{"id":44753,"date":"2021-03-16T11:48:55","date_gmt":"2021-03-16T10:48:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44753"},"modified":"2021-03-16T11:48:57","modified_gmt":"2021-03-16T10:48:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2021-il-grido-dei-glicini-in-fiore-di-marco-fabbricatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=44753","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2021 &#8220;Il grido dei glicini in fiore&#8221; di Marco Fabbricatore"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019orologio segnava due minuti alle cinque del pomeriggio: dopo mesi, avrei rivisto, per la prima volta da quando mi aveva lasciato, Paride. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Accadde tutto velocemente. Rincasando, mi accorsi che le sue cose erano sparite: come se, in quel bilocale, avessi sempre vissuto da solo, gestendo male spazi troppo ampi per le mie reali esigenze; l\u2019armadio riempito a met\u00e0, la libreria costellata di spazi vuoti. <\/p>\n\n\n\n<p>A mo\u2019 di sfregio, aveva lasciato il dipinto, raffigurante dei glicini in fiore, a cui avevo lavorato con febbrile accuratezza per il suo compleanno.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo cinquantun giorni di perseverata evasivit\u00e0, Paride accett\u00f2 di farsi vivo: mi raggiunse, con passi lenti e calcolati, sfilando con disinvoltura tra i tavolini di un bar, con l\u2019aria trafelata e indifferente di chi &nbsp;incontra qualcuno che sa di poter far attendere.<\/p>\n\n\n\n<p>-Scusa-<\/p>\n\n\n\n<p>Indossava un maglione che accentuava la grazia del collo smilzo e la forma affusolata del volto, felina. Avendolo l\u00ec, pensai, come sempre mi capitava, che quegli occhi cerulei e fissi, le narici strette, i morbidi boccoli raccolti in un codino e la bocca atteggiata a mestizia lo facevano rassomigliare a uno dei soggetti di Leonardo: la spontaneit\u00e0 di quel paragone, riassopito nonostante quella mia nuova, costretta, quotidianit\u00e0 senza di lui, mi provoc\u00f2 ulteriore irritazione.<\/p>\n\n\n\n<p>-Paride, perch\u00e9 lo hai fatto?- iniziai, guardandolo in viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricambi\u00f2 con uno sguardo confuso.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sei scappato da casa, senza spiegazioni- tagliai corto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Fa\u2019 conto che io sia andato per qualche tempo a Rimini, dai miei.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Che razza di risposta \u00e8 questa?- alterandomi, sbattei le nocche contro la gamba del tavolo -Cosa ti \u00e8 preso?-<\/p>\n\n\n\n<p>Paride, sfilandosi gli occhiali, mi fiss\u00f2 per un lungo momento con le sue pupille vagamente interroganti di miope.<\/p>\n\n\n\n<p>-Cosa vuoi sapere che tu non sappia gi\u00e0?-<\/p>\n\n\n\n<p>Esitai.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sono sicuro che ci sia un altro.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Finalmente giochi a carte scoperte ma \u00e8 sempre la stessa storia: ricondurre a un ipotetico \u201caltro\u201d ogni nostro problema- rispose, con la lenta fermezza da insegnante che riprende uno studente svogliato -Questo perch\u00e9, non avendo alcuna considerazione del tuo valore, sei terrorizzato che io scappi da qualcuno pi\u00f9 attraente o intelligente di te-<\/p>\n\n\n\n<p>In sottofondo un cantante intonava l&#8217;ultima, commerciale, hit del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ho venticinque anni: ho bisogno di riflettere, da solo, senza te e le naturali premure, non richieste n\u00e9 necessarie, che ti sentiresti in obbligo di avere nei miei riguardi sapendomi in questa situazione.-<\/p>\n\n\n\n<p>Abbassai lo sguardo verso il bicchiere: l\u2019odore forte dell\u2019alcol mi avvamp\u00f2, disgustandomi momentaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p>-Stiamo ancora insieme?- chiesi, con tono quasi burocratico.<\/p>\n\n\n\n<p>Paride alz\u00f2 lo sguardo mentre con l\u2019indice giocherellava con un bretzel. <\/p>\n\n\n\n<p>-Non ho una risposta- sussurr\u00f2, con fredda dolcezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<em>Bada a chi ti fidi. \u00c8 stato facile arrivare, ma non sar\u00e0 cos\u00ec facile uscire<\/em>.-<\/p>\n\n\n\n<p>Dei glicini sfioravano un cielo silenzioso e limpido. L\u2019odore, dolce e persistente dei loro fiori viola perlaceo, mi pizzicava il naso.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non ho mai sopportato questi fiori- soffi\u00f2 una voce, vellutata e melliflua.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come?- chiesi, tradendo palesemente lo spavento.<\/p>\n\n\n\n<p>Una lince, con indosso le sfumature di novembre, mi sfior\u00f2 la gamba. <\/p>\n\n\n\n<p>Era tanto bella, quanto magra dai movimenti, ipnotici e leggeri, che sembravano sfiorare appena il terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi provocano allergia- disse quella. Poi, fissandomi in volto -In cosa posso servirti, Fabrizio?-<\/p>\n\n\n\n<p>Deglutii, spaesato, mentre la lince compiva giri lascivi su s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u2013Abbiamo cose da dirci e la strada, come vedi, \u00e8 abbastanza lunga. Seguimi-<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole erano narcotiche, con cenni di malcelata sensualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vidi costretto ad accettare, con reticenza, stringendo le braccia al busto mentre, con lo sguardo, cercavo possibili vie di fuga&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>-Sei particolarmente glabro, per essere un uomo in piena maturit\u00e0 sessuale.-<\/p>\n\n\n\n<p>Solo alle parole dell\u2019animale, mi accorsi effettivamente di essere nudo. Mi gelai e, goffo, cercai di coprirmi. <\/p>\n\n\n\n<p>-\u00c9 naturale che tu sia diffidente- ammise lei, aumentando leggermente l\u2019andamento -Deimos \u00e8 il fratello di Fobos. La disperazione \u00e8 compagna della paura dai tempi degli dei falsi e bugiardi.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Prima ho sentito delle voci che mi hanno messo a bada- ammisi, cercando di non sostare troppo lo sguardo su quel pelo maculato la cui vista mi provocava vertigini e disorientamento.<\/p>\n\n\n\n<p>-Da chi?-<\/p>\n\n\n\n<p>-Da te-<\/p>\n\n\n\n<p>-Voi umani siete cos\u00ec banali. Vi fidate ciecamente di ci\u00f2 che non vedete mentre ignorate la realt\u00e0 che vi circonda. Capirai di chi fidarti.-<\/p>\n\n\n\n<p>Camminammo, spediti, per quello che poteva essere molto o nessun tempo: la terra che calpestavo, al tatto dei miei piedi nudi, n\u00e9 calda n\u00e9 fredda, n\u00e9 morbida n\u00e9 dura, non sembrava subire il mio tocco. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo l\u2019impressione che ci muovessimo ma senza mai spostarci.<\/p>\n\n\n\n<p>-Posso sapere chi sei?- le domandai, serio.<\/p>\n\n\n\n<p>-Secondo me, lo sai.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Sei un demone. Uno <em>shinigami<\/em>?-<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;animale sbuff\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non sei morto- mi rassicur\u00f2- E il male o Dite sono concetti superati. Sai chi era Zedong? Un bibliotecario. Ceausescu? Un calzolaio! Se Satana esistesse davvero si chiamerebbe Francesco e darebbe il resto sbagliato in un bar di provincia senza POS. Il male \u00e8 mediocrit\u00e0, il bene banale. E io, mi passerai la modestia, li trascendo.-<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;-Tu per\u00f2 stai provando il male- aggiunse, poco dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Paride mi ha lasciato-<\/p>\n\n\n\n<p>-Senza spiegazioni, vero?- sottoline\u00f2 la fiera, visibilmente compiaciuta dalla piega della conversazione -E adesso sei qui, riducendo lo splendore dei tuoi ventotto anni a vene e polsi tremanti, pregandomi un aiuto.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Io non ti ho chiesto nessun\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>Si lev\u00f2 improvvisamente una strana nebbia che inizi\u00f2 a inglobare, con feroce lentezza, tutto ci\u00f2 che mi circondava: i glicini, il terreno, il cielo terso e lo stesso animale.<\/p>\n\n\n\n<p>-Cosa sta succedendo?- chiesi, preso dal panico -Cos\u2019\u00e8 questa roba?-<\/p>\n\n\n\n<p>Un suono si lev\u00f2 dal nulla: piccoli, costanti colpi di un qualcosa che sbatteva, si agitava, ansimava, forse, lottava. Era un rumore vissuto, eppure non riuscii a metterlo in relazione con niente: ebbi la spiacevole sensazione, per\u00f2, di star origliando qualcosa di riservato.<\/p>\n\n\n\n<p>-Voi innamorati siete accumunati da una vulnerabilit\u00e0 cos\u00ec dannatamente erotica.- constat\u00f2 la lince inspirando in modo oscenamente teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con gli occhi cerulei fissi nei miei, mi osserv\u00f2 per quella che mi parve un\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi ripeto: in cosa posso servirti?- la voce, tremula di piacere -Posso renderti pi\u00f9 attraente, lo sai? Pi\u00f9 dotato. Puoi dire addio a sospiri, pianti e alti guai.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Voglio l\u2019amore di Paride- confessai mentre il muso umido dell\u2019animale, sfiorandomi le gambe, mi provocava una sensazione spiacevole alla bocca dello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p>-Scontato: ti ha lasciato, azzarderei per un altro, senza dirti nulla. Sei stato sostituito da uno pi\u00f9 alto, pi\u00f9 divertente, forse meno accomodante o intelligente di te.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e9 lo amo.-<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi mentite sempre- constat\u00f2, secca, sparendo ancora nella nebbia -C\u2019\u00e8 dell\u2019altro: perch\u00e9 vuoi che Paride ritorni?-<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e9\u2026- sbottai, stringendo i pugni- Potr\u00f2 essere io&#8230;quello che\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono di prima, ovattato dalla nebbia, si faceva sempre pi\u00f9 forte, persistente, continuo. Volgare.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come ho detto prima: il male si nasconde nella mediocrit\u00e0. Ma il vero male si nasconde in quelli come te. Scegli, Fabrizio- mi intim\u00f2 -Per amore o rivalsa?-<\/p>\n\n\n\n<p>Abbassai lo sguardo: il membro, molle, riposava sotto la peluria nera.<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi ha deluso-<\/p>\n\n\n\n<p>-Lo so- mi consol\u00f2 una voce, questa volta femminile e gracchiante, levatasi dalla foschia.<\/p>\n\n\n\n<p>-Merita di capire come ci si sente-<\/p>\n\n\n\n<p>Una zampa di rapace si allung\u00f2 verso di me con la lentezza di una carezza. Gli artigli brillavano, avidi e assetati, pronti a posarsi su di me: ero convinto che al tatto sarebbero stati delicati e che mi avrebbero aiutato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riuscivo a pensare ad altro, lo avevo sempre saputo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Datemi il suo amore!-<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo che Paride tornasse ad amarmi, ora e per sempre: la lince sarebbe stata in grado di farlo<\/p>\n\n\n\n<p>-Ti dar\u00f2 il suo amore, allora!- l&#8217;animale, ebbro, riemerse dalla nebbia<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013Come pensi di ripagarmi?-<\/p>\n\n\n\n<p>-Pagarti?- scattai, mentre un forte vento di bufera inizi\u00f2 a levarsi -Non ho denaro con me, cibo, non ho nulla! Se tornas\u2026-&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>-Hai a sufficienza tutto ci\u00f2 voglio- rispose, sorniona -Qualcosa che non ti serve pi\u00f9&#8230;un <em>giorno<\/em> che hai vissuto-<\/p>\n\n\n\n<p>-Un giorno?- ripetei, incupito -Far\u00e0 male?-<\/p>\n\n\n\n<p>-Potrei disquisire per ore sull\u2019ampia semantica di questo termine- poi, tacendo per qualche secondo, mi guard\u00f2 di sbieco \u2013No, l\u2019estrazione non lo sar\u00e0-<\/p>\n\n\n\n<p>-Riportami il suo amore- bofonchiai, coprendomi gli occhi dalle raffiche e lasciando una fessura tra le dita. -A qualunque costo-<\/p>\n\n\n\n<p>Il felino inizi\u00f2 a ridere e ruggire sembrando fomentare ulteriormente l\u2019intensit\u00e0 di quelle folate: l\u2019ultima cosa che ricordo  \u00e8 la soffocante, claustrofobica, famelica occhiata di quella dannata lince.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerulea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p>Sei stato silenzioso ma non abbastanza, lettore. Ho sentito la tua presenza mentre ci studiavi con occhi attenti, forse annoiati, leggermente miscredenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa sono? Cosa \u00e8 successo? Dove si \u00e8 svolta la storia? Hai tutti i tasselli del puzzle, devi solo incastrarli l\u2019uno nell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai assistito a chi, per riavere indietro l\u2019amore, ha di propria volont\u00e0 rinunciato a qualcosa di s\u00e9 che ha smesso di essere sua per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabrizio scelse il ritorno di Paride consegnandomi, in cambio, l&#8217; accesso ai suoi giorni passati; vastissimi, intensi. Succosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne scelsi uno piuttosto insignificante, in verit\u00e0: non quello in cui Paride lo baci\u00f2, sul portone di casa. O quello della prima volta in cui avevano fatto l&#8217;amore. Non sono mica banale.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il giorno in cui, per caso o gioco, le loro mani si sfiorarono per la prima volta che cattur\u00f2 la mia attenzione. Un episodio di cui Fabrizio ricordava appena la dinamica, seppellito sotto cumuli di ricordi. Fu prelibato.<\/p>\n\n\n\n<p>Paride torn\u00f2 e, come avevo promesso, innamorato. Ma non furono felici.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo ritrov\u00f2, Fabrizio, mentre era alle prese con la cena. Le valigie, ancora da disfare, come unico segno di un ritorno a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorseggiando del buon rosso, dopo qualche ora di sesso e carezze, Paride confess\u00f2 di aver capito che il sentimento che lo legava al compagno era sempre stato forte e sincero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qualcosa in Fabrizio era variato. Qualcosa di piccolo, sfuggente di cui non riusciva proprio a venire a capo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ce la mise tutta per amarlo, nei lunghi anni a seguire. <\/p>\n\n\n\n<p>E certi giorni gli sembr\u00f2 persino di provare qualcosa quando scorgeva Paride, addormentato, gli stringeva la mano o quando, lasciando tra lenzuola estranee l\u2019ennesimo uomo, tornava a casa, con la borsa del lavoro e un diverso profumo sulla pelle, provando una vaga sensazione di colpevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non merito biasimo, ho esaudito un desiderio espresso con superficialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non avrebbe dovuto fidarsi della Lussuria, avrebbe dovuto ascoltare il grido dei glicini in fiore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_44753\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44753\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019orologio segnava due minuti alle cinque del pomeriggio: dopo mesi, avrei rivisto, per la prima volta da quando mi aveva lasciato, Paride. &nbsp; Accadde tutto velocemente. Rincasando, mi accorsi che le sue cose erano sparite: come se, in quel bilocale, avessi sempre vissuto da solo, gestendo male spazi troppo ampi per le mie reali esigenze; [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_44753\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"44753\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":21411,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[553],"tags":[],"class_list":["post-44753","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2021"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44753"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/21411"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44753"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44753\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44803,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44753\/revisions\/44803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}