{"id":45448,"date":"2021-05-10T17:56:48","date_gmt":"2021-05-10T16:56:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45448"},"modified":"2021-05-10T17:56:49","modified_gmt":"2021-05-10T16:56:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-sotto-il-cielo-di-roma-di-luca-laurenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45448","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Sotto il cielo di Roma&#8221; di Luca Laurenti"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Mia madre non sta bene.<br>Decido con molta fatica e preoccupazione di portarla al pronto soccorso dell\u2019ospedale S. Camillo dove \u00e8 seguita da anni.<br>Il cuore fa le bizze, non posso tergiversare.<br>\u00c8 ora di cena.<br>Le strade sono libere.<br>Pochi passanti.<br>Viale Trastevere \u00e8 incredibilmente vuoto e buio.<br>La luce fioca dei lampioni si riflette sull&#8217;asfalto bagnato, poche insegne luminose, qualche passante frettoloso.<br>Arrivo all&#8217;ingresso del PS.<br>Ci misurano la febbre ed entriamo.<br>Pochi metri ed entriamo.<br>Siamo soli in sala d&#8217;attesa.<br>Davanti a noi un corridoio, in fondo il triage.<br>Voci lontane, sanitari in visiera senza volto che si affannano intorno a letti e barelle su cui sono<br>adagiati corpi umani senza forma.<br>Mani e braccia grinzose si levano verso il soffitto insinuandosi tra lenzuola bianche e teli verdi.<br>Sono tutti anziani, tutti, presumo Covid.<br>Un&#8217;atmosfera irreale.<br>Aspettiamo.<br>Mia madre si guarda intorno con aria spaesata.<br>Sento il suo respiro affannato dentro la mascherina.<br>Le accarezzo la mano per rassicurarla.<br>Passano i minuti.<br>Nessuno.<br>Arriva un&#8217;ambulanza.<br>I suoi fari rompono il buio della notte.<br>Si aprono gli sportelli posteriori.<br>Una barella.<br>Un\u2019anziana signora distesa sul fianco protende una mano all&#8217;esterno e con l&#8217;altra si regge sul volto la mascherina.<br>I due barellieri accostano la barella al muro.<br>La lasciano un attimo, entrano nella sala, poi tornano.<br>L&#8217;anziana signora si toglie la mascherina e tenta di toccare il volto della giovane ausiliaria che insieme al collega l&#8217;ha accompagnata fino al PS.<br>&#8220;Voglio farvi pubblicit\u00e0, dice con un filo di voce. Siete stati due angeli, lo dico a tutti&#8221;<br>La giovane donna sorride.<br>Le accarezza i capelli.<br>Ha uno sguardo dolcissimo.<br>Si capisce che \u00e8 emozionata e commossa.<br>&#8220;Adesso le facciamo il tampone. Non deve avere paura. Le tengo la mano mentre lo fa. Va bene?&#8221;<br>L&#8217;anziana annuisce e vedo le sue dita scarne che si avvinghiano al polso del suo angelo in tuta gialla.<br>Un lungo cotton-fioc le penetra nel naso.<br>Pochi secondi e tutto finisce.<br>L&#8217;infermiera in uniforme stile \u201crobocop\u201d si avvicina a mia madre.<br>&#8220;Tocca a lei, signora&#8221;<br>Abbasso la mascherina di mamma.<br>Pure lei, come l\u2019altra, artiglia il mio polso.<br>Gli occhi le si riempiono di lacrime mentre il cotton-fioc le rovista nella narice.<br>Anche per lei dura pochi secondi.<br>Poi tutti si allontanano mentre altri due infermieri portano via la barella con l&#8217;anziana signora.<br>Di nuovo silenzio.<br>Arrivano altre ambulanze, una dopo l&#8217;altra.<br>Stavolta i pazienti entrano dall&#8217;ingresso Covid.<br>Una donna in tuta su una barella in mezzo alla stanza triage grida aiuto.<br>Vuole sapere che ne sar\u00e0 di lei, ma nessuno le d\u00e0 retta.<br>Qualcuno finalmente si avvicina per spiegarle che non le faranno nulla prima del risultato del test Covid.<br>Lei si placa, ma si guarda intorno spaesata.<br>La sua barella ingombra, ma non si sa dove metterla.<br>Non c&#8217;\u00e8 posto.<br>Alla fine, riescono a spostare due lettini dove due corpi raggrinziti giacciono inerti e lei viene spinta contro un muro tra i due.<br>Scompare alla mia vista e le sue grida si affievoliscono.<br>Mamma continua a guardarsi intorno sempre pi\u00f9 attonita.<br>Arrivano altre ambulanze.<br>Anziani, sempre anziani.<br>Guardo l&#8217;orologio.<br>\u00c8 passata un&#8217;ora.<br>Ecco finalmente l\u2019infermiera.<br>Ha un blocco in mano.<br>Attraverso la visiera riesco a vedere i suoi occhi stanchi incastonati da occhiaie scure.<br>Infila l&#8217;indice di mamma nel saturimetro e intanto mi chiede i dati anagrafici.<br>Qualcuno la chiama.<br>Scappa via.<br>Poi torna e registra i valori.<br>Mi avverte che mamma dovr\u00e0 stare da sola.<br>Ci contatteranno sul cellulare per darci notizie.<br>Le spiego che mia madre non pu\u00f2 stare da sola, lei alza le braccia e mi indica la sala.<br>Nessuno di loro pu\u00f2 stare da solo. Ma non c&#8217;\u00e8 scelta.<br>Mi viene un crampo allo stomaco.<br>Mia madre mi guarda e nei suoi occhi leggo angoscia e terrore.<br>Non so come spiegarglielo.<br>L&#8217;infermiera scappa di nuovo.<br>Io comincio a sfilare l&#8217;orologio dal polso ossuto di mamma, poi prendo il portafoglio e il cellulare mentre il cuore mi scoppia e lei mi guarda quasi di divertita, senza capire, senza chiedermi nulla.<br>Mi sembra di strapparle la carne insieme alla dignit\u00e0, di tradire la sua fiducia, di condannarla a un abbandono di cui non immagina la crudelt\u00e0 e dal quale non potr\u00e0 pi\u00f9 fuggire.<br>L&#8217;infermiera torna, sembra voglia parlarmi.<br>&#8220;Le posso dare un consiglio? La porti via. Glielo dico come fosse mia nonna. I valori sono sotto controllo. La porti via di qua. Guardi come stiamo messi. Sono tutti malati Covid. La porti a casa sua. Domani la fate vedere da un cardiologo. Non la lasci soffrire qui da sola&#8221;<br>Quasi la bacerei, mentre pronuncia le parole che mi liberano da un&#8217;angoscia e da un dolore che non riesco pi\u00f9 a contenere.<br>Mamma mi guarda.<br>La sua muta supplica si unisce a quella di tutti gli altri corpi, alle grida disperate, alle mani levate al cielo, agli sguardi dove puoi scorgere la profondit\u00e0 di abissi senza fondo.<br>\u00c8 un attimo.<br>Siamo gi\u00e0 fuori.<br>Passiamo con la macchina davanti a una fila di auto parcheggiate ordinatamente una accanto all&#8217;altra.<br>Nel buio degli abitacoli scorgo figure silenziose, immobili, volti scuri rivolti verso l&#8217;ingresso del PS.<br>Sono i parenti di quei corpi soli strappati da un subdolo virus all&#8217;affetto dei propri cari.<br>Immagino la loro disperazione, il senso di colpa, la paura, l&#8217;angoscia di non poter fare nulla, di non sapere cosa stia succedendo l\u00e0 dove non possono vedere quelle dita che cercano qualcosa in alto, verso il soffitto, verso il cielo.<br>Lo strazio che provo mentre li guardo ormai dallo specchietto retrovisore \u00e8 terribile.<br>Ma gi\u00e0 sento mia mamma che grida felice &#8220;che meraviglia&#8221; mentre le luci dell&#8217;isola Tiberina ci accolgono rassicuranti e poi piazza Argentina, il Campidoglio e la sua scala deserta, piazza Venezia con i sanpietrini che riflettono la luce della luna.<br>Il suo respiro \u00e8 pi\u00f9 regolare, ora.<br>Che meraviglia, esclama continuamente, rapita ogni pochi metri e i suoi occhi brillano in una notte di coprifuoco cos\u00ec diversa dalle altre, cos\u00ec buia e silenziosa.<br>E Roma quasi sembra ascoltarla.<br>Intenerita da quella mano ossuta appoggiata al vetro del finestrino, pare offrirle delicatamente la sua grandiosa nudit\u00e0, il buio e lo sfavillio dei suoi monumenti, perch\u00e9 quella meraviglia sussurrata continui a galleggiare nel silenzio e nel deserto di una notte di un tempo malato e fuggitivo.<br>Le strade sono vuote, potrei aumentare la velocit\u00e0, ma non lo faccio.<br>Voglio ascoltare il suo continuo che meraviglia, voglio prolungare la sua felicit\u00e0.<br>Voglio che non si senta sola.<br>Voglio vedere le sue dita che indicano ora qua, ora l\u00e0.<br>Voglio vederla sorridere.<br>Perch\u00e9 il suo sorriso possa arrivare fin laggi\u00f9, fino ad accarezzare quei volti angosciati negli  abitacoli delle auto nascosti dal buio della notte e ancora pi\u00f9 oltre, fino a stringere quelle mani grinzose e sole protese verso un cielo senza stelle e senza amore.<br>Il cielo di Roma, stanotte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45448\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45448\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia madre non sta bene.Decido con molta fatica e preoccupazione di portarla al pronto soccorso dell\u2019ospedale S. 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