{"id":45122,"date":"2021-04-18T18:45:10","date_gmt":"2021-04-18T17:45:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45122"},"modified":"2021-04-30T18:02:57","modified_gmt":"2021-04-30T17:02:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-tutti-i-nostri-malintesi-di-gianni-demaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45122","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Tutti i &#8216;nostri&#8217; malintesi&#8221; di Gianni Demaria"},"content":{"rendered":"\n<p>Andrea mi ha chiesto di te. Sai bene cosa significhi questo: sottopormi ad una violenza non indifferente: non amo essere messo sotto pressione. Non avrei saputo che dire, visto che non ti frequento pi\u00f9 come una volta, se non fosse che lui ti conosce meglio di me e la cosa mi ha incuriosito non poco: ti vede tutti i giorni, mi ha detto, dietro una scrivania in quello studio di consulenze legali: scartabelli tra pratiche polverose e cartacce varie. Non ti ha mai rivolto la parola, mi ha detto: limitandosi a un cenno di saluto. No, non appartiene all\u2019alta societ\u00e0, quella a cui tu aspiri da anni: non farebbe l\u2019uomo delle pulizie. No, non vive in un attico in pieno centro citt\u00e0: non potrebbe permetterselo. Non \u00e8 la prima volta, o sbaglio, che giudichi una persona per ci\u00f2 che possiede e non per quel che \u00e8 veramente: l\u2019hai fatto anche con me.&nbsp;Ricordi?&nbsp;Mi apostrofavi: \u201cPaolo, non sopporto la tua mediocrit\u00e0\u201d. Gi\u00e0, ma tu, chi ti credi di essere? Comunque, lasciamo stare. Non sono al telefono per parlare male di te, non merita, come mi hai detto spesso. Andrea, in effetti, mi sembra preso seriamente da questa situazione. Forse per la sua giovane et\u00e0, forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile infatuarsi di una persona che si incontra tutti i giorni, alla quale si ha paura di rivolgersi anche solo per passargli il cestino appena svuotato. Potresti deluderlo, tutto sommato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea sta seduto davanti a me<\/em>,<\/p>\n\n\n\n<p>come ti stavo dicendo&nbsp;..&nbsp;non interrompermi in continuazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo guardo, forse con occhi diversi e gli chiedo \u201ccosa prendiamo da bere?\u201d. Titubante, \u201cuna coca\u201d mi dice. Sabrina, la cameriera, si avvicina al nostro tavolino. Andrea abbassa lo sguardo, intimorito. \u201cUna pepsi e un caff\u00e8 macchiato, per favore\u201d le dico. \u201cCon aggiunta di limone, la coca\u201d aggiunge Andrea, guardandomi. \u201cPosso prendere i listini?\u201d domanda Sabrina ad Andrea. \u201cSi, certo\u201d ma Andrea stringe come in una morsa il suo men\u00f9. Lei lo trafigge con lo sguardo. \u201cAh, scusa\u201d, lascia che la ragazza prenda il cartoncino sgualcito dalle sue mani.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come? Non ricordi il colore degli occhi di Andrea? Blu, notte scuro, come la divisa di Sabrina. Vado avanti:<\/p>\n\n\n\n<p><em> lo osservo, mentre mi parla: ha delle mani grandi e affusolate, sembrano quelle di un pianista, la carnagione olivastra contrasta con la folta capigliatura bionda. Quando sorride, i denti bianchi gli illuminano il volto.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe perfetto per te, se non fosse per quelle orecchie enormi come padiglioni. Ma perch\u00e9 non gli parli? Cosa voglio dire con questo? Non voglio farti nessuna morale, sarebbe assurdo da parte mia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sabrina arriva col vassoio. \u201cFanno seimila\u201d. Ho pronte diecimila lire. Gliele porgo. \u201cil resto arriva subito\u201d. Sgambetta verso nuovi avventori che aspettano da un po\u2019 di sedersi. Andrea dice \u201cVorr\u00e0 mica la mancia, quella?\u201d. \u201cSenti, non fare storie. Qui al Guglielmo Pepe \u00e8 cos\u00ec: lunghe attese per un servizio affrettato. Goditi la vista e sta\u2019 zitto\u201d.<\/em>&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Come ben saprai il locale occupa un terzo dei giardini di Piazza Maria Teresa con i suoi tavolini quadrati di metallo, tutto intorno antichi palazzi settecenteschi da poco ritinteggiati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea osserva la vecchia Bugatti nera in sosta davanti all\u2019ingresso del Bistrot: la scritta bianca \u201cCAFFE\u2019 GUGLIELMO PEPE\u201d campeggia sulla portiera risaltando alla luce del sole. Le chiome degli alberi non sono ancora folte: alcuni raggi primaverili sfiorano un calice pieno di barbera appoggiato sul tavolino di fronte al nostro. Una bicicletta attende il suo proprietario, chiss\u00e0 da quanto tempo, legata malamente a un vecchio catenaccio attaccato a una panchina rovinata. Intorno a noi il brusio si fa sempre pi\u00f9 insistente.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come, che ne so se c\u2019era qualcuno che conosci? Me lo ricordo, sai, che ci vai spesso al Pepe. Comunque fammi proseguire:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p> <em>\u201cMa non mi dici niente?\u201d Andrea osserva la suo bottiglia di cola, mentre succhia il limone con le labbra rosse, tumide.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ha delle belle labbra.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon mi va di parlarti degli assenti! Che ti importa di quello che posso dirti io?\u201d gli faccio un po\u2019 contrariato.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec lo so, \u00e8 una giustificazione del cazzo ma non sapevo che dire ad Andrea. Poi erano arrivati quei tre. Non ti ho ancora detto nulla di loro?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>la prima ha i capelli biondi, a spazzola, ben curati. Un bel culo, belle tette. Sui trenta scarsi. L\u2019altra \u00e8 pi\u00f9 bassa, formosa, capelli rossi, ride sempre, in modo sguaiato. Ma il pezzo forte deve ancora arrivare.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Senti qua.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mentre Andrea me la conta sull\u2019acidit\u00e0 che si fa strada nella sua bocca larga, attraversa l\u2019esofago e prima di raggiungere l\u2019intestino gli fa sputare un seme e gli faccio \u201cCazzo, non sporcarmi i pantaloni, Andrea\u201d; sopraggiunge lui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ragazzi, che tipo. Devo dirti la verit\u00e0: me lo sarei fatto sul momento: se non fosse che non era molto chiaro come fosse organizzato quel triangolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea, a un certo punto, mi prende la mano e, deciso, la porta verso i suoi capelli biondi. \u201cSto usando un nuovo shampoo alle ortiche da quando mi sono fatto tingere, dicono che rinforza il cuoio capelluto. Senti che buon profumo, provalo\u201d mi dice<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non te ne importa niente di tutto questo? Era solo per dirti che proprio in quel momento penso che sto perdendo inutilmente del tempo a chiacchierare l\u00ec, con lui.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sbuffo, il mio alito incontra quello della bionda. Vedo che stringe la coscia del suo vicino. Intanto guarda me, anche perch\u00e9 il tipo mica la calcola, la ganza: \u00e8 l\u00ec che se la chiacchiera con la rossa che, infatti, ride da far pena a ogni sua battuta. Penso che di l\u00ec a poco ne nascer\u00e0 un\u2019orgia in qualche pied-\u00e0-terre nei dintorni. Alla bionda non interessa ci\u00f2 che si dicono gli altri due, le interesso io. Dunque sto al gioco e mi metto ad osservarla. \u201cQuanti anni hai detto che ha?\u201d mi fa,&nbsp;intanto,&nbsp;Andrea. \u201cTrentuno\u201d rispondo a tono. \u201cSembra appartenere a una famiglia benestante\u201d. \u201cE allora?\u201d aggiungo. \u201cEmb\u00e8, forse il lavoro \u00e8 un modo per far passare il tempo\u201d fa insospettito. \u201cPotrebbe essere cos\u00ec, chiediglielo domani, che aspetti\u201d. \u201cDove va la sera, chi vede, frequenta qualcuno?\u201d. \u201cNon lo so, e, francamente, non mi interessa. Se ti va fatti avanti, Andrea\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il volume della mia voce si alza all\u2019improvviso, sai, come mi capita spesso quando mi eccito, cos\u00ec che tutte le mie parole raggiungono le orecchie della bionda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi fissa come se stessi parlando proprio di lei. Per vederla devo girare di qualche centimetro la sedia che gracchia sull\u2019acciottolato e spostarmi ancora un po\u2019 di lato, avvicinandomi ad Andrea che mi guarda perplesso. \u201cChe diavolo stai facendo?\u201d. \u201cNiente, c\u2019\u00e8 una tipa qua dietro che mi fissa\u201d. Intanto trangugio il fondo orribile della tazzina di caff\u00e8, ormai vuota.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dai, mi stai chiedendo la stessa cosa che mi ha chiesto lui: se era carina.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNo, sboccata s\u00ec\u201d gli dico. \u201cO belle, o troie giusto?\u201d. \u201cNo, risposta errata\u201d. \u201cInsomma, da te non se ne cava proprio nulla oggi, Paolo\u201d. \u201cGi\u00e0, sar\u00e0 perch\u00e9 non ho pi\u00f9 voglia di star seduto qui. C\u2019\u00e8 troppa gente, adesso. Facciamo due passi, dai\u201d. In quell\u2019istante vedo tutto: la mano della bionda accarezza brutalmente la gamba dell\u2019uomo. Faccia squadrata, zigomi spigolosi, barba di due giorni, occhi profondi e scuri, mani enormi, tipo camionista. Gi\u00e0 in T-shirt con la brezzolina di marzo, il gorilla: si gira verso di lei, smette per un attimo di parlare con la rossa, bacia la bionda, mentre lei, con un movimento lento e preciso dello sguardo, supera la testa di Andrea e mi trafigge: l\u2019uomo ha un\u2019erezione, ne sono convinto. Perch\u00e9 si stacca subito da lei, le sposta la mano dal corpo poderoso: i muscoli da culturista guizzanti nella sua maglietta aderente.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E poi, vuoi sapere cosa \u00e8 successo? Accidenti a me: alzandomi ho fatto cadere il bicchiere di cola di Andrea; ho emesso un urletto isterico; ho chiesto scusa a Sabrina. Ce ne siamo andati, io con in mente quel&nbsp;figaccione. S\u00ec, tranquillo, pi\u00f9 bello di te, tranquillo. Allora, che fari domani in ufficio: gli parlerai? Dirai qualcosa al frustrato Andrea? Ah, le tue solite scuse, devi andare, sei di fretta. Va bene, ci risentiamo, chiss\u00e0 quando.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha messo gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mentre attraversiamo la strada, Andrea mi chiede ancora qualcosa su mia sorella Rachele, trentuno anni, famiglia benestante, la mia commessa paraculata da Hermes. La conosce da qualche tempo perch\u00e9 fa colazione nello stesso bar dove va lui quando esce dall\u2019ufficio di Mario, dopo le pulizie notturne: pare le piaccia parecchio. Io e Mario non siamo pi\u00f9 insieme da due mesi, mi manca tanto. Cos\u00ec mi sono inventato questa storia di uno che gli fa la corte, assolutamente etero. Domani si far\u00e0 una figuraccia colossale con Andrea, ma non avr\u00e0 il coraggio di dire che \u00e8 stata colpa mia.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la prossima volta imparerai la lezione prima di mollarmi in questo modo, brutto stronzo!!!&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:17px\"><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:1px\"><em>A<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45122\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45122\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea mi ha chiesto di te. 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