{"id":45534,"date":"2021-05-12T09:52:53","date_gmt":"2021-05-12T08:52:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45534"},"modified":"2021-05-13T12:03:25","modified_gmt":"2021-05-13T11:03:25","slug":"__trashed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45534","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Galosce&#8221; di Massimiliano Zeloni"},"content":{"rendered":"\n<p>Era di nuovo il periodo dell\u2019anno in cui il prezzo dei fiori recisi raddoppiava senza apparente motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>In terrazzo, il contrasto tra la pelle delle guance e del naso, bucata dagli spilli del freddo, ed il vapore che saliva dalla tazza bollente, era la vera sveglia. Ancora in pigiama e con una vestaglia annodata sopra, mi deliziava osservare in silenzio gli alberi ormai quasi spogli, con un paracadute di foglie gialle e marroni ai piedi, che sbucavano dalla foschia del parchetto vicino a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>La tazza bianca ricolma di caff\u00e8 non serviva a molto, se non al fatto di sentirmi totalmente alzata per le sensazioni che il suo odore mi provocava. Il fischio della moka, preceduto dal borbottio del caff\u00e8 che passava, era il primo suono definito che sentivo ogni mattina, da un po\u2019 di tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I pensieri che avevo mentre aspettavo che salisse il caff\u00e8, racchiusi nelle fiammelle blu del fornello, me li dimenticavo quasi sempre nel tragitto fino al balcone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina invece, dopo aver visto le tazze nere, mi avevano seguito in terrazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho una collezione di grosse tazze cilindriche, tutte con un cuore rosso e con la scritta I LOVE seguita dal nome della citt\u00e0 dove le ho comprate. Le prendevo sempre nere o bianche e le tengo sulla mensola di ciliegio sopra il forno micro onde, all\u2019estremit\u00e0 sinistra della cucina. Accanto a queste ho un piccolo calendario cartaceo quadrato con i giorni da strappare. Togliere quello precedente, e leggere la frase o citazione per il nuovo giorno che sorge mi direziona l\u2019umore della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho sempre usato soltanto le tazze bianche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno mi ero incantata ancora di pi\u00f9 a sorseggiare la tazza di caff\u00e8, sentendo il crepitio della pioggia che spesso cadeva in quella stagione. Una pioggia sottile, fitta ma non temporalesca. Musicalmente gradevole. Il rumore dolce mi aveva rievocato parole sussurrate all\u2019orecchio. Da ascoltare ad occhi chiusi sorridendo. Poi, riaprendoli, avevo cercato di decifrare le singole gocce d\u2019acqua guardando in direzione della luce che le trapassava, delineandole e bloccandole per un istante alla mia vista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per uscire di casa mi ero messa un trench lungo e nero, in modo da ripararmi dalla pioggia. Mi piace calzare le ballerine perch\u00e9 mi fanno sentire ancora giovane e leggera, ma quel giorno avevo optato per degli stivali bassi, neri e con le borchie, per non bagnarmi i piedi. Ero giunta alla portiera della mia piccola utilitaria, riparandomi con un ombrello, e vi ero entrata tenendolo alto nella fessura dello sportello quasi totalmente accostato.<\/p>\n\n\n\n<p>Guidavo su una piccola strada comunale, tutta dritta, ed avevo davanti un maledetto motorino che andava lentissimo nel mezzo della corsia, occupandola di&nbsp;&nbsp;fatto tutta, seguito a ruota da un ciclista vestito completamente di nero con delle strisce catarifrangenti, da professionista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre avuto paura di sorpassare. C&#8217;\u00e8 una situazione particolare che patisco parecchio: quando ci sono i restringimenti di carreggiata in autostrada. Se in questo tratto pi\u00f9 stretto mi trovo a dover sorpassare un camion, solitamente rinuncio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando guidavo con lui accanto e ci trovavamo un TIR davanti in autostrada, lui mi incitava a sorpassare, dicendomi che non sarei mai finita schiacciata dal camion sul guardrail. Le sue parole convinte e decise mi riallargavano la vista. Non glielo dicevo mai che mi piaceva vivere nella sua scia, grazie al suo modo rilassante e senza esitazioni di affrontare le cose. Dietro di lui mi sentivo sicura e veloce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono mai stata molto aperta ed incline a parlare di me e delle mie cose. Sono pi\u00f9 quel tipo di donna matura a cui piace ascoltare e che rifugge le domande personali futili, e anche quelle scomode.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 con lui era diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lui era come essere seduta sulla cresta di una alta duna di sabbia rossa del&nbsp;&nbsp;deserto. Di giorno con il sole a picco ed il vento che ti soffia addosso ti fai incantare dal suono dell\u2019aria che fischia racconti. Storie fantastiche, narrate con parole rotonde, profonde, armoniose ed eleganti.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte, quando il tepore della sabbia ti scalda la pelle e contempli la fredda volta celeste, cos\u00ec luminosa e stipata di stelle, hai la sensazione che vogliano davvero sapere di te.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era sempre il momento in cui lui mi domandava di raccontargli di quando ero piccola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non accadeva cos\u00ec spesso, ma abbastanza da farmi pensare che mi amasse ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle volte si girava verso di me, di mattina nel letto, e dopo avermi abbracciata, me lo domandava. La prima luce del giorno che arrivava dritta sul letto evidenziava le sue rughe ai lati degli occhi, che spuntavano dal bordo delle lenzuola carta da zucchero. Di quel tipo di cotone spesso ed un po\u2019 ruvido al tatto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Occhi dolci e curiosi. Me lo sussurrava tra i capelli. Raccontami qualcosa di quando eri piccola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Diceva di respirare l\u2019odore dei miei capelli. Non il profumo ma il mio odore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si stancava mai di stupirsi quando gli dicevo che, per andare alle scuole elementari, a circa 400 metri dalla mia casa di allora, ci andavo a piedi. Da sola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uscivo dal gigante portone di legno scuro del palazzo dove viveva la mia famiglia, arrivavo all&#8217;angolo della strada e da l\u00ec iniziavo a seguire delle piccole orme, dipinte sul marciapiede, che portavano all&#8217;ingresso della scuola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi inteneriva parlare di quando ero piccola. Mi faceva appena increspare la fronte e rilassare le sopracciglia nere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina lui mi aveva detto che si immaginava perfettamente la scena: indossavo delle galosce rosse e pioveva. Non sapeva perch\u00e9, ma visualizzava la scena di me da bimba che camminavo con le galosce per non bagnarmi i piedi, calpestando delle foglie marroni, cadute sul marciapiede della via in cui seguivo quella successione di coppie di impronte verdi, rosse, gialle. Un po&#8217; sfalsate tra loro per dare l&#8217;idea del susseguirsi dei piedini che camminano verso la scuola. Pioveva e c&#8217;erano alcune irresistibili pozze d&#8217;acqua sul marciapiede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi aveva conquistata la scuola elementare. Andare a lezione indossando il grembiulino vichy, a quadrettini rosa e bianchi, con i bottoni in madre perla ed il bavero ondulato e ricamato con la mia iniziale in corsivo rosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su mia domanda, lui mi aveva confessato che il mio nome non gli piaceva molto. Per\u00f2 ne aveva sottolineato almeno il pregio di iniziare con la prima lettera dell\u2019alfabeto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, quando il mio racconto gli sembrava sufficiente si alzava dal letto ed andava a preparare la moka in cucina, in boxer e fruit bianca. Non metteva mai il pigiama la notte. Una moka grande, in modo da riempirci quasi completamente due tazze da caff\u00e8 latte. Una bianca e una nera. Ci piaceva berlo in silenzio, guardando il panorama dal terrazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente il motorino ed il ciclista avevano deviato e mi ero trovata la strada libera. Dopo aver guidato ancora per cinque chilometri ad una velocit\u00e0 accettabile ero arrivata a destinazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cadeva ancora una fioca nebbiolina d\u2019acqua ed un odore umido di fiori bagnati si percepiva nel parcheggio in cui avevo lasciato la mia auto. Non avevo preso l\u2019ombrello con me.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal muro di cinta un po\u2019 sbiadito e con aloni di muffa facevano capolino le punte di alcuni alti cipressi che contornavano il lungo vialetto centrale di ghiaia e sassolini del campo santo. Lo stile del cimitero era classico, con alcuni sepolcri pi\u00f9 antichi e monumentali raffiguranti statue o angeli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono mai stata una persona a cui piace recarsi al cimitero per andare a trovare i morti. Mia nonna ci andava tutti i giorni. Negli ultimi suoi anni di vita si faceva accompagnare da me o dagli altri nipoti piccoli per aiutarla con i fiori. Io non andavo mai volentieri con lei perch\u00e9 a met\u00e0 di quel viale, vicino ad un cipresso quasi piegato in due, sapevo che c\u2019era la statua di una madre sconsolata in ginocchio, con la testa reclinata e lunghi capelli che le cadevano come lacrime verso la terra. Verso la tomba in miniatura del suo piccolo angioletto sepolto nel fango. Mi faceva paura avanzarle incontro, la ghiaia scricchiolando sotto i miei piedi mi portava a pensare che da un momento all\u2019altro quella donna potesse afferrarmi in un abbraccio ghiaccio e compensativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia nonna aveva tentato di rassicurami varie volte dicendomi che i fantasmi non esistono ma che esiste solo dio, la madonna e tutti i santi e gli angeli che ci proteggono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni tomba di parenti srotolava uno o due mazzi di fiori, che trasportava sotto braccio, e lasciava cadere sul pavimento i fondi dei gambi dei fiori accorciati con le tronchesi alla misura giusta per ciascun vaso. Con uno straccio puliva il marmo, poi si faceva ancora pi\u00f9 seria e recitava velocemente una sequela biascicata di eterno riposo, o\u2019 signore porta in cielo tutte le anime e salve regina. Dopo il segno della croce si baciava il palmo della mano e lo passava come un\u2019ultima carezza sulla tomba e sulla foto del caro defunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Faceva sempre lo stesso percorso di visite nel cimitero. Mentre stavo varcando il cancello d&#8217;ingresso con la croce sulla sommit\u00e0 avevo realizzato che me lo ricordavo ancora dopo tanti anni. Cominciava da mio nonno,&nbsp;&nbsp;poi i suoi genitori, fermandosi infine da due fratelli morti giovani e una cugina sua coetanea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta lui mi aveva detto che su una lapide rosa di quel cimitero c\u2019era la foto di suo zio che sorrideva con i suoi occhi verdi. Tutte le volte che la guardava si sentiva allegro. Non aveva mai capito come mai fosse stato cos\u00ec attaccato a suo zio, non di sangue per altro. E concludeva quel racconto sperando&nbsp;che anche suo nipote avrebbe sorriso quando avesse&nbsp;visto la sua foto al cimitero &#8211; il pi\u00f9 tardi possibile, chiosava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che lui aveva preferito il marmo bianco, si definiva un uomo classico. E anche la foto l\u2019aveva scelta lui. Ogni volta che gli scattavano un ritratto in cui era venuto particolarmente bene esclamava sempre scherzando che era quella giusta per la&nbsp;&nbsp;sua tomba.<\/p>\n\n\n\n<p>Una luce primaverile illumina delle maestose querce verdi in lontananza sullo sfondo. Indossa una camicia azzurra che si fonde con i capelli canuti, appena arretrati per la leggera stempiatura dettata dall\u2019et\u00e0. Ha il volto liscio, rasato dalla mattina. Tra le guance che si aprono come il sipario di un palco spunta un sorriso dolce, di fiducia verso le altre persone. La punta del naso pronunciata e le narici ampie donano gentilezza e garbo. Le sopracciglia folte anticipano le rughe ondulate sulla fronte. E sotto queste ci sono i suoi occhi blu polvere, cinerini, affidabili e malinconici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Li avevo accarezzati con due dita, la foto era gelida. Sentivo un gran freddo salire dai piedi. La pietra del pavimento era completamente bagnata per l\u2019umidit\u00e0 quasi totale dell\u2019aria, che spandeva il pungente odore delle preghiere recitate dai tanti fiori freschi presenti quel giorno. Mentre camminavo verso l\u2019uscita guardavo i marmi che facevano da sfondo ad un\u2019esplosione di colori che cercava di redimere dalla tristezza che quella data suscita nelle persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec tanta ricerca di vita in una giornata che pioviscolava sul mio trench, sui flebili lumini delle tombe, sulla sua promessa infranta di non morire prima di me nonostante fosse pi\u00f9 grande, sui miei capelli increspati, sui sassolini del vialetto, sul crepitio dei ricordi, sulle mie ciglia gi\u00e0 umide di lacrime, sui pensieri amari, sulla statua della madre che piange inconsolabile, sul piccolo cipresso che aveva sostituito quello pericolante accanto alla statua e che guardava il cipresso,&nbsp;alto e parallelo dall\u2019altro lato del viale, come un figlio contempla sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed infine pioveva sulla frase che avevo scoperto e letto quella mattina, strappando via il quadrato del calendario del primo giorno di novembre appena passato, e che diceva che le persone che non puoi pi\u00f9 tenere per mano le tieni nel cuore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45534\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45534\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era di nuovo il periodo dell\u2019anno in cui il prezzo dei fiori recisi raddoppiava senza apparente motivo. In terrazzo, il contrasto tra la pelle delle guance e del naso, bucata dagli spilli del freddo, ed il vapore che saliva dalla tazza bollente, era la vera sveglia. Ancora in pigiama e con una vestaglia annodata sopra, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_45534\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45534\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21720,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-45534","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45534"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21720"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45534"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45534\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45563,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45534\/revisions\/45563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}