{"id":45361,"date":"2021-05-04T18:26:33","date_gmt":"2021-05-04T17:26:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45361"},"modified":"2021-05-04T18:26:34","modified_gmt":"2021-05-04T17:26:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-giu-le-mani-su-la-testa-di-daniele-semplici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45361","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Gi\u00f9 le mani, su la testa&#8221; di Daniele Semplici"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cMarco alzati, altrimenti arriverai tardi a scuola.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma, non mi sento bene. Mi fa male la pancia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche questa settimana? Misurati la febbre cos\u00ec decidiamo cosa fare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 il termometro sul comodino e torn\u00f2 in cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco tir\u00f2 fuori solo la mano per prendere il termometro e la piccola luce che usava per leggere la sera tardi. Da sotto il lenzuolo lo avvicin\u00f2 alla lampadina quel tanto che bastava per arrivare a una temperatura da febbre, alta ma senza esagerare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE&#8217; proprio febbre. Pi\u00f9 tardi telefoner\u00f2 al dottore. Non preoccuparti\u201d, cerc\u00f2 di tranquillizzarlo la mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco rimase solo. Tir\u00f2 fuori la testa e si appoggi\u00f2 al cuscino. Si era levato un peso. Aveva almeno una giornata, se non di pi\u00f9, da passare tranquillo a casa. Gett\u00f2 uno sguardo alla scrivania e riconobbe il quaderno di Giulio. Proprio quella mattina gli sarebbe servito per la lezione di matematica. Chiss\u00e0 come si sarebbe arrabbiato. Gliel\u2019avrebbe fatta pagare con gli interessi, c&#8217;era da giurarci. Intanto quella mattina gli sarebbe toccata una bella nota. Una piccola vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era anche gioved\u00ec. Alla terza ora c&#8217;era ginnastica. Ultimamente il professore aveva avuto l\u2019idea di unire tutte le terze per fare gruppo tra i ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo e te dobbiamo stare in due squadre diverse\u201d, gli aveva detto Giulio, \u201caltrimenti non mi diverto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio era alto e grosso, giocava a calcio da quando era bambino. Marco non era tanto pi\u00f9 basso ma era molto magro. Giulio lo prendeva di mira. Bastava una spallata durante un&#8217;azione per farlo cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai Rondelli, rialzati. Il calcio non \u00e8 un gioco da femminucce\u201d, gli diceva qualche volta l\u2019allenatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Da alcuni mesi l\u2019ora di ginnastica era diventata un incubo. Aveva sperato di farsi male, niente di grave. Qualcosa alla caviglia, per poter essere esonerato per qualche settimana. Non era tranquillo neanche nello spogliatoio. Giulio si avvicinava con altri due o tre ragazzi per prenderlo in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI muscoli? Li hai lasciati a casa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri facevano finta di niente o si allontanavano. Qualcuno in cuor suo pensava: \u201cAlmeno questa volta \u00e8 capitato a lui.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio sarebbe sicuramente venuto a trovarlo il suo amico Roberto per portargli i compiti. Senza dubbio aveva capito il motivo della sua assenza. Ne avevano parlato una sola volta, forse per pudore reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi ho preparato del t\u00e8 caldo con delle fette biscottate. Mangia qualcosa ma senza esagerare. Io devo uscire ma non far\u00f2 tardi. Cerca di riposare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marco sent\u00ec chiudere la porta di casa e si alz\u00f2 per andare a fare colazione. Aveva tutta la giornata a sua disposizione. Prese un paio dei suoi fumetti e torn\u00f2 a letto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa mia vita sarebbe tranquilla, non mi manca niente\u201d, pensava Giulio, \u201cperch\u00e9 si \u00e8 fissato proprio con me?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva provato a trovare una risposta ma non c&#8217;era alcuna spiegazione logica a quel comportamento. Almeno si fosse limitato ad obbligarlo a fargli i compiti. In fondo a lui piaceva studiare, non era un cos\u00ec grande sforzo. A ricreazione era uno stato continuo di tensione. Era il momento ideale per Giulio. Nessun professore in giro, tutti in sala insegnanti. Poteva accadere qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sviluppato una specie di radar per vedere da lontano la presenza di Giulio e cercare di evitarlo. Non sempre ci riusciva. Alcune volte gli arrivava da dietro e lo faceva cadere con uno sgambetto. Giulio e i suoi amici ridevano mentre gli altri facevano il vuoto intorno per non essere coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin\u00ec di leggere i fumetti dei suoi supereroi e si mise a dormire. La sveglia della scuola era suonata presto.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce che entrava dalla finestra gli fece aprire gli occhi qualche ora dopo. Si alz\u00f2, si mise una felpa sopra il pigiama e and\u00f2 in cucina. Sent\u00ec dei rumori in giardino e guard\u00f2 dalla finestra. Suo padre stava sistemando la siepe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno. Come stai? La mamma mi ha detto che questa mattina avevi la febbre alta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi sembra di stare un po&#8217; meglio. Poi oggi c&#8217;\u00e8 un bel sole.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon stare in piedi. Prendi una sedia. Vediamo se stando un po&#8217; all&#8217;aria aperta la situazione migliora.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa mi racconti di bello? \u00c8 tanto che non vedo i tuoi amici. Roberto, Gianni. Tutto bene?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec. Tutto normale\u201d, Marco si mise sulla difensiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVista da fuori, da chi ha qualche anno in pi\u00f9, la tua et\u00e0 sembra bellissima. Senza pensieri. Un po&#8217; da studiare ma tanto tempo per stare con gli amici a divertirsi. Ma ogni et\u00e0 ha i suoi problemi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre cercava di far parlare Marco. Ultimamente era veramente difficile fare conversazione con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE&#8217; quello che dico sempre anche io\u201d, si lasci\u00f2 sfuggire Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh s\u00ec, ne parlate con i tuoi amici?\u201d chiese curioso il padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco pens\u00f2 velocemente a qualcosa da dire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo dico sempre a un mio compagno di scuola. Non lo conosci, \u00e8 uno nuovo. Si deve ancora ambientare. Sai com\u2019\u00e8 con l\u2019ultimo arrivato. Qualcuno l\u2019ha preso di mira, lo prendono un po\u2019 in giro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi raccomando, almeno voi cercate di accoglierlo nella nuova scuola. Tra ragazzi c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che si crede pi\u00f9 forte e pi\u00f9 furbo degli altri. Cercate di non lasciare solo questo nuovo arrivato. Come si chiama?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMmm\u2026 Alessandro\u201d, disse il primo nome che gli venne in mente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai che a me piace molto studiare le piante e che, viaggiando, ho avuto occasione di vederne tante specie diverse. Nelle foreste tropicali ci sono delle piante che per alzarsi dal suolo sfruttano gli alberi. Si arrampicano su di loro per arrivare in alto e raggiungere la luce. In molti casi queste piante possono ridurre la crescita degli alberi ai quali si attaccano. Tutto questo avviene nel silenzio e nell\u2019indifferenza generale di una foresta piena di altre piante e di animali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre guard\u00f2 il ragazzo come per vedere se lo stesse ascoltando con attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMolte persone sono come quelle piante, hanno bisogno di attaccarsi ad altri per raggiungere quella luce che nel loro caso \u00e8 la popolarit\u00e0. Hai capito quello che intendo? Gli alberi non possono reagire perch\u00e9 sono fermi, ma noi non siamo alberi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marco rimase pensieroso per qualche secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPenso di s\u00ec\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono di un telefono in casa li interruppe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado a sentire chi \u00e8.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era il suo amico Roberto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai tirato proprio un bel tiro a Giulio. Dovevi vedere come era arrabbiata la professoressa perch\u00e9 Giulio non aveva il quaderno con i compiti. Lui sosteneva di averli fatti e di aver dimenticato il quaderno a casa cos\u00ec l\u2019ha chiamato alla lavagna a fare gli esercizi. Dopo una decina di minuti di tentativi l\u2019ha rimandato al posto dandogli <em>impreparato<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Marco ascoltava contento per la sua vendetta ma pensava gi\u00e0 con timore al suo ritorno a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTanto i prof li devi toccare sui compiti per farli svegliare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDomani che fai, torni?\u201d chiese l\u2019amico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon credo. Immagino che Giulio non perdoner\u00e0 facilmente questa faccenda.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I due si salutarono e Marco torn\u00f2 a sdraiarsi sul letto a leggere i fumetti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, i supereroi. Come pu\u00f2 cambiare in meglio la vita grazie a una puntura di ragno\u201d, pens\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Era entrato a scuola da appena cinque minuti quando Giulio gli si mise di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDammi subito il mio quaderno. Se adesso non sei pi\u00f9 buono neanche per farmi i compiti, la vedo veramente dura per te\u201d, disse in modo cos\u00ec minaccioso che Marco per la prima volta ebbe davvero paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tard\u00f2 ad arrivare la ricreazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpostatevi moscerini!\u201d Giulio si fece spazio a spintoni fino ad arrivare di fronte a Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei fortunato, hai un\u2019ultima opportunit\u00e0.\u201d Gli sbatt\u00e9 sulla testa il suo quaderno. \u201cNon farmi altri scherzetti. Ti conviene venire a scuola anche con la febbre a quaranta.\u201d Tir\u00f2 un calcio a uno zaino per terra e se ne and\u00f2. Il gruppo di amici si sciolse rapidamente senza che nessuno dicesse niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPotrei cambiare scuola. Vorrebbe dire lasciare tutti i miei amici ma potremmo vederci lo stesso nel pomeriggio e durante il fine settimana. Potrei parlarne con i miei genitori.\u201d Marco parlava tra s\u00e9 lungo la strada verso casa cercando possibili soluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di suo padre sulla pianta e sugli alberi lo aveva colpito. Gli sembr\u00f2 di avere un\u2019idea. All\u2019inizio la scart\u00f2, gli sembr\u00f2 una pazzia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe \u00e8 la luce quello che cerca, gli accender\u00f2 un bel riflettore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 a casa a passi rapidi. Entr\u00f2 nella sua camera e si mise a frugare nei cassetti. Non trov\u00f2 subito quello che stava cercando. Il suo entusiasmo gi\u00e0 fragile stava per spegnersi quando apr\u00ec il terzo cassetto. Era l\u00ec. Lo prese e lo mise subito nella tasca del suo giacchetto. In serata avrebbe chiamato Roberto per parlargli dell\u2019idea che aveva avuto.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente si present\u00f2 a scuola con il quaderno di Giulio tra le mani, gi\u00e0 pronto per la consegna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedo che hai gi\u00e0 quello che voglio, cos\u00ec facciamo prima.\u201d Gli prese il quaderno senza aspettare. Lo apr\u00ec e lo sfogli\u00f2 sorridendo in attesa di vedere i compiti fatti. S\u00ec ferm\u00f2 d\u2019improvviso tenendo il quaderno aperto. Le mani gli tremavano dalla rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei impazzito? Non hai fatto niente! Lo sai cosa vuol dire, vero?\u201d Il ragazzo gli dette una spinta e si avvicin\u00f2 chiudendo le mani a pugno.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco fece un sospiro profondo. Tir\u00f2 fuori la mano che aveva in tasca, la port\u00f2 alla bocca e soffi\u00f2 con tutto il fiato che aveva in corpo nel fischietto. Il suono rimbalz\u00f2 nella scuola. Tutti si girarono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVolevi la popolarit\u00e0? Eccola!\u201d pens\u00f2 Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa ti \u00e8 saltato in mente?\u201d chiese Giulio sorpreso da quella trovata. Vide che tutti lo stavano guardando. Un bidello usc\u00ec dalla stanza per vedere chi fosse la causa di tutta quella confusione. Quando si volt\u00f2 Marco non c\u2019era pi\u00f9. Quella mattina decise che durante la ricreazione non si sarebbe nascosto. Quando Giulio lo trov\u00f2, stava parlando con Roberto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi fare l\u2019arbitro adesso? Guarda che quel fischietto te lo faccio ingoiare. I compiti mi servono per l\u2019ultima ora, usa tutto il tempo che ti rimane.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stamp\u00f2 con tutta la forza il quaderno sul petto. Marco lo lasci\u00f2 cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe fai?\u201d riusc\u00ec appena a dire Giulio prima di sentire ancora il suono del fischio. Anche Roberto ne tir\u00f2 fuori uno, lo us\u00f2 con tutto il fiato un paio di volte. Giulio non sapeva come reagire. Tutti lo guardavano. Nessuno era girato dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Fischiarono cos\u00ec forte che il suono fece uscire anche i professori dalla sala insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe succede? Siamo in una scuola.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I fischietti erano tornati nelle tasche dei ragazzi e i professori non riuscirono a capire chi fosse stato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi sar\u00e0 sempre qualcuno con un fischietto. Ricordatelo.\u201d Marco guardava Giulio dritto negli occhi. Respirava con affanno. \u201cNon ti conviene che i professori si accorgano di questi tuoi sistemi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio riprese il quaderno e se ne and\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi avrebbe mai pensato che sarebbero bastati dei fischietti per dare una sveglia a tutti qua dentro, ragazzi, insegnanti e noi stessi per primi\u201d, pens\u00f2 Marco quasi sorpreso della riuscita della sua idea.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45361\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45361\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMarco alzati, altrimenti arriverai tardi a scuola.\u201d \u201cMamma, non mi sento bene. 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