{"id":45082,"date":"2021-04-13T18:53:00","date_gmt":"2021-04-13T17:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45082"},"modified":"2021-04-13T18:53:01","modified_gmt":"2021-04-13T17:53:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-nel-bel-mezzo-del-bosco-incantato-di-paola-ruggieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45082","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Nel bel mezzo del bosco incantato&#8221; di Paola Ruggieri"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Nulla \u00e8 impossibile.<br>Se mi avessero detto mentre stavo salendo sulla funicolare di Bergen diretta a Fl\u00f8yen che mi sarei persa nel bosco e ritrovata nel pieno di un rituale esoterico multietnico, non ci avrei mai creduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bergen, sabato 30 maggio, tardo pomeriggio.&nbsp;Alle spalle giornate di lavoro intenso notte\/giorno\/notte\/giorno senza sosta in una citt\u00e0 piena di colori irriverentemente mortificati dal grigiore del cielo, sempre piovoso ma sempre acceso (alba alle 4:30, tramonto alle 22:30\/23, mai notte piena).&nbsp;<br>Poche persone per strada, pochissime macchine, tutto \u00e8 perfettamente rifinito e ossessivamente ordinato, la natura \u00e8 piegata alla geometria che nessuno osa scomporre. Bergen, La citt\u00e0 vuota.Ma quando \u00e8 graziata da un raggio di sole, Bergen solleva il mento trionfante e si mostra in tutto il suo splendore: le case si accendono di raffinati colori pastello, il verde dei prati e degli alberi diventa esplosivo e la vista si riempie dei colori vividi dei fiori dai gambi ritti come i soldati alle parate &#8211; sfido, con giornate cos\u00ec lunghe e umide! La gente scopre i capelli dorati sotto ai cappucci degli impermeabili e mostra la pelle di luna sullo sfondo del&nbsp; mare gelato e dei salmoni e dei granchi reali del mercato del pesce.<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato, per\u00f2, che il sole si dimentichi troppo spesso di Bergen.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sabato piovoso e freddo, ma ormai ci si \u00e8 fatta l\u2019abitudine: finalmente qualche ora libera dopo due settimane di prigionia lavorativa, cos\u00ec, pioggia inclusa, decido di godermi un po\u2019 di sana solitudine con tanta voglia di un bel panorama sui fiordi prima del rientro a Roma l\u2019indomani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ore 18:00 &#8211; sono sulla funicolare in salita verso tonnellate di nuvole e un panorama mozzafiato: un villaggio perfetto come un plastico si frastaglia in una distesa di acqua di tutte le tonalit\u00e0 del grigio (le 50 sfumature di Bergen&#8230;).&nbsp;<br>Eh s\u00ec, dal monte Fl\u00f8yen si vede l\u2019anticamera del Paradiso.<br>Gi\u00e0, il monte; il monte che alle mie spalle continuava a salire, come la mia voglia di rubare altre foto da una prospettiva pi\u00f9 ampia. Decidiamo cos\u00ec, io e il mio ombrello ben aperto, di avventurarci verso un punto di vista pi\u00f9 originale.<br>Le scarpe non erano propriamente quelle che si indossano per una camminata in montagna in un giorno di pioggia, ma erano pur sempre stivali: si poteva fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se sulla terrazza bagnata e fredda del Fl\u00f8yen ero in compagnia di una decina di persone, e pi\u00f9 tardi solo di 3 nel negozio di Trolls-a-forma-di-qualunque-cosa (3 persone incluso il commesso), tra gli alberi del bosco, gi\u00e0 dopo un paio di minuti, ero diventata l&#8217;unica persona al cospetto del mondo.&nbsp;Del resto chi si sarebbe avventurato in un bosco sconosciuto, in una giornata piovosa e fredda, a migliaia di chilometri da casa e con poco campo nel telefono?<br>Neanche finisco di sentirmi un po\u2019 sola e malinconica, che strane figure ricavate dai tronchi iniziano a fare capolino tra gli alberi: qualcuna intera, qualcuna a mezzo busto, e poi facce gigantesche che spuntano dai dossi quasi a farti \u201cBU!\u201d.&nbsp;<br>Di cui almeno un paio, devo dire, particolarmente angoscianti.&nbsp;<br>Ma non abbastanza da convincermi ad abbandonare questo bosco fiabesco, con tutti i colori irreali della primavera che sta lentamente separandosi dall&#8217;autunno invertendo il corso del tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Decido quindi di continuare ad avanzare e pi\u00f9 mi addentro pi\u00f9 inizio a ritenere plausibile l\u2019incontro con qualche strano folletto norvegese nascosto tra i rami degli alberi pi\u00f9 importanti.&nbsp;Silenzio assoluto e la fantasia inizia a volare, dimentica dell&#8217;obiettivo della foto dei fiordi e stuzzicata da un po\u2019 di frizzante fifarella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pochi passi e&#8230; colpo di scena.&nbsp;<br>Il silenzio assoluto si spezza. Da molto lontano, dal centro del bosco, arriva l\u2019eco di schiamazzi, si sentono gridare \u201cyuh uh!\u201d sulla base di una strana musica&#8230; Inizio a vedere anche del fumo e a sentire gli odori di carne alla brace.&nbsp;<br>Forse \u00e8 una braciolata nel bosco sotto al diluvio: che i norvegesi avessero imparato a convivere con la pioggia mi era chiaro, ma fino a questo punto&#8230;<br>Cammino in quella direzione e man mano che la musica sale inizio a vedere tante macchie di colore, sembrano palloncini e stracci colorati: vedo movimento di gente che balla, salta, grida e ride a squarcia gola. Penso a una festa di compleanno di qualche bambino norvegese. Ma&#8230;perch\u00e9 festeggiare un bambino nel centro di un bosco deserto e piovoso?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicino ancora e zummo con il cellulare: no, non sembra proprio una festa per bambini, n\u00e9 mi sembra di vedere teste bionde di placide famiglie norvegesi, anzi, uomini scuri dai tratti forse gitani con lunghi capelli neri e&nbsp; tante collane&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una festa di zingari ubriachi fradici nel bosco e io sono sola e senza campo nel telefono???<\/p>\n\n\n\n<p>Scatto un paio di foto con lo zoom quasi a voler lasciare una prova alla polizia scientifica che trover\u00e0 il mio scalpo su un albero, e mi accorgo che al centro della festa c\u2019\u00e8 lo scheletro di un albero spoglio, con sopra qualche palloncino colorato, nastri e strani pacchetti: un albero di nata-carnevale. Mi sembra di vedere chiaramente anche un uomo con una scure in mano. Deglutisco. Le grida e le risate iniziano ad assumere un sapore orrendo, condite della mia paura e dell\u2019eco deformante del bosco&#8230;<br>Senza accorgermene mi sono avvicinata troppo: quasi mi sembra di essere stata notata tra gli alberi; quasi mi sembra di vedere una mano che mi fa cenno di avvicinarmi.&nbsp;<br>La pioggia \u00e8 sopportabile, chiudo l&#8217;ombrello.<br>Devio velocemente a sinistra per cercare di tornare sulla strada principale che costeggia il bosco, e mentre cammino a passo meccanico cercando di contenere la voglia di correre per non dare troppo nell\u2019occhio, mi sembra quasi che un gruppetto di 3 o 4 mi stia indicando e stia ridendo di me.&nbsp;<br>Ora addirittura un ragazzo mi viene incontro e mi fissa ridacchiando con lo sguardo malizioso di chi ha un ritardo mentale e ti sta scambiando per chiss\u00e0 cosa&#8230;&nbsp;<br>E\u2019 ufficiale, mi sta seguendo.&nbsp;<br>E oltretutto riprende anche a piovere violentemente.&nbsp;<br>Apro l\u2019ombrello, che inizio a ripensare come la mia arma di difesa, e intanto esco fuori dalla stradina ricavata nel bosco segnata da tappeti di grossa segatura, e preferisco continuare nel fango: se verr\u00f2 seguita anche nel fango le sue intenzioni non saranno pi\u00f9 opinabili e io inizier\u00f2 a correre e probabilmente morir\u00f2 dilaniata dalla scure gitana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece no, fortunatamente non mi segue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiungo finalmente la strada asfaltata che sale lateralmente al bosco. Gli stivali di camoscio sono zuppi di acqua e fango come i miei pantaloni, ma non tanto da placare il solletico fastidioso della crescente curiosit\u00e0.<br>Finalmente un passante: incrocio una tipa che fa jogging completamente fradicia, con le ciglia finte colate di rimmel e una lunga coda bionda: forse \u00e8 un trans. Si scusa, non sa nulla del party nel bosco.<br>Cinque minuti pi\u00f9 avanti vedo una donna peruviana con una bambina di 10 anni: si affrettano sotto la pioggia senza ombrelli, ma con grossi cappucci. Non c\u2019\u00e8 dubbio, vanno verso la festa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 la cerimonia della grande madre\u201d mi dice in inglese, mentre la riparo con l\u2019ombrello. <br>\u201cUn\u2019antica tradizione peruviana, vieni con noi, andiamo!&#8221;. La donna ha un viso dolce e oltretutto \u00e8 con una bambina: non dovrei correre pericoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Accetto l\u2019invito e mi preparo a un\u2019esperienza indimenticabile: ci copriamo tutte e tre sotto il mio ombrello e rientriamo nel cuore del bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>People from Per\u00f9, Norvegia (Bergen e Oslo), Paraguay, Cina, Argentina, Cuba, Cile, Venezuela&#8230; chi suona, chi canta, chi mangia, chi beve, chi ride, tutti zuppi e sorridenti sotto la pioggia, una quarantina di persone estremamente ospitali, divertite dal sapermi arrivata l\u00ec casualmente e dal nulla: forse mi vedono come un dono del bosco per incrementare la multiculturalit\u00e0 della loro esperienza mistica.&nbsp;<br>Io, l\u2019italiana con l\u2019abbigliamento decisamente inadatto, con tanto di occhialetti da vista piovuti, con il fare impacciato di chi arriva lucido e imbucato a una festa gi\u00e0 decollata, e che si ritrova abbandonato dal suo gancio con il festeggiato al centro della sala da ballo&#8230;<br>Ma Susanna, la peruviana portata dalla pioggia, mi rimane accanto finch\u00e9 non mi vede a mio agio: \u00e8 molto amichevole e mi presenta a tutti con entusiasmo. Sento il calore dell\u2019accoglienza incondizionata.<br>Probabilmente ho ancora un po\u2019 di paura, ma mi sento allegra come una bambina in una stanza piena di bambole da scartare.<br>Susanna mi dice&nbsp; che da l\u00ec a breve inizier\u00e0 il rituale:&nbsp; Carlos-detto-Inca ci sta chiamando a raccolta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi minuti e tutto si ferma: il silenzio del bosco fa da padrone. Ci ritroviamo tutti attorno all\u2019albero di nata-carnevale e attorno a Inca.<\/p>\n\n\n\n<p>Provo a indovinare nella mia mente il discorso che l\u2019uomo dallo sguardo saggio reciter\u00e0 di l\u00ec a breve e mentre lo immagino sento l\u2019adrenalina salire: \u00e8 fatta, ora parler\u00e0 del dono che ogni anno il bosco fa ai peruviani di Bergen, indicando loro un\u2019anima smarrita da offrire come omaggio sacrificale alla grande madre, in cambio di prosperit\u00e0, fertilit\u00e0 e altre robe. S\u00ec, il dono di una forestiera da fare a fettine e cuocere sulla brace ardente ma vuota.&nbsp;<br>E cos\u2019\u00e8 quel tappeto nero che ora Carlos-detto-Inca sta srotolando ai piedi dell\u2019albero?&nbsp;<br>Ah, certo, il mio letto funebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Inca ci invita a tenerci per mano attorno all\u2019alberello secco vestito di pacchetti, stracci, piume di pavone, stelle filanti e palloncini: stiamo formando una catena di energia.&nbsp;<br>Il rito sta per avere inizio. Sento la felicit\u00e0 scorrere sempre pi\u00f9 velocemente nelle vene, quella felicit\u00e0 che raggiunge la perfezione solo quando \u00e8 condita da un pizzico di paurosa curiosit\u00e0.&nbsp;<br>La felicit\u00e0 di essere in compagnia di persone tanto diverse eppure ugualmente libere e di aver perso completamente con loro ogni indizio spazio temporale.&nbsp; Incontro continuamente i loro sguardi: sono tutti appagati da quel momento, mi sorridono e mi infondono serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso: seppure il mio scalpo dovesse finire appeso tra i palloncini dell\u2019alberello, potr\u00f2 dire di aver detto addio al mondo dopo un\u2019esperienza collettiva di amore incondizionato.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, tanto vale rilassarsi del tutto, quasi quasi mi spoglio pure della borsa a tracolla che mi impaccia e la butto nel mucchio insieme agli altri zaini al riparo sotto una tettoia di legno a una ventina di metri da noi; la mia borsa con il passaporto per ripartire l\u2019indomani mattina per Roma, il biglietto per tornare indietro con la funivia, le mie carte di credito e i miei due telefoni \u2013 di cui uno gi\u00e0 scarico.&nbsp;<br>Mentre ci penso su, decido intanto di chiudere almeno l&#8217;ombrello incurante della pioggia, tanto per sentirmi anch\u2019io un po\u2019 zingara.&nbsp;<br>Ma gi\u00e0 non piove pi\u00f9 e mezz\u2019ora dopo uscir\u00e0 addirittura il sole, il sole alto delle ore 21, che fa scintillare tutte le pepite d\u2019acqua incastonate nelle foglie del nostro eden.<br>Sono emozionata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma&#8230;<br>cosa agita quell\u2019uomo al centro del cerchio? Non sar\u00e0 mica una scure?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, un uomo alticcio sta agitando un\u2019accetta per aria: avevo visto bene prima! L\u2019uomo ride con gli occhi rossi e le guance piene di couperose e si guarda attorno quasi debba fare una scelta. Quindi posa l\u2019accetta sul tappeto nero e si ritaglia un posto nel cerchio di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Io nel frattempo, tanto per sicurezza, la borsetta me la tengo addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto Carlos-detto-Inca si inserisce nella catena umana e rompe il silenzio perfetto annunciando che parler\u00e0 in spagnolo e non in inglese per farsi capire dai pi\u00f9. Ma a quanto pare lo stiamo capendo proprio tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta pregando a nome di tutti, ringrazia la grande madre, anima generosa e ragione di tutte le cose, e annuncia che le far\u00e0 dono di beni molto cari. Si inginocchia davanti al tappeto nero e inizia a tirare fuori una busta di foglie di cocaina, una bottiglia di liquore particolare di qualche rara bacca peruviana, una bottiglia di vino bianco, tre sigari, un pezzo di legno. Tutto \u00e8 a terra sul tappeto: sul tappeto e accanto all\u2019accetta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora Inca ci chiede di mettere sul tappeto un oggetto in nostro possesso: eccola l\u00e0, mo me fregano qualcosa!&nbsp;<br>Decido di mettere l\u2019anello che ho al dito: non \u00e8 di valore ma ci tengo molto. Poco importa, voglio vivermi questo momento fino in fondo. Poi capisco che a rito concluso ognuno riprender\u00e0 le proprie cose &#8211; magari infuse di magici poteri&#8230; Bene, butto nel mucchio anche i miei occhiali \ud83d\ude42<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il nostro guru si alza in piedi, raccoglie il pezzo di legno e se lo fa accendere da qualcuno: ci spiega che si tratta del palo santo, il cui fumo ci avvolge di un odore squisito di incenso. Un ragazzo peruviano prende il palo santo fumante e cammina all\u2019interno del cerchio per riempirci per bene le narici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto un altro peruviano recita ad alta voce una preghiera davanti a tutti, imitato a seguire dalla ragazza di Oslo e da altri due ragazzi, ognuno nella propria lingua. Capisco poco e niente ma mi sento avvolta, e non perdo l\u2019occasione di dire anch&#8217;io la mia preghiera &#8211; naturalmente tra me e me &#8211; non si sa mai&#8230;&nbsp;<br>Qualche minuto di raccoglimento, la conclusione di Inca e le danze sono aperte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tappeto nero e doni vengono portati via, rimane solo l\u2019accetta che viene impugnata da Carlos-detto-Inca al centro del cerchio, mentre noi gi\u00e0 balliamo tutti mano nella mano ruotando attorno a lui e all\u2019albero. A questo punto&#8230; inizia la strage.<br>Invece no. \ud83d\ude42<\/p>\n\n\n\n<p>Inca scaglia due accettate sulla parte bassa dell\u2019albero. Quindi passa l\u2019arma al tipo con la couperose che d\u00e0 altre due accettate negli stessi due punti sempre danzando e cos\u00ec via. Io dar\u00f2 ben 4 accettate all\u2019alberello \u2013 alberello gi\u00e0 morto e ripiantato l\u00ec per l\u2019occasione: due timide all\u2019inzio e due pi\u00f9 decise dopo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo non sento pi\u00f9 nulla suonare o gridare: vedo tutti attorno a me saltellare in allegria a rallentatore. Siamo tutti in perfetta sintonia, nessuno vuole mettersi in mostra e nessuno \u00e8 lasciato in disparte: tutti sono ugualmente coinvolti.<br>La pioggia va e viene ma la musica non si ferma mai: i bongos impellicciati e fradici continuano a battere il tempo, la chitarra \u00e8 suonata con maestria e il flauto di Pan e il flauto dolce sembrano suonati da un mago con il cappello a punta. Mi viene quasi da piangere:&nbsp; ma in realt\u00e0 rido, stiamo ridendo tutti a cuore aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>E accettata dopo accettata, facile da immaginare, l\u2019albero si spezza e cade a terra &#8211; senza fare troppo male a una ragazza che si trovava ahim\u00e9 sulla sua traiettoria.&nbsp;<br>\u201cPrendi anche tu il tuo dono, ce n&#8217;\u00e8 uno per tutti&#8221;. Il cerchio si spezza e tutti raccogliamo una cosa dall&#8217;albero.&nbsp;<br>Il mio pacchetto sembra interessante, cicciottello e morbido: chiss\u00e0 che sorpresa&#8230;&nbsp;<br>&#8230;due cordoni blu.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione vuole che chi fa cadere l\u2019albero diventi il padrino o la madrina della festa dell\u2019anno successivo: l\u2019anno scorso il colpo di grazia era stato dato da Helen, una ragazza di Bergen.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto il rito \u00e8 davvero terminato ed esplode la fiesta!&nbsp;<br>Birra norvegese a fiumi e ballo libero scatenatissimo. Ogni tanto qualche fuori programma ci fa riprendere il fiato: l\u2019uomo con gli occhi rossi e la couperose, che recita una poesia sul vino accompagnato da una chitarra cilena, o una donna sudamericana che canta una canzone triste sull\u2019amore.&nbsp;<br>La cosa pazzesca \u00e8 che sulle note della stessa musica ognuno balla nel proprio inconfondibile stile: balli argentini, danza orientale per la cinesina, una ragazza cubana sculetta sexy per tentare il suo amico, le ragazze norvegesi ballano a loro modo, chi balla la baciata, chi preferisce tenersi per mano e saltellare al ritmo dei bongos&#8230; Ogni tanto anche un trenino attraversa la pista o si riforma un cerchio danzante.&nbsp;<br>Nessuna tradizione, nessuno stile \u00e8 infastidito o sovrastato da un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>E se \u00e8 possibile nel mezzo del bosco di una Bergen fredda e piovosa, \u00e8 possibile sempre e ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima delle 23 ci diamo tutti da fare alla svelta a pulire e a sistemare: ed \u00e8 incredibile, ci allontaneremo da un posto rimesso perfettamente in ordine, senza un coriandolo di carta in giro. Ci allontaneremo da un bosco immutato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scatta la corsa sotto la pioggia per prendere l\u2019ultima funicolare che riporta a Briggen.&nbsp;<br>Siamo circa in 20, molti sono andati a cambiarsi e ci raggiungeranno di l\u00ec a poco: foto di gruppo alle pendici del&nbsp; Fl\u00f8yen prima di passare al secondo tempo nel mondo reale.<br>Ci trasferiamo in un locale dove c\u2019\u00e8 una band norvegese che suona musica dal vivo rock contaminato e che dopo un\u2019ora passer\u00e0 il testimone alla \u201cnostra\u201d band. S\u00ec, capisco che i nostri che suonavano cos\u00ec bene sono una band vera e propria, la band stabile nel locale pi\u00f9 cool di musica dal vivo in Bergen.<br>Inca canta e suona il flauto, il ragazzo del Paraguay e il peruviano dai capelli lunghi sono i chitarristi, e il cileno e un altro peruviano suonano due strumenti a percussione, mentre un ragazzo norvegese tiene il tempo con uno strumento rotondo di cui non conosco il nome: la gente del locale balla e si diverte e andiamo avanti per due ore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u20191:10 finisce l&#8217;ultimo pezzo, non si pu\u00f2 pi\u00f9 suonare oltre l&#8217;una e gi\u00e0 si \u00e8 sforato ed \u00e8 rischioso&#8230; <br>Anche la birra si pu\u00f2 bere solo all\u2019interno della catenella che divide i tavolini esterni dalla strada: una scelta di perbenismo mi spiegano.&nbsp;<br>Rimaniamo ancora per 4 chiacchiere ma poi una pioggia scrosciante ci costringe ai saluti: per altro io ho ancora la valigia da preparare e poche ore di sonno da dormire.<br>Ci scambiamo degli abbracci pazzeschi.<br>Ci scambiamo anche i contatti facebook e le mail.<br>Fanno parte anche loro del mondo reale:<br>Susanna, che con la sua dolcezza mi ha convinto a seguirla in questa esperienza indimenticabile; Carlos-detto-Inca, il saggio suonatore di flauto di Pan, che con le sue parole mi ha scaldato il cuore; Helen e Linn, le due ragazze norvegesi che mi hanno fatto scoprire la Bergen che si nasconde dentro la citt\u00e0 vuota e che se fossi tornata a Roma senza conoscerle non mi avrebbe mai trafitto il cuore; Miguel Angel, il peruviano che insieme a un altro ragazzo di cui non so il nome mi ha invitato pi\u00f9 volte a ballare e alla fine mi ha anche detto \u201cquindi in Italia non si balla latino-americana&#8230;?\u201d (ahahah! &#8216;:-) ), Juan Carlos e Marco Antonio, i due percussionisti;&nbsp; Tor, il ragazzo norvegese che quella sera si \u00e8 fidanzato con Susanna; e tanti altri di cui non conosco i nomi ma che non potr\u00f2 pi\u00f9 dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Loro, i folletti del bosco a me caro che mi hanno dimostrato che danzare in armonia nella diversit\u00e0 \u00e8 possibile ed \u00e8 il miglior mondo possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ore 2:00.&nbsp;<br>Riapro il mio ombrello e mi incammino verso l\u2019hotel sotto la pioggia: sono felice.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45082\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45082\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nulla \u00e8 impossibile.Se mi avessero detto mentre stavo salendo sulla funicolare di Bergen diretta a Fl\u00f8yen che mi sarei persa nel bosco e ritrovata nel pieno di un rituale esoterico multietnico, non ci avrei mai creduto. Bergen, sabato 30 maggio, tardo pomeriggio.&nbsp;Alle spalle giornate di lavoro intenso notte\/giorno\/notte\/giorno senza sosta in una citt\u00e0 piena di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_45082\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45082\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21537,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-45082","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45082"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21537"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45082"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":45100,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45082\/revisions\/45100"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}