{"id":45517,"date":"2021-05-12T18:33:07","date_gmt":"2021-05-12T17:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45517"},"modified":"2021-05-12T18:33:08","modified_gmt":"2021-05-12T17:33:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-labc-del-pifferaio-di-licia-tumminello-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45517","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;L&#8217;ABC del pifferaio&#8221; di Licia Tumminello (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Il mio nome \u00e8 Friedrich.<\/p>\n\n\n\n<p>A cinque anni, nel febbraio del 1440, i frati del monastero di Weltenburg mi hanno salvato dall\u2019incendio della mia casa. Da allora sono trascorsi dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo tutto ai frati benedettini che mi hanno cresciuto e insegnato a leggere, scrivere e far di conto. In cambio hanno voluto preghiere, ubbidienza e servigi. In questo, ecco, lo ammetto, non sono molto bravo. S\u00ec, mi spezzo la schiena per scaricare i sacchi di farina, passo ore nell\u2019orto a togliere erbacce e in cucina a lavare piatti e pelare patate, ma piuttosto che sistemare i breviari, spolverare le panche della chiesa o attendere &#8211; seduto e in silenzio &#8211; che si esaurisca la candela dei copisti per sostituirla, preferisco andare in giro per i campi e i boschi, ascoltare il canto degli uccelli e perdermi nella natura, arrivare in paese e incontrare gli amici, incidere il legno e suonare il piffero\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non per disobbedienza, ma per la mia impudenza, tre giorni fa le ho prese di santa ragione. Non riesco neanche a stare seduto, per i calci che mi ha dato padre Karl. E le sue parole mi hanno fatto male; quasi mi bruciano pi\u00f9 delle pedate: \u00abIl diavolo sei, il diavolo! Vuoi farmi morire di crepacuore? Ci vuoi buttare tutti sulla strada? Vattene e non farti pi\u00f9 vedere!\u00bb. Ma padre Karl ha solo frainteso le mie intenzioni. Non intendevo mancargli di rispetto!<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho aperto la mia scatola segreta ed ho rovesciato sul tavolo del refettorio tutti i miei dadi, mi ha guardato, sdegnato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u00ec lavori tutto il giorno? A fare dadi per divertirti con i tuoi amici? Ed io ti nutro e ti mantengo forse per questo, disgraziato?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La dimostrazione che non erano dadi da gioco non \u00e8 servita. Ho schivato il suo manrovescio, ma non ho potuto evitare i calci e neanche i sei giorni di punizione. &nbsp;Perch\u00e9? La mia intenzione era di salvare lui e gli altri dalla sicura cecit\u00e0, dal gibbo incipiente!<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte, poi, il padre portinaio mi ha svegliato. Voleva che gli aprissi. Cosa poteva volere da me? E non era solo! Ho sentito anche la voce di un uomo di cui sconosco il nome; mi \u00e8 sembrato fosse colui che chiamano \u201cil macellaio\u201d: un delinquente che vive di espedienti e, dicono, ammazza la gente dietro compenso. Quest\u2019individuo, con padre portinaio\u2026 Al chiarore della lanterna li ho intravisti. Mi \u00e8 sembrato che lo sconosciuto avesse tra i denti un coltello lungo pi\u00f9 della sua faccia!<\/p>\n\n\n\n<p>Vorranno uccidermi! Mi sono detto. Non ho atteso che spalancassero la porta. Afferrato un mantello, due candele e un acciarino, sono scappato dalla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho corso senza fermarmi sino a quando le gambe hanno ceduto. Nella notte scura anche lo stormire delle fronde faceva paura. Le candele si sono presto esaurite. Il buio mi metteva terrore, la fame mi torceva le budella. Ho cercato di ingannare l\u2019uno e l\u2019altra suonando il mio piffero. Al primo chiarore ho ripreso il cammino. Ho attraversato un bosco e una vasta radura; ho oltrepassato un piccolo ruscello, oltre il quale si distendeva un prato verde brillante, tagliato in due da una strada. L\u2019ho raggiunta e, non sapendo che direzione prendere, mi sono avviato verso il rosso fuoco del tramonto. Il primo della mia nuova vita di vagabondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino dopo ho udito avvicinarsi il rumore degli zoccoli di un cavallo. L\u2019intenzione di nascondermi \u00e8 svanita dinanzi alla bellezza delle dorature che guarnivano un\u2019elegante carrozza. Come specchi, riflettevano i raggi del sole ancora basso all\u2019orizzonte. Una carrozza simile l\u2019avevo vista solo quando il Vescovo Johan von Eych era venuto in visita al monastero.<\/p>\n\n\n\n<p>I cavalli hanno nitrito. Una donna si \u00e8 sporta, mi ha visto ed ha ordinato al cocchiere di fermarsi e aiutarmi a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa ti \u00e8 successo, ragazzo? Dove sei diretto? Ti sei perso, per caso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho risposto. Ero quasi assiderato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome ti chiami? Da dove vieni?\u00bb ha insistito la sconosciuta. Era una suora, dallo sguardo mansueto e chiaro, il volto affilato, le labbra sottili. Due ciocche bionde sfuggivano dalla fasciatura bianca che le circondava il viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapevo chi fosse, n\u00e9 dove mi trovassi. Non avevo neanche la forza di parlare. Mi ha offerto del pane e una mela. Mi sono addormentato. Al risveglio, lei mi guardava con i suoi occhi dolci, interrogativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ho parlato, accorato, e le ho riassunto i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAll\u2019inizio padre Karl sembrava incuriosito.\u00bb&nbsp; Ci tenevo a raccontarle anche i minimi particolari. &nbsp;\u00abGli ho spiegato la mia invenzione: un modo nuovo per copiare e scrivere libri senza troppa fatica. Lui mi ha riso in faccia e mi ha detto: davvero? Vediamo che cosa sei stato capace di inventare tu, che non sai far altro che spaccare corteccia e fare fischietti!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La suora mi ascoltava, sorridendo. \u00abSono curiosa anch\u2019io adesso. Che idea hai avuto, da rischiare pure la morte?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un tono sarcastico; non capivo se fosse sincera o se volesse solo consolarmi<em>.<\/em> Forse non credeva che mi avrebbero ucciso? Pur tuttavia, volevo convincerla della bont\u00e0 della mia idea e ho ripreso, con maggiore foga.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo fatto vedere a padre Karl il contenuto di una scatola che nascondevo sotto la tonaca: 108 dadi, su ciascuno un carattere dell\u2019alfabeto, maiuscole e minuscole, punteggiatura compresa\u2026 Gli ho spiegato che i dadi servono a comporre le parole; le parole le frasi; le frasi le pagine e le pagine, un intero libro! Guardi, padre Karl, gli ho detto, basterebbe intingere il tutto nell\u2019inchiostro e il gioco \u00e8 fatto! Gli ho dato anche una dimostrazione: ho preso una cornicetta di legno &#8211; fatta apposta per gli esempi \u2013 e l\u2019ho riempita di dadi scelti accuratamente. Giusto due righe, poche parole\u2026 Ho spennellato con un velo omogeneo d\u2019inchiostro e\u2026 voil\u00e0! ho capovolto la cornice su un foglio di pergamena.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAh\u2026interessante!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, anche Padre Karl \u00e8 rimasto di sasso. Era una semplice frase: \u201cEccellentissimo Padre Karl, la riverisco\u201d. Non volevo prenderlo in giro\u2026 Era solo un esempio! Mi ha dato pure del ladro\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLadro? Perch\u00e9?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer l\u2019inchiostro\u2026 \u00c8 vero, l\u2019ho preso una sera, dallo scriptorium, ma serviva per la dimostrazione!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi, che \u00e8 successo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLui ha voluto provare. Ha preso i dadi, se li \u00e8 rigirati tra le mani, poi ha iniziato a comporre delle parole. Volevo aiutarlo, ma mi ha fulminato con lo sguardo. Ci penso da solo! ha detto. Io mi accorgevo che stava sbagliando tutto\u2026 Infatti, quando ha capovolto la cornice sulla pergamena, erano\u2026 parole senza senso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDavvero? E come mai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSemplice. Doveva scriverle al contrario!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La suora si \u00e8 messa a ridere. \u00abE adesso la scatola dov\u2019\u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 rimasta nella mia camera, nascosta sotto il materasso\u00bb le ho risposto sconsolato. \u00abMi sono rimasti solo tre dadi, quelli che sto ancora intagliando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFammeli vedere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Li ho tirati fuori dalla tasca della tonaca. F R I: le prime tre lettere del mio nome. \u00abNon sono ancora finiti\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Li ha osservati, pensierosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGlieli regalo\u00bb ho aggiunto, porgendoglieli, \u00absono tutto quello che ho\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha ringraziato con un sorriso, li ha riposti in grembo e ha chiuso gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 calato il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapevo dove mi trovassi, dove stessi andando, che sarebbe stato di me, adesso che non avevo pi\u00f9 un tetto, un riparo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo commesso una leggerezza incredibile. Irreparabile. Ero fuggito dall\u2019unico posto a me noto al mondo, ed ero solo, come dieci anni fa. Con la differenza che non ero pi\u00f9 un bambino che ispira tenerezza, ma un fuggiasco, un ladro. Un colpevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre la tendina, il panorama era sempre uguale: un immenso manto verde scuro, spolverato d\u2019argento, che dalla strada si stendeva sino in cima alle colline e pareva come poggiato contro un cielo color latte. Il silenzio, rotto solo dallo sferragliare della carrozza, aumentava il senso di solitudine che m\u2019irrigidiva il corpo e stringeva il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah\u2026 poter suonare il piffero!<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un tempo indefinito la suora, riaprendo gli occhi, mi ha chiesto dove fossi diretto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon so\u00bb le ho risposto scuotendo il capo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon mi hai neanche chiesto chi sono. Non t\u2019interessa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHa ragione\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono suor Terese, la badessa del monastero femminile di Dalheim\u00bb e intanto si sfilava i guanti. \u00abSto andando a Magonza, per ritirare una consegna per la chiesa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ho notato subito le dita macchiate. Quel rosso scolorito, e ancora di pi\u00f9 le tracce di blu oltremare\u2026 In una donna! Non era possibile, ma le conoscevo bene, non potevo sbagliarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe sue mani\u2026 sono come quelle dei monaci\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 rimasta silenziosa a guardarsi le dita, poi ha rimesso i guanti e annuito. \u00abS\u00ec, Friedrich, anche noi lavoriamo agli antichi scritti. Li custodiamo, alcune di noi sono autorizzate a leggerli e molte passano le giornate a copiarli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sbalordito. Non sapevo che anche le suore si occupassero dei manoscritti. I monaci lo considerano un privilegio, si vantano del loro ruolo\u2026 Non riuscivo a immaginare una donna nello scriptorium.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo sono una miniaturista. O meglio, lo ero, prima di diventare badessa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha restituito i tre dadi. Ho preso il coltellino ed ho iniziato a rifinirne i contorni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai, \u00e8 interessante questo tuo\u2026 lavoretto. Verresti con me a Magonza? Mi \u00e8 venuta un\u2019idea\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi occhi erano buoni e aspettavano un s\u00ec. Per me, Magonza o un qualsiasi altro posto \u00e8 lo stesso, ho pensato, ma quella meta, mentre la carrozza andava, mi ha riscaldato il cuore e sciolto le membra, come strutto sul fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo la strada ci siamo fermati in una locanda per rifocillarci e far riposare i cavalli. Non ho mai mangiato tanto in vita mia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDatti una ripulita\u00bb mi ha detto suor Terese. \u00abDevi essere presentabile. Pi\u00f9 tardi andremo a trovare un mio giovane amico.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Giunti a Magonza il cielo era grigio, la via polverosa e larga. Guardavo stupefatto dal finestrino. Una citt\u00e0 non l\u2019avevo mai vista. Non c\u2019erano casupole ma palazzi; non carretti ma carrozze. Donne e uomini ben vestiti andavano di fretta; i bambini vociavano allegri, chi rincorrendosi, chi spingendo il cerchio con un bastone. Ho visto giovanette con ceste sulla testa e ragazzi che trasportavano carretti di frutta e ortaggi. C\u2019era movimento e vita, in ogni angolo, in ogni strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo fermati dinanzi alla bottega di un orafo. Il proprietario incuteva soggezione e non pareva poi cos\u00ec giovane. Forse era la barba che rendeva il suo aspetto severo, o lo sguardo altero e diffidente col quale mi ha squadrato da capo a piedi quando sono entrato al seguito della badessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCaro Johannes, questi \u00e8 Friedrich. Viene dal monastero di Weltenburg ed ha avuto un\u2019idea molto interessante, che potr\u00e0 illustrarti lui stesso!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione dell\u2019uomo si \u00e8 ammorbidita, pur mantenendo quella punta di sospettosa prevenzione forse tipica del suo rango. &nbsp;Era un ricco commerciante, del resto, e la badessa aveva appena acquistato da lui un turibolo finemente intagliato, con madreperle incastonate a formare una croce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDimmi, ragazzo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mai avrei immaginato, solo pochi giorni prima, che il mio passatempo disprezzato da padre Karl potesse interessare qualcuno, fuori dal mio convento.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ho mostrato i dadi, ancora grezzi, e cercato di vincere la timidezza. Con parole povere e il cuore come un tamburo, incespicando spesso, gli ho descritto come andavano utilizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo\u2026 penso che in questo modo si potranno scrivere molti pi\u00f9 libri\u2026\u00bb ho concluso, alzando gli occhi su quell\u2019uomo per una fugace occhiata, ma tornando subito a guardarmi le punte dei piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa scrittura \u00e8 la pi\u00f9 alta delle attivit\u00e0 manuali\u00bb ha esordito lisciandosi la barba. \u00abNon mi stupisce che un amanuense l\u2019abbia considerata una diavoleria. Forse ne ha intuito le possibilit\u00e0 e l\u2019avr\u00e0 ritenuta in grado di togliere il lavoro a lui e a chi, come lui, dedica la propria vita a copiare gli antichi testi. Che cosa pensa lei, Terese, in proposito?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAmo molto il mio lavoro. Io e le altre miniaturiste abbiamo fatto delle cose meravigliose e sono convinta che nessuna macchina possa fare altrettanto.&nbsp; La bravura di certi artigiani sar\u00e0 sempre richiesta; non credo che scomparir\u00e0. Ma il progresso non si pu\u00f2 e non si deve fermare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 vero\u00bb ha detto l\u2019orafo. Poi, rivolto a me: \u00abPer\u00f2 il legno non \u00e8 materiale adatto per fare timbri. Assorbe e si rovina subito. Ci vuole il metallo. Un metallo resistente. O meglio, una lega\u2026 E occorre trovare un inchiostro che aderisca su questo materiale. E studiare una pressa, che sostituisca la mano dell\u2019uomo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo roteare tra le dita uno dei miei dadi, ha continuato: \u00abCi vuole tecnica, ragazzo. Tecnica.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa l\u2019idea \u00e8 buona, vero Johannes?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMolto buona, mia cara Terese, molto buona. Direi geniale. Bravo Friedrich.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ho alzato lo sguardo su di lui, riconoscente. Nessuno mi aveva mai detto \u201cbravo\u201d.&nbsp; Sto sognando, ho pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora\u2026 t\u2019interessa?\u00bb ha aggiunto la badessa. \u00abIo sono venuta subito qui perch\u00e9 solo una persona come te, artista e conoscitore del mondo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec. Vale la pena di lavorarci su\u00bb ha detto l\u2019uomo annuendo, pensieroso. \u00abDirei proprio di s\u00ec\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Suor Terese mi ha sorriso; ci\u00f2 mi ha dato coraggio e, fatto un respiro profondo, ho osato, non avendo nulla da perdere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi tenga a lavorare con lei. Sono volenteroso e\u2026 non le chieder\u00f2 nulla. Solo lavorare, signor\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGutenberg. Johannes Gutenberg, ragazzo mio.\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45517\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45517\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio nome \u00e8 Friedrich. A cinque anni, nel febbraio del 1440, i frati del monastero di Weltenburg mi hanno salvato dall\u2019incendio della mia casa. Da allora sono trascorsi dieci anni. Devo tutto ai frati benedettini che mi hanno cresciuto e insegnato a leggere, scrivere e far di conto. In cambio hanno voluto preghiere, ubbidienza [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_45517\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45517\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21711,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-45517","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45517"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21711"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45517"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45552,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45517\/revisions\/45552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}