{"id":45617,"date":"2021-05-17T19:43:21","date_gmt":"2021-05-17T18:43:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45617"},"modified":"2021-05-17T19:43:22","modified_gmt":"2021-05-17T18:43:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-questioni-di-igiene-di-giovanni-marco-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45617","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 \u201cQuestioni di igiene\u201d di Giovanni Marco Maggio"},"content":{"rendered":"\n<p>Sapeva chi lo stava chiamando, il suo era l\u2019unico numero salvato in rubrica con uno stupido nomignolo e non con nome e cognome come tutti gli altri, ma decise comunque di rispondere al telefono dicendo pronto, chi \u00e8 che rompe a quest\u2019ora. Lei gli disse ciao, che fai, sei a casa. Hai chiamato sul fisso, fece lui, dove potrei essere. Lei rise e gli rispose idiota, tu non ce l\u2019hai nemmeno un telefono fisso. Lui le disse hai ragione, scusa, che succede e lei rispose un casino con la lavatrice, perde acqua da tutte le parti e si \u00e8 allagato il bagno. Mi dispiace ma com\u2019\u00e8 successo. Guarda, non ne ho idea, non \u00e8 che puoi passare a vedere. Sto andando adesso a fare la spesa ma posso passare appena ho finito, rispose. Fammi questo favore se puoi, vieni un attimo adesso; se neanche tu riesci a capire di che si tratta allora chiamer\u00f2 un idraulico e gli regaler\u00f2 i soliti cento euro per la chiamata, se tutto va bene. La freccia dei sensi di colpa \u2013 lui conosceva molto bene la sensazione e lei sapeva dove colpire \u2013 si infil\u00f2 tra l\u2019ottava e la nona costola. Sblocc\u00f2 il cellulare per vedere l\u2019ora: va bene, disse, tra dieci minuti sono l\u00ec e vediamo di che si tratta. Parlo come se ne capissi qualcosa, pens\u00f2.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec di casa e sal\u00ec sul primo bus fetido e senza aria condizionata che gli pass\u00f2 davanti. In fondo, stravaccato sui sedili dell\u2019ultima fila, un barbone ubriaco si godeva il suo abituale tour panoramico della citt\u00e0. Davanti, il conducente parlava al telefono e lui sbirci\u00f2 tra i sedili vuoti per vedere se avesse avuto almeno la coscienza di indossare gli auricolari. La citt\u00e0 era deserta e lui si sentiva l\u2019ultimo stronzo a non essere ancora andato in ferie ma il pericolo era sempre dietro l\u2019angolo e le norme stradali vanno rispettate anche a fine luglio. Scese alla fermata e si stup\u00ec di trovare il portoncino aperto. Chiam\u00f2 l\u2019ascensore perch\u00e9 di affrontare a piedi sei piani di scale con quel caldo, neanche a parlarne. Vide la propria immagine riflessa sullo specchio sbeccato e si pass\u00f2 una mano tra i capelli sudati.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli diede il benvenuto scalza e in pantaloncini. Grazie per essere venuto, gli disse, ti conviene toglierti le scarpe prima di entrare perch\u00e9 di l\u00e0 \u00e8 tutto sottosopra. Lui la baci\u00f2 sulla guancia, fece una battuta sul suo aspetto e si avvi\u00f2 verso il fondo del corridoio. Lei aveva spento la lavatrice ma il bagno era ormai uno stagno. Per terra c\u2019erano alcuni strofinacci che aveva usato per tamponare l\u2019emorragia, all\u2019angolo il secchio rosso dello straccio pieno di acqua sporca. Per prima cosa lui lo svuot\u00f2 nel gabinetto, tir\u00f2 la catenella dello sciacquone e le chiese di aiutarlo ad asciugare per terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Senti ma che vuoi fare pi\u00f9 tardi, chiese lui. Non so, pensavo che potremmo andare a bere qualcosa fuori, ti andrebbe, rispose lei. S\u00ec, mi andrebbe, se finiamo per tempo qui. Guard\u00f2 tra i tubi per controllare che non fosse saltato qualcosa e gli sembr\u00f2 tutto a posto. Apr\u00ec la vaschetta del detersivo e controll\u00f2 che non ci fossero calcare o granuli di ammorbidente. Non era un esperto come voleva farle credere ma gli sembr\u00f2 di fare una cosa logica che gli avrebbe permesso di fare la sua porca figura. Nemmeno l\u00ec trov\u00f2 niente di rilevante. Lei lo osservava attenta, ferma sulla porta con le mani sui fianchi. Proviamo a riaccenderla, le propose, e vediamo da dove perde, com\u2019\u00e8 che si fa. Sfumava cos\u00ec la professionalit\u00e0 mostrata fino a quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Scelsero il lavaggio rapido e, dopo pochi secondi dall\u2019avvio, la lavatrice ricominci\u00f2 a zampillare. Prima lentamente, poi la perdita si fece pi\u00f9 consistente. Lei gli disse di spegnere, spegnere, fai veloce. Ecco, disse lui, ora capisco: qualcosa \u00e8 rimasto incastrato nell\u2019obl\u00f2, \u00e8 tipo un laccio nero ma non so cosa sia di preciso. Svelato l\u2019arcano, esult\u00f2 lei, pensavo fosse pi\u00f9 grave, menomale allora. Presero una tinozza di plastica e la posizionarono sotto l\u2019obl\u00f2 e aprirono la lavatrice che rivers\u00f2 quasi tutta l\u2019acqua fuori. La tinozza riusc\u00ec a raccoglierne solo una minima parte e il resto fin\u00ec sul pavimento e i due, di nuovo, furono costretti a pulire.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo cos\u2019era che bloccava tutto, questo maledetto, disse lei. Infil\u00f2 la mano tra i vestiti e tir\u00f2 fuori un indumento nero che le si srotol\u00f2 in mano, ancora zuppo e gocciolante. Lui inclin\u00f2 la testa per capire di cosa si trattava. \u00c8 una gonna, chiese. Non mi pare, fece lei. Lui guard\u00f2 meglio e si accorse che era una camicia da notte corta e trasparente che finiva in una <em>culotte<\/em> di pizzo. E questa cos\u2019\u00e8, le chiese. Lei vide quello che aveva in mano, non aveva ancora capito, guard\u00f2 lui e per un istante rimase spiazzata. Sorpresa per te, disse pochi secondi dopo sollevando le spalle. Bella, disse lui, la puoi mettere questa sera per uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi fecero finta di niente. Lui non diede peso al fatto e and\u00f2 verso l\u2019ingresso, indoss\u00f2 le scarpe e le disse allora ci vediamo pi\u00f9 tardi, vado a fare la spesa e ti richiamo per metterci d\u2019accordo. Va bene, disse lei, grazie mille per l\u2019aiuto, lo baci\u00f2 sulle labbra. Lui ricambi\u00f2 il bacio ma si sent\u00ec frenare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec dall\u2019appartamento che lei aveva preso in affitto prima di conoscerlo, scese la prima rampa di scale e si blocc\u00f2 sul pianerottolo del quinto piano. La camicia da notte. Pensandoci bene, lui non l\u2019aveva mai vista con qualcosa del genere addosso. Era possibile che, dopo tre anni di relazione, lei avesse voluto sorprenderlo. Al solo pensiero, percep\u00ec una vampata di desiderio farsi spazio tra le sue gambe. No, non era possibile, pens\u00f2, c\u2019era sicuramente qualcosa che lei gli stava nascondendo. E poi, mai risolta, gravitava attorno a loro la faccenda di quella notte in metro, che lei non aveva mai chiarito a fondo e di cui lui non aveva pi\u00f9 osato chiedere. Il dubbio inizi\u00f2 a serpeggiare dentro di lui e annull\u00f2 ogni impulso erotico. Lui prese a schiaffi l\u2019immagine del vagone vuoto, delle cinque di mattina di una notte di inizio giugno e di un messaggio senza replica e riflett\u00e9 sul fatto che non c\u2019erano neanche anniversari o eventi particolari da festeggiare, almeno non che lui ricordasse e lui, questo gli era riconosciuto da tutti, non dimenticava mai niente. Temporeggi\u00f2 ancora per qualche secondo, con gli avambracci poggiati sul corrimano in legno e un\u2019espressione riflessiva stampata in faccia. Fu a quel punto che si decise a chiederle spiegazioni. Risal\u00ec le scale, si sistem\u00f2 la maglietta, calibr\u00f2 il respiro. Sper\u00f2 di ritrovarsela davanti con la camicia da notte addosso ma non fu cos\u00ec, non poteva essere cos\u00ec. <em>Drindrin<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei rispose al campanello. Chi \u00e8, chiese, e lui non disse nulla, ch\u00e9 stava ancora riprendendo fiato. Apr\u00ec la porta e se lo ritrov\u00f2 davanti. Che ci fai di nuovo qui, gli chiese. Vorrei sapere come mai hai comprato quel vestitino, esord\u00ec lui. Ma cosa fai l\u00ec sulla porta come uno scemo, entra, disse lei. No, grazie, mi basta solo sapere per chi hai comprato quella camicia da notte, dopodich\u00e9 posso pure andarmene. Per te naturalmente, rispose lei, per chi altro. A me invece non sembra cos\u00ec naturale come dici tu, sento che non me la racconti giusta, ribatt\u00e9 lui. Scusa, fece lei, per caso c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, perch\u00e9 a me sembra cos\u00ec. S\u00ec, quello che non va \u00e8 che mi piacerebbe sapere con chi stai scopando, chi \u00e8 questo. Chi deve essere, rispose lei, non \u00e8 nessuno, stai delirando. Non hai mai fatto nulla di tutto ci\u00f2 per me fino ad ora quindi deve per forza essere per qualcun altro. Senti, disse lei: l\u2019ho visto in vetrina, ti ho pensato e, siccome l\u2019avevo appena comprato, ho deciso di lavarlo prima di indossarlo, semplici questioni di igiene, ora sei contento. Potevi mandarmi una foto se ci tenevi tanto. Volevo che fosse una sorpresa, disse lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fece la sua solita faccia perplessa. Si appoggi\u00f2 allo stipite della porta d\u2019ingresso e si gratt\u00f2 il naso. Mise le mani in tasca alla ricerca di una replica ma lei lo incalz\u00f2 prima che lui potesse trovarne una a tono: se la pensi cos\u00ec, forse \u00e8 davvero il caso che io lo faccia, che io mi scopi uno con questa camicia nera addosso e magari ti mandi pure un video per farti vedere che avevi ragione, perch\u00e9 tu hai sempre ragione. Non attaccarmi per difenderti, fece lui, non fai ridere, mi basta una risposta onesta. Te l\u2019ho gi\u00e0 data, url\u00f2 lei, basta, non vale la pena continuare a discuterne, sei ridicolo, come al solito. Gli sbatt\u00e9 la porta in faccia e ritorn\u00f2 dentro. Interruppe ancora il ciclo della lavatrice, prese il sacchetto della spazzatura dalla cucina e ci butt\u00f2 dentro la camicia da notte. Si sedette sulla tavoletta del wc a gambe larghe. Punt\u00f2 lo sguardo sulle dita dei piedi raggrinzite e vide che le era saltato lo smalto trasparente dall\u2019alluce sinistro. Sbuff\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fu tentato di bussare ancora ma alla fine usc\u00ec dal palazzo e si avvi\u00f2 verso il supermercato. Due bambini in bicicletta gli passarono accanto. Uno sorpass\u00f2 l\u2019altro e lo colp\u00ec sulla testa con uno scappellotto: corri, ciccione, prova a raggiungermi. Il bambino grasso si alz\u00f2 sui pedali e cerc\u00f2 di dare il meglio di s\u00e9. Anche lui affrett\u00f2 il passo. I due bambini svoltarono su una strada secondaria e non si videro pi\u00f9.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rientr\u00f2 a casa con due sacchetti della spesa e sistem\u00f2 la verdura in frigo e le conserve nella dispensa. Si spogli\u00f2 e si infil\u00f2 sotto il getto d\u2019acqua fredda della doccia e si guard\u00f2 i piedi. Lo shampoo, ecco cosa ho dimenticato di comprare, pens\u00f2 mentre si insaponava la testa con il bagnoschiuma.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45617\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45617\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sapeva chi lo stava chiamando, il suo era l\u2019unico numero salvato in rubrica con uno stupido nomignolo e non con nome e cognome come tutti gli altri, ma decise comunque di rispondere al telefono dicendo pronto, chi \u00e8 che rompe a quest\u2019ora. 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