{"id":45523,"date":"2021-05-11T22:11:10","date_gmt":"2021-05-11T21:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45523"},"modified":"2021-05-13T18:33:47","modified_gmt":"2021-05-13T17:33:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-penna-e-medium-di-gianluca-tosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45523","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Penna e medium&#8221; di Gianluca Tosi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Racconto in atto unico sul destino e sulla vita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Avevo all\u2019epoca quasi 18 anni e, di conseguenza, tutta la vita davanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa avrei voluto fare della vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Studiavo da perito meccanico presso l\u2019ITIS Bernocchi di Legnano e mi dava fastidio che al diploma mia mamma avrebbe detto \u201cmio figlio \u00e8<em> perito\u201d<\/em>. Vantandosi pure!<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non avrei mai voluto fare quella professione per cui studiavo, gi\u00e0 nel nome significava avere una vita funesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho conosciuto pochi deficienti contenti di studiare per fare quel lavoro l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, al Bernocchi, &nbsp;si studiava il meno possibile, si scioperava, non avevamo le idee chiare, nessuno le aveva, salvo qualche figlio di artigiano che avrebbe proseguito nell\u2019officinetta del padre, spesso questi artigiani erano ex operai che cercavano di mettersi in proprio con un capannoncino in affitto, e un paio di torni, facendo lavori in conto terzi; per tutti gli altri il destino era drammaticamente segnato dal sentiero che conduce dritto filato alla fabbrica come operaio su torni, frese o montatore su un banco con morsa. Tra quelli senza limite alla sfortuna c\u2019era la fonderia: non so se lo sapete, ma l\u2019unico animale che vive in fonderia \u00e8 l\u2019uomo; formiche, mosche, topi e piccioni la rifiutano nonostante siano facilmente adattabili a tutte le situazioni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo carne da macello, come testimoniano i tanti infortuni sul lavoro e le morti: il mio amico del karat\u00e8, l\u2019Alberto Maffini, trascinato dall\u2019utensile di un\u2019alesatrice presso la Pomini di Castellanza, anni 35, una figlia di 6. In questi gg. (6.5.21) leggo sulla Prealpina di un certo Martinelli, stessa identica sorte di Alberto, presso la ditta Bandera di Busto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Mangano, fedele compagno ed amico fin dai tempi delle scuole elementari, durante il periodo del triennio nella scuola di Legnano (dai 15 ai 18 anni), passava la mattina presto sotto casa mia, mi aspettava alla solita ora. Ancora addormentati, senza proferire parola camminavamo lungo via Roma per raggiungere la fermata dell\u2019autobus tra nebbia e giornate sempre uggiose e senza sole, almeno, questa \u00e8 l\u2019immagine che mi rimane di quelle mattine. Andavamo a Legnano aspettando l\u2019ultima corsa, nella segreta speranza, di perderla o che non passasse. Quando l\u2019ultimo autobus della Stie spuntava dalla via Mazzini a volte eravamo solo in 2 o3.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un pullman doppio con uno snodo centrale che in curva girava come una piattaforma del luna park. Era soprannominato il \u201cJumbo della Stie\u201d. La leggenda diceva che a Castellanza una volta il Jumbo si era spezzato in due tronconi creando il panico tra gli studenti ed i viaggiatori. Su come si \u00e8 risolta la situazione esistono almeno 23 versioni diverse, la pi\u00f9 fantasiosa, \u00e8 stata quella che passava di l\u00ec il camion della merda (dicasi \u201cbonza\u201d) creando ulteriore disagio ai signori viaggiatori. E senza scuse della compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>(*) nota dell\u2019autore: la parola autobus non era mai in uso da noi, si diceva pulman (non Pullmann). Autobus lo dicono i giornalisti e i conformisti a Roma o a Milano, per noi di Busto era il pulman. Quindi d\u2019ora in avanti l\u2019autobus lo chiamo pulman.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito del pulman, questo che Vi racconto di seguito, non di linea, ma di servizio scuola. Su questo, viaggiando dall\u2019ITIS di Busto dove io ed il Mangano abbiamo fatto l\u2019iniziale biennio (15-16 anni), verso casa, c\u2019era l\u2019amico e compagno Ambrogio Carnaghi detto (in seguito) il Barone che in piena euforia essendo il primo dicembre ed avendo iniziato a nevicare, sentendo una interna pulsione per il Natale, aveva iniziato a cantare \u201cTu scendi dalle Stelleeee\u201d a squarciagola coinvolgendo in poco tempo tutti i presenti. Considerate che il pulman era pieno, quindi circa 100 ragazzi (e, come sempre, 0 ragazze). Sembravamo una gita di chierichetti, una gita dei padellotti, molto intonati, piani e forti eseguiti alla perfezione, un coro molto compatto su una melodia che tutti conoscevamo fin dalla prima elementare.<\/p>\n\n\n\n<p>La buona riuscita sul mezzo in movimento, causava il volgere la testa con curiosit\u00e0 dei passanti e questo conferiva una felicit\u00e0 con gioia da &nbsp;protagonismo &nbsp;che era al culmine, e senza droghe! Nella \u201cgasatura\u201d generale ognuno voleva essere protagonista ed aggiungere qualcosa alla perfezione del coro, quindi avviene la magia del Natale, dove ognuno fa un dono all\u2019altro, quindi ognuno con naturalezza aggiungeva un improvvisato elemento allo spettacolo: per esempio allentavamo e stringevamo le lampadine sul soffitto del pulman per fare l\u2019effetto intermittente dell\u2019albero di Natale, suonavamo il campanello della richiesta di fermata per fare la rimmica (sarebbe la ritmica). Qualcuno ondeggiava come allo stadio, 3 o 4 mostravano il sedere dal finestrone posteriore all\u2019indirizzo delle auto che seguivano, altri ballavano il kasachock. Un paio, poco creativi, erano andati al posto del bigliettaio gridando bigliettiiii.<\/p>\n\n\n\n<p>In pieno caos ed anarchia e vista l\u2019escalation di manifestazioni spettacolari, l\u2019autista &nbsp;accelera per arrivare pi\u00f9 in fretta possibile alla prima fermata (stazione f.s.) ma nota che qualcuno aveva pensato bene di non riavvitare le lampadine e infilarle nella cartella.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potendone pi\u00f9, non si ferma in stazione e prosegue la corsa minacciando di dirottare il pulman verso il comando dei Carabinieri se le lampadine non vengono rese. E\u2019 cos\u00ec che queste ritornano al loro posto ed il conducente fa scendere quelli che devono prendere il treno tra urla da stadio e risate ed il Barone che continua: \u201cO reee del cieeeelooo\u201d, con la mano fuori dal finestrino, dando con questa di taglio un colpo fendente all\u2019aria, in stile stadio.<\/p>\n\n\n\n<p>Vabb\u00e8 questo era il pulman cittadino dell\u2019agesp di Busto, io prima parlavo di quello della Stie che invece faceva servizio da Varese, fino a Milano. Fermandosi in tutte le citt\u00e0 che si trovavano sulla direttrice del Sempione. Che per tre anni io il Mangano e altri disgraziati abbiamo preso tutte le mattine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho divagato un po\u2019, scusate, mi sento il dottor Divago, ma torniamo alla Scuola al lavoro ed a quello che a 18 anni uno vorrebbe fare nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Io avevo le idee chiare e Vi sorprender\u00f2: macch\u00e8 perito, fanculo i torni, il ferro, la ruggine, la fabbrica, la fonderia. Io volevo fare lo scrittore, s\u00ec LO SCRITTORE! E qua Vi voglio\u2026e qua Vi racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera di maggio, dopo cena, verso le 22, una serata bella calda, mi trovavo sul piazzale del mercato in compagnia di 2 coetanei: l\u2019Aldo Greco ed un suo amico, l\u2019Andrea Pennino detto Mago Penna o, pi\u00f9 semplicemente, il Penna. Il Penna praticamente lo ho conosciuto in quella circostanza. Eravamo tutti e tre in bicicletta e decidemmo di fare una gara a fare mettere i piedi a terra, nel senso che ci si tagliava la strada obbligando l\u2019avversario di turno a fermarsi e se uno toglieva i piedi, anche un solo piede dai pedale e lo metteva a terra, perdeva un punto. Il Penna era il pi\u00f9 abile perch\u00e9 aveva una bici strana pi\u00f9 di lui, era da donna ma coi cerchi da 28 anzich\u00e9 da 26 come comunemente allora usavano le bici da donna. Lui alto, magro, con la faccia brufolosa i capelli neri corvini e cortini ma appiccicati alla testa con la colla ed illuminati dal grasso prodotto dal corpo. I suoi denti erano un po\u2019 sporgenti e sembrava volessero dare prosecuzione al suo naso un po\u2019 a becco. Magro e piuttosto allampanato aveva un che di misto tra il pulcino dell\u2019avvoltoio ed il pulcino spelacchiato della gallina, con ancora addosso il tuorlo dell\u2019uovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci inseguiamo in bicicletta e ci incidentiamo per mezz\u2019ora, nel frattempo sul piazzale arrivano i giocatori di dadi con seguito di curiosi e malavitosi, perfino il Remo che con il baule della macchina aperto, abusivamente vende panini, bibite e dal thermos anche il caff\u00e8 ai giocatori d\u2019azzardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Praticamente una bisca a cielo aperto con tanto di biglietti da 50 e 100.000 lire delle puntate tenuti fermi dalle possibili folate di vento caldo, &nbsp;sotto sassi e mattoni a mo\u2019 di fermacarte. Questa era la bisca clandestina, da una parte del piazzale, mentre da un altro lato qualcuno col pallone improvvisava azioni fantasiose dei campioni di calcio dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi ce n\u2019era uno chiamato \u201cil Massiccio\u201d, potete immaginare il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Veniva a fare queste azioni di gioco del calcio assieme ad altri tre o quattro e facevano una specie di sintesi della partite della domenica sportiva, dove lui stesso faceva il calciatore ed il telecronista contemporaneamente, mentre l\u2019azione di gioco si sviluppava assieme agli altri come se fosse un copione teatrale ben scritto o una coreografia di balletto ben definita.<\/p>\n\n\n\n<p>Vabb\u00e8 noi, ma senza telecronaca, quando giocavamo cos\u00ec lo chiamavamo giochiamo \u201ca passaggi\u201d. Era una sorta di allenamento prova balistica per le partitelle che si facevano in altri luoghi. A \u201cpassaggi\u201d, dopo due o tre tocchi di piede e di testa, si enfatizzava la conclusione dell\u2019azione, il goal, che doveva avvenire con un bel gesto, un\u2019acrobazia, un colpo di testa in sospensione, una rovesciata. I pi\u00f9 arditi con finta magistrale, facevano andare portiere in tuffo da una parte e pallone dall\u2019altra. Spesso quando si giocava a passaggi, ed avveniva in strada, in piazza, in un campetto o su uno sterrato, arrivava qualche comparsa di passaggio, il postino, un garzone del fruttivendolo e si infiltrava nel gruppo; tutti giocavano a calcio ed in qualsiasi posto. E\u2019 per questo che il calcio \u00e8 stato cos\u00ec popolare. Una volta, avevo circa 11 anni, in un campetto dietro lo stadio della pro Patria&nbsp; \u00e8 arrivato un maggiolino Volkswagen bianca con sulle portiere la pubblicit\u00e0 del detersivo Dash, scende un uomo in tuta sportiva bianca immacolata e noi, con grande emozione, riconosciamo il famoso \u201cCapitan Dash\u201d personaggio della pubblicit\u00e0 televisiva nazionale nel Carosello dell\u2019epoca. Questi inizia a palleggiare e noi, ammiratissimi, improvvisiamo delle azioni a passaggi in cui \u201cCapitan Dash\u201d si entusiasma e ci entusiasma con tocchi di classe, colpi di testa in tuffo, rovesciate. C\u2019\u00e8 solo un particolare, aveva iniziato a piovere ed il poco prato unito al tanto fango avevano lasciato sulla tuta bianca di Capitan Dash una specie di cartina geografica fisica, cio\u00e8 con montagne marron e verdi pianure. Capitan Dash, bello sporco rientrava nella Vosvagen (si pronunciava cos\u00ec) e ci salutava. Il Mangano corse a casa a raccontare alla mamma Egle quanto accaduto, dato che il Mangano era prodigo di scherzi non fu creduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per giocare a passaggi, bastavano 2 sacchetti per terra che simulavano i pali della porta di calcio, a \u201cpassaggi\u201d ne bastava una.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto era immaginazione e discussione, infatti, quando un tiro era mezza altezza, ed a fil di palo, iniziavano le discussioni se fosse gol oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso colui che aveva tirato e, secondo lui segnato, diceva \u201c\u00e8 entrata qua\u201d contemporaneamente mettendo le mani a perpendicolo a formare una L rovesciata che significava l\u2019incrocio tra gli immaginari palo e traversa. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto dove si forman le ragnatele e nessun portiere riesce ad arrivare!<\/p>\n\n\n\n<p>Il che era una cosa ridicola perch\u00e9 nessuno aveva ragione, chi poteva aver visto? Ovvio che per il portiere non era mai gol, per chi aveva tirato invece lo era.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i pali erano d\u2019aria quindi, molto difficile la decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e8 era \u201ca passaggi\u201d si rideva, ma in partita le discussioni pi\u00f9 accese e le antipatie tra attori la facevano da padrone.<\/p>\n\n\n\n<p>Permettetemi un\u2019altra divagazione su queste partite improvvisate che avvenivano in vari luoghi, ma anche negli oratori o in spazi migliori che non il piazzale del mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano due termini che mi affascinavano, forse non pi\u00f9 in uso oggi. Una delle regole che venivano spesso infrante era il cosiddetto fallo di mano. Doveva essere punita con assegnazione della punizione, cio\u00e8 ripresa del gioco con palla all\u2019avversario di chi ha commesso l\u2019infrazione, con posizionamento della palla nel punto dove era avvenuta quest\u2019ultima e ripresa del gioco con calcio da fermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicevamo, una delle pi\u00f9 comuni si verificava quando un giocatore toccava la palla con la mano, che nel gioco del calcio \u00e8 vietata tranne che per il portiere. Al verificarsi di questo evento fallace si udiva l\u2019esclamazione degli avversari con la locuzione: <strong>EZZI<\/strong>!. Hai fatto <strong>EZZI<\/strong>! E\u2019 <strong>EZZI<\/strong>!, si diceva a squarciagola, con inevitabile discussione. Intanto il reo negava l\u2019evidenza, poi messo alle strette dai vari avvocati inquisitori in campo, diceva che il tocco era stato involontario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quel che mi rimaneva era EZZI, da dove cazzo veniva questa parola, urlata spesso e pi\u00f9 volte. Forse il primo \u201cmani\u201d era stato commesso da un tale Ezio. Niente di questo, in effetti dopo tempo scoprivo che altro non si trattava che della storpiatura inglese di hands, cio\u00e8 mani. Ma per noi, bambini sognatori degli anni 60 e appassionati di calcio sar\u00e0 sempre EZZI. Come il Corner, a Busto, sar\u00e0 sempre CORNIS.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro termine spesso in uso era <strong>VENEZIANO<\/strong>. Il calciatore che voleva fare tutto lui palla al piede, non passava il pallone ai compagni, trasformava lo sport di squadra in sport individuale, spesso con risultati disastrosi che diventavano la perdita del possesso palla, che gli veniva facilmente sottratta dagli avversari.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa modalit\u00e0 faceva levare il grido dei propri compagni di squadra verso l\u2019individualista: <strong>VENEZIANO<\/strong>! Trasformato poi nel semplice VENEZIA o uh\u00e8 VENEZIA!, dove \u201cuh\u00e8\u201d era sinonimo di SMETTILA. Alcuni iniziavano a dire VENETO! Ma poi abbassando i toni perch\u00e9 di Veneti ce n\u2019erano tanti in Lombardia, invece Veneziani, gran Signori, in realt\u00e0 nessuno. Questi Veneti si distinguevano dalla gran voglia di lavorare, sempre anche al sabato e la domenica giorni in cui, dopo la settimana lavorativa in fabbrica, costruivano la propria magione, coi loro bei serramenti d\u2019alluminio giallo. Finita la casa, passavano a dotare lo scantinato di tutti gli attrezzi, \u201ctute e ciae dal 7 al 158\u201d (tutte le chiavi inglesi dal 7 a 158), compresor, smorsa, segheto, ecc., in modo da poter fare ogni manutenzione o costruzione senza chiamare nessun aiuto. Avrete ora capito il perch\u00e9 dell\u2019insulto VENEZIANO! Che non offendeva tutti i veneti ma solo quelli assenti perch\u00e9 ricchi e non avevan bisogno di emigrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Vabb\u00e8 torniamo alla piazza del mercato La cosa sorprendente che scoprivo era che il Massiccio si era avvolto dalle spalle alla pancia nei sacchetti di plastica per dimagrire.<\/p>\n\n\n\n<p>Sfinito e sudato rientrava nella sua seicento. Povero Massiccio chiss\u00e0 che fine avr\u00e0 fatto!<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera l\u2019Aldo Greco, il Penna ed io dobbiamo lasciare la nostra pista ciclistica per fare posto ai pi\u00f9 grandi coi loro dadi, i soldi contanti e le azioni della domenica sportiva. Tanto ormai eravamo stanchi, il Massiccio ci aveva fatto divertire a sufficienza, altro che Sky.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto il Penna, che dimostrava grande entusiasmo per me la mia persona e la ns. neonata amicizia, propone di andare a casa sua. Aveva la mamma che era un ragazza madre, in pratica non aveva il pap\u00e0. La sua mamma, se non ricordo male, era di Torino, citt\u00e0 della magia. Donna piuttosto corpulenta, svolgeva la professione di astrologa, cartomante e vantava pure capacit\u00e0 mediatiche. Per tale motivo l\u2019Aldo Greco, che conosceva il Penna da molto prima di me, l\u2019aveva soprannominata \u201cMedium\u201d, cos\u00ec, semplicemente e senza articolo. \u201cAndiamo, cos\u00ec conosci Medium\u201d mi disse, senza farsi sentire dal Penna. Io ne avevo gi\u00e0 sentito parlare nei discorsi tra l\u2019Aldo Greco, il Pelush (Fulvio Peletti, mio ex compagno delle elementari) e il Cieco (Andrea Avveduto, di cui racconter\u00f2 una storia in un apposito racconto), altri componenti della loro compagnia dei giardinetti del comune, sotto casa del Pelush.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo in viale duca d\u2019Aosta dove Medium e Penna abitavano, saliamo in casa e Penna mi presenta a Medium con tutti i crismi del caso, dimostrando un grande entusiasmo per la mia amicizia. Medium mi chiede di che segno sono, mentre Aldo ride sotto i baffi, dico bilancia, data di nascita? 13.10.1958 ora? 8:00.<\/p>\n\n\n\n<p>Medium si posiziona sul tavolo del soggiorno. Nel locale erano presenti tavolini piani di appoggio con tanti libri, sbircio e vedo che erano per lo pi\u00f9 inerenti argomenti di astrologia ed esoterismo in generale. Una luce da abat-jour e altre lampade negli angoli davano un\u2019atmosfera intima e piacevole alla situazione. Sul tavolo tondo, dove Medium svolgeva il suo lavoro, compare un foglio di carta piuttosto grande su cui era disegnato una specie di planetario, ricco di stelle e pianeti. Medium si attrezza di matita, squadre, righe e righelli, matite colorate, ed inizia, sulla base delle informazioni da me fornite, a tracciare righe e vari segni. Sembrava stesse tessendo un maglione per l\u2019uomo vitruviano di Leonardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e Aldogreco incuriositi ed in silenzio, mentre Penna fa il Th\u00e8, guardiamo il balletto che l\u2019ippopotama Medium inscena sul foglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo istanti di attesa il verdetto, con viso illuminato e felice Medium dice:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cma qua c\u2019\u00e8 un oroscopo fantastico, Luca!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 Giove che va da Saturno, Eolo che soffia nel sedere di Maga Circe, Uranio che \u00e8 impoverito!<\/p>\n\n\n\n<p>Tu Luca, non finisci qui!<\/p>\n\n\n\n<p>Tu Luca puoi della Tua vita fare ci\u00f2 che sogni, devi ascendere ed eccellere, in campo artistico si intende! Sarai un artista dal grande successo planetario! Colpo di scena: potresti essere un grande scrittore, cosa che il Penna, forse, gi\u00e0 sapeva dall\u2019Aldo!<\/p>\n\n\n\n<p>E qua molto ingenuamente, ma con gioia, dichiaro: eh s\u00ec lo SCRITTORE \u00e8 proprio quel che mi piacerebbe diventare e sogno!<\/p>\n\n\n\n<p>Medium sempre pi\u00f9 infervorata come se avesse scoperto un porcino sotto al castagno, chiama Penna, cio\u00e8 Andreaaaa, vieni di corsa a vedere! Ma il tuo nuovo amico \u00e8 fantastico, ha delle stelle posizionate, in modo . . . in modo che nessuno. Prendimi il libro di Smargiassini, quello viola. Penna arrampicandosi sulla libreria esegue e consegna a Medium il testo sacro avvolto in un sacchetto di velluto. Con lo Smargiassini, Medium aiutandosi anche col planetarium di carta ed i segni su esso tracciati, individua delle pagine e mi fa sedere su un puf bleu al centro della stanza, ed inizia a dire, \u201cprofilo greco\u201d, e \u201cvediamo\u2026.eh si\u2026.naso leggermente aquilino\u201d, (sospiro) &nbsp;\u201cfronte spaziosa\u201d,,\u2026\u201deh si proprio lui\u201d, mani affusolate, pollice grasso, bocca piccola, eccetera eccetera ad ognuna di queste descrizioni si ferma e dice \u201csei proprio tu!\u201d. Guarda Penna e Aldo spettatori \u201cE\u2019 tutto lui\u201d. Ma passiamo al carattere, dove alle diverse cose dette Aldo conferma, d\u2019altra parte era quello tra i 3 che mi conosceva da maggiore tempo. Altre affermazioni le confermo io. Medium incontenibile come in \u201cla danza delle ore\u201d con gli ippopotami in \u201cFantasia\u201d di Walt Disney, piroetta su stessa, vola per la stanza si inerpica sul soffitto, l\u2019entusiasmo \u00e8 alle stelle \u2026. ed \u00e8 proprio il caso di dirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma i segni che ci avevano portati alla verifica dello Smargiassini avevano fatto centro. Dopo di che Medium preleva fogli sciolti da altre pigne di fogli sciolti, sparsi ovunque nel locale, li legge, li declama, e, nonostante siano stati presi qua e l\u00e0 a caso, come per magia, anche in quel caso notiamo compatibilit\u00e0 con i miei connotati fisici, psichici e originali. Io al centro della stanza sul puf bleu in posa come un modello del liceo artistico, mentre lo scultore Medium continua a declamare profili del naso, lunghezza delle orecchie, polpastrelli dei piedi, pollici larghi, vita bassa, gambe tozze, braccia sottili. Io che ad ogni parte interessata cerco di modificare la posizione, in modo da facilitare a Medium esame e diagnosi:<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto corrisponde!<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto perfetto, dallo Smargiassini ai fogli sciolti!<\/p>\n\n\n\n<p>Sono io quell\u2019uomo, son mie le stelle del planetarium di Medium,.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa entusiasta proclamazione, rullano i tamburi, Penna sull\u2019attenti Medium si alza in piedi toglie gli occhiali dalla punta del naso allarga il braccio coi fogli al vento e conclude tutta la catarsi esclamando e declamando: \u201c . . . (sospiro) . . .ecco, sei proprio Tu Luca: \u2026(sospiro) .. . . il nostro SCRITTORE! \u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>Penna applaude, Aldo mi sembra un po\u2019 invidioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che bello!, diventer\u00f2 come Hemingway! come Gian Burrasca il mio diario sar\u00e0 conosciuto da tutti! In verit\u00e0 la mia cultura libraria era un po\u2019 tutta l\u00ec mi son sempre rotto i coglioni a leggere, a parte la \u201cgazza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque grazie a Penna e Medium avrei fatto in modo che tutti leggessero ed avrei contribuito ad aumentare la cultura nel mio Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia fantasia diventava realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie Medium, grazie Penna! Grazie Aldo per avermeli fatti conoscere. Anche se erano due personaggi strani, a me piacevano, e poi la luce intima, il the, la RIVELAZIONE delle stelle: che bella serata!<\/p>\n\n\n\n<p>Uscivamo di nuovo in bicicletta fino ai vicini giardinetti del comune, per un\u2019ultima chiacchierata nella calda serata primaverile. Fantastichiamo con Aldo di iscriverci a Lingue Moderne o Lettere all\u2019universit\u00e0, tanto Medium vi aiuter\u00e0 negli esami, aggiunge il Penna con fare sornione di chi sa tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vado a casa, ancor prima di addormentarmi, sono gi\u00e0 sognante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vedo in frac a ricevere il nobel, mi vedo a scrivere nella pancia della balena, come Geppetto pap\u00e0 di Pinocchio. Mi vedo e mi addormento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni seguenti mi dedicai a stilare una lista di libri da leggere per iniziare la mia carriera, quindi vado in biblioteca, dove incontro il Massimo Pargoletti, sedicente compagno di lotta continua, che il Mangano aveva soprannominato Pulcinella. Questo perch\u00e9 il Pargoletti aveva un maglione bianco di lana a filo grosso, fatto tipo giaccone tre quarti che allora si usava in sostituzione del cappotto o del giubbotto. Aveva una cintura sempre di lana in vita, ed era piuttosto grande per la piccola statura del Pargoletti, ragion per cui lo faceva apparire come la nota maschera partenopea.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde io ed il Mangano fin da piccoli seduti sui marciapiedi scrutavamo le persone in faccia, decidendo chi aveva la faccia da ridere e chi no. A volte davamo un titolo di tipo professionale o di altro tipo alle persone. Ma il fatto importante era trovare la faccia ridicola e riderne, se il\/la mal capitato\/a se ne accorgeva, chissene\u2026meglio ancora\u2026si rideva ancor di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Vabb\u00e8 torniamo in sella al racconto, preparo la lista inizio qualche lettura, passa circa una settimana, incontro il Penna ed andiamo a fare due passi. Noto che \u00e8 abbastanza distante da me direi quasi che non volesse vedermi e non ne capisco il motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo verso l\u2019oratorio, torniamo verso il centro di Busto e gli dico \u201cciao Penna vado a cena\u201d Lui un po\u2019 scocciato, perch\u00e9 io non gli chiedo se ce l\u2019avesse con me, mi dice:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi devo dire una cosa\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec Penna dimmi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Mia mamma l\u2019altra sera ha sbagliato a tirare una riga per cui l\u2019oroscopo risultato \u00e8 tutto sbagliato e va rifatto tutto!\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso mi capita nella vita non reagisco non dico niente ma dentro di me mi sento morire, penso ed arrivo alla conclusione: \u201cMa questi son proprio scemi! Non ci posso credere! Ma andate a cagare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondo al Penna: \u201cAh vabb\u00e8. Ciao\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Termina cos\u00ec, miseramente e senza neanche essere iniziata, la mia carriera di scrittore. Cosi come termina la mia amicizia col Penna.<\/p>\n\n\n\n<p>Restituisco i libri alla biblioteca, i fogli che avevo preparato rimangono bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi si riaprono le porte delle officine meccaniche. L\u00ec mi avrebbe condotto la riga esatta di Medium: e cos\u00ec \u00e8 stato. Ho lavorato 40 anni nell\u2019industria meccanica. Quarant\u2019anni anni senza racconti, senza avventure, senza pirati, senza sirene, senza niente. Tutto per colpa di una riga di Medium.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella sera non ho pi\u00f9 avuto contatti con il Penna, neanche troppo volutamente. E\u2019 andata cos\u00ec. Forse, nell\u2019oroscopo, Medium ha visto che non ero degno dell\u2019amicizia del suo Andrea, magari anche a ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per uno strano segno del destino, mi \u00e8 capitato tanti anni dopo la sera dell\u2019oroscopo, dopo di rivedere Penna dirigere un <s>autobus<\/s> pulman di citt\u00e0 dell\u2019agesp (che ora \u00e8 stata acquisita dalla Stie). Non so se Medium \u00e8 ancora viva, mi spiace averli persi, mi spiace avere perso 40 anni.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45523\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45523\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto in atto unico sul destino e sulla vita Avevo all\u2019epoca quasi 18 anni e, di conseguenza, tutta la vita davanti. Ma cosa avrei voluto fare della vita? Studiavo da perito meccanico presso l\u2019ITIS Bernocchi di Legnano e mi dava fastidio che al diploma mia mamma avrebbe detto \u201cmio figlio \u00e8 perito\u201d. Vantandosi pure! In [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_45523\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45523\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21718,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-45523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45523"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21718"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45523"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45572,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45523\/revisions\/45572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}