{"id":45576,"date":"2021-05-14T11:22:08","date_gmt":"2021-05-14T10:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45576"},"modified":"2021-05-15T19:08:36","modified_gmt":"2021-05-15T18:08:36","slug":"premio-racconti-per-corti-2021-spleen-di-nicola-giannini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45576","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2021 &#8220;Spleen&#8221; di Nicola Giannini"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217; \u201cOsteria del Pellegrino&#8221; cos\u00ec era chiamata, era un locale piuttosto angusto. All&#8217;interno sulla sommit\u00e0 delle pareti spiccavano teste di cervi imbalsamati, le quali corna erano un terreno ideale per le vistose ragnatele che regnavano tra un busto ed un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La locanda non era molto frequentata ed il signor Melchiorre, ormai ottantenne e la moglie Rosalinda, erano i gestori di quell&#8217;esercizio che era ormai diventato per loro un&#8217;ancora alla vita soprattutto da quando furono costretti a salutare per l&#8217;ultima volta il loro unico figlio, morto a soli quindici anni a causa di una incurabile malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Geremia entr\u00f2, il locale era pressoch\u00e9 deserto, solo un vecchio seduto accanto alla finestra in fondo all&#8217;ampio salone, versava da una bottiglia le ultime gocce di brandy rimaste, in un piccolo bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Geremia si diresse con passi pesanti verso il bancone ed esord\u00ec: &#8211; &#8220;Vorrei mangiare, qualcosa, sono stanco&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Melchiorre, disse a Rosalinda di preparare un tavolo, ed intanto interloqu\u00ec in toni cordiali con la strana e inedita figura, mentre lo accompagnava alla panca: &#8211; &#8220;Benvenuto nella nostra locanda. Come vede non \u00e8 molto affollata e potremmo subito rifocillarla. Ecco si accomodi pure.&#8221; Geremia appoggi\u00f2 lo zaino sul pavimento si pos\u00f2 sulla sedia, e dopo due colpi di tosse, si stropicci\u00f2 gli occhi, e disse: &#8211; &#8220;Vorrei bere acqua, mangiare pasta bianca.. o con sugo rosso e verdura.&#8221; Rosalinda annu\u00ec, e decifr\u00f2 le espressioni bizzarre dell&#8217;anziano cliente segnando tutto lentamente, poi si diresse in cucina. Per Geremia i colori erano importanti nello scegliere il cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>Marino, l&#8217;ubriacone, non era quel che comunemente si dice, una brava persona. Da anni consumava  alcoolici nella locanda solo talvolta sborsando un quattrino, approfittando della benevolenza di quei due diligenti vecchietti, ed era di temperamento rude; a risentirne in passato furono soprattutto la moglie e la figlia, che ormai non vedeva da molti anni, da quando nel corso di una notte fuggirono dalla sua abitazione. Da quel giorno la condotta di vita di Marino peggior\u00f2 ulteriormente e passava sovente intere giornate in quell&#8217;osteria ad affogare i ricordi a suon di cognac e brandy. Quel giorno era andato in osteria molto presto e probabilmente era gi\u00e0 alticcio prima di entrare nel locale. In quei frangenti, quando era completamente ubriaco, erano guai per chi ci avesse avuto a che fare e a scontarne le conseguenze erano soprattutto i due esercenti che a suon di minacce erano costretti a versare liquori.<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;Rosalinda portami un cognac e offrine una anche al signore&#8221;- esclam\u00f2 Marino con voce rauca dirigendosi verso il nuovo arrivato. Geremia, guardava con aria sospettosa quella figura che si stava avvicinando, ma rimaneva impassibile.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &#8220;Allora cosa ci fa da queste parti?  Non la vedo in buone condizioni eh eh eh. .. ma che vuole in questo mondo solo le donne sono sempre in buone condizioni, non trova?&#8221;- e lasci\u00f2 partire uno sputo sul pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;Marino smetta subito di importunare il signore e si rimetta al suo tavolo!&#8221;- intervenne Melchiorre. Gi\u00e0 altre volte era capitato che dovesse intervenire per sedare il suo abituale cliente, ma questi lo ignorava o peggio se la prendeva con Melchiorre stesso. Mai comunque Marino aveva alzato le mani sui due buoni negozianti e anche loro sapevano che mai l&#8217;avrebbe fatto con loro. Ma quello era uno di quei giorni, che aveva bevuto cos\u00ec tanto che non era per niente padrone di s\u00e9, e in quei momenti era comunque sempre imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &#8220;Sa forestiero, le donne mi hanno rovinato. A cominciare da quella vacca di mia madre che mi ha messo al mondo, in questo schifo di mondo, in cui tutto \u00e8 vomito.. anche lei forestiero puzza tanto, ma che vuole, tutti siamo marci tutti siamo destinati a marcire, la vita \u00e8 un lenta decomposizione, pi\u00f9 passano le generazioni pi\u00f9 il fetore aumenta!&#8221;-.. e torn\u00f2 al suo tavolo senza che Geremia, avesse cambiato espressione. Poi con un labile sussurro: &#8220;La vita non \u00e8 facile&#8221; osserv\u00f2 Geremia rivolgendosi a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;No, non \u00e8 facile. Io per esempio non ho mai saputo vivere, perch\u00e9 sento che la vita non mi appartiene. Io non sono nato per la vita, non sono nato per la sofferenza altrui a mio vantaggio, ma sono nato per il mio alcool di merda, ecco per cosa sono nato!&#8221;- Geremia continuava a rimanere impassibile e ascoltava il vecchio che intanto si era alzato e davanti a lui: &#8211; &#8220;Vedi vecchio, per vivere tu hai bisogno prima di tutto di mangiare. Ma ti nutri di animali, di piante tutti viventi e anche tu lo sei: solo il diritto del pi\u00f9 forte ti giustifica la vita, ed io la vita la rifiuto per questo e amo tutto ci\u00f2 che fa schifo. Perch\u00e9 tanta sofferenza? Perch\u00e9 la vita \u00e8 questo? Io ho smesso di vivere da tempo, ma non \u00e8 questa la strada: io vorrei non essere nato.&#8221; Detto ci\u00f2 rimase in silenzio. E Geremia si mise a piangere dentro di s\u00e8. Infondo era vero ci\u00f2 che il vecchio barbone diceva, e anche lui non avrebbe voluto essere nato, ma la tristezza delle sue parole lo allontanarono da se stesso e dalla volont\u00e0 di uno sguardo di comprensione verso quel suo simile.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosalinda arriv\u00f2 nella sala con un piatto elegante e finemente decorato riempito di pasta fino al bordo, e colorata in maniera omogenea con una salsa di pomodoro. &#8220;Ecco a lei, spero sia di suo gradimento&#8221;- disse mentre porgeva il piatto a Geremia il quale, alz\u00f2 ali occhi verso la vecchia e annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;Ehi donna portami il mio dannato cognac che ti avevo chiesto e anche al nostro nuovo amico!&#8221;.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u201cMarino deve smetterla di bere o si roviner\u00e0 definitivamente&#8221;- tuon\u00f2 un giovanotto entrando nella locanda e e dirigendosi verso il banco per cambiare dei soldi. Giovanni era un uomo sulla trentina ma conservava la grinta e l&#8217;aspetto di un ventenne.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &#8220;Cow boy occupati delle tue stronzate e delle tue donnette e non badare a me&#8230; la vita insegner\u00e0 presto a chinare il capo anche a te che sorridi, \u00e8 solo questione di tempo.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;Oggi \u00e8 proprio ridotto male &#8211; sussurr\u00f2 il giovane a Melchiorre mentre gli cambiava una banconota in monete. &#8211; &#8220;Si stamattina era gi\u00e0 completamente sbronzo, qua non ha bevuto molto.&#8221; Melchiorre mostrava l&#8217;orgoglio di sentirsi ancora attivo. L&#8217;orgoglio era l&#8217;oppio che lo nutriva, dalla morte del figlio, ma di fatto esibiva quotidianamente la sua incapacit\u00e0 a farsi rispettare, e sempre per orgoglio mai chiedeva aiuto nel difendersi. Per dimostrare quello che lui non era, sacrificava la sostanza sull&#8217;altare della forma: ma era solo un&#8217;illusione disperata che aveva efficacia esclusivamente su se stesso perch\u00e9 tutti sapevano di che pasta era fatto, e tutti sapevano che specialmente negli ultimi anni non faceva che peggiorare questo lato di se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &#8220;Grazie Melchiorre, allora ci vediamo. Salutami anche Rosalinda, oggi non posso  fermarmi di pi\u00f9 vado di fretta, devo sistemare ben sei cavalli.&#8221;Con queste parole Giovanni usc\u00ec dall&#8217;osteria.<\/p>\n\n\n\n<p>Geremia dopo aver terminato il pasto, rimase al tavolo in silenzio. Egli aveva pochi soldi con s\u00e9, ma gli sarebbero bastati per ben altri dieci pranzi come quello ma il suo sguardo e la sua espressione verbale di quel momento equivocamente potevano essere interpretati come quelli di una persona che non poteva permettersi di pagare; Rosalinda cos\u00ec interpret\u00f2, e si allontan\u00f2 dirigendosi affranta in cucina: quella volta decise che sarebbe stata l\u2019ultima e svuot\u00f2 dentro s\u00e8 tre barattoli di barbiturici. Nel contempo Geremia decise di alzarsi e si diresse verso il bancone e chiedendo il conto a Melchiorre e lo pag\u00f2, salutando il buon bottegaio con il cenno della mano sinistra, proprio mentre Marino si stava ridestando dopo essersi addormentato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45576\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45576\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217; \u201cOsteria del Pellegrino&#8221; cos\u00ec era chiamata, era un locale piuttosto angusto. 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