{"id":44863,"date":"2021-03-22T17:55:33","date_gmt":"2021-03-22T16:55:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44863"},"modified":"2021-03-22T17:55:35","modified_gmt":"2021-03-22T16:55:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-storia-di-una-macchina-per-cucire-di-raffaella-vanetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44863","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Storia di una macchina per cucire&#8221; di Raffaella Vanetti"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mio primo ricordo sono due mani forti che mi stavano liberando dalla cassa di imballaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce squillante esclam\u00f2 \u201cOh, Tesoro!\u201d e una voce profonda rispose \u201cPer te, Amore Mio!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che inizi\u00f2 la mia vita, in casa di Tesoro e Amore Mio. Facevo bella mostra di me, tutta nera e con i fregi dorati che brillavano al sole, nel salotto buono, accanto a Credenza, Tavolo, Specchiera e Radio.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi subito confidenza con le mani bianche e delicate di Amore Mio, che mi carezzava amorevolmente canticchiando in compagnia di Radio, e con i suoi piedi che si muovevano a tempo sul mio pedale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piaceva quando mi faceva cucire la seta\u2026 quel ritmo lento, e quel tessuto che mi scivolava addosso come le ali di una farfalla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto per\u00f2 il mio lavoro principale divent\u00f2 quello di cucire degli strani triangoli di cotone. Non capivo cosa fossero, finch\u00e9 un giorno alle voci di Tesoro e Amore Mio si aggiunsero strani strilli acuti: era arrivato un Amore Mio in miniatura! Vista la misura di quei triangoli di stoffa doveva essere molto piccola, ma che voce!<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo gli strilli della piccola Anna lasciarono il passo a una dolce vocina squillante che riempiva le mie giornate. Quando incominci\u00f2 a parlare, Tesoro e Amore Mio ebbero anche un nuovo nome: Tesoro ora si chiamava anche Pap\u00e0, e Amore Mio, Mamma. Quel giorno ho imparato che le Persone possono avere pi\u00f9 nomi.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra vita scorreva tranquilla, Mamma &#8211; Amore Mio ora cuciva cotonine colorate per la piccola Anna e aveva ricominciato a coccolarmi con la seta.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 un giorno Radio nomin\u00f2 una parola che non avevo mai sentito: Guerra. Non doveva essere una cosa bella, sentii Tesoro e Amore Mio parlare tra loro con un tono di voce preoccupato. L\u2019atmosfera in casa cambi\u00f2, Tesoro era cupo e Amore Mio ogni tanto tirava su col naso. Io e la piccola Anna non capivamo il perch\u00e9. Ero anche arrabbiata con Radio, non cantava pi\u00f9, parlava solo di questa Guerra, e Tesoro e Amore Mio erano sempre pi\u00f9 tristi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno le mani forti di Tesoro mi caricarono su un furgone in mezzo a scatole e valigie, e sentii Amore Mio dire ad Anna che saremmo andati in Campagna da Nonna. Anche Radio venne con noi, e la cosa non mi fece piacere.<\/p>\n\n\n\n<p>Venni scaricata in una grande cucina, accanto a un grande Tavolo e un enorme Camino. Dalla finestra davanti a me potevo vedere gli altri abitanti di Campagna: Asino, Mucca, Galline e Gallo. Odiavo Gallo, che prima dell\u2019alba col suo grido disturbava la quiete! Ma doveva essere un personaggio importante, perch\u00e9 al suo richiamo tutti si svegliavano e iniziavano il loro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del nostro arrivo a Campagna fu l\u2019ultimo in cui vidi Tesoro &#8211; Pap\u00e0. Part\u00ec per andare in Guerra (ma quindi era un luogo, non una cosa?).<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta che Tesoro &#8211; Pap\u00e0 fu partito, Mamma &#8211; Amore Mio cambi\u00f2 di nuovo nome: adesso era Mamma \u2013 N\u00ec (N\u00ec era il nome con cui la chiamava Nonna), e Anna ora si chiamava Anna &#8211; Annina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo a Campagna trascorreva lento, mi abituai a nuovi rumori, nuove voci, nuovi odori e alle mani di Nonna, ch\u00e8 ogni tanto cuciva anche lei. Le sue mani non erano bianche e delicate come quelle di Mamma &#8211; N\u00ec e il palmo era ruvido, ma si muovevano spedite ed esperte sulla stoffa. I suoi piedi davano al pedale un ritmo pi\u00f9 lento e misurato, che mi rilassava\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Nonna e Mamma &#8211; N\u00ec non cucivano pi\u00f9 la seta, ma cotone spesso e ruvido. Per fortuna ogni tanto c\u2019erano pezze di cotonina colorata per i vestiti di Anna &#8211; Annina, che cresceva a vista d\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonna tent\u00f2 anche di insegnare ad Anna &#8211; Annina a cucire, ma lei preferiva correre dietro a Galline e far spaventare Gallo (cosa di cui ero perfidamente felice), e dopo qualche tentativo maldestro, io e le sue piccole manine non ci incontrammo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma &#8211; N\u00ec era spesso pensierosa. In quei momenti i suoi piedi si bloccavano sul mio pedale e le mani le cadevano in grembo. Io restavo l\u00ec in apprensione ad aspettare. Chiss\u00e0 perch\u00e9 lo faceva? Poi capii che era per colpa di Guerra (ma quindi era una cosa, un luogo o una persona?).<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno sentii l\u2019ormai familiare scampanellio del postino. Quando arrivava di solito era festa perch\u00e9 portava lettere di Tesoro &#8211; Pap\u00e0, allora Mamma &#8211; N\u00ec si sedeva in cucina insieme a Nonna e Anna &#8211; Annina e leggeva ad alta voce. In quei momenti, nelle lettere, Mamma &#8211; N\u00ec si chiamava ancora Amore Mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella volta per\u00f2 fu diverso: sentii Mamma &#8211; N\u00ec emettere un forte grido (mi vengono ancora i brividi agli ingranaggi se ci ripenso!). Poi il suo pianto disperato insieme a quello di Nonna e Anna &#8211; Annina. Capii tempo dopo che Tesoro &#8211; Pap\u00e0 non sarebbe pi\u00f9 tornato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma &#8211; N\u00ec piangendo ripeteva spesso il nome di un certo Giulio. Capii che era un altro nome di Tesoro &#8211; Pap\u00e0. Peccato averlo scoperto solo ora che lui non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lungo tempo restai l\u00ec inutilizzata, Mamma &#8211; N\u00ec stava male, non aveva le forze per far nulla e piangeva spesso. Nonna doveva occuparsi anche di lei. Quando infine il suo pianto fu meno frequente, ricominciammo a lavorare insieme, e piano piano anche il tremore delle sue mani scomparve.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno Radio diede finalmente una bella notizia: Guerra era finita! Vidi di nuovo Mamma &#8211; N\u00ec e Nonna piangere, ma ora erano lacrime di gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi giorni dopo fui caricata da mani sconosciute su un furgone insieme a scatole e valigie. Sentii Mamma &#8211; N\u00ec dire ad Anna &#8211; Annina che si tornava a Casa. Fui rimessa la mio posto, accanto a Credenza, Tavolo e Specchiera. Anche Radio torn\u00f2 con noi e ricominci\u00f2 a cantare, cosa di cui fui molto felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Con noi venne anche Nonna e da quel momento non rimasi mai ferma, dall\u2019alba al tramonto: Mamma &#8211; N\u00ec e Nonna si alternavano a cucire a tutte le ore. \u201cPer sbarcare il Lunario\u201d, dicevano. Per\u00f2 io questo Lunario non l\u2019ho mai conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo pass\u00f2, la voce di Anna &#8211; Annina si fece meno squillante e pi\u00f9 profonda. Mamma &#8211; N\u00ec cuc\u00ec per molte ore un unico splendido abito bianco, di seta, con tulle e pizzi. Come mi divertii! Quando fu finito per\u00f2 non sentii pi\u00f9 ogni mattina la voce di Anna &#8211; Annina. Ogni tanto tornava, ma poi se ne andava di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo le mani di Nonna si facevano pi\u00f9 tremanti e non riusciva pi\u00f9 molto bene a guidare la stoffa. I suoi piedi sul pedale erano sempre pi\u00f9 lenti. Finch\u00e9 un giorno non sentii pi\u00f9 neanche la sua voce. Con me rimase solo Mamma \u2013 N\u00ec. Nessuno la chiam\u00f2 pi\u00f9 cos\u00ec: quando arrivava Anna &#8211; Annina (che ora era diventata solo Anna), era Mamma e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma ora cuciva pi\u00f9 raramente: era spesso fuori casa, e la sentivo dire alle sue amiche che era impegnata a fare la Nonna. Questa cosa non l\u2019ho mai capita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno dopo, mentre le mani di Mamma si erano fatte meno sicure e i suoi piedi si erano fatti pi\u00f9 lenti, sentii il tocco di piccole mani sconosciute, e di due piedini che fecero partire il mio pedale a una velocit\u00e0 mai provata: che spavento! Per fortuna la voce di Mamma riport\u00f2 la calma: \u201cGiada, lascia subito la mia Macchina Per Cucire, \u00e8 antica e delicata!\u201d. Era arrivata una nuova piccola Donna, che se ne and\u00f2 sbuffando e brontolando facendomi ritrovare un po\u2019 di pace&#8230; solo momentanea: quando Mamma non guardava, Giada mi faceva partire a 100 all\u2019ora!<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno non sentii pi\u00f9 neanche la voce di Mamma. Anche Radio non cantava pi\u00f9. Sentivo solo i rumori della citt\u00e0 al di l\u00e0 delle tapparelle abbassate. Fui caricata su un furgone come tanti anni prima, insieme a Radio, e anche Credenza, Tavolo e Specchiera stavolta erano con noi. Ci ritrovammo in una piccola stanza e fummo coperti con grandi teli bianchi. La luce si spense, qualcuno chiuse una serranda. Cal\u00f2 un silenzio totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ebbi niente da fare per molto tempo, se non ricordare la mia vita passata, finch\u00e9 all\u2019improvviso sentii uno scalpiccio, rumore di chiavi e la serranda che si apriva. Una luce fioca trapel\u00f2 sotto il telo che mi copriva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDovrebbe essere l\u00e0 sotto\u201d. Sembrava la voce della mia Anna, ma era pi\u00f9 fresca e squillante. Di sicuro non poteva essere lei, ho imparato che nel tempo le Donne crescono, cambiano nell\u2019aspetto, nella voce e nel ritmo dei loro movimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il telo mi fu tolto e mi vidi riflessa in Specchiera: che orrore! Ero coperta di polvere, i miei bellissimi fregi dorati erano tutti anneriti, il legno del piano era diventato grigio e spento, e il pedale aveva macchioline di ruggine! Ero molto triste.<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce maschile chiese: \u201cGiada, Amore, sei sicura?\u201d (allora era la piccola Giada, ora si chiamava Giada &#8211; Amore!). \u201cS\u00ec!\u201d rispose lei. Fui caricata \u2013 di nuovo! \u2013 su un furgone e mi ritrovai in un ampio locale con alte finestre. Con me c\u2019erano altre mie simili, tutte pi\u00f9 o meno mal messe. A qualcuna mancavano anche dei pezzi! Che paura\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Giada &#8211; Amore disse: \u201cNe abbia cura, la prego\u201d. Una voce sconosciuta rispose: \u201cNon si preoccupi, torner\u00e0 come nuova e le daremo una nuova vita, grazie per avercela donata\u201d. Questo mi tranquillizz\u00f2 e mi elettrizz\u00f2 allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni seguenti fui smontata e rimontata, pulita, lubrificata, il legno venne nutrito con olio prezioso, la ruggine e la polvere sparirono, i fregi d\u2019oro vennero lucidati fino a scintillare, e mi regalarono una nuova cinghia di trasmissione. Mi sentivo di nuovo giovane e bella come quando entrai in casa di Tesoro e Amore Mio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Poi fui chiusa in una cassa di legno piena di paglia (meno male che non soffro il solletico!) e viaggiai a lungo. Sentivo un po\u2019 di mal di mare, ma l\u2019eccitazione per questa nuova avventura me lo rese sopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la cassa venne aperta, ero molto lontano da Casa: rumori, odori e persino il colore del cielo erano diversi. Faceva pi\u00f9 caldo, e l\u2019aria era meno umida. Anche le voci intorno a me parlavano in una lingua nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Venni portata in un locale che sentii chiamare Scuola, e nel tragitto dal furgone al locale sentivo grida di gioia, canti e applausi. Ma davvero erano per me? Sembrava proprio di s\u00ec!<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 iniziata la mia nuova vita: ora nuove mani, pi\u00f9 scure di quelle che avevo conosciuto, grandi e piccole, alcune esperte e sicure, altre incerte e titubanti, si alternano su di me durante la giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Piedi piccoli e grandi, alcuni lenti, altri veloci.<\/p>\n\n\n\n<p>Stoffe morbide e ruvide, ma tutte splendide e colorate.<\/p>\n\n\n\n<p>Nuove voci e nuovi Nomi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono felice.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44863\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44863\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio primo ricordo sono due mani forti che mi stavano liberando dalla cassa di imballaggio. 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