{"id":45043,"date":"2021-04-09T10:51:32","date_gmt":"2021-04-09T09:51:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45043"},"modified":"2021-04-09T10:51:33","modified_gmt":"2021-04-09T09:51:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-un-airone-a-venezia-di-anna-bellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45043","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Un Airone a Venezia&#8221; di Anna Bellini"},"content":{"rendered":"\n<p>Se ne stava immobile al limitare dell\u2019acqua.<br>Ritto sulle estremit\u00e0 lunghissime, composto, di una dignit\u00e0 nobile e fuori tempo, proteso verso l\u2019alto come a dover spiccare il volo da un momento all\u2019altro.<br>Nulla di ci\u00f2 che gli succedeva attorno pareva turbarlo.<br>Poi apr\u00ec le ali, si scroll\u00f2, guard\u00f2 quelli che lo stavano fissando e disse: \u201cbenvenuti a Venezia, vi porter\u00f2 a vedere cose diverse, per altre strade\u201d.<br>In quel momento ho capito che sarebbe stato un incontro speciale.<br>Venezia a settembre splende ancora dei residui dell\u2019estate e i visitatori, che ne prolungano e minano l\u2019esistenza, non cessano di arrivare.<br>La stazione pullula, i ponti sono pieni di fotografi, i traghetti traghettano e un eterogeneo gruppo di persone \u00e8 in attesa davanti a un etereo individuo in giacchetta verde chiaro e camicia rosa, riccioli<br>neri, occhi di velluto e gambe lunghissime.<br>A guardarlo pare davvero che possa volare o che il vento stia per sollevarlo come un aquilone o un uccello: magari un airone.<br>Per tutto il tempo della nostra relazione il punto di ritrovo \u00e8 sempre stato lo stesso di quella prima volta: la piccola formella incastonata nel marciapiede davanti alla stazione che indica la posizione<br>della vecchia chiesa di Santa Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che conduceva il gruppo parlando con aria estatica di una citt\u00e0 che io non conoscevo al di fuori dei comuni percorsi turistici, raccontava di navi che rovinano i paesaggi e inquinano l\u2019ambiente, di una chiesa piena di affreschi, romanica e fortunatamente aperta al pubblico, di rara bellezza e di certo mai vista: San Nicol\u00f2 dei Mendicoli.<br>Lui pareva non aver consistenza. Ogni tanto balzava su di uno scalino e piegando le braccia come ali inarcava il dorso recitando i versi irriverenti di Giorgio Baffo, che sciorinava con il gusto di<br>scandalizzare: \u201cTette fatte de latte, e de zonchiada,\/ pastizzetti, che \u2019l genio m\u2019incit\u00e8,\/ pometti, che la vita consol\u00e8,\/ cara composizion inzuccarada\u2026\u201d<br>E poi non so neanche come mi ci sono trovata dentro. Alla storia intendo. Una storia che anche ora a distanza di anni sfugge a ogni possibile definizione. Forse \u201conirica\u201d \u00e8 l\u2019unico aggettivo che pu\u00f2<br>rendere l\u2019idea.<br>\u201cMaestro\u2026 lustrissimo\u2026 giovane\u2026 Casanova\u2026<br>Come ti sta?\u2026 dove ti va?\u2026 cossa ti fa?\u2026\u201d<br>Eco di gondolieri sull\u2019acqua al nostro passaggio che lo salutano.<br>Tabarri per la festa dell\u2019Immacolata, freddo sereno e Serenissima assolata, il Doge Dandolo e la crociata, e io mi perdo in quella sensazione fuori dal tempo, immersa in un tempo d\u2019altri secoli,<br>consapevole di essere l\u00ec \u201cin prestito\u201d.<br>L\u2019Airone in tabarro rosso \u00e8 magnifico, superbo, di un\u2019eleganza settecentesca, forse un po\u2019 troppo esile, ma io non voglio fare il dottore e voglio credere al sorriso che mi assicura che cos\u00ec \u00e8 sempre<br>stato: non si pu\u00f2 essere sempre razionali e guardinghi, bisogna poter credere alle bugie, soprattutto se dette con grazia.<br>La lingua ha la dolcezza delle erre arrotondate sotto al palato e scivola sullo \u201cxe\u201d.<br><br>Sarei rimasta ad ascoltarlo solo per la musica della voce anche quando ripete mille volte cose gi\u00e0 dette.<br>Venezia \u00e8 la sua donna, gi\u00e0 da molto prima di me, la sua amante, il suo unico amore, di lei sa tutto: il colore, l\u2019odore, il sapore salmastro, conosce ogni calle e ogni giardino, indica le antiche pietre<br>inserite nei palazzi, i battacchi antropomorfi delle porte, gli anzoli incastonati agli angoli delle case e i diavoli alla base dei campanili.<br>Va in estasi per il riflesso del sole sulla nebbia e identifica il bagliore dell\u2019anzolo del campanile di San Marco prima ancora che sia visibile agli altri.<br>La sua dichiarazione d\u2019amore \u00e8 stata suggestiva.<br>\u201cTi me piasi parch\u00e8 ti sa la lingua e ti xe normale\u201d, dopo una settimana aveva gi\u00e0 cambiato versione ed ero diventata, \u201cti me piasi parch\u00e8 ti sa la lingua e ti xe stramba\u201d.<br>La lingua, che fortunatamente conoscevo per aver recitato Goldoni, mi ha dato parecchio da fare, ogni volta mi pareva di parlare traducendo dall\u2019italiano, dopo mesi ho chiesto piet\u00e0 e preteso che<br>fosse lui a tradurre in italiano.<br>\u201cLa xe una marav\u00e8gia\u201d, detta da me, rest\u00f2 per lui un regalo.<br>\u201cTi xe stramba come la marchesa Casati Stampa\u201d, mi costrinse a documentarmi su chi fosse costei.<br>Con lei avevo forse in comune la libert\u00e0 d\u2019idee, i giri per il mondo, i capelli rossi, non certo il patrimonio o i debiti e neppure un D\u2019Annunzio per amante.<br>Mi ha portato a palazzo Fortuny a vederne i ritratti, gli abiti e gli orpelli, perch\u00e9 mi facessi un\u2019idea di lei e mi rendessi conto che in fondo non eravamo molto diverse.<br>Il concetto di normalit\u00e0 nell\u2019ambiente artistico \u00e8 come minimo suggestivo.<br>Che io fossi definita stramba da uno che non era certo da meno mi faceva pensare.<br>E poi ci fu la casa, la casa museo.<br>Me lo avevano suggerito gli altri del gruppo che lo conoscevano bene, insistendo che era da vedere, lui ci portava la gente in visita perch\u00e9 l\u2019aveva riempita di opere sue.<br>\u00c8 successo ai primi di ottobre, quando ci siamo ritrovati.<br>Mi ha fatto aspettare in giardino dieci minuti prima di farmi entrare.<br>Gli archi delle rose avevano solo foglie, il caprifoglio arrampicava la rete e tutto era curato al millimetro.<br>Gli oleandri potati, il grande cespuglio di salvia scintillante nell\u2019ombra della sera ormai quasi notte, qualche ciuffo nell\u2019orto che poteva essere di carote o prezzemolo o sedano; due palme infinite che sovrastavano la casa conferendole un\u2019aria esotica di mistero e poi solo ombre quiete, senza luci.<br>La casa dentro era ancora pi\u00f9 surreale.<br>Per fortuna conservo alcune foto altrimenti potrei credere di essermi inventata ogni cosa comprese le gigantesche opere a mosaico che coprivano le pareti.<br>Una ridda di colori, migliaia di tessere di vetro o di specchio o di tessuto, messe a creare geometrie che ne riflettono altre, che ne evocano altre ancora, in una teoria di spirali primordiali.<br>\u201cLa gioia di vivere\u201d \u00e8 un\u2019opera magnifica, tutte le declinazioni dell\u2019alba esplose dal centro alla periferia di un quadro grande almeno due metri per due.<br>Superbo e felice, come l\u2019autore che mi guida trasognato da una creazione all\u2019altra, presentandomele come fossero creature, pezzi di vita, nugoli di pensieri coagulati sulla tela, mescolati ai materiali e<br>pronti a passare nella mia testa per evocarne altri di altrettanto colore e gioia.<br>Per festeggiare ha stappato uno spumante di cui non abbiamo sentito il sapore perch\u00e9 troppo intenti ad abbracciarci.<br><br>Monteverdi riempiva di note una dimensione inesistente.<br>Io e lui non siamo mai stati in due, la malattia fin dall\u2019inizio \u00e8 stata il terzo incomodo.<br>Ho imparato subito che gli Aironi vivono preferibilmente a lume di candela immersi nel rosa.<br>La casa magica era dipinta di rosa, aveva tende dello stesso colore, perch\u00e9 \u00e8 quello dell\u2019aurora, e quando imbruniva le candele sparse ovunque gettavano bagliori sui mosaici che diventavano tremuli.<br>La camera da letto era una grande installazione.<br>L\u2019Airone aveva recuperato e rimontato il letto in cui era stato concepito, un letto alto, come quelli che c\u2019erano in campagna da mia nonna, e l\u2019armadio e il com\u00f2 pareva avessero la stessa<br>provenienza.<br>Ogni angolo era disseminato di citazioni.<br>Cesti di melograni e arance rendevano omaggio a Caravaggio, libri d\u2019arte aperti su Tiziano e Tintoretto fungevano da Bibbia quotidiana a cui ispirarsi e copie in scala delle sculture di Bernini biancheggiavano sui tavolini di legno, dipinti alla veneziana, dalle forme pi\u00f9 improbabili, in un gioco di equilibri assurdi che occhieggiavano decisamente al surrealismo.<br>Per capire la casa bisognava conoscere la storia dell\u2019arte, almeno dal seicento ai giorni nostri.<br>Ci sono tornata ieri l\u2019altro in Laguna.<br>Pensavo che non sarei riuscita a tornarci mai pi\u00f9.<br>L\u2019idea di rivedere la formella nel marciapiede davanti alla stazione, senza lui ritto sopra ad aspettarmi, mi era insopportabile.<br>Ci sono andata per conoscere uno dei suoi amici che voleva conoscere me per raccontarmi i suoi ultimi giorni .<br>La nebbia \u00e8 stata mia complice cos\u00ec non ho visto la laguna venirmi incontro, non mi sono neppure resa conto di passare il ponte, non ho visto l\u2019isola sulla sinistra di cui mi sono dimenticata nome e<br>storia, ho visto solo i muri della stazione quando il treno si \u00e8 fermato.<br>Il nostro punto di ritrovo era calpestato da manifestanti incazzati, l\u2019amico mi aspettava sul primo scalino e il suo fiume di parole ha seccato tutte le mie lacrime prima che potessero spuntare.<br>Sembrava la Venezia normale, quella prima di lui, dove andavo a piangere la fine dei miei amori.<br>Ma l\u2019Airone l\u2019aveva cambiata per sempre.<br>L\u2019aveva resa magica, ancora di pi\u00f9 di quello che \u00e8, misteriosa al di l\u00e0 del mistero, e piena di fantasmi che percorrono le calli, si arrampicano graziosamente sulle vere da pozzo, scalano le<br>inferriate dei palazzi.<br>L\u2019amico mi ha portata a vedere il Fondaco dei Tedeschi, appena inaugurato: l\u2019Airone non aveva fatto a tempo a vederlo perch\u00e9 gi\u00e0 troppo ammalato.<br>Gli sarebbe piaciuto il restauro e la conservazione della struttura splendida, forse anche i raffinati<br>negozi di oggetti di lusso che abitano i vari piani i cui scalini per accedervi sono tutti multipli di otto.<br>Il Casanova che era in lui avrebbe avuto un guizzo di gioia, lass\u00f9 sulla terrazza sui tetti, alla vista della sua amata distesa ai suoi piedi: Rialto, il Canal Grande, l\u2019Angelo di San Marco e campanili,<br>chiese, basiliche, canali e sole a trafiggere la nebbia che non resiste alla sua insistenza e s\u2019\u00e8 squarciata e io che trasognata lo sento citare nomi, date, stili, in una ridda di parole il cui suono<br>cantilenante ha il ritmo dell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono girata per trecentosessanta gradi in modo da catturare tutto il possibile, convinta che, come lo avevo sentito, lo avrei visto, in controluce, la mano al cappello e i lunghi riccioli neri scomposti.<br>Le foto migliori, si fanno con gli occhi della mente e rimangono stampate nel cuore.<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45043\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45043\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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