{"id":45007,"date":"2021-04-08T12:30:05","date_gmt":"2021-04-08T11:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45007"},"modified":"2021-04-08T12:30:07","modified_gmt":"2021-04-08T11:30:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-la-vista-di-carta-di-stefania-asuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=45007","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;La vista di carta&#8221; di  Stefania Asuni"},"content":{"rendered":"\n<p>Ritorno dalla visita oculistica mezza stordita. Quel collirio ha dilatato le pupille e l&#8217;effetto continua a perdurare nonostante sia trascorso molto tempo. Mi sento intontita. Gli occhi galleggiano al di fuori delle orbite, come meteore nell&#8217;universo e la sensazione \u00e8 quella di un disorientamento generale. Decido di lasciare a met\u00e0 il lavoro che avrei dovuto finire, ignoro il disordine nello studio in cui scartoffie, squadre, matite e pile di progetti attendono che si metta in moto la mia creativit\u00e0. Mi fermo. Dico a me stessa che ho bisogno di una pausa. Provo a rilassarmi sulla poltrona da ufficio in pelle marrone che ho ereditato dieci anni fa da mio nonno, anche lui architetto. Affondo la schiena e le mie mani si insinuano tra le pieghe della sedia, cominciano a tamburellare sulle maniglie e sulle cuciture logore fino a che sul bordo dello schienale reclinabile pollice e indice toccano l&#8217;incarto stropicciato di una caramella, rimasto l\u00ec chiss\u00e0 da quanti anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un gesto automatico porto davanti agli occhi la cartuccia rossa traslucida.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce del primo pomeriggio infiamma la vista, si mescola ai lampi di rosso provenienti dalla carta e la messa a fuoco diventa impossibile. Distinguo appena una R con carattere maiuscolo a cui seguono lettere per me indecifrabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse mi assopisco per un po&#8217; e mi ritrovo in un pomeriggio qualunque della mia infanzia, in una casa a me familiare.&nbsp;La nonna Lucia \u00e8 china sul filo di trama. Gli occhiali spessi le scendono sul naso e inquadrano con precisione il prossimo punto da tessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il telaio \u00e8 all&#8217;opera, produce orditi orientaleggianti. Amaranto, giallo fieno, verde oliva, nero pece creano sfumature e fili fuori asse che si intrecciano in un punto croce floreale. Gli occhi sono abbagliati da quel fascio di tonalit\u00e0. Immagino gi\u00e0 il disegno finito nonostante la spola non abbia ancora concluso il suo andirivieni. Col sopracciglio destro lei mi fa cenno di avvicinarmi all&#8217;orditura legnosa di travi e pilastri&nbsp;che spaventa noi bambini come un mostro a pi\u00f9 teste. Mi bacia e poi mi offre una caramella Rossana.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accoccolo accanto a lei, scarto il premio e mastico rapidamente il&nbsp;nucleo&nbsp;morbido con retrogusto di nocciole e mandorle. Ma ci\u00f2 che lo sguardo cerca \u00e8 l\u00ec davanti a me. Prendo tra le mani l&#8217;involucro accartocciato e avvicino pi\u00f9 che posso i miei occhi al profumo di caramello al latte. <\/p>\n\n\n\n<p>Adesso guardo ogni cosa per la prima volta. Il rosso rubino trasforma il mondo attorno a me: il telaio sembra un dragone sputa fili, la sedia su cui siede la nonna \u00e8 lo scheletro animato di un rettile preistorico, il lampadario sulle nostre teste un vulcano in eruzione con gocce di cristallo simili a lapilli incandescenti. La credenza appare enorme e in bilico. Piatti, posate e bicchieri sono sul punto di cadermi addosso. Le schivo abilmente. Corro verso l&#8217;uscita ma mi accorgo ben presto di essere imprigionata dentro la carta. Provo a spingere le pareti, a cercare una via d&#8217;uscita ma niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pieghe dell&#8217;involucro formano solchi infiniti, vie in cui la vista si perde. Percorro affannosamente le strade traslucide entro cui le immagini si&nbsp;accavallano. Perdo la percezione del mio corpo che adesso \u00e8 incartapecorito, incastrato nella carta. Sono un tutt&#8217;uno con le forme spigolose dell&#8217;insolita gabbia. Mi muovo a fatica, sento gli occhi pesanti.&nbsp;Mi accorgo che nonna Lucia ha uno sguardo triste. La perdita di nonno Alfredo ha segnato un solco nel tempo. Tutto si \u00e8 fermato l\u00ec. Il telaio \u00e8 spento senza la luce del motore ispiratore. La passione nell&#8217;ideare e comporre nuovi filati, la gioia di adoperare trame e fili preziosi in disegni inaspettati non bastano a lavare via la tristezza dal suo sguardo. La guardo ancora una volta. Mi stendo sulle punte dei piedi fino all&#8217;altezza della sua guancia e quasi intimorita le restituisco il bacio. La pelle raggrinzita ha un sapore d&#8217;eternit\u00e0. L&#8217;odore di vaniglia parla di una donna curata, leggera, una guerriera dall&#8217;animo gentile. <\/p>\n\n\n\n<p>Nuovamente la vista \u00e8 sbiadita. Ritorno nello studio, stropiccio gli occhi e faccio un respiro profondo. Mi alzo e&nbsp; mi dirigo verso il telaio. La nonna me lo ha regalato prima di andar via. Come un fossile resiste alle attacchi del tempo, la struttura \u00e8 l\u00ec, integra. Il&nbsp;legno massello di faggio evaporato \u00e8 rifinito a pennello con oli e cere vegetali. Al tatto comunica forza e dinamismo, potenza, energia. Presente nell&#8217;arte e nella bellezza di ogni suo filato, sembra quasi che racconti di lei. Matite, squadre e compasso lasciati sulla scrivania mi ricordano che devo concludere il lavoro. Mi siedo, osservo le linee, gli spazi, le sfumature di un progetto che ora svela&nbsp;un piacevole retrogusto di nocciola e mandorle. Gioia e malinconia disegnano la mia anima.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_45007\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"45007\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritorno dalla visita oculistica mezza stordita. 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