{"id":45771,"date":"2021-05-20T17:13:33","date_gmt":"2021-05-20T16:13:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45771"},"modified":"2021-05-21T15:35:40","modified_gmt":"2021-05-21T14:35:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-laula-di-scienze-di-gabriella-bertizzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45771","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;L&#8217;aula di scienze&#8221; di Gabriella Bertizzolo"},"content":{"rendered":"\n<p>I raggi di un timido sole si riflettevano sulle vetrine stracolme di vasi, vasetti, flaconi, barattoli di vetro posti nei ripiani. Nell\u2019aula di Scienze dell\u2019Istituto Tecnico \u201cEnrico Fermi\u201d i diciannove alunni della quinta D aspettavano le consegne della loro saccente quanto bizzosa insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abLuigi, Mattia, Fabio e anche tu, Omar, preparate l\u2019apparecchiatura per la distillazione a pressione ridotta!\u00bb intim\u00f2 seccamente la docente, una donna goffa con due enormi seni cascanti e un viso rugoso in cui due occhietti vispi riuscivano a trafiggere gli alunni dietro un paio di spesse lenti. Era solita intercalare il freddo linguaggio scientifico con vivaci motti latini straziati in grossolani costrutti. Ne risultava una sorta di allocuzione dotta e patetica al contempo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abVoi &#8211; aggiunse rivolgendosi verso il gruppo misto pi\u00f9 numeroso &#8211; compilate a puntino questa tabella sui diversi processi di distillazione. Mi raccomando, fate riferimento agli stati di aggregazione della materia, e non dimenticate la legge di Henry! Potete formare due sottogruppi di cinque\u00bb disse consegnando il formulario. L\u2019improvviso boato di un tuono la fece guardare in direzione del finestrone centrale: gli ultimi sprazzi di sole filtravano tra le piccole nuvole sfrangiate, bianche e rosa, foriere di pioggia. Sospir\u00f2 avvicinandosi al terzo gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abEcco un lavoretto anche per voi\u00bb sorrise in tono ironico, rivolgendosi alle cinque rimanenti allieve.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abIniziate a fare l\u2019inventario dei minerali, delle rocce e dei fossili, la vetrina \u00e8 quella in fondo l\u00ec\u00bb intim\u00f2 con le labbra arricciate, indicando col dito.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abD\u2019accordo, prof, per\u00f2 ci d\u00e0 tutte due le ore, vero?\u00bb chiese Elisabetta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abS\u00ec, ma&nbsp;<em>fugit invidia hora..<\/em>.. mettetevi subito al lavoro, ecco le cartelle per l\u2019inventario\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019ultimo gruppetto faceva parte anche Marta, una ragazza dal viso ricoperto da una miriade di efelidi in cui brillavano due occhi verdi smeraldo. Una cascata di ricci castani sgusciava dalla bandana variopinta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abIo e Barbi facciamo i minerali, Marta e Sonia i fossili\u2026 Betty, sei da sola, ma incomincia a fare le rocce, ok?\u00bb disse con voce decisa Ludovica, quella pi\u00f9 androgina del gruppo col seno piatto e i capelli cortissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abVa bene, per\u00f2 scrive Ludo che ha una grafia bellissima\u00bb disse Marta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abUffa, solo questa volta!\u00bb replic\u00f2 Ludovica aprendo la cartella.<\/p>\n\n\n\n<p>La professoressa torn\u00f2 alla cattedra e le ragazze si suddivisero.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abMarta, scendo a prendere l\u2019astuccio\u00bb disse Sonia con uno strano sorrisetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abEhi, Sonia, non \u00e8 che per caso ti trovi con Mauro, vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abSst! &#8211; le fece eco la ragazza guardandosi intorno &#8211; zitta che non ti sentano! Dobbiamo trovarci al piano di sotto fra cinque minuti. Ho corrotto Giorda! Poi ti racconto\u00bb le bisbigli\u00f2 all\u2019orecchio con voce eccitata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abPovero bidello, ci casca sempre! Mi raccomando, fa\u2019 attenzione!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abMarta, se passa la prof, inventa una scusa, una delle tue\u00bb disse Sonia, allontanandosi.<\/p>\n\n\n\n<p>In prossimit\u00e0 della parete in cui erano allineate le tre teche, una vetrina impolverata aveva catturato l\u2019attenzione di Marta. Mentre le compagne univano i banchi, si accost\u00f2 al mobile il cui interno traboccava di vasi, bottiglie, flaconi, barattoli di varia misura riposti negli scaffali. Incuriosita, si assicur\u00f2 che nessuno la stesse osservando, gir\u00f2 la chiave, apr\u00ec le due porte e allung\u00f2 il viso per scoprire cosa contenessero quei recipienti. Nelle mensole inferiori c\u2019erano semi, germi, grani, granelli, foglioline di varie tipologie vegetali. Nei ripiani al centro e in quelli in alto riconobbe gli embrioni e i feti di varie specie animali immersi nei liquidi di conservazione. Si mise istintivamente a osservare le minuscole chiocciole, i serpentelli, le piccole larve, le grigie volute immobili, intrappolate per sempre nei contenitori. Forse qualcuno era ancora vivo, ipotizz\u00f2 infantilmente, mantenuto in vita dal miracoloso liquido, e col fiato sospeso prov\u00f2 a controllare se qualche larva si muovesse. Un\u2019indefinita quanto penosa sensazione si era insinuata in lei mentre scorreva con gli occhi le diciture delle etichette. Un recipiente un po\u2019 pi\u00f9 grande degli altri posto in fondo allo scaffale centrale aveva attirato la sua attenzione. Sfreg\u00f2 il vetro con il dito per togliere la polvere e vide galleggiare la sagoma di una specie di gambero dotato di due enormi sfere oculari e terminante con una sorta di pinna spiraliforme. Mentre con la coda dell\u2019occhio cercava di anticipare la decifrazione della didascalia, un\u2019altra parte di lei esitava e tendeva a sottrarsi. Tenendo con la mano sinistra il barattolo, con l\u2019indice destro pul\u00ec l\u2019etichetta, finch\u00e9 l\u2019iscrizione divent\u00f2 visibile: \u201cEmbrione umano di dieci settimane\u201d. Deglut\u00ec e, colta da tremore, riusc\u00ec a riporre il recipiente al suo posto senza farlo cadere, richiudendo subito le porte. Ma allora?\u2026 pens\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9\u2026 Aveva la bocca impastata, le mani sudate e un\u2019ondata di dolore le attravers\u00f2 il ventre e la schiena. In preda all\u2019ansia cominci\u00f2 convulsamente a contare le settimane. Erano poche\u2026 sette\u2026 forse ancora meno\u2026 sei\u2026 cinque\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abGrazie, amica mia. Stasera esco con Mauro\u2026 ma che cos\u2019hai, ti \u00e8 colato tutto il rimmel<strong>!<\/strong>\u00bb bisbigli\u00f2 Sonia euforica, rientrata furtivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abVado in bagno, ho mal di pancia\u00bb rispose Marta. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abSbrigati, sta arrivando la prof\u00bb ammicc\u00f2 sottovoce l\u2019amica.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abCosa avete combinato? &#8211; tuon\u00f2 l\u2019insegnante sopraggiungendo dal lato estremo dell\u2019aula &#8211; i vostri compagni sono gi\u00e0 arrivati alla schedatura.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le alunne del primo sottogruppo mostrarono la cartella che fortunatamente ottenne il consenso sperato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abE voi, care le mie ragazze?\u00bb esclam\u00f2 la prof con un sorrisetto sarcastico che metteva in evidenza la gengiva molle sopra un\u2019arcata di denti irregolari.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abMa siete in quattro\u2026 e Marta dov\u2019\u00e8?\u00bb&nbsp; chiese con voce stridula.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;\u00abProf, mi scusi, Marta non si sentiva bene, \u00e8 andata ai servizi!\u00bb rispose Sonia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abZitta, Sonia, zittaaa! &#8211; sbrait\u00f2 l\u2019insegnante col volto arrossato per la rabbia, fulminando tutto il quartetto &#8211; non ci casco, sai, si giustifica sempre quella l\u00ec, e poi porta minigonne troppo corte! Un bel tre non glielo toglie nessuno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvi\u00f2 verso la cattedra dimenando i fianchi. Sprofond\u00f2 sulla sedia lasciando cadere i seni sul ripiano, apr\u00ec di scatto il registro, scorse con l\u2019indice i cognomi degli allievi fino ad arrivare alla penultima riga dove annot\u00f2 un gigantesco tre. Compiaciuta, si asciug\u00f2 col bordo del fazzoletto gli spruzzi di bava fuoriuscita dalle labbra e con voce insinuante si avvicin\u00f2 al coordinatore del primo gruppo. Sfogli\u00f2 velocemente il formulario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abBene, Luigi, hai fatto proprio un buon lavoro con i compagni! <strong>&#8211; <\/strong>disse con voce melliflua- suvvia, ora esponi oralmente come si effettua la distillazione a pressione ridotta!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00abS\u00ec, prof. Dunque, questo tipo di distillazione &#8211; esord\u00ec il ragazzo col volto devastato dall\u2019acne &#8211; detta anche&#8217;distillazione nel vuoto&#8217;,si esegue con apparecchi simili a quelli per la distillazione a pressione atmosferica, ma in questo caso il recipiente di raccolta del liquido \u00e8 collegato al refrigerante a tenuta di vuoto e ha una tubulatura laterale cui si raccorda una pompa aspirante che riduce la pressione all\u2019interno dell\u2019apparecchio di distillazione\u2026\u00bb&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abBasta cos\u00ec. Ragazzi, avete sentito? &#8211; profer\u00ec la professoressa col solito tono dolciastro <strong>&#8211;<\/strong> mi sembra un ottimo esempio di spiegazione, <em>sic et simpliciter<\/em>&nbsp;\u2026 perfetta.&nbsp;<em>Ergo<\/em>, un dieci \u00e8 pi\u00f9 che meritato!\u00bb concluse mentre suonava la campanella delle tredici.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta, ancora chiusa in bagno, fin\u00ec di pulire con un Kleenex il rimmel colato sulle guance che copr\u00ec con abbondante fard. Sal\u00ec di corsa al piano superiore nell\u2019aula ormai vuota, prepar\u00f2 lo zainetto, infil\u00f2 il piumino e usc\u00ec dal grande portone della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; \u00abAncora qua, signorina?\u00bb esclam\u00f2 stupito Giordano, il bidello alleato degli studenti. Marta lo salut\u00f2 con la mano evitando il suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuvole si erano ammassate ma ancora non aveva iniziato a piovere. Marta prese a camminare come un automa con la vista annebbiata dalle lacrime. Gli occhi le bruciavano ma una strana sensazione di pace, di catarsi interiore gradualmente venne a sostituirsi all\u2019angoscia. Quando alla fine del corso giunse al capitello, anzich\u00e9 deviare a destra, tir\u00f2 dritto e usc\u00ec dal centro. Prosegu\u00ec lungo la via acciottolata fino all\u2019oratorio di San Michele, oltrepass\u00f2 la rotonda finch\u00e9, senza rendersene conto, si trov\u00f2 a camminare sul margine della carreggiata della strada provinciale nello stesso senso di circolazione dei veicoli. Il rombo delle automobili che le sfrecciavano rasente, le arrivava agli orecchi attutito, ovattato. Un ciclista le aveva fischiato ma Marta continuava a camminare inghiottendo polvere, lacrime e le prime gocce di pioggia. Non sentiva n\u00e9 fame n\u00e9 sete, andava avanti come in trance. D\u2019improvviso nella mente si configur\u00f2 l\u2019immagine di un ragazzo. Non era bene riconoscibile nei tratti somatici, avanzava mite e sorridente con un fagottino in braccio avvolto in una coperta\u2026 lei gli correva incontro\u2026 Completamente immersa nel flusso delle emozioni, slitt\u00f2 nella corsia stradale mentre l\u2019assordante stridio della frenata si sovrapponeva al suono del clacson impazzito\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45771\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45771\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I raggi di un timido sole si riflettevano sulle vetrine stracolme di vasi, vasetti, flaconi, barattoli di vetro posti nei ripiani. 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