{"id":45665,"date":"2021-05-20T11:48:00","date_gmt":"2021-05-20T10:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45665"},"modified":"2021-05-20T11:48:58","modified_gmt":"2021-05-20T10:48:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-puoi-chiamarlo-amore-di-laura-frangini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45665","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Puoi chiamarlo amore&#8221; di Laura Frangini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Piccola, quasi ritirata come se avessero lavato il cappotto con te dentro. Le spalle curve, la schiena ingobbita, procedi a passi incerti verso l&#8217;accoglienza. A vederti sembri un passero caduto dal ramo, la nuca spelacchiata rivela la pelle bianca e un po&#8217; accartocciata. Una volta, l\u00ec, c&#8217;erano capelli foltissimi, talvolta raccolti un bellissimo chignon, tenuto insieme da minuscole forcine. Tanto tempo fa. L&#8217; infermiera ti chiede il nome con un tono di voce alto, immaginandoti un po&#8217; sorda, vista l&#8217; et\u00e0. Allora alzi gli occhi e la fissi severa, con quello sguardo che era pi\u00f9 di uno schiaffo per me, quand&#8217; ero bambina. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Lei ripete. &#8220;Come ti&nbsp; chiami?&#8221;&nbsp; Lo so cosa stai pensando: ma perch\u00e9 mi d\u00e0 del Tu, chi la conosce questa?! Per\u00f2 non lo dici, la fissi male e basta, se vuol capire capisca. Lei aspetta un po&#8217; spazientita con la lista in mano. Alla fine le dici il tuo nome e cognome. &#8220;Bene, Anna, sei il numero 47, adesso siediti laggi\u00f9 e aspetta&#8221;. Intanto con la penna ti cancella dalla lista. &#8220;Questa \u00e8 tua figlia?&#8221;, aggiunge, accennando a me che ti sto alle spalle. &#8220;Anna, fatti accompagnare da lei&#8221;. Tu le spari addosso un&#8217;ultima occhiataccia. &#8220;Ci vado da sola, mica sono rimbambita!&#8221; Stavolta la risposta non gliel&#8217; hai fatta aspettare, una risposta secca, dal tono urtato come quelle vecchie signore quando si rivolgono alla servit\u00f9 un po&#8217; pasticciona per rimproverarla. La conosco bene quella stizza, sar\u00e0 l&#8217;ultima cosa a svanire, quando gi\u00e0 il corpo avr\u00e0 ceduto. \u00c8 stata sempre un passo avanti a te, uno scudo che ti ha difesa dagli attacchi del mondo. E tu, l\u00e0 dietro, mi parevi invincibile, una vera eroina corazzata contro il Male in ogni sua forma, dalla cattiveria della gente cos\u00ec come dalle placche alla gola. Respingevi qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ora sei l\u00ec, che vai avanti piegata dagli anni e dalle tante battaglie per lo pi\u00f9 perse, ma sempre fiera, con quel tuo orgoglio, ferito da un corpo che non risponde pi\u00f9 ai tuoi imperativi come un tempo. Dieci passi e hai gi\u00e0 il fiatone. Ti guardi intorno cercando una sedia lontana dalle altre. Ti piace quella al centro, mentre gli altri siedono per lo pi\u00f9 su quelle ai lati, appoggiate contro al muro. A me indichi col dito un posto pi\u00f9 in l\u00e0, su un altro sedile non troppo distante, ma nemmeno attaccato. Sei ancora tu a disporre ogni cosa, a decidere ruoli e a dare ordini. Sar\u00e0 cos\u00ec fino all&#8217;ultimo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mi metto seduta da una parte, ti lascio la scena, il palco \u00e8 tutto tuo..<br>Prima di accomodarti appoggi la borsa firmata sulla sedia. Con cura ti togli il foulard dal collo, aggiustandoti con la mano i giri di perle. Ti sfili anche il cappotto e lo ripieghi sull&#8217;avambraccio, curandoti per\u00f2 che non copra il bracciale. Ci tieni molto all&#8217;eleganza, ci hai sempre tenuto. Non \u00e8 vanit\u00e0, o non solo quello, ma \u00e8 un segno distintivo per te, un modo per dire &#8220;portatemi rispetto, non sono una donnetta da poco&#8221;. Orgoglio, sempre orgoglio, antico retaggio di famiglia e dell&#8217; educazione di un tempo, fatta di regole severe tra le mura del collegio. Le altre anziane ti guardano, percependo una differenza fra loro e te. Saranno quei dettagli eleganti che sfoggi con un certo esibizionismo, sar\u00e0 quella faccia da sfida che hai s\u00f9, ma avvertono chiaramente che sei diversa. Loro appaiono fragili con gli occhi spauriti, si appoggiano alle figlie per darsi coraggio, si fanno portare. Tu no, sei tu che porti me, come quando da piccola mi permettevi di venire dal parrucchiere, purch\u00e9 stessi buona sulla seggiolina a fianco. Me ne davi licenza. Anche oggi \u00e8 cos\u00ec. Sono l\u00ec perch\u00e9 me lo concedi. &#8220;Quarantesette&#8221;! Stanno chiamando il tuo numero, mamma. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La dottoressa in piedi davanti alla tenda fruga con gli occhi tra gli anziani seduti nella sala di attesa. Io alzo la mano &#8220;Eccoci, siamo noi il quarantesette&#8221; dico, ma tu mi zittisci subito. &#8220;Sono io, tu che c&#8217;entri?!&#8221; \u00a0E ti avvii.\u00a0 Metti ancora una volta una distanza fra noi, se qualcuno ci guarda penser\u00e0 che sei una vecchia inacidita, non sa che lo fai per proteggermi. Io lo so, tranquilla. La dottoressa per\u00f2 rovina i tuoi piani, mi fa cenno di avvicinarmi, apre la tenda e fa accomodare te sulla sedia di fronte alla sua. Io resto in piedi. Fatti i convenevoli, viene al dunque &#8220;Allora signora Anna, adesso le faccio delle domande e le spiego tutto.&#8221;\u00a0 Meno male che non ti d\u00e0 del Tu, penso.. &#8220;Guardi dottoressa, non perdiamo tempo, questo \u00e8 il foglio con le medicine che prendo sempre, anche se da tre giorni le ho sospese per sicurezza, veda se c&#8217;\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 fare reazione e poi mi dica dove devo firmare&#8221;, rispondi d&#8217;un fiato con tono perentorio, prendendo in mano le redini del colloquio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La dottoressa ti guarda perplessa, poi guarda me. &#8220;La signora deve rispondere alle MIE domande, non farle&#8221;, mi dice, &#8220;le dica che adesso mi deve ascoltare perch\u00e9 le spiego come funziona, dopo mi\u00a0 pu\u00f2 chiedere quello che vuole.&#8221; Beh, se c&#8217;\u00e8 una cosa che ti manda veramente in bestia, \u00e8 che parlino in terza persona di te, davanti a te! Ti infuri subito. &#8220;Guardi, non la faccia tanto lunga dottoressa e lasci stare mia figlia, parli con me, che io non sono mica deficiente!\u00a0Non mi deve spiegare proprio nulla del vaccino, so gi\u00e0 tutto quel che c&#8217;\u00e8 da sapere, non parlano d&#8217;altro in tv, quindi si sbrighi, senn\u00f2 me ne vado!&#8221;\u00a0 Non ha nessuna possibilit\u00e0 di spuntarla la dottoressa, comandi tu. Mi sa che ora l&#8217; ha capito anche lei. &#8220;Certo che sua mamma \u00e8 ancora bella in gamba, eh!&#8221; , mi fa, per non dire che sei una rompiscatole. E finalmente la tua bocca si apre ad un sorriso. Questo complimento ha solleticato la tua fierezza, non riesci a trattenere la soddisfazione per il riconoscimento della tua forza di carattere.\u00a0 &#8220;Figuriamoci, sono una povera vecchietta ormai..&#8221; ti sminuisci senza alcuna convinzione, mentre continui a ridacchiare &#8220;Lei \u00e8 una povera vecchietta come io sono la Fata Turchina!&#8221;, ribatte la dottoressa e ti fa firmare il foglio, contenta in fondo di liberarsi di noi e di passare oltre.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ecco, ora possiamo avviarci verso la sala dei vaccini. Ancora una sedia da scegliere, ancora una piccola attesa da fare. Intorno, sempre le facce di prima, le povere signore anziane spaurite. Una in particolare si lamenta. Dice che ha tanta paura che le possa venire la febbre. &#8220;Ma su, cosa vuole che sia&#8221;, le dici, prendendo naturalmente il tuo ruolo di leader &#8220;casomai si prender\u00e0 la tachipirina, ma poi alla nostra et\u00e0 che abbiamo pi\u00f9 da temere ! Sar\u00e0 quel che sar\u00e0&#8221; La signora ti guarda con gli occhi lacrimosi &#8220;S\u00ec, lo so, me lo dice pure mia figlia, ma io ho tanta paura&#8221;&nbsp; &#8220;invece deve essere contenta&#8221;, insisti tu, &#8220;pensi che bello, fra cinque minuti ha fatto, mentre tanta gente dovr\u00e0 aspettare chiss\u00e0 quanto! Noi siamo fortunate!&#8221; &nbsp;Stavolta fai centro. La signora si calma, fa un mezzo sorriso e sospira pi\u00f9 rilassata. Ti guarda riconoscente e ammirata, sei gi\u00e0 il suo mito. Arriva l&#8217;infermiera a prenderti, adesso devi entrare da sola, noi parenti non siamo ammessi. Vai dritta senza voltarti, senza dirmi nulla, tanto lo sai che non mi allontaner\u00f2 da qui.<br>La saletta d&#8217;aspetto sembra vuota all&#8217; improvviso. Ci sono ancora diverse persone in attesa, compresa la &#8220;lacrimosa&#8221;, ma senza di te si \u00e8 come spenta la luce. \u00c8 la metafora del mondo, come mi sembrer\u00e0 il giorno che te ne andrai. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Dopo pochi minuti eccoti gi\u00e0 di ritorno, la manica ancora alzata e la faccia soddisfatta, sembri un pugile che esce dal ring, vittorioso. &#8220;Bene, ho fatto, ce ne possiamo andare&#8221;, e fai per rimetterti il cappotto&#8221;. &#8220;Ma dove vai Anna, dove vai, statti buona qui dieci minuti, che ti dobbiamo controllare&#8221;, dice l&#8217; infermiera alle tue spalle con tono di comando, di nuovo rivolgendosi a te con il Tu. Ma sei troppo contenta adesso, per rimbrottarla con una rispostaccia. Bofonchi sommessamente un &#8220;voglioandareacasa&#8221;, ma senza livore. La stizza di prima ha lasciato il posto alla fragilit\u00e0, ora sei anche tu una vecchietta docile. La corazza l&#8217;hai tolta per fare il vaccino e ancora non l&#8217; hai rimessa. I dieci minuti volano in fretta, l&#8217; infermiera ti chiede come ti senti. &#8220;Bene bene&#8221;, le rispondi&nbsp; sicura e gi\u00e0 sei in piedi. A questo punto possiamo andare. Stavolta ti lasci&nbsp; prendere sotto braccio, un lusso che ti regala questo nuovo stato di serenit\u00e0.<br>Anche se lo sappiamo che \u00e8 provvisorio. Magari non sar\u00e0 il Covid a portarti via, ma certo la strada rimasta non \u00e8 molto lunga. L&#8217;et\u00e0 non perdona, nemmeno i tuoi acciacchi, troppi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ma non sar\u00e0 certo oggi, sei troppo elegante per morire, troppo contenta.<br>Inciampi per un attimo su un sanpietrino sconnesso, ti aggrappi al mio braccio per non cadere, io ti tengo. Ci stringiamo una all&#8217;altra. Dai, ce la faremo! Oggi il Male trover\u00e0 un altro posto dove stare, qualcun&#8217; altro da perseguitare. Intorno a noi c&#8217;\u00e8 un muro impenetrabile che ci protegge, pi\u00f9 forte della tua corazza, pi\u00f9 forte del vaccino appena fatto. Io lo sento, tu lo senti. Non so esattamente cosa sia, non ha nemmeno un nome. Se vuoi, puoi chiamarlo amore!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45665\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45665\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccola, quasi ritirata come se avessero lavato il cappotto con te dentro. 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