{"id":45451,"date":"2021-05-10T17:58:22","date_gmt":"2021-05-10T16:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45451"},"modified":"2021-05-10T17:59:24","modified_gmt":"2021-05-10T16:59:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-nerume-di-giuseppe-fabrizio-e-ernesto-coco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45451","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Nerume&#8221; di Giuseppe Fabrizio Ernesto Coco"},"content":{"rendered":"\n<p>Due sere prima della partenza, davanti a una pizza, Lamberto le confid\u00f2: \u00abAvrei portato te. Questo viaggio lo avevamo desiderato tanto e non siamo mai riusciti a farlo. Magari in futuro, quando torneremo insieme.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, nella bara!\u00bb liquid\u00f2 risentita Giuliana. Poi al parcheggio si salutarono affettuosamente, lei gli strinse le mani pensando a quanto le amasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di entrare in macchina si raccomand\u00f2: \u00abRicordati di salutare Marcello. \u00c8 sempre tuo figlio.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, gli mander\u00f2 un messaggino.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni dopo, mentre \u00e8 alle prese con chiacchere, decolorazioni e tagli, Giuliana riceve una telefonata dalla polizia di Enna, bisbiglia per non farsi sentire da clienti e lavoranti. Come unica parente di Lamberto (erano separati, ma non divorziati), la informavano del decesso a causa di un incidente sulla A19 Catania &#8211; Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riattacca. Guarda il vuoto inebetita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricorda l\u2019ultimo incontro, di come si fosse arrabbiata per il suo solito gioco seduttivo (\u201cAvrei portato te, per\u00f2 ora c\u2019\u00e8 lei\u201d), si sente in colpa per tutti i pensieri di biasimo fatti mentre rientrava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla pelle rivive la tensione della prima uscita, le mani corpose di Lamberto, la scoperta di avere in comune la passione per i film di Sophia Loren e Marcello Mastroianni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei adorava&nbsp;<em>La pupa del gangster<\/em>, tanto che, qualche mese dopo, quando lo invitava a casa, si faceva trovare con la vestaglia di raso, finti boa di struzzo e ciabatte col tacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cliente con un impacco in testa la ridesta con voce da fumatrice incallita: \u00abJuly, i quarantacinque minuti sono passati da un quarto d\u2019ora. Non vorrei che mi si lessasse il cuoio capelluto!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Alle quattordici si fa coraggio, chiama.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPronto, sei a lavoro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma? Che ti \u00e8 successo? Hai una voce.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Giuliana, tira su il moccio, poi con voce strozzata: \u00abSenti, devo dirti una cosa\u2026 il babbo \u00e8 morto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 rimasto secco mentre trombava con l\u2019ultima sciacquina?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non dice nulla, solo singulti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusa\u00bb aggiunge Marcello, \u00abnon volevo. Ti passo a prendere. Non puoi rimanere a lavorare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi aspetto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello l\u2019aiuta nell\u2019acquisto online del biglietto aereo che l\u2019indomani l\u2019avrebbe portata in Sicilia. Floscia sul divano del salotto guarda la stanza affollata di ricordi: il T-Table rosso della Kartell che Lamberto le aveva regalato alcuni anni fa, con sopra il Buddha di giada contornato da candeline a forma di fiori di loto, la maschera africana intagliata nel legno appesa accanto alla locandina incorniciata della versione spagnola di&nbsp;<em>Ieri, oggi e domani<\/em>, una vecchia croce ortodossa d\u2019argento e una mezuzah in vetro colorato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDevo andare, domani ho il turno di mattina. Se hai bisogno chiama.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTranquillo. Da quando ci siamo lasciati ero di gi\u00e0 un po\u2019 vedova\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, Giuliana lascia il locale in mano alle collaboratrici e s\u2019imbarca sul volo per Catania. Durante il viaggio, come una vedova proba, inizia a ricordare le qualit\u00e0 di Lamberto. Ma subito si affacciano i difetti: giocava. Non proprio d\u2019azzardo, per\u00f2 quel tanto da lasciarci la casa al mare che aveva acquistato grazie a un\u2019eredit\u00e0 e a un colpo di fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Sforza la memoria a ricordare i viaggi fatti insieme (Egitto, Marocco, Armenia, Cina, Mar Morto), poi, mentre sgranocchia i salatini offerti dalle mani tozze e curate dello steward, irrompono altre pecche: circa quattro, forse cinque volte al mese, Lamberto beveva tanto, poi diventava odioso e manesco. Una volta che aveva avuto grossi problemi sul lavoro, la sera a cena era gi\u00e0 brillo. Lei in cucina con un paio di occhiali demod\u00e9 friggeva anelli di totani. Lamberto, scaldato dell\u2019alcol e della rabbia, parlava animosamente, ma Giuliana sentiva con fatica a causa del rumore della cappa e dello sfrigolio del pesce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome dici?\u00bb continuava a dire. \u00abScusa, non ho capito. Cosa?\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Stufo di dover sempre ripetere in quel frastuono, le si avvicin\u00f2, afferr\u00f2 la padella dalla fiamma e gliela tir\u00f2 addosso. Giuliana riusc\u00ec a scansarsi quel tanto per non finire gravemente ustionata, ma&nbsp;<em>solo<\/em>&nbsp;delle bruciature importanti. Al pronto soccorso dichiar\u00f2 un incidente mentre friggeva. Poi nella mente, l\u2019accaduto fini nella sezione&nbsp;<em>screzi di coppia<\/em>. La cosa che invece la fece imbestialire, tanto da indurla a chiedere la separazione, fu scoprire che Lamberto aveva una relazione fissa da quasi un anno. Non era la solita scappatella: un\u2019altra si era insinuata fra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Finito il matrimonio, dopo un paio di mesi ricominciarono a vedersi con la scusa di parlare della crescita di Marcello.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019aeroporto, fino ad Enna, prende un taxi monovolume insieme a tre donne e due uomini, cos\u00ec da poter contenere il costo. L\u2019auto viaggia su un\u2019autostrada deserta e arsa dal sole. Dal finestrino solo colline brulle, ogni tanto qualche albero di palma e in lontananza delle macchie, che a guardar bene, sono agglomerati di case.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri passeggeri cianciano tra loro, sembra si conoscano: un dialetto fitto fitto che pare una nenia, interrotta da qualche esclamazione o risata. Le chiedono qualcosa, lei risponde evasiva e poi riprendono a parlottare. Da come sono sgualciti devono aver fatto un viaggio lungo. Lo si intuisce anche dall\u2019aria nell\u2019abitacolo: puzzo di rancido e alito cattivo, nonostante la climatizzazione. Apre uno spiraglio di finestrino e come un cane annusa l\u2019aria esterna. Avrebbe voglia di sgranchirsi, il calore della schiena a contatto della tappezzeria \u00e8 disagevole \u2013 Chiss\u00e0 quanti ci hanno sudato! Ma non si arriva mai?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avverte lo sguardo dei maschi puntato su alcune punti del suo corpo e quello delle femmine che in cerca di difetti: si rassetta il vestito dove lo sente tirare. \u2013 Ma proprio qui dovevi finire i tuoi giorni?<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata alla centrale di polizia di Enna, Giuliana viene a conoscenza dei particolari del decesso:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Lamberto non aveva superato i limiti di velocit\u00e0<\/li><li>non si era reso conto che doveva fare un cambio di careggiata su un viadotto perch\u00e9&nbsp;<em>la giovane signora che era in macchina con lui stava trafichiando<\/em>&nbsp;(testuali parole del militare).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u00abCosa faceva?\u00bb incalza Giuliana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome dire, signora\u2026 siamo quasi certi che la passeggera gli stava\u2026 insomma, facendo un lavoretto. Abbiamo trovato il signor Lamberto con le brache calate. Lei, invece, aveva tracce di liquido organico sulle labbra.\u00bb risponde il graduato in imbarazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChiarissimo.\u00bb&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una volante l\u2019accompagna alla camera mortuaria: un edificio squallido e fatiscente che rende ancora pi\u00f9 straziante l\u2019incontro con il morto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le bare aperte di Lamberto e dell\u2019<em>esserino scialbo<\/em>&nbsp;(nomignolo che le affibbi\u00f2 quando la vide la prima volta), pur essendo nella stessa stanza, sembrano non avere alcun legame: lui contornato da cuscini floreali, ordinati da Giuliana prima di partire, lei invece solo due fiori ormai agonizzanti, lasciati da qualcuno venuto a conoscenza dell\u2019incidente ai due&nbsp;<em>forestieri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando Il viso di lui, rilassato e soddisfatto come dopo un orgasmo, si stizzisce: si era sempre illusa che quell\u2019espressione fosse stata riservata a lei sola. Adesso, nella bara, non pu\u00f2 pi\u00f9 negare la realt\u00e0: anche lei \u00e8 stata una delle tante con cui si era divertito. Prova a pacificarsi pensando di essere stata l&#8217;unica ad averlo sposato e a dargli un figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino seguente prima conforta corpo e animo flirtando con il barista (dalle mani grandi e dita agili come tentacoli) di un elegante locale vicino l\u2019albergo, poi inizia a girare per pratiche burocratiche. In due giorni riesce a far cremare Lamberto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le rimane a disposizione ancora un giorno, mette l\u2019urna nel bagaglio a mano tra i trucchi e le mutande sporche e si trasferisce a Catania.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane stordita dalla confusione rumorosa in cui sono immersi gli edifici barocchi del centro. Le pare che tutto quel nero lavico sprigioni calore e metta sete. Nelle ore pi\u00f9 calde si ritrova nella piazza, da cui si snoda, tra slarghi e vie,&nbsp;<em>la fera,<\/em>&nbsp;uno dei due grandi mercati della citt\u00e0. \u00c8 affascinata dalle urla gutturali degli ambulanti, non capisce quasi nulla di quelle frasi.&nbsp;&nbsp;Il mescolame di odori le d\u00e0 la nausea: formaggio, olive, pesce, erbe aromatiche, sudore, profumi di dopobarba e creme per il corpo. La impressionano i pezzi di bestie squartate appese davanti alle macellerie, cos\u00ec come i pesci agonizzanti sui banchi: accennano lievi movimenti, quando i pescivendoli gli buttano addosso l\u2019acqua per mantenerne il colore vivo. S\u2019intrufola tra quei dedali di banchi intimorita dal pigia pigia di sconosciuti, si eccitata nel guardare uno tra quegli uomini rozzi: braccia muscolose e pelose, mani callose e unghie nere, prima sistema la merce nelle buste di due clienti procaci, poi lo vede infilarsi una mano nei pantaloni e immagina si rovisti il sesso sudato e piscioso. Si accorge di essere guardato, sorride. Giuliana non distoglie lo sguardo, piacciono quei denti bianchi e il viso cotto dal sole, ha il sorriso marpione che avrebbe voluto vedere nel padre e che aveva trovato in tutti i Lamberto incontrati. Quel trambusto la sconvolge, capisce di avere fame e appetito di vita. Si allontana veloce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In camera ripensa a quel trasporto provato poche ore prima. Ritorna a cercare quei banchi. C\u2019\u00e8 ancora un uomo, ma non \u00e8 sicura sia lui, sembra pi\u00f9 massiccio, ha un tatuaggio lungo tutto il braccio destro, la faccia e il sorriso lo ricordano. La mano dello sconosciuto la invita ad avvicinarsi. Lei accetta. Comincia lui \u2013 Non sei di qua? \u2013 No. \u2013 Vacanza? \u2013 S\u00ec. \u2013 Vuoi vedere una bella cosa? \u2013 Forse s\u00ec. \u2013 Non fare la difficile, che hai paura di me? \u00c8 qua vicino. Veni cu\u2019 mia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a distanza Giuliana sente il calore di quel corpo. Lui la guarda, lei guarda a terra. Poi le dice di entrare in un portone, c\u2019\u00e8 un androne semibuio. La spinge alla parete, Giuliana sente il muro freddo e umido e l\u2019alito caldo, la saliva appiccicosa, l\u2019odore di sudore e di salumi digeriti del corpo di lui che cerca di entrare nella sua carne. Le sussurra \u2013 Mi piaci, sei una gran femmina. \u2013 Ti faccio godere. \u2013 Ti piace \u00e8? Lo sento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei vuole che finisca quanto prima, pensa a quei dipinti visti la mattina sul martirio della santa. Ha paura quando lui l\u2019afferra per i capelli per eiaculare in faccia. Lei piange e lui le dice \u2013 Te lo dicevo che ti sarebbe piaciuto. Mi sono arricriato, torna domani, amore mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei trema. Anche dopo aver buttato gli abiti in un sacchetto e averlo annodato stretto per non sentirne l\u2019odore. Trema mentre piange e s\u2019insapona sotto il getto d\u2019acqua calda. \u00c8 pervasa da brividi quando sistema il bagaglio a mano. Ritrova l\u2019urna di Lamberto.&nbsp;&nbsp;D\u2019istinto la apre e rovescia le ceneri nel cesso. Non trema pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si siede nella poltroncina imbottita e socchiude gli occhi. Domattina ha il volo alle sette.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45451\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45451\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due sere prima della partenza, davanti a una pizza, Lamberto le confid\u00f2: \u00abAvrei portato te. Questo viaggio lo avevamo desiderato tanto e non siamo mai riusciti a farlo. Magari in futuro, quando torneremo insieme.\u00bb \u00abS\u00ec, nella bara!\u00bb liquid\u00f2 risentita Giuliana. Poi al parcheggio si salutarono affettuosamente, lei gli strinse le mani pensando a quanto le [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_45451\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45451\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":17332,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-45451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45451"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17332"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45451"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45483,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45451\/revisions\/45483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}