{"id":45575,"date":"2021-05-14T15:52:04","date_gmt":"2021-05-14T14:52:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45575"},"modified":"2021-05-14T15:52:05","modified_gmt":"2021-05-14T14:52:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-perche-ti-preoccupi-di-teresa-principato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45575","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 \u201cPerch\u00e9 ti preoccupi?\u201d di Teresa Principato"},"content":{"rendered":"\n<p>Anna si preoccupava per ogni cosa, dalla scadenza delle bottiglie di latte in dispensa fino ai conflitti in Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sempre qualcosa per cui darsi pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>A casa: le bollette da pagare, il pane da comprare, il piumone da portare in lavanderia. E in ufficio: lo stagista da formare, il progetto da chiudere, il report da preparare. E poi: la dieta da seguire, la palestra da frequentare, e le malattie \u2013 per l\u2019amor del Cielo, non dimentichiamo le malattie da scongiurare! Perch\u00e9 Anna soffriva anche di una lieve forma di ipocondria \u2013 d\u2019altra parte, essendo una persona che si preoccupava per tutto, non poteva di certo non preoccuparsi per la salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Perfino gli amici, pur facendo parte \u2013 sulla carta \u2013 dell\u2019universo del relax, le davano pensiero, perch\u00e9 doveva organizzare aperitivi, cene e dopocena in modo tale che chi mal si sopportava non si trovasse nello stesso posto nello stesso momento, e allo stesso tempo doveva pianificare una rigorosa turnazione a cadenze pi\u00f9 o meno regolari in modo che, non potendo metterli tutti insieme, nessuno si sentisse trascurato o messo in secondo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Intendiamoci, Anna non era sola. Accanto a lei c\u2019erano Federico, suo marito, e il piccolo Andrea, il loro bambino. Certo, quel che riguardava il suo lavoro erano solo cose sue, ma nelle cose di casa Federico non era uno di quelli che \u201caiutavano\u201d la moglie, che davano per scontato che le incombenze fossero tutte di competenza della donna e che si sentivano degli eroi quando mettevano i piatti sporchi in lavastoviglie: Federico partecipava attivamente alla gestione della casa e di Andrea, e anzi c\u2019erano cose di cui si occupava esclusivamente lui da anni \u2013 come la pulizia dei pavimenti, per cui Anna non era certa di sapere con precisione neppure il colore del mocio in uso in quel momento. Andrea poi era un amore: molto educato, molto ordinato e molto intelligente per i suoi sette anni \u2013 un piccolo ometto che riempiva di orgoglio mamma e pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicevamo: Anna non era sola. Semplicemente, su questo aspetto viveva in un mondo tutto suo, dove nessuno poteva raggiungerla perch\u00e9 nessuno poteva <em>davvero<\/em> capirla. Era un mondo nel quale lei saltellava incessantemente da una questione all\u2019altra finch\u00e9 qualcuno non le risolveva (lei, Federico o perfino Andrea) oppure non si auto-risolvevano. E a quel punto \u2013 ad esempio quando il pane era stato comprato, il progetto chiuso e l\u2019aperitivo consumato \u2013 venivano subito rimpiazzate da nuove faccende da sbrigare, risolvere, portare a termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna non conosceva il significato dell\u2019espressione \u201csvuotare la mente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le piaceva avere tutto sotto controllo. E non solo quello che riguardava strettamente la sua persona: si sentiva in dovere di farlo anche per le persone a cui teneva \u2013 e non erano poche, essendo lei una persona molto buona, empatica e disponibile verso il prossimo. Federico aveva provato pi\u00f9 volte a farle capire che non solo non era necessario affannarsi a quel modo, ma che poteva anche essere dannoso per la sua salute mentale. Ma Anna non conosceva altro modo di vivere, per cui Federico non aveva potuto far altro che accettare le cose per come erano e provare quantomeno, da parte sua, a darle meno preoccupazioni possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un po\u2019 di tempo, per\u00f2, Anna si sentiva un po\u2019 strana. Era stato un anno difficile \u2013 la pandemia, la cassa integrazione, la malattia di uno zio a cui era affezionata e tante altre piccole cose tra cui Andrea sempre a casa \u2013 ma in realt\u00e0 il numero di faccende di cui preoccuparsi era diminuito molto. La \u201cvita a met\u00e0\u201d derivante alle misure imposte dalle istituzioni a causa dell\u2019emergenza sanitaria aveva inevitabilmente ridotto le necessit\u00e0, le incombenze e le situazioni di cui era solita darsi pensiero. Eppure lei si sentiva pi\u00f9 inquieta che mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno era stata tutto il tempo a casa: non c\u2019era stata alcuna necessit\u00e0 o esigenza per cui preoccuparsi di uscire. Federico era ancora al lavoro \u2013 le farmacie non avevano mai chiuso le serrande \u2013 e Anna aveva appena concluso la sua giornata di smart working (che poi non c\u2019era nulla di <em>smart<\/em> in quel che faceva, dato che era costretta a stare davanti al pc esattamente come faceva in ufficio dalle 9 alle 18: forse sarebbe stato pi\u00f9 corretto chiamarlo <em>telelavoro<\/em>, ma si sa che l\u2019inglese rende tutto pi\u00f9 <em>professional<\/em>). Andrea stava disegnando qualcosa, seduto al tavolo della cucina accanto a lei. Si stava facendo sera: a quel punto bisognava preoccuparsi solo della cena. Anzi, neppure di quella, tanto era gi\u00e0 perfettamente pianificata: spaghetti al sugo con polpette \u201cdi Lilli e il Vagabondo\u201d, come diceva Andrea, che adorava tanto il piatto quanto il film.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna si era alzata dalla sedia e aveva iniziato a riordinare i fogli del lavoro sparsi sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndrea, amore\u201d aveva detto, \u201ctra poco \u00e8 ora di cena. Dobbiamo preoccuparci di sistemare tutto e di preparare da mangiare prima che torni pap\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino aveva continuato a colorare come se non l\u2019avesse sentita. Anna non aveva insistito, anche perch\u00e9 era gi\u00e0 andata nello studio a mettere a posto il portatile e i documenti, era tornata in cucina e aveva iniziato a svuotare la lavastoviglie. Sistemata quella faccenda, si era accorta che c\u2019erano delle ditate sullo sportello lucido del forno a microonde, cos\u00ec aveva preso la spugna e le aveva rimosse. Poi si era ricordata che il giorno prima aveva detto a Federico di pagare la bolletta del gas, ma non aveva verificato se la cosa fosse stata effettivamente fatta o meno, cos\u00ec aveva preso il suo smartphone per controllare sull\u2019app del gestore se la questione fosse stata effettivamente risolta o no. Nel farlo aveva visto che la sua amica Giulia le aveva mandato un messaggio su WhatsApp, chiedendole se lei e Federico, visto l\u2019allentamento delle restrizioni, erano disponibili per andare a mangiare una pizza con lei e il suo compagno, rigorosamente all\u2019aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi siamo, si ricomincia! Certo che se organizziamo con Giulia e Roberto per questo weekend, magari per sabato, poi dovremmo sentire Michela e Luca, e Fabio e Davide, per non far torto a nessuno. Magari per la settimana dopo, Michela al venerd\u00ec e Fabio al sabato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna aveva iniziato a ragionare ad alta voce. Lo faceva spesso, a casa, per far s\u00ec che chi era nei dintorni \u2013 Federico principalmente, ma anche Andrea per le faccende che lo potevano riguardare \u2013 potesse sentire, intervenire e nel caso muovere obiezioni: si preoccupava del fatto che nessuno avesse di che lamentarsi, poi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi saranno sicuramente dei locali che non rispettano correttamente le norme di sicurezza. Dove posso verificare? Forse dovrei fare un giro per vedere se quei due o tre che ci piacevano di pi\u00f9 sono davvero a posto. O magari qualcuno ha lasciato qualche recensione su internet! Devo ricordarmi di controllare. S\u00ec, prima metto su il sugo e poi controllo, direi. Oh, ma la bolletta alla fine non \u00e8 stata pagata! Che testa, Federico! Devo sempre ricordargli tutto io. Per fortuna scade tra due settimane, per\u00f2 se lo facciamo subito non corriamo il rischio di dimenticarcene. O meglio: Federico se ne dimenticherebbe! E se non gestissi con attenzione i nostri appuntamenti, rischieremmo di perdere tutti gli amici! E se non controllassi i ristoranti, rischieremmo pure di ammalarci. Ah, meno male che ci sono io che mi preoccupo!\u201d aveva concluso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la voce infantile del piccolo Andrea.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna si era voltata a fissarlo, in silenzio. Che domanda era, \u201c<em>perch\u00e9<\/em>\u201d? A cosa si riferiva? Si era forse persa qualcosa? Forse le aveva gi\u00e0 posto una domanda che lei, presa dai suoi pensieri ad alta voce, non aveva sentito?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 ti preoccupi?\u201d aveva precisato il bambino, che nel frattempo si era alzato dalla sedia e l\u2019aveva raggiunta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna aveva sbattuto le palpebre un paio di volte, senza smettere di fissarlo. La stava forse prendendo in giro? Era possibile che un bambino di sette anni stesse provando a prendersi gioco di lei, donna adulta e responsabile?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, perch\u00e9 qualcuno dovr\u00e0 pur farlo\u201d aveva risposto lei, con tono stupito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE perch\u00e9 tu?\u201d aveva chiesto ancora Andrea, continuando a guardarla dal basso verso l\u2019alto, con il piccolo indice della mano destra poggiato sul labbro inferiore. La domanda non era posta con tono accusatorio, n\u00e9 canzonatorio. Era semplice, genuina curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E quella genuina curiosit\u00e0 la stava spiazzando.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna non riusciva a ricordare quando aveva iniziato a preoccuparsi di tutto. Era sempre stato automatico, per lei, non solo farsi carico dei problemi di cui veniva a conoscenza, ma anche cercare di prevedere l\u2019imprevedibile e studiare modi per porvi rimedio. Non ricordando il \u201cquando\u201d, le diventava difficile anche trovare il \u201cperch\u00e9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E d\u2019altra parte nessuno, prima di Andrea, le aveva mai posto questa domanda in maniera diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, indubbiamente preoccuparsi continuamente di tutto le costava una gran quantit\u00e0 di energia. Mentale, pi\u00f9 che fisica. E ora questo bambino curioso, con la banale domanda dei bambini \u2013 <em>Perch\u00e9?<\/em> \u2013, l\u2019aveva messa di fronte al fatto che una risposta pronta e convincente non l\u2019aveva.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si preoccupava per tante cose?<br>Dove sperava di arrivare, preoccupandosi tanto?<br>Cosa sperava di ottenere?<br>Non lo sapeva.<br>Non lo sapeva dire con certezza.<br>Non ci aveva mai pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo queste rapide riflessioni, Anna aveva sorriso dolcemente al piccolo Andrea. La sua domanda era semplice, ma la risposta non lo era affatto.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec ora aveva una nuova questione di cui preoccuparsi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45575\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45575\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna si preoccupava per ogni cosa, dalla scadenza delle bottiglie di latte in dispensa fino ai conflitti in Medio Oriente. 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