{"id":45114,"date":"2021-04-15T18:25:54","date_gmt":"2021-04-15T17:25:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45114"},"modified":"2021-04-15T18:25:55","modified_gmt":"2021-04-15T17:25:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-la-ragazza-di-cristallo-di-fabrizio-fraleoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45114","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;La ragazza di cristallo&#8221; di Fabrizio Fraleoni"},"content":{"rendered":"\n<p>Fino a poco tempo fa avevo un corpo normale. Pelle, carne, organi. Ora non pi\u00f9. Ora sono fatta di cristallo. Non pieno. Vuoto. Di ogni organo, di ogni tessuto si vedono i contorni trasparenti. Se mi picchiettassi la pancia con le dita sentirei il suono di un brindisi. Un brindisi lungo un\u2019eco. In cui vibro tutta. Ma devo stare attenta. Basterebbe un colpo. Un piccolo colpo dato nel punto giusto e subito mi frantumerei. Poi scricchiolo. A ogni movimento strido e scricchiolo. Lo stridore lo deduco dalle crepe che nascono. Poi spariscono. Poi nascono di nuovo. Sanguinano. Sanguinano sangue caldo. Anche se non sento dolore. Non voglio sangue. Non voglio crepe. Per questo mi muovo piano. Come il primo giorno di questo ultimo anno di liceo. Come la scritta sul muro davanti scuola. La vernice rossa ringhiava \u201cGaia cagna\u201d. Il primo scricchiolio l\u2019ho sentito l\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Gente che mi fissava. Dita puntate cos\u00ec lunghe da trafiggermi gli occhi. Sorrisi sotto i baffi. Si aprivano lenti, come affondi di coltello. Bisbigli. Occhi sui telefoni. Occhi su di me. Poi di nuovo sui telefoni. Poi di nuovo su di me. Una pallina invisibile saltava dagli schermi alla mia faccia. Alla mia bocca. Alle mie gambe. Ovunque. Come se avessi qualcosa addosso. Come se avessi sterco di piccione sulla schiena. Insetti sulle spalle. Tutti sembravano vedere qualcosa. Tutti, tranne me. Quei mille occhi pesavano. Spingevano per entrare. Alla fine, hanno vinto. L\u2019hanno penetrata tutta la mia pelle. Un formicolio. Una scossa. Poi l\u2019ho vista. L\u2019ho sentita. Il freddo l\u2019ho sentito. L\u2019ho anche toccata la prima pelle di cristallo. Un involucro sopra della carne viva. Rossa e lucida. Tutti la guardavano. Dicevo basta. In quei telefoni le foto. Le mie foto. Tutti ne parlavano. Per tutto il giorno. Tutti i giorni. Sempre di pi\u00f9. Non le ho volute vedere perch\u00e9 dovevo pensare alla mia carne. Anche lei, in quei giorni, \u00e8 diventata di cristallo. Non potevo pi\u00f9 nasconderlo il mio nuovo corpo. Tutti, ormai, l\u2019avevano visto. Qualcuno rideva quando vedeva i miei muscoli, i miei nervi. Altri invece avevano paura. C\u2019\u00e8 chi mi ha sempre sorriso. Chi mi voleva bene. Chi aveva paura delle mie vene, delle mie arterie. Del mio sangue. E mi evitava. Non l\u2019ho pi\u00f9 sentita, la loro voce. Tutti gli altri, invece, mi avevano dato nuovi nomi. Non pi\u00f9 Gaia. Per alcuni Brocca. Per altri Puttana. Una puttana che fa cose. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle mie orecchie di cristallo arrivavano parole, dettagli, insulti. Arrivavano poco a poco, in fila. Io, sempre pi\u00f9 trasparente. Fino alla porta dell\u2019ufficio del preside. Mi aveva chiamata. Si vedeva che lui, spaventato dal mio corpo di cristallo, non toglieva gli occhi dai miei polmoni. Dal mio intestino teso. Non riusciva a guardarmi in faccia. Non aveva il coraggio neanche di parlare. Mi ha fatto solo vedere un video con me. Con quell\u2019unico ragazzo che abbia mai avuto. Che abbia mai amato. Il video stava ovunque. Come mi concedo, come respiro, quali suoni emetto, come mi muovo, cosa dico, come guardo, come sorrido e come dico ti amo. Quando faccio l\u2019amore. Stava ovunque. La mia prima volta. Con i miei nuovi occhi di cristallo. Il preside chiedeva \u00abCome ti senti?\u00bb e non sapevo che rispondere. \u00abPuniremo il responsabile\u00bb diceva. \u00abTranquilla.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Per punire un responsabile serve un nome. E io non lo avevo fatto. Non potevo, con le corde vocali di cristallo. Queste cose funzionano cos\u00ec. Iniziano e non finiscono. Iniziano e si propagano. Come la mia metamorfosi. Non si fermava. E allora ho avuto paura. Perch\u00e9 non volevo anche il cuore di cristallo. Il cuore no. A forza di battiti, colpo dopo colpo, mi sarei ridotta in frantumi. Tutti quegli occhi potevo rivederli sul mio corpo. Li rifletteva tutti. Tutti i labiali. Tutti gli sguardi. Tutti i volti. Tutti i giudizi. Entrati senza bussare. Annidati dentro, per non andarsene pi\u00f9. Non stavo pi\u00f9 sola, neanche da sola. E cos\u00ec ho fatto due passi. Verso il mare. Attraverso una strada senza case. Ma ho sbagliato ancora. Qualcuno ha urlato a questo corpo trasparente. Con il telefono in mano, lo conosceva bene questo corpo trasparente. E lo voleva. Ho detto no. Non l\u2019ha gradito. M\u2019ha portata via. Tra gli alberi. E l\u2019ha preso. Ha preso il mio ultimo fiato. L\u2019ultimo battito. Le ultime lacrime. I pensieri solo al cuore. L\u2019ultimo organo rimasto. Anche lui, ormai, di cristallo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 finita cos\u00ec. \u00c8 finita qua. Chiss\u00e0 mamma. Chiss\u00e0 pap\u00e0. A loro non ho detto nulla. Una delusione enorme per loro, soprattutto per pap\u00e0, sapere che ormai sono tutta di cristallo.<br>Ma ora, tutto \u00e8 cambiato. Adesso. Su questa spiaggia. La luce della luna riflessa \u00e8 sul mio corpo. Oltre me. Non faccio alcuna resistenza.<br>Io fui, tra le onde e sul fondo del mare.<br>Fui\u00a0la ragazza di cristallo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45114\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45114\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a poco tempo fa avevo un corpo normale. 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