{"id":45280,"date":"2021-04-28T18:03:18","date_gmt":"2021-04-28T17:03:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45280"},"modified":"2021-04-28T18:03:20","modified_gmt":"2021-04-28T17:03:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-castello-di-brunswick-di-angelo-del-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45280","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il castello di Brunswick&#8221; di Angelo Del Rosso"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cBenvenuti. Il vostro soggiorno, come saprete, prevede tre giorni e due notti. Le stanze in cui dormirete sono arredate come lo erano nel secolo scorso, anche se ci siamo premurati di aggiornare l\u2019igiene agli standard del ventunesimo secolo\u201d. La hostess sorrise amabilmente. \u201cSono previsti due pasti, la colazione alla tirolese e un pranzo che vi permetter\u00e0 di apprezzare bont\u00e0 a chilometro zero. Per chi lo vorr\u00e0, sono possibili escursioni a cavallo o in mountain bike. Non \u00e8 infrequente imbattersi, nei paraggi, in daini e camosci. E\u2019 un\u2019esperienza che non dimenticherete. Sono animali mansueti e quelli che pascolano qui intorno sono abituati alla presenza dell\u2019uomo. E\u2019 previsto un tour guidato del castello. Se sarete particolarmente fortunati\u201d fece un altra pausa, elargendo un sorriso accativante, \u201cpotrete perfino essere visitati dal fantasma del Conte che abitava il castello. Pi\u00f9 di qualcuno ci ha raccontato di averlo visto o sentito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ci porse un opuscolo e ci augur\u00f2 una buona vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversando la passerella di legno che aveva preso il posto del ponte levatoio, alzai la testa per ammirare il castello nella sua interezza. I quattro torrioni in pietra resa grigia dal tempo rendevano la costruzione imponente. Doveva essere sembrata inattaccabile, un tempo. Fra i denti della merlatura, si vedevano bocche da fuoco che non spaventavano pi\u00f9 nessun assalitore da secoli. I muri del lato Nord avevano una sfumatura verde, coperti com\u2019erano dal muschio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermai, con i trolley accanto e mi posi le mani sui lombi doloranti. Mia moglie prosegu\u00ec per un po\u2019, fino a quando si accorse del vuoto alle sue spalle; smise di camminare e mi cerc\u00f2 con lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo come faccia: sembra avere gli occhi anche dietro la nuca. Ogni volta che le guardo il culo, se ne accorge. Fu cos\u00ec che ci conoscemmo: al suo sguardo di riprovazione segu\u00ec il mio farfugliamento di improbabili scuse. Di quello che accadde dopo, non ricordo nulla, e devo fidarmi della sua memoria. La sostanza \u00e8 che ci amiamo da vent\u2019anni e viviamo insieme da diciannove.<\/p>\n\n\n\n<p>I corridoi erano austeri, come doveva essere in una struttura che aveva scopo principalmente difensivo. Alle pareti erano appesi i ritratti dei conti che si erano succeduti alla guida del feudo dei Brunswick, inframmezzati da notizie di araldica riguardanti la famiglia. Un tappeto rosso correva al centro, con la duplice funzione di coprire le pietre consumate dal tempo e dare un po\u2019 di calore all\u2019ambiente. Alcune armature erano piazzate strategicamente nelle nicchie, in modo da essere al riparo da urti involontari.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta della stanza cigol\u00f2 stridendo sui cardini. Un leggero odore di chiuso mi assal\u00ec. Il letto dominava gli spazi, con la sua mole Era piuttosto alto, come usava un tempo. Le pesanti coperte di lana ricadevano ai lati. Il mobilio non era antico ma faceva di tutto per sembrare di stile rocaille.<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita si butt\u00f2 sul letto, distrutta dal viaggio, senza preoccuparsi neppure della borsetta caduta a terra. Aprii la finestra per rinnovare l\u2019aria. Inspirai a fondo, ammirando il paesaggio. Avevo davanti agli occhi la vallata dominata dal castello. In lontananza, giganteggiavano le Alpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusa la finestra, mi accorsi che mia moglie si era addormentata. La coprii, girandole le coperte addosso, e mi accinsi a disfare le valigie.<\/p>\n\n\n\n<p>La cena fu incantevole, come promesso. Al nostro tavolo sedeva anche una coppia di francesi con cui simpatizzammo subito, parlando di musica e di libri. Il marito raccont\u00f2 di essere stato amico di Leo Ferr\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA me piaceva la triade anarchica Brassens-Ferr\u00e9-Brel\u201d, dissi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrise, ricordando che una volta qualcuno aveva chiesto a Leo Ferr\u00e9 cosa pensasse di Jacques Brel. Il cantante francese aveva alzato le spalle e detto: \u201cIl est belge!\u201d, come a dire che questo spiegava tutto, nel bene e nel male.<\/p>\n\n\n\n<p>Passammo a parlare di Ambrose Bierce, dell\u2019arguzia del suo Dizionario del diavolo e infine, inevitabilmente, delle sue storie di fantasmi. Jeanne e Fran\u00e7ois ci confidarono di esserne appassionati e che la loro presenza al castello era dovuto prorpio alle voci della presenza di un\u2019anima in pena che vi vagava nella notte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo sono uno scettico\u201d, ammisi, \u201ca volte fatico perfino a credere a quello che ho visto. Figuriamoci a ci\u00f2 che non vedo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fran\u00e7ois si infervor\u00f2, perorando la causa dei cacciatori di ectoplasmi. Ci parl\u00f2 dei mezzi che la tecnologia moderna offriva per la loro rilevazione. Non capendoci molto, rimasi con l\u2019impressione di una serie di affermazioni fumose, per quanto potessero essere, a suo dire, probabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita mi afferr\u00f2 la mano sotto al tavolo, stringendomela forte.<\/p>\n\n\n\n<p>La sentii molto vicina eppure, in quel momento, mi resi conto di quanto in fondo la conoscessi poco, di quanto si possano conoscere poco le persone in genere. Era la donna che amavo, mi sembrava di poter leggere i suoi pensieri, ma in quel momento non sapevo se volesse essere rassicurata o comunicarmi la sua impazienza di trovarci in camera da soli, liberi da quella conversazione che rischiava di diventare noiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo la cena, tuttavia, dopo che la seconda bottiglia di rosso torn\u00f2 vuota verso le cucine, eravamo molto pi\u00f9 rilassati e perfino disposti a credere a oscure presenze. D\u2019altronde, era proprio per intercessione di uno spirito, per quanto alcolico, che le nostre coscienze si erano dilatate.<\/p>\n\n\n\n<p>Jeanne raccont\u00f2 di una sua esperienza diretta avuta con un poltergeist. Margherita ebbe un brivido. Io mi sentii come quando, da bambino, sentivo raccontare storie come la seguente e non riuscivo a dormire la notte, interrogando per ore il buio con preoccupazione: un contadino, tornando con il suo asino verso casa all\u2019imbrunire, a un certo punto si imbatte in un bambino in fasce abbandonato sulla strada. Lo raccoglie, lo depone delicatamente sul carretto e prosegue. E\u2019 ormai buio. L\u2019asino fa sempre pi\u00f9 fatica a proseguire fino a quando si ferma e crolla a terra. Il contadino esclama \u201cCosa succede? Sembra che stia trasportando il diavolo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino, sogghignando, gli dice \u201cInfatti io sono il diavolo!\u201d. Il contadino muore per lo spavento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la sentii raccontare ero ancora un fanciullo. Mi sfugg\u00ec che a questa storia mancava qualcosa di fondamentale: il testimone. Chi aveva potuto raccontarla? Non di certo l\u2019asino, e neppure il diavolo. Il contadino era morto \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ritirammo nella nostra stanza a passo incerto. Ero posseduto da un disagio a cui non sapevo dare nome, per quanto sapessi che la causa erano le storie dei fantasmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita era preda di una ridarella incontrollata. Indoss\u00f2 a fatica la camicia da notte e si addorment\u00f2 subito. Io rimasi in una sorta di dormiveglia in cui i volti di Jeanne e Fran\u00e7ois si confondevano con quelli di Brel e Ferr\u00e9. Erano tutti fantasmi e, muniti di grosse catene arrugginite, tentavano di trascinarmi all\u2019infermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si erano spenti anche gli ultimi rumori che arrivavano attutiti attraverso le spesse mura.<\/p>\n\n\n\n<p>Io continuavo a rigirarmi nel letto. Si ud\u00ec un cigol\u00eco nel corridoio. Aprii gli occhi completamente, ma il buio era tale da non consentirmi di vedere nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo per addormentarmi quando sentii un rumore come di catene trascinate, seguito da un vetro che rotolava in terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso ero completamente sveglio. Tesi l\u2019udito in direzione del bagno: pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo il respiro regolare di Margherita accanto a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sarei riuscito e dormire senza verificare la fonte di quel rumore. La luna, facendo capolino fra le nuvole, illumin\u00f2 debolmente la camera. Mi alzai facendo attenzione a non far rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto nell\u2019ampio bagno, mi sembr\u00f2 di scorgere un movimento di fronte a me. La porta si richiuse, lasciandomi al buio. Avevo quasi smesso di respirare. Aspettavo di adattarmi al buio. Mi sembr\u00f2 di vedere due occhi che mi scrutavano con cattiveria. Il cuore mi pulsava all\u2019impazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun rumore, nessun movimento. Se pure ci fosse stato qualche suono lieve, il martellare delle arterie nelle mie tempie non mi avrebbe consentito di sentirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero paralizzato dalla paura. Avevo la certezza di essere pallido come un cadavere. Il buio, poi, insieme al vino, mi dava il capogiro. Sentivo le forze venirmi meno. Trovavo molto allettante l\u2019idea di abbandonarmi al Male e di lasciare che facesse di me quello che voleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente la porta sbatt\u00e8 e fui accecato dalla luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita era entrata nel bagno e, sedendosi sul water, mi guardava perplessa: \u201cChe fai come un coglione davanti allo specchio? E al buio, poi.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45280\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45280\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBenvenuti. 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