biblioteca, guidato dal monaco bibliotecario, il <em>viviofylax<\/em>, che conserva seicento manoscritti, gran parte su pergamena, antichi, libri decorati, reliquie conservate in scrigni d\u2019oro e d\u2019argento tempestati di zaffiri e rubini. Davanti a quelle meraviglie perse come il senso del tempo e raggiunse il refettorio degli ospiti che la cena era gi\u00e0 iniziata.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno alla tavola vi erano tre greci e due italiani davanti a fumanti scodelle di una profumata zuppa di lenticchie. Fece appena in tempo a servirsi dalla pentola al centro del tavolo, assaporare quattro cucchiate, che suon\u00f2 la campana in fondo al refettorio: la cena era terminata e gli ospiti, secondo la regola, si alzarono e si avviarono verso la sala comune della foresteria.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra gli ospiti greci vi era un giovane restauratore, Diomedos, che aveva studiato all\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze e conservava quindi un fresco ricordo della vita della citt\u00e0. Rompendo come l\u2019incanto del luogo prese a parlare dei locali che di solito frequentava, del carattere dei fiorentini e della bellezza delle ragazze che aveva incontrato, dell\u2019ammirazione che aveva per la squadra di calcio della citt\u00e0. Omero rimase come disorientato da questi discorsi, cerc\u00f2 di tagliare corto e conquist\u00f2 presto la quiete assoluta della sua cella, per avere un momento tutto suo, per rivivere le sensazioni straordinarie di quella giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era appena addormentato che fu svegliato da un assordante rumore di motori che arrivava dal mare e dalla finestra, che si apriva sulla scogliera prospiciente il molo, un faro proiettava una luce accecante sul soffitto della cella. Si affacci\u00f2 alla finestra e vide in basso due grossi motoscafi che si erano avvicinati al molo e un gruppo d\u2019uomini, fra grandi urla, stavano passando delle casse da un mezzo all\u2019altro. Tabacco, droga, armi? Omero rimase sorpreso, sgomento: che cosa pensare? Certamente il Monte Athos non era una fortezza inviolabile e poteva essere profanato da trafficanti, contrabbandieri d\u2019ogni genere, come nel passato da parte di truppe mercenarie, da navi di pirati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si svegli\u00f2 presto al mattino nel momento in cui erano gi\u00e0 terminati i riti della notte e i monaci stavano rientrando nelle loro celle. Decise di partire subito, si lav\u00f2, rifece lo zaino ma non ebbe il coraggio di entrare nel bagno comune. Attravers\u00f2 il cortile deserto, pass\u00f2 il portone di bronzo e dietro il primo cespuglio che incontr\u00f2 fuori dal prato che circondava il convento, si ferm\u00f2 nella fresca brezza del mattino.<\/p>\n\n\n\n<p>La meta era il monastero di Stavronikita a statuto comunitario, cenobitico, sulla costa orientale, fondato nel XIII secolo. Il sentiero era a mezza costa, in continuo saliscendi, aperto sul mare. Arriv\u00f2 che erano appena le dieci del mattino, il monastero era in alto su una roccia sopra un\u2019insenatura. Prima di arrivare aveva incontrato campi coltivati, frutteti, recinti per gli animali, edifici per gli attrezzi della campagna, senza alcuna presenza umana. Il complesso non aveva la forma nobile, aristocratica di Vatopedi, ma un tono semplice, dimesso come di un luogo dedicato al lavoro e alla preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il monaco portinaio port\u00f2 direttamente Omero nel refettorio dove da qualche tempo era iniziato il pranzo. I monaci, almeno una ventina, erano seduti intorno ad una grande tavola, nella parte alta del refettorio, con vesti che erano chiaramente abiti consunti, da lavoro; in basso vi erano gli ospiti, greci, tedeschi, italiani. Gli fu fatto posto e si sedette davanti ad un piatto d\u2019ottimo polpo al sugo, ad una caraffa di vino rosso, niente male, e a fette abbondanti di cocomero. L\u2019atmosfera appariva cordiale, gli ospiti parlavano del loro viaggio, di quello che avevano visto, delle prossime mete: la lingua naturale per la conversazione era il latino.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminato il pranzo, al momento dell\u2019assegnazione delle camere agli ospiti scoppi\u00f2 improvvisa, una furibonda, interminabile discussione fra il monaco portinaio, il <em>port\u00e0ris<\/em>, e l\u2019addetto alla foresteria, l\u2019<em>archondariko<\/em>n, senza che si riuscisse a capire il motivo di quello scontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Omero rimase sorpreso, interdetto, fu questa scena o qualcosa che gi\u00e0 coltivava dentro di s\u00e9, che lo spinse ad uscire dal monastero e a saltare su un carro trainato da un trattore diretto, su una strada squassata da profonde buche, al porto di Dafne. Doveva aspettare un\u2019ora per la partenza del battello per Ouranopolis. Entr\u00f2 nella caffetteria per prendere un <em>ouzo<\/em>: ad un delle pareti troneggiava un antidiluviano apparecchio telefonico. Gli balen\u00f2 improvvisa l\u2019idea di chiamare Diana, a Lisbona.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45862\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45862\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio al Monte Athos gli apparve subito il modo giusto per superare il distacco da Diana, che era partita, d\u2019improvviso, per Lisbona. 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