{"id":45139,"date":"2021-04-20T17:56:41","date_gmt":"2021-04-20T16:56:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45139"},"modified":"2021-04-20T17:56:43","modified_gmt":"2021-04-20T16:56:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-libro-infinito-di-stefano-zampieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45139","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il Libro Infinito&#8221; di Stefano Zampieri"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>Lisa si sedette al suo posto. Mise ordinatamente sul banco la penna, la matita, la gomma, il pacchetto dei post-it e aspett\u00f2 che l\u2019insegnante iniziasse la lezione. I suoi compagni fecero pi\u00f9 o meno la stessa cosa, solo in modo meno ordinato. Perch\u00e9 Lisa all\u2019ordine ci teneva molto, per ragioni sue che non amava spiegare, che forse non sapeva spiegare completamente nemmeno a se stessa. Pi\u00f9 che altro era una questione&nbsp; di praticit\u00e0: la penna e la matita dovevano stare in alto a destra sul piano del banco, perch\u00e9 cos\u00ec erano pi\u00f9 a portata della&nbsp; mano destra, a seconda della necessit\u00e0, prendere un appunto, scrivere qualcosa sul quaderno, sottolineare un passo sul libro, disegnare uno schema.&nbsp; Durante le lezioni del&nbsp; Professor Domenici estraeva anche l\u2019evidenziatore che le era utile per enfatizzare certi passaggi della lezione che il professore avrebbe richiesto a tradimento, e allora ci si doveva cautelare. Invece il temperamatite e la gomma dovevano stare in alto a sinistra, pronti ad un uso pi\u00f9 sporadico. Se c\u2019era un quaderno da aprire stava giusto al centro del banco, con entrambe le facciate ben spalmate, perch\u00e9 a Lisa piaceva avere sempre <em>una visione d\u2019insieme<\/em>, come diceva spesso, che solo le pagine spalancate del quaderno le potevano garantire.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lo stesso motivo Lisa non amava il Libro. E anche quella era occasione di bonaria presa in giro da parte dei compagni. \u00abLisa apri il Libro!\u00bb qualcuno le urlava ironicamente se solo lei si attardava un poco. Ma Lisa era piccolina, e per lei aprire il Libro non era un\u2019operazione facile, di certo era una delle incombenze che le pesavano di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 il Professor Lisi ed estrasse un foglietto dalla sua cartella. Picchiett\u00f2 un attimo sulla cattedra per ottenere silenzio, e quando finalmente nella classe si udiva solo il ronzio dell\u2019orologio&nbsp; a muro, disse: \u00abAprite il Libro a pagina dodicimilaottocentotrentatr\u00e9.\u00bb Era proprio ci\u00f2 che Lisa temeva. Perch\u00e9 fino alle prime due tre mila pagine, tutto era abbastanza semplice ma le pagine successive al decimo migliaio erano davvero un problema. Bisogna capire che se una \u00e8 piccolina, un pochino sotto la media diciamo, magari pu\u00f2 riscuotere la simpatia e la tenerezza da parte di tutti, ma si trova a dover risolvere un problema davvero non facile ogni volta che si tratta di spalancare un libro alto pi\u00f9 di un metro, composto ormai da decine di migliaia di pagine, e che si spalanca come una pesante fisarmonica che bisogna appoggiare da una parte per trovare la pagina giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesti sono i libri oggi\u00bb aveva affermato il Prof. Verdini quando Lisa e i suoi genitori avevano visitato la scuola prima di iscriversi. Di fronte a loro una classe che pareva una fungaia, accanto a ogni banco un altissimo parallelepipedo di carta, inamovibile, solido e compatto come la tutta la conoscenza che rappresentava. Sospirando il Prof. Verdini aveva precisato che in quell\u2019Istituto credevano ancora molto all\u2019utilit\u00e0 del Libro, uno strumento antico, non vecchio, ma glorioso e ancora straordinariamente fecondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto ormai i libri sono queste colonne di carta, ma d\u2019altra parte, non si pu\u00f2 tagliare niente e le cose da sapere sono sempre di pi\u00f9, ogni giorno si fanno delle scoperte, ogni giorno qualcuno scrive qualcosa di rilevante, ogni giorno si deve aggiungere una pagina o due o dieci, perch\u00e9 non possiamo togliere nulla al sapere dei nostri ragazzi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec ora la povera Lisa doveva alzarsi in piedi ogni volta, e con due mani spalancare quella pesante colonna di carta saldamente ancorata al pavimento e squadernandola raggiungere la pagina giusta facendo bene attenzione che il malloppo non le sfuggisse di mano sventagliando allegramente tutte quelle belle infinite pagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Lisa si impegn\u00f2 ad aprire pagina dodicimilaottocentotrentatr\u00e9. La lezione poteva cominciare. Intanto, per\u00f2, pensava che si doveva pur trovare una soluzione a quella fastidiosa situazione. Nell\u2019intervallo prov\u00f2 a parlarne con i compagni di classe ma quelli, tutti pi\u00f9 alti e pi\u00f9 robusti di lei, non apparvero sensibili alle sua lamentele. Per loro, anzi, quella era un\u2019occasione per farsi due risate alle spalle dei pi\u00f9 piccoli e dei pi\u00f9 imbranati. Peccato perderla. D\u2019altra parte, osservarono che non si poteva comunque fare nulla, le cose da imparare erano tante, sempre di pi\u00f9 se si voleva uscire dalla scuola con un bagaglio di conoscenze adeguato. \u00abE poi adesso sono fatti di carta di riso\u00bb osserv\u00f2 Giacomo, \u00abpensa come dovevano essere una volta!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Certo la carta di riso era sottilissima, utile a rallentare il processo bulimico dei libri scolastici, ma se il numero delle pagine continuava ad aumentare il problema era destinato solo a peggiorare. D\u2019altra parte non era possibile dissuadere il preside che del Libro Infinito aveva fatto l\u2019immagine, la bandiera dell\u2019Istituto.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora la piccola Lisa trov\u00f2 la sua soluzione, senza doverla per forza condividere con gli altri, senza affrontare il problema in modo che tutti ne potessero beneficiare. Trov\u00f2 la sua soluzione personale. Poteva contare sulla sua formidabile attitudine all\u2019ordine che le dava anche la capacit\u00e0 di memorizzare e imparare una pagina senza timore di dimenticarla. Ma se le cose stavano cos\u00ec, allora pens\u00f2, il suo Libro non aveva bisogno proprio di tutte quelle pagine. Un piccolo sacrificio si poteva fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento Lisa cominci\u00f2 dunque a fare ordine anche nel suo Libro, senza farsi vedere, con mossa rapida e furtiva, ogni pagina letta e studiata la strappava senza far rumore, la appallottolava e se la infilava in bocca. La carta di riso, dapprima secca e fragile, appena s\u2019inumidiva con la saliva si trasformava in una pappa morbida, che lentamente si scioglieva come un boccone di mollica di pane ben masticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento in poi Lisa apparve insolitamente silenziosa a tutte le lezioni. Attenta a non farsi notare mentre succhiava e digeriva le pagine del suo Libro. Il progetto era alleggerirlo, certo non poteva cambiarne la natura, e in fondo per quante pagine ingoiasse la differenza era sempre infinitesimale, tuttavia era il principio, magari erano solo nanogrammi a fronte di tutta quella colonna di carta, ma Lisa era contenta, il Libro Infinito si alleggeriva lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Di sicuro un anno di scuola ben impiegato. &nbsp;&nbsp;Al termine del &nbsp;quale il Libro infinito aveva cominciato a trasferirsi dentro di lei. La sapienza umana digerita, assimilata, trasformata in carne e sangue. E la sua memoria ogni giorno pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 pesante, pi\u00f9 articolata, convertita in un enorme magazzino di dati, di parole, di pensieri, di ragionamenti, di immagini. La piccola Lisa era destinata a diventare essa stessa un Libro Infinito.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45139\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45139\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lisa si sedette al suo posto. 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