{"id":45631,"date":"2021-05-19T12:00:47","date_gmt":"2021-05-19T11:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45631"},"modified":"2021-05-19T12:00:49","modified_gmt":"2021-05-19T11:00:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-one-year-from-now-di-lorenzo-bazzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45631","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;One year from now&#8221; di Lorenzo Bazzoni"},"content":{"rendered":"\n<p>Usc\u00ec di casa per la prima volta in un anno, socchiudendo dolorosamente gli occhi invasi dagli ultimi raggi d\u2019 un sole morente che affogava piano piano nell\u2019orizzonte. Tutto le parve mostruosamente irreale dato che, nel suo isolamento, aveva obliato il concetto di colore. Ai suoi occhi disabituati, il mondo di fuori risultava troppo vivido, quasi che la realt\u00e0 fosse affilata e puntuta come una lama. Era trascorso un anno da quel giorno. Un anno in cui lei non era uscita di casa, un anno durante il quale aveva avuto paura persino di respirare. <\/p>\n\n\n\n<p>E, se fosse dipeso da lei, non sarebbe uscita neanche quel giorno; Ma era il suo compleanno ed in quel periodo dell\u2019anno la vecchia casa di famiglia si riempiva d\u2019 echi ossessionanti e di sussurri strascicati, che rimbalzavano malignamente da una parete all\u2019altra fino a conficcarsi nel suo cervello come uncini arroventati dai neri fal\u00f2 del Tartaro. Le sue articolazioni scricchiolavano e mandavano gemiti mentre muoveva i primi, esitanti passi in un mondo che le pareva familiare nonostante il fatto che ogni oggetto sembrasse emanare un impalpabile alone d\u2019 estraneit\u00e0. La citt\u00e0 era la stessa, immutata da quando lei era venuta al mondo; mentre cresceva e osservava gli amici ed i compagni crescere assieme a lei, la citt\u00e0 era rimasta uguale a se stessa, come un quadro che, sebbene deturpato dal tempo, conservi ancora la propria immagine intatta anche se sepolta dalla lordura. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, tuttavia, mentre camminava attraverso strade esitanti, tutto le risultava alieno, come se, attraversata la soglia di casa, fosse caduta al di la dello specchio, trovandosi quindi in un mondo rovesciato, avverso a qualunque forma di sanit\u00e0. Cos\u00ec camminava come in un sogno ad occhi aperti, eterea figura slavata appena meno consistente delle diafane teorie d\u2019 ombre maligne che le scorrevano tutt\u2019intorno come una corrente d\u2019 acqua putrida. Purtuttavia l\u2019 immobile anno pesava su di lei e sulle sue membra, sicch\u00e9 fu presto costretta dall\u2019esaurirsi delle sue esigue energie a sedersi su una panchina, situata in parco ricco di platani e abeti, ai piedi della quale si stendeva una pozza d\u2019 acqua lercia, in cui pot\u00e9 specchiarsi, per la prima volta in un anno. E si trov\u00f2 smagrita, si stup\u00ec grandemente del pallore della propria carne, delle occhiaie che s\u2019 infossavano profondamente nel suo viso, dell\u2019inconsistenza degli arti che parevano solo ossa alle quali fosse attaccato uno scarno lembo di pelle. <\/p>\n\n\n\n<p>Comprese di essere deperita ma il fatto non la sconvolse, dato che sembrava esser divenuta immune alle passioni. Fu tuttavia scossa da un fremito, d\u2019 amore o d\u2019 orrore chi pu\u00f2 dirlo, quando vide un uomo che credeva, che sperava d\u2019 aver dimenticato, avvicinarsi con il solito passo tronfio, come se l\u2019 intero creato non fosse altro che un suo possedimento ereditario. Con studiata noncuranza si sedette al fianco di lei, osservandola fisso con occhi profondi e ardenti come l\u2019 inferno. \u201c sapevo che ti avrei trovata qui, in questo giorno, seduta su questa panchina, la stessa su cui ci conoscemmo anni e anni or sono\u201d disse l\u2019 uomo con voce mesta, strozzata, sussurrante, mentre sul volto gli si dipingeva un melanconico sorriso. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei rispose, lo sguardo appeso ai platani spogliati dall\u2019inverno:\u201d tu! Non dovresti essere qui! Non dovresti, dopo quello che t\u2019 ho inflitto un anno fa, essere in grado di muoverti come se nulla fosse! Perch\u00e9? Perch\u00e9 sei qui? Perch\u00e9 hai lasciato il tuo freddo sepolcro? Per divertirti a tormentarmi? Per vendicarti? Cosa vuoi da me? Non hai forse fatto abbastanza costringendomi a lasciare la mia gretta prigione? Smettila di ghignare come un ebete e rispondimi, dannato spettro nato appena un anno fa!\u201d E mentre queste parole si lanciavo fuori dalle sue cianotiche labbra come pallottole ed il suo viso era distorto e contratto dalla furia, il suo animo era in realt\u00e0 calmo e freddo come un lago congelato. Il sorriso di lui svan\u00ec e il suo sguardo si fece tetro, affisso su orizzonti inconoscibili: \u201dsai cosa voglio, lo sai perfettamente. Non voglio niente che tu stessa non desideri. E se sei uscita di casa in questo giorno carico di presagi \u00e8 perch\u00e9 infine hai deciso di fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed io non sono qui n\u00e9 per fermarti n\u00e9 per esortarti. Sono qui solo per osservare.\u201d Detto questo svan\u00ec, come non fossa mai esistito, lasciandola sola e con il capo chino, le palme premute sugli occhi e le dita sprofondate nei capelli corvini che, nonostante la sua giovane et\u00e0, gi\u00e0 erano striati di pallido avorio. I pensieri che avevano vorticato impazziti nel suo cranio come un blizzard mostruoso, si schiarirono d\u2019 un tratto, portando la risolutezza nelle di lei stanche membra. <\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2 e diresse i suoi passi meccanicamente, inconsapevolmente, verso un luogo che conosceva ma che non comprese finch\u00e9 non vi fu giunta. Si trattava di un grande ed antico ponte che si stagliava a svariati metri d\u2019 altezza sul rivo torbidamente profondo e freddo che attraversava la citt\u00e0 per tutta la sua lunghezza e che da tempo immemore la tagliava in due quasi perfette met\u00e0. Fu solo quando si fu fermata che pot\u00e9 notare l\u2019 uomo della panchina, l\u2019 amante scomparso, posizionarsi alle sue spalle, dopo che, di nero vestito e confuso tra la folla, l\u2019 aveva seguita per tutto il tragitto, il volto distorto in un ghigno da teschio cos\u00ec malvagio da far tremare la stessa luce. I loro occhi si incrociarono come non accadeva da un anno e lui annuii impercettibilmente. Allora lei balz\u00f2 sulla murata del ponte e nell\u2019arco d\u2019 un insignificante istante s\u2019 era gi\u00e0 scaraventata di sotto. <\/p>\n\n\n\n<p>E mentre le acque crudeli l\u2019 avvolgevano trascinandola verso noumenici abissi, un sorriso le affior\u00f2 sul viso, per la prima volta in un anno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45631\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45631\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usc\u00ec di casa per la prima volta in un anno, socchiudendo dolorosamente gli occhi invasi dagli ultimi raggi d\u2019 un sole morente che affogava piano piano nell\u2019orizzonte. 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