{"id":45502,"date":"2021-05-11T17:31:33","date_gmt":"2021-05-11T16:31:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45502"},"modified":"2021-05-11T17:31:34","modified_gmt":"2021-05-11T16:31:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-flauto-rosso-di-giorgio-ridolfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45502","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il flauto rosso&#8221; di Giorgio Ridolfi"},"content":{"rendered":"\n<p>Guard\u00f2 fuori, attraverso i vetri, stava piovendo. Rimase perplesso, un attimo prima il cielo era pieno di stelle e la luna splendeva sopra la collina.<\/p>\n\n\n\n<p>-Bene- pens\u00f2 \u2013 almeno rinfrescher\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era per\u00f2 l\u2019unica cosa fuori posto in quella notte d\u2019estate: tutt\u2019intorno, la campagna, era silenziosa, completamente priva di vita, non un grillo n\u00e9 un uccello notturno, solo il ruscello brontolava lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia non dur\u00f2 molto, cos\u00ec il dottor Faustoni pot\u00e9 finalmente uscire, aprire la comoda sedia a sdraio e sedersi nel giardino. Erano da poco passate le undici e faceva ancora molto caldo e le poche gocce d\u2019acqua avevano peggiorato solo la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stanco, stanco e molto avvilito, avrebbe voluto addormentarsi l\u00ec, nel giardino, cos\u00ec, forse pi\u00f9 tardi, avrebbe goduto un po\u2019 di fresco, Si ricord\u00f2 per\u00f2 dei dolori reumatici che lo tormentavano, che sarebbero certo aumentati con l\u2019umidit\u00e0 della notte, cos\u00ec decise di rimanere fuori solo qualche minuto, ma ben sveglio, cercando di dimenticare i suoi guai.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella era la sua specialit\u00e0: in qualsiasi momento era capace di estraniarsi dalla realt\u00e0, era il suo salvagente per i momenti brutti e quella trascorsa era stata proprio una giornata tremenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima in ufficio, con i colleghi, poi a casa con il figlio, tutto era andato per il verso sbagliato ed ora quella calura asfissiante lo opprimeva come sotto un macigno, non aveva bisogno solo d\u2019aria per respirare ma anche di una ventata di freschezza per la mente che potesse rilassarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel mentre sent\u00ec un fruscio che proveniva dal fondo del giardino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Chi \u00e8 l\u00e0? &#8211; chiese, ma nessuno rispose e i poveri occhi da miope non videro niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, per\u00f2, lentamente, dall\u2019oscurit\u00e0, apparve un ragazzo, esile, esile, vestito di bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>-E tu chi sei? \u2013 lo apostrof\u00f2 meravigliato Faustoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo non rispose e questo, stranamente, non lo infastid\u00ec, anzi: quella improvvisa presenza, apparsa quasi dal nulla, non lo inquietava, al contrario, lo incuriosiva e bench\u00e9 non lo conoscesse, gli ispir\u00f2 fiducia. Aveva uno sguardo sereno, due occhi incantevoli, con una luce particolare e qualcosa di strano\u2026 di diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vieni qui vicino, fatti vedere meglio- disse ancora -che ci fai a quest\u2019ora nel mio giardino? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo si avvicin\u00f2 ma non rispose, sedette accanto al lui, sull\u2019erba, con le gambe incrociate, alla moda degli Indiani, sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora Faustoni lo vedeva bene: poteva avere dodici o tredici anni e non era cos\u00ec esile come sembrava, anzi, con le spalle ben erette e le braccia conserte, dava l\u2019idea di essere longilineo ma pieno di forza.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi occhi lo colpirono particolarmente, c\u2019era un bagliore particolare, sembrava quasi che sprigionassero energia, tanto erano belli. E poi mobilissimi e pieni di una pacata dolcezza ma, soprattutto, uno nero ed uno blu.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non restare per terra, ti bagnerai, prendi una sedia- lo esort\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo non si mosse, lo fissava sorridendo. Eppure, Faustoni non si indispett\u00ec, lui che non sopportava &nbsp;assolutamente di essere contraddetto, non se la prese, rimase in silenzio, a fissarlo, come se attraverso lo sguardo potessero comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per meglio dire, Faustoni avvert\u00ec che una strana forza, un fluido, che proveniva dal ragazzo, lo circondava, dandogli un senso di benessere. Anche il caldo era scomparso, mentre erano tornati gli uccelli, non quelli notturni, ma festosi gabbiani che volavano, frenetici, da ogni parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec pure la notte, di colpo, era svanita e c\u2019era una tenue luce soffusa di un tramonto dorato ed al posto del brontolio del ruscello, c\u2019era un rumore di onde che si frangevano sulla spiaggia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giardino era sparito, volatilizzato, si ritrov\u00f2 in riva al mare, sotto un lussureggiante palmeto, accarezzato da una fresca brezza. La spiaggia era bianchissima, si perdeva in una serie infinita di golfi e promontori a volte interrotti da alte scogliere che si specchiavano in un mare cristallino. Accanto a lui, nella stessa posizione che aveva in giardino, il ragazzo con i suoi occhi stranissimi, uno nero ed uno blu.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stava sognando, era sveglio, n\u00e9 poteva essere la sua immaginazione, tutto era concreto, reale: l\u2019odore del mare, il garrire dei gabbiani, il sole al tramonto e poi il ragazzo\u2026 ma certo lui poteva spiegargli cosa stesse succedendo. Si volt\u00f2 verso di lui, era ancora l\u00ec, immobile e solenne, ma non gli chiese nulla, ebbe paura: e se tutto fosse finito e quel posto meraviglioso fosse scomparso all\u2019improvviso. Non voleva, quello che gli stava capitando era \u201ctroppo fantastico\u201d per perderlo per curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTroppo fantastico\u201d, come avrebbe detto suo figlio. Gi\u00e0 suo figlio: quella sera, gli aveva finalmente aperto gli occhi e gli aveva sbattuto in faccia tutta sua \u201camata normalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>-Pap\u00e0, tu sei troppo normale- aveva detto -troppo uguale, sempre. Non cambi mai, sei nato vecchio, ma io no! Io sono giovane e voglio viverla la mia giovent\u00f9. Voglio poter sognare, avere grandi aspirazioni, mantenere il mio entusiasmo! -.<\/p>\n\n\n\n<p>-Le aspirazioni- aveva mormorato sconsolato \u2013cosa ne sai tu delle mie aspirazioni-.<\/p>\n\n\n\n<p>-E dimmele allora, parlami, non farmi solo prediche, fammi sentire che sei vivo! -.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Faustoni non parl\u00f2. Solo ora, nella pace di quel luogo, lontano dagli affanni, trov\u00f2 le parole che avrebbe voluto dire a suo figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era nato vecchio, n\u00e9 \u201ctroppo normale\u201d, aveva solo paura, terrore di essere deriso, preso in giro per i suoi sogni. Cos\u00ec li aveva sempre tenuti nascosti, soprattutto a s\u00e9 stesso, per non rimanere deluso e il suo estraniarsi dalla realt\u00e0, per dimenticare i suoi guai, non era altro che un alibi: si convinceva che fosse impossibile aspirare a qualcosa di diverso per paura di essere sconfitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, finalmente, aveva capito, avrebbe dovuto lasciarsi trasportare dai suoi sogni, cos\u00ec come si era abbandonato all\u2019energia del ragazzo dagli occhi strani, doveva ritrovare l\u2019entusiasmo che aveva da giovane, quando\u2026 quando: era disperato, non riusciva a ricordare una sola volta in cui avesse sognato di fare qualcosa di veramente affascinante.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec allora una musica dolcissima, si volt\u00f2, era il ragazzo che stava suonando con un piccolo flauto rosso, come quello che una volta gli regal\u00f2 suo nonno. Ma certo, ora ricordava, doveva avere circa la stessa et\u00e0 del ragazzo, fu cos\u00ec contento di quel regalo che corse dal padre annunciandogli di voler diventare un grande musicista.<\/p>\n\n\n\n<p>-Benedetto figliolo- gli rispose sorridendo \u2013non credo che potrai mai esserlo, quelli, almeno all\u2019inizio, fanno la fame e tu sei troppo goloso per stare a dieta-.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui rimase malissimo, non cap\u00ec lo scherzo e, infuriato, scagli\u00f2 il flauto a terra, frantumandolo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non avresti dovuto farlo- disse finalmente il ragazzo \u2013rompere quel flauto signific\u00f2 spezzare ogni legame con i tuoi sogni, cos\u00ec, invece di sforzarti per realizzarli o scoprirne di nuovi, li hai distrutti e con essi la felicit\u00e0. Vedi come \u00e8 facile essere sereni, basta ritrovare l\u2019innocenza dei quegli anni. Prendilo- lo esort\u00f2 infine porgendogli il flauto \u2013ti aiuter\u00e0-.<\/p>\n\n\n\n<p>Faustoni lo prese, delicatamente, come per non sciuparlo e lo mise nella tasca della giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>-Pap\u00e0\u2026 pap\u00e0, sveglia, sta piovendo-.<\/p>\n\n\n\n<p>Era di nuovo nel giardino di casa e suo figlio lo stava scuotendo: si era addormentato. Rimase deluso, molto deluso, aveva sognato, si guard\u00f2 intorno in cerca del ragazzo ma non lo trov\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ma cos\u2019hai, pap\u00e0? Cosa cerchi? &#8211; gli chiese curioso il figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>-Niente, niente, ma cosa c\u2019\u00e8? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>-C\u2019\u00e8 che piove e tu ti stavi bagnando. Ti eri addormentato e cos\u00ec sono uscito a chiamarti.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi\u2026 volevo dirti\u2026 ecco, mi dispiace, non volevo dire quelle cose\u2026 prima, ma sai io ci tenevo tanto a suonare in quella \u201cband\u201d, ma se tu non vuoi io\u2026 e quello cos\u2019\u00e8? &#8211; gli chiese, stupito, indicandogli la tasca della giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>-Quello cosa? \u2013 disse Faustoni frugando con la mano: era il flauto, il suo flauto rosso, quello che gli aveva regalato il ragazzo, non era stato dunque un sogno, almeno non del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>-Vieni- disse al figlio \u2013rientriamo in casa, cos\u00ec parliamo un po\u2019 di questa tua \u201cband\u201d, sai anch&#8217;io, adesso, mi intendo di musica.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45502\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45502\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guard\u00f2 fuori, attraverso i vetri, stava piovendo. 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