{"id":44768,"date":"2021-03-14T20:11:35","date_gmt":"2021-03-14T19:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44768"},"modified":"2021-03-14T20:11:36","modified_gmt":"2021-03-14T19:11:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-10-parole-per-un-racconto-con-finale-a-sorpresa-di-laura-zona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44768","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;10 parole per un racconto con finale a sorpresa&#8221; di Laura Zona"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019<strong>almanacco<\/strong>, aperto alla pagina del 31 dicembre 2020 giaceva, abbandonato, sulla scrivania disordinata. Appuntata, con una scrittura svolazzante, c\u2019era la parola \u201c<strong>volare<\/strong>\u201d. Scorrendo all\u2019indietro, ogni pagina dell\u2019almanacco conteneva una parola. Una diversa per ogni giorno. Scrivevo al mattino, appena sveglio. Per non dimenticare. Una <strong>consegna<\/strong> data, anni prima, dal mio psicanalista: tracciare il filo conduttore dei viaggi onirici. Notte dopo notte. Una consegna che avevo perseguito con puntualit\u00e0 e determinazione. Alla ricerca spasmodica dei pezzi di me che si erano sparpagliati chiss\u00e0 dove. Forse proprio nei <strong>sogni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i vicini ero un tipo strano. La mia <strong>riservatezza<\/strong> metteva disagio. Scambiata, da sempre, per rifiuto ad entrare in relazione con il mondo. In realt\u00e0 si trattava di una maschera, che indossavo per nascondere la mia profonda inquietudine. Il significato della parola inquietudine \u00e8 \u201cquiete in movimento\u201d. Senso, spesso travisato da un\u2019apparente accezione negativa. Per me, si trattava di uno stato di perenne ricerca, frenata dalla convinzione di non poter uscire dai miei limiti. Imposti dalle barriere dell\u2019educazione, intrisa di divieti e di paure. La scrittura rappresentava l\u2019unica via di fuga. Un <strong>ponte<\/strong> sicuro. Per superare il fiume di ostacoli, frapposti tra la vita quotidiana, rinchiusa dentro la scatola asfittica della mia vita, e l\u2019universo della fantasia. Nei tratti della calligrafia, morbidamente ondeggiante, un esperto sarebbe stato in grado di cogliere l\u2019immenso <strong>desiderio<\/strong> di libert\u00e0 che sentivo nel cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel dannato 2020 era stato un anno controverso, a causa della pandemia. Contrassegnato da isolamento e depressione per la moltitudine. Per me, invece, cos\u00ec abituato a vivere appartato, non faceva alcuna differenza. Anzi: il silenzio forzato in cui era piombata la citt\u00e0, mi permetteva di pensare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola, scritta il mattino dell\u2019ultimo giorno dell\u2019anno, racchiudeva l\u2019irrefrenabile volont\u00e0 di cambiamento. Non potevano capirlo i miei due <strong>gatti<\/strong>, per i quali avevo riempito di crocchette diverse ciotole, allineate in cucina. Sapevo perfettamente quanto sono animali indipendenti. Terminato il cibo, se ne sarebbero andati a cercarlo altrove. Dimenticandosi di me. Nessuno si sarebbe preoccupato della mia assenza. Perci\u00f2 infilai le vecchie <strong>scarpe,<\/strong> dalla suola un po\u2019 consumata. Comode a sufficienza per affrontare un lungo cammino. Indossai la giacca pesante, al cui interno, protetti in una tasca, avevo sistemato tutti i risparmi ritirati dalla banca. \u201cNon si sa mai\u2026\u201d, pensai. Leggero e, senza pensieri, uscii sulla strada deserta, lasciandomi alle spalle la casa e tutti i ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminai di buona lena per raggiungere il luogo del misfatto. Lo chiamavo cos\u00ec, sapendo che si trattava di una cosa davvero brutta. Purtroppo, non potevo farci niente. Tutto sembrava scritto, in modo definitivo, per me. La mamma, da piccolo, continuava a ripetermi che il mondo \u00e8 pieno di gente cattiva. Guardando la televisione, me ne convinsi al punto tale da iniziare a progettare armi per conto mio. Il Politecnico mi diede una mano\u2026 il resto lo fece la mia creativit\u00e0. Con ottimi risultati: guadagnavo un sacco di soldi, standomene rintanato nel mio piccolo laboratorio sotto casa. Al sicuro. Protetto da tutto. Cosa volevo di pi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del mio cinquantesimo compleanno, accesa la televisione, vidi il filmato in cui un bambino moriva per l\u2019esplosione di una mina anti-uomo. Per la prima volta, mi resi conto che qualcosa non funzionava nel mio lavoro. Rimasi bloccato. Senza parole. Cosa avevo visto, fino ad allora, in quella scatola parlante? Quale orrore, aveva prodotto la mia mente? In realt\u00e0, il bambino saltato per aria ero io. Insieme a lui, scoppiarono tutte le mie convinzioni, precipitandomi in una crisi profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguii il consiglio dello psicanalista, che mi prese in cura per diversi anni. Conservavo una pila di almanacchi, pieni di parole scritte, puntualmente, ogni mattina. Dovevano aiutarmi a ritrovare me stesso. In realt\u00e0, ciascuna mi fece comprendere d\u2019essere stato, semplicemente, un vigliacco. Preso dalla paura del mondo e della vita. L\u2019ultima parola scritta, era l\u2019unica vera: volare\u2026 volare via da tutto per risolvere il dramma. La soluzione era molto semplice. Pianificai, fin nei minimi dettagli, il misfatto. L\u2019angolo scelto si trovava nel fitto della boscaglia, in mezzo ai rovi. Nessuno avrebbe sentito lo sparo. Il mio cadavere si sarebbe decomposto, scomparendo rapidamente nella terra umida.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero pronto, con il dito sul grilletto, quando lo vidi spuntare davanti a me: bianco, brutto, un muso lunghissimo e il corpo tozzo. Mi punt\u00f2 con due occhi neri, vivaci, e si mise ad abbaiare. \u201cNo\u2026non \u00e8 possibile!\u201d esclamai, stupefatto. Per un istante, mi balen\u00f2 l\u2019idea di farlo fuori insieme a me. Avevo messo un secondo colpo in canna, per sicurezza, ma la voce femminile, in rapido avvicinamento, mi fece desistere. \u201cTobia\u2026 Tobia\u2026dove sei finito?\u201d gridava la donna. Quel maledetto cane si era inchiodato davanti a me. Non mi mollava, con lo sguardo, continuando ad abbaiare. Ero in suo potere, purtroppo. Qualsiasi movimento mi sarebbe stato fatale. Rimasi immobile. Quando lei riusc\u00ec ad arrivare, facendosi largo in mezzo ai rovi, mi trov\u00f2 con la pistola in mano e lo sguardo attonito sull\u2019animale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTobia\u2026ma che ti \u00e8 preso?\u201d disse la donna, mentre agganciava il guinzaglio al collare. Poi, alz\u00f2 lo sguardo su di me, guardandomi con sorpresa. \u201cPaolo\u2026\u201d il silenzio cal\u00f2, improvviso, in quell\u2019angolo del bosco. \u201cChe ci fai, qui\u2026 con quella cosa in mano?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrimo: come poteva conoscermi quella donna? Secondo: proprio in quel momento doveva arrivare la bestiaccia? Terzo: adesso cosa potevo fare?\u201d. Fu la rapida sequenza di pensieri che attravers\u00f2 la mia mente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTobia! Seduto!\u201d disse la donna, richiamando il cane. \u201cNon temere\u2026 Incute timore ma, in realt\u00e0, \u00e8 buonissimo\u2026 Segue solo il suo istinto di cane da riporto\u2026 E tu eri la sua preda! \u201c la frase fu accompagnata da una risata che mi destabilizz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa chi \u00e8 costei che ha il coraggio di ridere in un momento cos\u00ec tragico?\u201d dissi fra me, piuttosto infastidito dal suo sguardo. Avevo la sensazione che mi stesse facendo una radiografia. \u201cMa\u2026 tu, Paolo, sei sempre uguale!\u201d ebbe il coraggio di aggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembra quasi soddisfatta di avermi trovato\u2026Che beffa!\u201d pensai, stizzito. Il mio piano era miseramente sfumato. \u201cMi riconosci? Sono Marinella\u2026 Eravamo compagni di scuola alle medie e al liceo\u2026 Non ti ricordi di me?\u201d. Continu\u00f2 lei, senza lasciarmi il tempo di ribattere. \u201cPosso invitarti a bere un caff\u00e8? La casa dei miei \u00e8 poco distante, proprio alla fine della borgata\u2026 Vicino al sentiero che porta nel bosco\u2026Sai, i miei genitori sono mancati quest\u2019anno ed io sono tornata per mettere tutto in vendita\u2026Tobia era il loro cane&#8230; Non so che ne far\u00f2 di lui\u2026 Io abito fuori Roma\u2026Vivo con i mei figli\u2026 Gestiscono un bagno a Ostia\u2026Che bello rivederti\u2026\u201d Parlava a raffica. Non riuscivo a pensare. La seguii come un automa, stordito. Improvvisamente mi ricordai di lei. Rividi tutte quelle ragazze che mi inseguivano, per la strada. Fuggivo, impacciato e spaventato. Mi nascondevo, per paura dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrato in casa sua, sedetti al tavolo di cucina. Tenevo la pistola in grembo. Continuava a parlare, mentre preparava il caff\u00e8. \u201cPenso che, anche un bicchierino di grappa, ti faccia bene\u2026 Sei cos\u00ec pallido&#8230;Ho qui una bottiglia conservata dal mio pap\u00e0, te la faccio assaggiare\u2026\u201d. Mi porse il bicchiere ed io lo trangugiai. Bruciava nello stomaco. Scaldava la testa. Ne bevvi altri due, mentre l\u2019ascoltavo. La testa girava, ma mi dava forza. Non so perch\u00e9, pi\u00f9 la guardavo, pi\u00f9 mi ricordavo che, allora, anche lei mi piaceva. Aveva un sorriso disarmante e la sua risata metteva allegria. \u201cEri bellissimo\u2026cio\u00e8\u2026 non \u00e8 che adesso sei diverso\u2026anzi, sei sempre uguale\u2026\u201d il suo sguardo incantato mi metteva soggezione. \u201cEro innamorata di te\u2026 tutte lo eravamo\u2026 Ma tu non mi hai mai degnata di uno sguardo\u2026 Scappavi, quando mi vedevi\u2026 Poi il tempo \u00e8 passato, ho incontrato Antonio\u2026un ufficiale dell\u2019esercito. Si trovava, qui vicino, per un\u2019esercitazione militare. Ci siamo conosciuti in discoteca e\u2026mi sono sposata. Era di Roma. Sono stata davvero felice con lui. \u00c8 morto, improvvisamente, al ritorno da una missione in Kosovo\u2026non ho mai saputo cosa sia successo\u2026quei proiettili all\u2019uranio impoverito\u2026\u201d. Si ferm\u00f2, un istante, colta dall\u2019emozione. Sembrava aver tenuto dentro quelle parole per tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so come, ma balzai, di scatto, dalla sedia e l\u2019abbracciai. \u201cPerdonami\u2026perdonami\u2026perdonami\u2026\u201dcontinuavo a ripeterle. Avrei spaccato il mondo, tanto grande era la rabbia che cresceva in me. \u201c\u00c8 tutta colpa mia, se lui \u00e8 morto!\u201d. Pronunciai quelle parole, disperato. Poi, non so come, la baciai. Quasi con violenza. Non mi rifiut\u00f2. Anzi, qualcosa in lei diceva di continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi svegliai in un letto vuoto. Non capivo dov\u2019ero. Forse avevo sognato. Era rimasta, per\u00f2, la bellissima sensazione di aver volato. Finalmente libero, dopo tanto tempo. Quando la vidi arrivare, sorridente, mi resi conto di quanto fosse giovane e bella. Come al tempo dei nostri diciotto anni. Portava un vassoio, pieno di cose buonissime da mangiare. Lo appoggi\u00f2 sul comodino e si sdrai\u00f2 accanto a me. Mi diede un bacio, dolcissimo. Sentii che il rigido cordone, tenuto da sempre al posto del cuore, si stava sfilacciando. Potevo permettermi di lasciare entrare aria nuova nella mia anima. Le accarezzai il viso, grato per il dono ricevuto. Sapevo, per\u00f2, di doverle chiedere dov\u2019era la pistola, ma temevo, per questo, di farle del male. Ho capito, con il tempo, che le donne sanno sempre tutto. Guardandomi negli occhi, come se mi leggesse dentro, Marinella aggiunse \u201c \u00c8 finita nello stagno\u2026tanto non ti serve pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44768\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44768\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019almanacco, aperto alla pagina del 31 dicembre 2020 giaceva, abbandonato, sulla scrivania disordinata. 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