{"id":45556,"date":"2021-05-13T11:01:05","date_gmt":"2021-05-13T10:01:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45556"},"modified":"2021-05-13T11:01:06","modified_gmt":"2021-05-13T10:01:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-quando-canta-il-cigno-di-emilia-giorgetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45556","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Quando canta il cigno&#8221; di Emilia Giorgetti"},"content":{"rendered":"\n<p>Pochi giorni fa\u2026 o era ieri? Beh, non ricordo ma \u00e8 irrilevante\u2026Dunque s\u00ec, dicevo che durante il pranzo il maggiore dei miei figli, quello con cui vivo &#8211; il pi\u00f9 scapestrato, indocile e trasgressivo tra i fratelli \u00e8 vero, ma alla lunga quel ragazzaccio si \u00e8 manifestato come il pi\u00f9 amoroso nei miei confronti- si \u00e8 prodotto in una delle lunghe, articolate, minuziose disquisizioni con le quali ha sempre catturato e imbambolato tutti noi fin da quando era bambino. Questa volta argomentava sulla valenza simbolica del cigno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cUn animale che nuota nell\u2019acqua, si posa sulla terra, vola nell\u2019aria, non ti sembra rappresentare un legame misterioso fra gli elementi?\u201d ha concluso infervorato puntando gli occhi sulla moglie; e son certa, potrei perfino scommetterci, che lei, da quella donna intelligente e intrigante che \u00e8, abbia ribattuto con una riflessione stuzzicante\u2026ma di tale risposta non ho memoria, evaporata in un baleno per me che, come spesso mi accade, ero volata &#8211; o precipitata? &#8211; nei miei spazi e delle loro parole conservavo soltanto il bagliore delle piume del cigno. Candide\u2026 trasvolate per incanto su un palco, ormai rilucenti tut\u00f9 di ballerine eleganti e flessuose nel loro danzare. Questo percepivano i miei occhi, nelle orecchie solo echi di flauti e clarinetti. Poi forse mi sono appisolata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 oggi mi \u00e8 tornato a frullare nella mente, il cigno. Non pi\u00f9 il balletto, no, bens\u00ec l\u2019antica credenza secondo la quale il cigno selvatico, poco prima di morire, avrebbe un canto armonioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Intrigante, mi son detta.<\/p>\n\n\n\n<p>E immediato sopraggiunge il desiderio di poter cantare anch\u2019io come lui, il cigno- ora che il futuro \u00e8 una tavola cosparsa di briciole; non mi appartiene pi\u00f9, no, anzi in modo innaturale si confonde col ricordo- per lasciare ai miei cari un suono, una voce che mi ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma devo correggermi a ben pensarci, perch\u00e9 son certa che solo i pi\u00f9 piccoli dei miei cari, i figli dei figli dei miei figli, proprio loro e soltanto loro riuscirebbero a individuarne le note, a leggerne lo spartito, loro che ancora dispongono di quello strumento straordinario che \u00e8 il pensiero magico e ancora interpretano la realt\u00e0 a prescindere dalle categorie che imprigionano gli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>(Quei piccoli che mi afferrano le mani per calcolare il numero delle macchie scure o inseguono col ditino il solco delle rughe sul viso chiedendo: <em>Dove porta questa?<\/em> perch\u00e9 ho spiegato loro che ogni piega, ogni increspatura rimanda a storie lontane. Ed io racconto ritrovando insieme a loro persone e sentimenti sepolti.)<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dedicher\u00f2 dunque ai pi\u00f9 piccoli, proprio cos\u00ec\u2026 ma dovr\u00f2 inventarmi una forma comunicativa capace di raggiungerli nella loro componente emozionale, che sia sfumata e incorporea come quella delle fiabe. S\u00ec. Poi forse quando saranno cresciuti e capiter\u00e0 loro di ripensarci magari scopriranno qualcosa in pi\u00f9 al di l\u00e0, oltre. Come diceva Dante? Ah, ecco: \u201cSotto \u2018l velame de li versi strani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa fresco qui sul balcone, il sole si sta accomiatando mentre il giardino si prepara a quel momento di sospensione che tanto mi \u00e8 caro, quando piante e animali si scrollano di dosso la fatica della giornata e, in un subitaneo silenzio, sembrano annegare nel riposo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse sono stanca anch\u2019io, forse s\u00ec, sebbene il mio presente non contempli incombenze o responsabilit\u00e0; il fatto \u00e8 che sento il peso degli anni, tanti, densi, corrugati e arruffati dagli eventi, mi vien da dire straripanti per questo corpo divenuto inconsistente, e li sento gravarmi qui sul petto, affaticarmi il respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, una tregua: esser fiore che china il capo al sopraggiungere del crepuscolo, o l\u2019uccellino che nasconde il capo sotto l\u2019ala. Stupidaggini senili, lo riconosco e sorrido di me stessa. Peraltro non son dotata n\u00e9 di ali, n\u00e9 di corolla; soltanto del mio vissuto dispongo, del baluginio dei ricordi, tiepida lucerna a farmi compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio con loro, i miei ricordi, che intoner\u00f2 quel canto, intrecciandoli nell\u2019alveo incantato di una fiaba. Una fiaba per i miei nipotini. E accadr\u00e0 forse che, come quando in una notte carica di stelle colleghi gli astri tra loro con una linea immaginaria e ottieni una costellazione, cos\u00ec i ricordi, o meglio ci\u00f2 che di loro resta, un friabile ricamo, l\u2019essenza delle emozioni, tracceranno il disegno dei momenti della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E canter\u00f2 guardando il cielo, perch\u00e9 proprio nel cielo, s\u00ec, intendo proiettare le mie immagini interiori, legandole alla costellazione del Cigno, alla sua luce e purezza, in questo ultimo canto.<\/p>\n\n\n\n<p>LA FIABA DI ANGELICA<\/p>\n\n\n\n<p>(Ai miei nipotini)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il mattino o della meraviglia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ape vola sul basilico, ondeggia titubante, atterra sulla bocca del fiore e comincia a muoversi con delicatezza. Minuscola ombra impressa sulla foglia sottostante vagante col volo di lei, circolarmente. Breve il tempo su quel pozzo, una decisa virata ed eccola sul fiore della menta. Si immerge e si alza, spandendo impercettibili ondate di polline. Il disco del sole ha appena oltrepassato il filare delle viti e s\u2019incammina verso il fogliame degli ulivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alza il braccio la bambina per misurare l\u2019altezza del sole all\u2019orizzonte: il suo braccio levato \u00e8 la misura.<\/p>\n\n\n\n<p>E gi\u00e0 il gelsomino comincia a olezzare e sar\u00e0 cos\u00ec fino a tarda sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelica socchiude gli occhi per seguire attentamente le operazioni dell\u2019ape che svolazzando si \u00e8 frapposta fra lei e la luce, facendo scudo agli occhi con la mano. La mano \u00e8 diafana contro il sole, sottilissimi fiumiciattoli rossi la percorrono internamente, brilla il contorno delle dita, le unghie diventate opache mezzelune, la peluria sul dorso \u00e8 un campo di grano mietuto e le efelidi si disperdono nella luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Posa in grembo la mano Angelica e la mano torna quella di sempre mentre la danza dell\u2019ape ha lasciato la menta ed il basilico. Il canestrello \u00e8 pieno di umore dolciastro, diventa pesante il volo che si perde fra le foglie dell\u2019acacia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo le righe blu del suo grembiule, la bimba osserva l\u2019andare zigzagante di una coccinella gialla. Un dito allungato su quel percorso ed ecco un trasparente solletico, ma basta l\u2019inconsistente movimento della mano per produrre la fuga della coccinella. Resta sul palmo un formicolio giallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle fronde dell\u2019acacia gocciola il canto delle creature dell\u2019aria, dialoghi invisibili tra le foglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelica guarda in alto, la luce. E\u2019 la sua compagna, la sua guida.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stata la striscia di luce a svegliarla stamani, come ogni giorno d\u2019estate. Striscia occhieggiante dalla fessura nella porta, serpente invitante, si snoda a ritroso dalla camera al corridoio e da l\u00ec si allarga sul pavimento del salone, circumnaviga le zampe faccia-di-leone del tavolo e senza esitazioni si avvia alla porta spalancata del balcone diventando effusione giubilante che rotea gi\u00f9 nel giardino e l\u00ec si perde, vigorosa e sfrenata, fra rose e gelsomini e oltre, tra le viti e l\u2019uliveto.<\/p>\n\n\n\n<p>Al suo seguito, in quella scia di luce, Angelica \u00e8 scesa di corsa in giardino a vagolare tra i vasi di gerani e le siepi, accogliendo su di s\u00e9 la brezza fredda del mattino &#8211; la pelle diventa irta di crateri- e il canto degli uccelli. Calpesta la ghiaia del vialetto e sogguarda il fico: lass\u00f9, tra quelle fronde, sorger\u00e0 la sua casa arborea, ne \u00e8 certa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora passi, e la ghiaia accompagna l\u2019andare col luccichio dei sassolini pi\u00f9 brillanti e la musica del suo cuore di pietra.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui \u00e8 la sua vita. E\u2019 l\u2019ape che attinge, \u00e8 la coccinella, \u00e8 il sole che trapassa la sua mano, la fronda dell\u2019acacia, la voce degli uccelli, il sogno di una casetta tra i rami del fico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il pomeriggio o della passione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Angelica correva nei giorni, lunghi di attese, madidi di entusiasmi. Arcobaleno ammiccante, illusorio orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il solstizio d\u2019estate irruppe sui passi di lei come accecante specchio, infinito giorno. Il corpo che anela alla nudit\u00e0, la goccia stillante da remote, inviolate profondit\u00e0 per farsi stella splendente e colare in minuscoli rivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il giorno si fece pi\u00f9 breve e pi\u00f9 lunga la notte. Erano state scavate caverne laggi\u00f9, nei recessi oltraggiati del suo essere, e da l\u00ec cominci\u00f2 a udirsi il latrato della Bestia, che urlava la sua fame.<\/p>\n\n\n\n<p>E Angelica si mise in ascolto: era il pianto della bimba tradita, della moglie tradita, della donna tradita. Erano le attese disattese, chiome di alberi spezzate dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un infinito vuoto che gridava la sua vacuit\u00e0, accompagnato dal gemito di antichi e novelli bisogni.<\/p>\n\n\n\n<p>(E neppure una fata benevola, n\u00e9 un cavaliere, n\u00e9 un angelo le portarono conforto)<\/p>\n\n\n\n<p><em>La sera o del riposo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La luna percorre il suo tracciato e nel giardino leggero vento fonde i profumi in un canestro verde, respira il gelsomino e le rose attendono il conforto della rugiada.<\/p>\n\n\n\n<p>Trema l\u2019aria piena di grilli e zanzare e pipistrelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Grigie, argentee, soffici, spugnose, rapide o pigre le nubi camminano nel cielo. Si formano e si disfano sotto lo sguardo di Angelica come giardini di sabbie colorate, come infiorati percorsi processionali, come tutto ci\u00f2 che nella vita ci occorre di fare e ci occorre di veder scomparire.<\/p>\n\n\n\n<p>La mano che apre il palmo a ricevere il colore della luna, ma senza stringere, \u00e8 diafana, percorsa da vene azzurrine, macchiata dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mano che ha raccolto e sparso e indicato e annuito e punito, mano che ha sfogliato la conoscenza e fermato le emozioni su gracili fogli di carta, che ha accarezzato il corpo dell\u2019uomo e i volti dei bimbi, che ha curato ferite, che ha chiamato a s\u00e9, che ha rifiutato, mano che ha stretto altre mani, mano stretta sul cuore, mano levata al cielo, mano che ha negato, mano che ha accettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mano nella notte irrorata di luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il crogiolo del tempo, indefesso ineluttabile generoso e feroce, ha decantato la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelica guarda la luna, ascolta il suo parlare e nell\u2019impalpabile spessore che la separa dalla consistenza di lei incontra la diafana avventura della propria esistenza e la stringe a s\u00e9, sul proprio grembo. Cordone ombelicale reciso da incolmabili abbandoni e utero che gener\u00f2, giardino di delizie.<\/p>\n\n\n\n<p>Si china lieve il capo, quasi un inchino, sotto il peso della notte d\u2019argento e dolce il sonno sopraggiunge, sereno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La notte o\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E cosa accade nel cielo stasera?<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 turgida la luna, composte nell\u2019eterno ordine le stelle, trasparenti si muovono le nubi ubbidienti al dettato di un tacito vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Da molto lontano sopraggiunge la vastit\u00e0 della notte e il suo mantello si china ad avvolgere la luce di Angelica. Esperti gesti giunti dall\u2019eternit\u00e0 inglobano le ancor palpitanti scintille affinch\u00e9 niente vada perduto e premurosamente ripiegano i lembi del nero mantello.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che quel breve luccichio, protetto e accudito, si invola. Palpitio orchestrato di voci inudibili trema fra terra e cielo. E nel giardino piangono di commozione fiori e foglie. Il fico geme e per un attimo- un istante appena- compare tra i suoi rami una piccola casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45556\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45556\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa\u2026 o era ieri? 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