{"id":45293,"date":"2021-04-28T18:23:01","date_gmt":"2021-04-28T17:23:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45293"},"modified":"2021-04-28T18:23:02","modified_gmt":"2021-04-28T17:23:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-capotreno-mancato-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45293","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Capotreno mancato&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"\n<p>Cinquantacinque anni. Ex contabile di una grande azienda meccanica che da anni aveva delocalizzato in Polonia, ora abbandonato da una moglie stanca di vivere accanto a un uomo che riteneva un fallito, un buono a nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>Era anche il capotreno mancato dei suoi sogni di bambino quando suo padre la sera lo portava alla stazione ferroviaria a vedere il passaggio dei treni veloci. Era soprattutto un uomo seduto su una panca della pensilina del quarto binario che fissava le rotaie perdersi all\u2019orizzonte mentre attendeva il treno che almeno un paio di volte la settimana lo portava alla vicina stazione di Pisa per distrarsi un paio d\u2019ore, prendere un caff\u00e8 e infine tornare alla sua vita dal bilancio in rosso. Quando venne annunciato l\u2019arrivo del locale affrett\u00f2 gli ultimi tiri di fumo, poi spense la cicca sotto la suola della scarpa. Si alz\u00f2 in piedi, e come lui si alzarono dalle panche una decina di persone. <\/p>\n\n\n\n<p>Pioveva, faceva anche freddo, e tra meno di tre ore sarebbe stato buio, ma quella gitarella, quella specie di fuga da una quotidianit\u00e0 dove era crollato l\u2019edificio delle sue certezze cercava di non farsela mancare. Il treno arriv\u00f2 al binario. Era un convoglio bianco, aveva un certo che di asettico, e l\u2019interno, come ormai si usava da decenni, non aveva scompartimenti. <\/p>\n\n\n\n<p>A lui sembrava meno bello dei treni di una volta, casomai gli ricordava certi treni popolari di quando era piccolo, ma pure quelli gli sembravano pi\u00f9 belli, avevano le panche di legno e uno sportello per salire e scendere in corrispondenza di ogni panca. I treni di oggi li vedeva in un certo senso senza poesia. Si sistem\u00f2 su un sedile di colore azzurrino, di fronte aveva uno schermo coi numeri rossi che indicavano l\u2019ora e la velocit\u00e0 del treno. C\u2019era davvero poca gente in quel vagone, seduto accanto non aveva nessuno. Il treno part\u00ec, lasciandosi dietro una stazione altrettanto semivuota. Qualche minuto dopo la velocit\u00e0 super\u00f2 i centotrenta chilometri l\u2019ora, e si domand\u00f2 se fosse cos\u00ec necessario andare veloci. <\/p>\n\n\n\n<p>La velocit\u00e0 non significava molto per lui, che doveva solo ingannare il tempo. Dette un\u2019occhiata fuori dal finestrino. Il treno sorpassava \u2013 come risucchiandole indietro &#8211; le auto che marciavano sulla parallela statale Aurelia bagnata di pioggia, e dal finestrino sul lato opposto poteva vedere un paio di aerei militari fermi sulla pista dell\u2019aeroporto. Dopo un po\u2019 il treno inizi\u00f2 a rallentare. Era a Pisa Centrale, ormai. Scese alla pensilina del quinto binario insieme a diverse altre persone. Il treno avrebbe proseguito verso La Spezia, ma la maggior parte dei viaggiatori scese a Pisa. Si disse che quel pomeriggio sarebbe rimasto in stazione, col tempo che faceva non aveva voglia neanche di andare in Corso Italia. <\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto non aveva portato l\u2019ombrello, quando era uscito di casa non pioveva. Dal sottopasso risal\u00ec alla pensilina del primo binario, e subito si infil\u00f2 nel bar vicino l\u2019edicola. C\u2019era un po\u2019 di gente nel locale, ma non troppa. Ordin\u00f2 al banco un cappuccino, poi si mise seduto ad un tavolo di forma rotonda posto vicino alla vetrata che dava sulla pensilina. Poco dopo un cameriere gli serv\u00ec al tavolo il cappuccino. Lo assaggi\u00f2. Era buono, caldo, adatto alla stagione. Prese a sorseggiarlo lentamente. Nel bar, intanto, erano entrati un ragazzo e una ragazza, entrambi con gli occhiali, l\u2019aria da intellettuali. Non sentiva i loro discorsi mentre parlavano tra loro nell\u2019attesa di essere serviti al banco. Di certo, pens\u00f2, dovevano essere studenti universitari. <\/p>\n\n\n\n<p>Parecchio dopo, aveva ormai finito il cappuccino che nel frattempo si era anche freddato, entr\u00f2 nel bar un giovane alto e moro, i lineamenti del volto delicati. Indossava un elegante cappotto blu scuro. Dietro di lui, alla cassa, due ragazze ridevano parlando tra loro mentre se lo mangiavano con gli occhi. Pens\u00f2 a quanta umanit\u00e0 avrebbe visto se avesse fatto davvero il capotreno, come voleva fare da piccolo. Forse, si disse, non sarebbe stato neppure licenziato. Non aveva mai avuto notizia che le ferrovie delocalizzassero, concluse ironicamente. Sulla pensilina, di l\u00e0 dalla vetrata, passava parecchia gente, nonostante il brutto tempo. Ad ogni treno che partiva o che arrivava salivano e scendevano un buon numero di persone. Vite, storie. <\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo passava, iniziava a imbrunire. Tra non molto sarebbe salito sul treno che l\u2019avrebbe riportato a casa. Guard\u00f2 i binari in direzione sud. Quante vite correvano ogni giorno su quei binari. Al tempo che era bambino \u2013 e sospir\u00f2 a questo pensiero \u2013 c\u2019era un sentore di poesia nel viaggiare. I binari facevano anche sognare. Si tornava in famiglia, da una moglie, al proprio lavoro. Ora c\u2019era un senso di incertezza, di precariet\u00e0, un po\u2019 in tutto. Se si era belli come il giovane di prima si poteva facilmente incontrare una donna per un\u2019avventura di sesso. Se si era medici o avvocati con buona probabilit\u00e0 si poteva avere una vita professionale soddisfacente e remunerata. Ma si trattava tutto sommato di una minoranza fortunata. Per tanti i binari avrebbero condotto verso una casa vuota a causa di un divorzio, o verso un conto in banca prosciugato dai troppi prelevamenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, si disse infine, prima di alzarsi dal tavolo e andare alla cassa a pagare il cappuccino, quei binari a loro modo facevano ancora sognare. Perch\u00e9 viaggiare era comunque inseguire una meta. Era una vita in divenire. E un benedetto giorno la societ\u00e0 umana avrebbe finalmente compreso che \u00e8 davvero bello viaggiare solo se c\u2019\u00e8 qualcuno che attende con amore il nostro arrivo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45293\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45293\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinquantacinque anni. 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